Riflessioni sparse ad un tavolo del nuovo Bookshop Cafè di Udine

Ti è mai capitata una giornata storta? O anche più giornate storte di seguito? Immagino di sì. Io sto attraversando proprio uno di questi periodi. Così ho mollato tutto e sono andata a bermi un caffè a Il Caffè dei Libri che ha aperto da pochi giorni a Udine. È un Bookshop Cafè simile a quelli che cerco – perché li amo alla follia – nelle città europee che ho avuto modo di visitare.

Poltrone comode e arredamento all’apparenza casuale ma in realtà ricercato, tra il vintage e il minimalista. Abbondante presenza di legno, di cui di sente ancora il profumo, che riscalda l’ambiente. Spazi raccolti che si alternano a open space in cui condividere i propri momenti di pausa. Luogo ideale per consumare un pranzo veloce o per sorseggiare con calma un caffè. E soprattutto per sfogliare un libro, che lo si voglia comprare o meno. Perché i Bookshop Cafè sono anche vere e proprie librerie. E di solito propongono una scelta di testi originale.

Ho amato molto i Bookshop Cafè che ho frequentato a Bratislava, Tirana, Madrid, Sarajevo e Firenze (alcune immagini nella fotogallery). La cosa bella è che puoi sederti, ordinare qualcosa e rimanere tutto il tempo che vuoi, senza che nessuno ti metta fretta o pretenda che tu ordini qualcos’altro (tanto più che prima o poi lo farai comunque). Questi luoghi mi trasmettono la sensazione di essere un rifugio e un luogo di ispirazione. Sono locali pubblici, ma ti senti a casa appena ci metti piede.

Ho avuto la stessa sensazione di calore accogliente entrando nel caffè letterario di Udine. La musica in filodiffusione è adatta ai momenti di relax. Nella sala principale si trova un lungo bancone che si affaccia su tavolini adatti a un caffè o a un pasto veloce. Più avanti c’è uno di quei tavoli alti e lunghi a cui ci si accomoda sedendosi su alti sgabelli, che io trovo perfetti per l’aperitivo. Le scale a destra conducono in una saletta più raccolta in cui ci sono una poltrona e un divano vintage, immagino molto contesi. Un paio di tavoli più grandi sono invece perfetti per pranzare o cenare. Il menù è molto sfizioso e propone cibi veloci ma originali, con grande attenzione sia agli ingredienti sia alla presentazione di piatti. Le librerie di questa saletta hanno soprattutto testi illustrati e per bambini. E poi c’è una sorta di stretta terrazza sospesa sulla sala centrale. Le sedie in pelle sono comodissime ma non così avvolgenti come le poltrone. Qui lo spazio può accogliere non più di tre tavoli. Per fortuna ne trovo uno libero. È perfetto: sono schermata da una colonna, ma ho un’ottima visuale verso la porta di ingresso che si affaccia sulla terrazza coperta che accoglie i tavoli esterni.

Il locale ha aperto da pochi giorni, i titolari sono una giovane coppia che ho amicato su Facebook ma che non conosco di persona, ma che mi sono piaciuti da subito perché ho notato come abbiano dato importanza a tutti gli aspetti di questa attività, non per ultima – come invece purtroppo spessissimo accade – alla comunicazione. L’inaugurazione è stata un successo senza precedenti, i clienti sono già tanti e le due cameriere fanno fatica a stare dietro a tutti. Finalmente ottengo l’attenzione di una di loro, le sorrido, ordino un caffè (al tavolo costa 1,10 euro, mi sembra ok considerato i servizi di cui si dispone) e chiedo la password per il wifi, che funziona bene (in Italia purtroppo non è scontato).

Leggo due e-mail di lavoro da mittenti che scrivono con tono arrogante. Respiro a fondo e volgo lo sguardo alla libreria alla mia sinistra. Di fronte ai miei occhi, ci sono tre titoli: Piccolo manuale per non farsi mettere i piedi in testa, Piccolo manuale di autodifesa verbale e Lezioni del Buddha per raggiungere la serenità in 3 mesi.
Non so se sia una trovata dell’esperto di marketing, ma sembrano fare al caso mio. Ne sfoglio uno e leggo qualche consiglio: sembra che l’autore mi conosca e stia parlando di me e con me. Ovviamente non è possibile.
E così mi trovo a riflettere al numero evidentemente alto di persone che ogni giorno sono nella condizione di “non dover farsi mettere i piedi in testa”. Sono talmente tante che c’è stato chi ha avuto l’idea di scrivere un libro per dare loro dei consigli. Da quando siamo diventati così? Da quando, per provare a nascondere le nostre mancanze o i nostri errori o anche soltanto il nostro menefreghismo, impegniamo tutte le nostre energie a scaricare sugli altri presunte colpe? Da quando, invece di dare una mano e provare a fare qualcosa, cerchiamo di acquisire meriti “per sottrazione”, ovvero provando a mostrare le presunte mancanze degli altri? E, nel caso ci riuscissimo, davvero ci consideriamo appagati da questa “vittoria”? Davvero il mondo si divide da chi sa usare bene questi mezzi e quelli che cercano di difendersi da prepotenza e arroganza?

Non ho mai amato questo genere di manuali, anche se in passato mi è capitato di comprarne e non riesco a fare a meno di sfogliarli in libreria. Vi ricordate quello che si intitolava qualcosa come Le ragazze cattive vanno dappertutto? Ecco, in passato sembrava adatto a me, visto che in molti mi hanno spesso dato della stronza. Speravo quindi che, in quanto tale, potessi almeno andare dappertutto.
Invece mi ritrovo ancora a Udine (nonostante la frase che ora mi sento dire più spesso sia: “Ma sei sempre in giro!” – un bel passo avanti, a pensarci bene), una piccola città del profondo Nordest dove è stato aperto un locale capace di immergere i suoi clienti in quella atmosfera un po’ internazionale che io amo tanto.

Chiudo la casella di posta e apro Google Maps: ero venuta qui per terminare l’itinerario del mio prossimo viaggio.
Al diavolo le e-mail arroganti. E il manuale che ti insegna come rispondere loro lo leggerò un’altra volta. Questo è un luogo che concilia l’ispirazione e che mi mette di nuovo voglia di scrivere, oltre che di leggere.
Apro il taccuino, rileggo i miei appunti e comincio a scrivere il post che stai leggendo ora.
E la prossima volta mi siedo al tavolo vicino alla libreria delle guide turistiche!

Bookshop Cafè Udine
Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

6 Commenti
  1. pubblicato da
    Nicoletta
    Mag 24, 2016 Reply

    sempre belli certi luoghi, total relax 🙂

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mag 24, 2016 Reply

      È davvero così. Dovrebbero chiamarla bookshop cafè terapia ?

  2. pubblicato da
    Lucrezia & Stefano – In World’s Shoes
    Mag 24, 2016 Reply

    Davvero bello, ce ne vorrebbero di più qui a Roma!

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mag 24, 2016 Reply

      È vero, ce ne vorrebbero di più ovunque, specie in Italia! ?

  3. pubblicato da
    politepolarbear
    Mag 24, 2016 Reply

    Avrei voluto leggere il post (che mi sembra molto interessante) ma mi è impossibile farlo perchè su entrambi i browser su cui ho provato (Firefox e Chrome) il testo è sempre sballonozolante su è giù a causa delle diverse fotografie (di diverse altezze) che girano automaticamente sulla destra. Mi viene una sorta di mal di mare 🙁
    Sono certo che riuscirai a sistemare presto l’inconveniente.
    Ciao!

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mag 24, 2016 Reply

      Accidenti, mi dispiace! A me con gli stessi browser non dava questo problema. Tolgo senz’altro la foto verticale. Grazie mille per la segnalazione!

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