Premio Luchetta 2017, un viaggio nel nostro tempo. I vincitori

Un viaggio nell’attualità del nostro tempo per illuminare e raccontare le periferie del pianeta, e il miracolo di un’infanzia che resiste alle emergenze più dure, travolta fra guerre, terrorismo, migrazioni epocali, fame e carestie. È l’obiettivo del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, giunto alla 14^ edizione. Il 22 giugno al Politeama Rossetti di Trieste ci sarà la serata finale con le premiazioni dei vincitori. Sarà trasmessa su Rai1 venerdì 7 luglio alle 20.30.

I vincitori del Premio Luchetta 2017

Per la sezione Fotografia: Khalil Ashawi con lo scatto simbolo di questa edizione, una giovane sfollata siriana, con la gamba amputata, ritratta in un campo profughi in Turchia mentre scorre il cellulare. Trattenuto proprio in Turchia da un visto che non arriva, Khalil Ashawi sarà rappresentato al premio Luchetta dal collega dell’agenzia Reuters Tony Gentile, fotografo italiano noto per i suoi reportage e in particolare per lo scatto che ritrae i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, immagine iconica dell’impegno antimafia.

Per la sezione TV NEWS: Lyse Doucet di BBC News ripercorre la storia di Bara’aa, nella Siria occidentale, racconta esemplare delle giovani generazioni siriane tra guerre, terrorismo, sfruttamento sessuale, lavoro minorile, migrazioni, fame, povertà e siccità.

Per la sezione REPORTAGE: Valerio Cataldi di Rai Tg2 Dossier si fa scoprire cos’è il confine d’Europa ascoltando le parole di un bambino e soprattutto guardando negli occhi Aziz, respinto per cinque volte con suo padre.

Per la sezione STAMPA ITALIANA: Laura Silvia Battaglia di Left Magazine ha raccontato la tragedia dei bambini yemeniti, vittima di traffici a scopo sessuale o per impegnarli come forza militare, nella guerra fra i ribelli del Nord e i governativi.

Per la sezione STAMPA INTERNAZIONALE: Tom Parry del Daily Mirror racconta la Somalia colpita da una delle peggiori siccità negli ultimi 70 anni.

premio luchetta 2017
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Va a Corrado Formigli la VI edizione del Premio Crédit Agricole FriulAdria Testimoni della Storia, promosso dal Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta su impulso di Crédit Agricole FriulAdria, d’intesa con il festival pordenonelegge. «Giornalista e conduttore televisivo preparato e incisivo, capace di arrivare immediatamente all’essenza della questione grazie ad una eloquenza diretta ed efficace, Corrado Formigli – recitano le motivazioni – è autore e protagonista di apprezzati reportage d’inchiesta realizzati nei luoghi più critici del pianeta». Il premio è stato assegnato nelle scorse edizioni a Gianni Minà, Giovanni Floris, Lilli Gruber, Ferruccio De Bortoli ed Ezio Mauro.

Il direttore dell’Ansa Luigi Contu riceverà dal portavoce Unicef Italia, Andrea Iacomini, il Premio I Nostri Angeli per l’attività di sensibilizzazione sull’infanzia violata e minacciata nel mondo.

Agli esodi e alle migrazioni è legato il Premio Speciale 2017 assegnato dalla Fondazione Luchetta a “Mediterranean hope”, il progetto “corridoi umanitari: l’accoglienza oltre l’emergenza” avviato dalla Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle Chiese Evangeliche e la Tavola Valdese, che ha già portato in Italia 1.000 rifugiati siriani, accolti attraverso reti di ospitalità privata.

Un forte richiamo all’attualità arriverà anche dall’intervento della famiglia Regeni: Claudio e Paola Regeni, genitori di Giulio – alla cui memoria andava nel 2016 il Premio Speciale assegnato dalla Fondazione Luchetta – ci ricorderanno che il caso attende ancora risposte determinanti, e che proprio per questo servono impegno e attenzione.

premio luchetta 2017
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Come nasce il Premio Luchetta

Il 28 gennaio 1994, a Mostar Est, una troupe della Rai di Trieste che stava realizzando uno speciale per il Tg1, per proporre i bambini vittime della guerra balcanica come candidati al Premio Nobel per la Pace, veniva colpita da una granata: Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’angelo sono stati i primi inviati Rai a perdere la vita mentre svolgevano il proprio lavoro. Nel ricordo loro e di un altro operatore triestino, Miran Hrovatin, assassinato a Mogadiscio con la giornalista Ilaria Alpi, è stato istituito il premio.

I riconoscimenti vengono assegnati a giornalisti, fotografi e tele cineoperatori di tutto il mondo che raccontano, con particolare sensibilità, la difficile tematica delle violenze e delle sopraffazioni sui bambini che, nelle guerre per il potere o il petrolio, nelle contrapposizioni etniche e nei deserti della miseria sociale, sono vittime predestinate e innocenti. È un premio al giornalismo che è insieme notizia e messaggio, proponendo i valori di pace, sostegno, solidarietà e rispetto dei diritti civili, che sono la via d’uscita dalle tragedie di ieri e di oggi.

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Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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