Una giornata tra i tesori di Dubrovnik

È uno dei luoghi da vedere una volta nella vita, anche con il rischio di rimanere delusi. Dubrovnik, uno dei porti commerciali per secoli più importanti del Mediterraneo, è un piccolo gioiellino. Sempre tirata a lucido, è un piccolo scrigno pieno di monumenti di straordinaria bellezza, racchiusa tra possenti mura, Dubrovnik è anche molto turistica. E continuerà ad esserlo sempre di più. Meta di crociere, in alcuni momenti dell’anno è presa davvero d’assalto e rischia di perdere un po’ del suo fascino.

Se ne avete la possibilità, provate a passare da queste parti in bassa stagione, cercate di evitare i ristoranti troppo cari o di scarsa qualità, ormai adattati al turismo di massa. In ogni caso la città vecchia di Dubrovnik è uno di quei luoghi da vedere assolutamente. All’estrema punta della costa croata, l’antica Ragusa (fondata nel 634 d.C.) per anni fu abile non soltanto a sviluppare floridi commerci con l’area balcanica, diventando un punto di riferimento per gli scambi tra Occidente e Oriente, ma anche a mantenere una propria autonomia politica, grazie a ottime doti diplomatiche prima con Venezia, poi con il potere ungherese, in seguito con quello ottomano, riuscì per secoli a riservarsi un ruolo strategico nel Mediterraneo. La fine della gloriosa Repubblica arrivò nel 1814 sotto l’amministrazione asburgica, ma rimase la prosperità economica legata ai commerci, a cui a inizio Novecento cominciò a delinearsi quella del nascente turismo.

Alzandovi alla mattina presto, potete riuscire a vedere Dubrovnik in un giorno e godervi anche un bel tramonto sul mare. Ecco l’itinerario che vi consiglio per apprezzare le bellezze di questa splendida città.

COSA VEDERE: LO STRADUN

È il viale che vi capiterà di percorrere più volte di sicuro durante il vostro soggiorno a Dubrovnik. Ampio, pedonale, lastricato, tirato a lucido, su cui si affacciano, in rigoroso ordine, palazzetti con linee omogenee e con finestre dagli scuretti di color verde scuro.

Un tempo sul piano stradale si aprivano le botteghe degli artigiani, mentre oggi ci sono i negozi e qualche bar. Omogeneità architettonica pur nella personalizzazione rendono questo viale una meraviglia per lo sguardo che si perde fino in fondo alla strada e prova a coglierne i dettagli.

Percorrete lo Stradun con calma, assaporando ogni angolo e ammirando tutti i numerosi monumenti in cui vi imbatterete lungo questo percorso di circa 300 metri.

Lo Stradun è la scenografia perfetta di Dubrovnik. In rapida successione, dopo aver oltrepassato Porta Pile e il bastione difensivo, troverete di fronte a voi, all’inizio dello Stradun, la grande Fontana di Onofrio. Dietro alla fontana, sulla destra, si trova la facciata dell’ex monastero di Santa Chiara, dove venivano rinchiuse le ragazze di buona famiglia costrette a prendere i voti per non dover dividere il patrimonio famigliare. Di fronte alla fontana s’incontra invece la piccola chiesa di San Salvatore consacrata nel 1520. Non dimenticate di percorrere lo stretto vicolo sulla destra che conduce al convento francescano, una delle costruzioni più importanti delle città che affonda le sue radici nel 1317. Tornando sullo Stradun, sempre appartenente ai francescani, si può notare il bellissimo portale gotico del 1499 della chiesa di San Francesco. Verso la fine del viale, sulla sinistra c’è una piccola stradina che conduce alla sinagoga. Alla fine del viale di nuovo uno scrigno di tesori: dalla piccola Fontana di Onofrio, a palazzo Sponza, alla colonna di Orlando, di fronte alla chiesa di San Biagio.

dubrovnik cosa vedere
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COSA VEDERE: LE FONTANE DI ONOFRIO

Le fontane a Dubrovnik sono una cosa seria. Così come l’acqua, che proviene dalle fonti dell’Ombla, a circa 12 chilometri dalla città. Sopra Porta Pile ancora oggi si possono vedere i resti dell’acquedotto che per secoli ha portato l’acqua potabile in città. Nel XV secolo, la comunità ebraica, a causa dell’influenza cattolica, era costretta ad attingere l’acqua potabile ad una fontana propria.

Appena oltrepassata Porta Pile, lo sguardo non può fare a meno di cadere sulla grande Fontana di Onofrio, un capolavoro scultoreo che risale al 1438, costruita “per dissetare e abbellire la città”. L’imponente manufatto è sovrastato da una grande cupola, costruita dopo il terremoto del 1667 e che serviva come serbatoio. L’acqua sgorga da 16 cannelle, poste tutte intorno alla fontana, passando attraverso altrettante maschere intervallate da colonne.

Al termine dello Stradun c’è la seconda fontana, denominata “piccola a causa delle dimensioni ridotte, ma realizzata dallo stesso architetto della prima: Onofrio della Cava. Completata anche questa nel 1438 per celebrare la fine dei lavori dell’acquedotto, la piccola Fontana di Onofrio è formata da 8 cannelle, sormontate da figure di delfini.

Entrambe le fontane sono tra i monumenti più apprezzati e fotografati della città.

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COSA VEDERE: LE PORTE DELLA CITTÀ

Il complesso sistema di fortificazione della città emerge con evidenza dalla struttura delle porte di accesso alla città.

Due sono le porte di Dubrovnik da cui potrete entrare e uscire alla città vecchia. L’ingresso tradizionale e che probabilmente anche voi varcherete è quello di Porta Pile, sul lato occidentale della città. L’accesso alla porta avviene dopo aver superato il ponte sull’antico fossato della città. Non dimenticate di alzare gli occhi e guardare la porta esterna, impreziosita da una statuetta di San Biagio, patrono della città, che tiene in mano un modellino di Dubrovnik. Sotto la statua si possono riconoscere tre volti – due donne e un uomo barbuto -, che celano una storia divertente. Essi infatti secondo la leggenda dovrebbero raffigurare un frate e due suore, che richiamano le inconfessabili tresche tra le suore clarisse e i frati francescani.

Dopo aver oltrepassato la porta esterna, si raggiunge un bastione del XV secolo che conduce alla porta interna in stile gotico, che risale al 1460. Qui si trova un’altra statua del patrono e un pannello che illustra i danni subiti dalla città durante l’assedio del 1991.

Dal lato opposto della città, invece, si trova Porta Ploče, che conduce al quartiere orientale di Dubrovnik. Vi si giunge dopo aver oltrepassato la torre dell’Orologio, in fondo allo Stradun e aver superato anche il grande complesso del monastero dei domenicani. Prima di arrivare alla porta vera e propria, si incontrano anche le due chiesette dell’Annunciazione e di San Luca, una di fianco all’altra. Anche questa porta presenta una porta interna e una esterna. Dopo aver superato la porta interna, le cui forme sono state alterate durante l’amministrazione asburgica per permettere la traffico viario di entrare in città, si giunge al ponte interno della seconda metà del XV secolo e poi all’imponente fortezza di Revelin, disegnata nel 1539 ma più volte rimaneggiata, tanto che oggi sembra piuttosto tozza e sgraziata. Pochi passi dopo si arriva alla porta esterna, che risale al 1466 e in cui notano la merlatura e l’antico ponte levatoio. Superata la porta esterna, c’è ancora un ponte, edificato nel 1479 per scavalcare il secondo fossato artificiale.

Dubrovnik era difesa davvero bene!

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COSA VEDERE: LE CHIESE E I PALAZZI

Le bellezze artistiche e architettoniche presenti nei pochi metri quadrati del centro storico di Dubrovnik sono davvero numerose. Io vi racconterò quelle principali, lasciando a voi il piacere di scoprire gli edifici di culto e civili minori sparsi un po’ in tutta la città vecchia.

La chiesa di San Biagio, sulla destra in fondo alla Stradun, subito alle spalle della colonna di Orlando, si fa notare immediatamente grazie alla splendida scalinata all’entrata che conduce al sagrato con le balaustre. La facciata è molto elegante, con quattro colonne corinzie e una lunetta con vetrate policrome.  Il portale termina con un timpano sulla cui sommità si trova la statua del patrono con in mano un modellino della città.

Dalla parte opposta, proprio di fronte alla chiesa, c’è palazzo Sponza, costruito nel XVI secolo con una facciata decorata con un mix di stile gotico e rinascimentale. Il palazzo ebbe un ruolo fondamentale nella vita politica e commerciale della Repubblica, visto che al suo interno si trovava la dogana, come testimoniato dalla scritta sul portone d’ingresso, passaggio obbligato dei mercanti. Nei sotterranei del palazzo inoltre si trovava la Zecca di Stato, attiva dal XII al XIX secolo: la Repubblica di Dubrovnik batteva monete di rame e d’argento. Nel palazzo inoltre si riuniva l’Accademia dei Saggi, un circolo di intellettuali e letterati tra i più antichi della Croazia. Al piano terra oggi si trova una sala commemorativa dei caduti per difendere la città durante il terribile assedio e bombardamento del 1991.

Lasciandosi sulla sinistra la torre dell’Orologio e la piccola Fontana di Onofrio, dopo pochi passi s’incontra il palazzo dei Rettori, il più prezioso esempio di architettura civile della Dalmazia meridionale. L’edificio venne realizzato nel XIV secolo, sulle fondamenta di un’antica fortezza. È in stile tardo gotico e fu completato nel 1421 come nuova residenza dei Rettori, figure centrali nell’ordinamento della Repubblica, scelte prima tra i notabili veneziani e in seguito tra la nobiltà cittadina, che rimanevano in carica soltanto un mese per evitare derive autoritarie e concentrazioni di potere. Il palazzo fu restaurato in seguito ad un’esplosione in stile rinascimentale che si fonde con quello gotico. Da osservare con calma gli splendidi capitelli cesellati della loggia: ognuno è scolpito con sculture diverse e tra i più interessanti c’è quella che raffigura un barbuto Esculapio, la divinità greca della salute.

È indispensabile infine fare un salto ad ammirare la cattedrale di Santa Maria Maggiore, che si trova subito il dopo il palazzo dei Rettori. Sorta dopo il disastroso terremoto del 1667 su una chiesa romanica del XII secolo, la cattedrale di Dubrovnik è uno splendido esempio di barocco romano. La cattedrale fu aperta nel 1713. La facciata è preceduta da una breve scalinata su cui si apre il portale centrale incorniciato da colonne corinzie e sormontato da un timpano. Ma l’elemento che caratterizza l’edificio di culto è la grande cupola riconoscibile in tutte le vedute dall’alto della città. La leggenda vuole che alla sua costruzione contribuì Riccardo Cuor di Leone che nel 1191 trovò riparo da una tempesta su queste coste e promise alla Madonna la costruzione di una chiesa in suo onore in segno di gratitudine.

Dalla cattedrale si arriva facilmente al porto mentre, prendendo la direzione opposta, si continua la visita del centro storico, girovagando tra vicoli e piazze di grande bellezza.

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COSA VEDERE: GLI SCORCI PIÚ BELLI

C’è l’imbarazzo della scelta, ma voglio segnalarvi in particolare tre punti da cui ammirare la città e che renderanno la vostra visita a Dubrovnik indimenticabile.

Sul porto vecchio. Uscite da porta Ploce. Subito dopo la porta esterna, potrete già ammirare uno degli scorci più fotografati del porto. Ma non fermatevi qui. Proseguite per almeno 500 metri costeggiando la strada sulla destra e superando il complesso del lazzaretto in riva al mare. Dopo qualche centinaio di metri si aprirà la vista in basso sulla spiaggia di Banje, una delle spiaggette più deliziose a ridosso della città. Ci sono alcune scalinate che potete imboccare per scendere fino al mare. Sia dall’alto sia scendendo sulla riva dell’acqua, potrete ammirare il panorama sul porto vecchio e sulla città alle sue spalle. È una delle vedute classiche della città ed è imperdibile. Se potete, andateci al tramonto.

Dalla scalinata barocca dei Gesuiti. Siamo in pieno centro storico. Dopo aver percorso lo Stradun, addentratevi nei vicoli e nelle piazzette e arriverete facilmente in piazza Gundulić, un vivace luogo aperto con numerosi ristoranti dai tavoli colorati e il tipico mercato del sabato mattina. La Gundulićeva Poljana è unita alla Boškovića da una scenografica scalinata barocca realizzata da un architetto italiano. Percorretela tutta in salita e quando sarete in cima, giratevi. Alle vostre spalle potrete ammirare lo splendido scorcio sulla città dall’alto. Sullo spiazzo in cima si trova un interessante complesso barocco che comprende anche il Collegium Ragusinum, un’istituzione religiosa e scolastica gesuita di fondamentale importanza per la città.

Dalle scalinate sopra Prijeko. Altre scale da percorrere. In questo caso si trovano nei vicoli che partono dallo Stradun verso sinistra entrando dalla porta principale della città. Le strade parallele sul lato sinistro dello Stradun corrono rialzate di una decina di metri e sono intersecate da svariati vicoli costituiti da scalinate su cui si affacciano splendidi palazzi. Prendetene uno a caso e cominciate a salire. Arrivate fino in cima senza girarvi e poi fatelo quando siete nel punto più alto. Di fronte a voi si aprirà uno scorcio meraviglioso che cambierà mano a mano che ridiscenderete di qualche gradino fino alla strada successiva e poi magari imboccherete un vicolo più avanti, soltanto per il gusto di vedere scorci di volta in volta diversi. La strada più famosa è Prijeko, ma è anche quella più turistica: evitatela durante l’ora di pranzo e di cena se non volete essere costretti a dribblare insistenti camerieri che vi invitano nel loro locale. Salire e scendere dalle scalinate è un po’ faticoso, ma ne vale davvero la pena!

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Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    Croazia info
    Lug 17, 2017 Reply

    Precisa e completa come sempre, le foto fantastiche, ma quello che ci farebbe partire subito sono le indicazioni del tipo: “… Prendete un vicolo a caso e cominciate a salire. Arrivate fino in cima senza girarvi e poi fatelo quando siete nel punto più alto, di fronte a voi si aprirà uno scorcio meraviglioso…” Quando il blogger ci mette l’anima…

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Lug 17, 2017 Reply

      Grazie, che bello ricevere i vostri commenti! Dubrovnik può essere davvero una continua scoperta se si lascia trasportare tra i suoi vicoli e si ha abbastanza fiato per percorrere tutte le sue scalinate 🙂

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