Bari, 10 cose da fare nel capoluogo pugliese

Bari è una città ancora sottovalutata e vittima di pregiudizi che stentano a morire. Diciamo la verità, molti pensano che Bari sia ancora una città pericolosa. E in effetti fino a un po’ di anni fa, gli scippi erano davvero frequenti. Ma come succede spesso, le cose cambiano e non sempre in peggio. Oggi si può girare senza problemi per Bari Vecchia (o almeno, io non ho avuto il minimo problema a visitare in lungo e in largo la città da sola) e mi è sembrato di vedere una città estremamente accogliente e in forte rilancio. Un paio di piazze (Umberto I davanti all’università e lo slargo di fronte alla chiesa di San Sabino) erano presidiate da polizia ed esercito, ma nulla di diverso a quello che ormai si può vedere in tutte le grandi città.

I baresi sono simpatici e alla mano, molto cortesi con i turisti e la città è davvero bella e offre moltissimo. Con tanta voglia di camminare, si può trascorrere a Bari una densa e impegnativa giornata intera. Queste sono le cose che io vi consiglio di fare nel capoluogo pugliese. Ma ce ne sono anche molte altre, sta a voi scoprirle!

COSA FARE A BARI

1. Passeggiare sul Lungomare e prendere il sole in spiaggia

Lungo, assolato, incorniciato da imponenti architetture fasciste: il lungomare Nazario Sauro collega Bari Vecchia con Pane e Pomodoro, la spiaggia di Bari che d’estate è già affollata alle otto del mattino. Sabbiosa sul lato nord, a ridosso del park&drive dove si può lasciare l’auto a un euro al giorno e usufruire del bus gratuito fino al centro città, diventa ghiaiosa verso sud, dove s’incontrano anche un chiosco, alcune lastre di cemento su cui prendere il sole, un po’ di panchine e un praticello verde su cui oziare. Se non vi spaventa camminare e mettete in conto una piccola sosta, vale la pena percorrere il lungomare a piedi e godersi il panorama, compresi i begli edifici di epoca fascista che si accompagnano fino al centro storico. Il lungomare termina nel quartiere murattiano da dove con una breve passeggiata si arriva a piazza del Ferrarese, anticamera del centro storico.

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2. Perdersi nei vicoli di Bari Vecchia

Può sembrare un banale modo di dire, ma invece perdersi nei vicoli di Bari Vecchia è davvero il modo migliore per approcciarsi alla città. Anch’io che ho la mania di seguire le mappe e di organizzare gli itinerari nei minimi dettagli, arrivata a Bari ho deciso di lasciare perdere. Un po’ perché avevo voglia di girare senza meta riempiendomi gli occhi degli antichi palazzi e delle tante chiese che si incastrano nei vicoli alternandosi con le semplici abitazioni. Ma un po’ anche perché risulta piuttosto difficile usare una mappa per orientarsi, perlomeno prima di essere andati un po’ a zonzo senza meta per capire lo sviluppo del centro storico, che comunque non è molto grande. Archi, vicoli senza uscita, enormi icone appese sui muri, negozietti, motorini che sfrecciano, lenzuola a stendere sui balconi, anziani sull’uscio: camminando per Bari Vecchia c’è sempre il rischio di finire a casa di qualcuno senza volere, perché lo spazio pubblico e quello privato sono incastrati tra di loro, a volte senza soluzione di continuità. Un po’ alla volta troverete dei punti di riferimento e scoprirete le strade principali e così riuscirete a capire la forma del centro storico e, forse, riuscirete a non perdervi troppo.

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3. Guardare il panorama dalla Muraglia

Un modo semplice per capire la forma urbanistica di Bari Vecchia è fare una passeggiata sulla Muraglia che circonda una parte dell’antico centro storico. In questo modo si possono osservare parte dei vicoli da una posizione sopraelevata che vi farà scoprire alcuni scorci inediti. Dal lato opposto, in contemporanea, potrete ammirare uno splendido panorama sul mare. Per un bel po’ di tempo i miei occhi hanno continuato a restare ammaliati dal bianco luccicante degli edifici della città e dal blu intenso del mare. Dalla Muraglia il panorama è davvero splendido e vale la pena percorrere tutte le mura, che sono state ristrutturate di recente. La salita alla Muraglia si prende da piazza del Ferrarese, sulla destra. Dopo una breve salita si giunge al Fortino del XIV secolo da cui c’è una bella vista sul lungomare. A quel punto potete proseguire verso sinistra e camminare sulle medievali della città.

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4. Mangiare una granita

Potrete trovare ovunque ottime granite, ma una delle più antiche e rinomate gelaterie di Bari è quella di Gentile. Si trova proprio davanti al Castello Normanno Svevo, a due passi dal pittoresco Largo Albicocca, molto vicino alla cattedrale di San Sabino, in stile romanico pugliese e con una bellissima cripta tardobarocca. Nonostante la zona turistica, l’Antica Gelateria Gentile è riuscita a mantenere la sua autenticità, infatti è frequentata anche dai baresi che si ritrovano qui anche solo per fare due chiacchiere. I gelati e le creme sono ottimi, ma quando fa davvero tanto caldo è impossibile rinunciare a una delle sue strepitose granite, fatte con frutta fresca. Io ho assaggiato quella al melone (3,5 euro).

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5. Incontrarsi a Piazza del Ferrarese e a Piazza Mercantile

Prima di inoltrarvi tra i vicoli di Bari Vecchia, non potrete fare a meno di passare da queste due piazze attigue, che io ho trovato meravigliose. Piazza del Ferrarese fa da spartiacque tra Bari Vecchia e il Borgo Murattiano. Sulla piazza si trova la Sala Murat, riconoscibile dagli archi sulla facciata e il vecchio Mercato del Pesce, attualmente in restauro. Quasi senza soluzione di continuità, attraversando piazza del Ferrarese verso nord, vi ritroverete in Piazza Mercantile, che è una delle mie preferite di Bari, molto suggestiva, raccolta e piena di locali e ristorantini. Ad attirare l’attenzione è senza dubbio il Palazzo del Sedile, con l’originale torre dell’orologio e loggia nella parte superiore dell’edificio: questa era la sede del Consigli dei nobili e dei Primari, mentre nel 1800 divenne il primo teatro di Bari. Poco più avanti c’è una bassa colonna di pietra, detta Colonna della Giustizia, alla quale venivano legati e frustati i debitori insolventi. Oggi queste due piazze sono uno degli snodi principali della città e il punto ideale sia dei turisti sia degli abitanti per cominciare a esplorare Bari, per fare quattro chiacchiere o per andare a cena. Su piazza Mercantile è facile vedere molti anziani baresi trascorrere le ore giocando a carte.

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6. Assaggiare la tiella

La cucina pugliese è strepitosa, non serve di certo che ve lo dica io. Qui frutta e verdura hanno colori e sapori che in molti rischiano di dimenticare e i condimenti e le spezie contribuiscono a rendere ogni piatto una vera squisitezza. C’è quindi l’imbarazzo della scelta, ma se proprio dovete assaggiare un unico piatto, è impossibile non scegliere la tiella, piatto tipico fatto con riso, patate e cozze. Trovare osterie che la preparano in modo tradizionale non è semplicissimo. Io mi sono fatta consigliare dal mio affittacamere che mi ha parlato di questo locale, Vini e Cucina (lo trovate anche su facebook), un’antica osteria nata a fine Ottocento. Si trova in centro, a pochi passi da piazza del Ferrarese, ma stranamente non è ancora molto conosciuta dai turisti, infatti ho trovato soltanto baresi. Il titolare è simpaticissimo e il locale è davvero un posto storico, oltre che molto bello esteticamente, con le volte in pietra. La tiella è a dir poco squisita. Ho assaggiato anche dei gamberoni freschi e il servizio comprende anche un paio di antipasti con verdure cotte di stagione, mentre a fine pasto viene offerta una fetta di anguria fresca. Ho speso 20 euro ed ero così sazia che a cena ho mangiato soltanto frutta! Insomma, se volete un indirizzo per un pranzo o una cena tipica mangiando bene e spendendo poco a Bari questo per me è il posto giusto.

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7. Assistere a una cerimonia di rito ortodosso

Nella cripta della cattedrale di San Nicola di Bari, il più importante edificio religioso della città, vi potrà capitare di assistere a una cerimonia di rito ortodosso, come è successo a me. Com’è possibile? Per comprendere questa tradizione, è necessario sapere che il culto di San Nicola è uno dei più diffusi nei paesi di religione ortodossa, in particolare in Russia. Questa cappella, con le sue belle colonne e lampade orientali, fu fondata nel 1966 e rese la basilica un’avanguardia per l’ecumenismo. La cappella è frequentata dai fedeli ortodossi e in particolare dalla comunità georgiana, ma è anche meta di pellegrinaggi dalla Russia, fin dal XV secolo. Le reliquie di San Nicola infatti furono trafugate a Mira, che oggi si trova in Turchia, nel 1087 da alcuni marinai baresi per portarle a Bari, che fino a quel momento non aveva un patrono, non furono mai restituite e la basilica fu costruita rapidamente per poterle ospitare. Questa cripta cela anche svariate leggende: alcuni raccontano che qui sarebbe nascosto il Sacro Graal, altri la lancia di Longino, il soldato romano che diede il colpo di grazia a Gesù in croce.

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8. Osservare le donne che impastano le orecchiette sulla strada

Impossibile non imbattervi nelle donne che preparano le orecchiette sull’uscio di casa. A Bari è normale che lo spazio pubblico invada quello privato e viceversa e la tradizione delle orecchiette preparate sulla strada è una delle più radicate. Oggi è diventata un’attrazione turistica, tanto che anche sulle guide turistiche sono segnalate le “strade delle orecchiette” e le signore, oltre a preparare questo piatto tipico e a farsi fotografare mentre cucinano, vendono le orecchiette fresche in pacchetti da 5 euro. L’impasto di farina di grano duro, acqua e sale viene arrotolato in serpentelli, tagliato a pezzetti e quindi trasformato con il pollice nella celebre pasta.

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9. Ripassare la storia della città al Castello Normanno Svevo

Un insieme di etnie, religioni, culture e popoli hanno attraversato Bari, rendendola una città ricca di influenze che ancora oggi si possono notare passeggiando lungo le sue strade, ma anche una città che ha sempre dovuto difendersi. Un bel po’ di storia di questa città ruota anche intorno al suo massiccio castello, a due passi dalla cattedrale di San Sabino. Costruito al tempo dei Romani per scopi difensivi, nell’XI secolo fu inglobato nel sistema di fortificati dei Bizantini, subito all’esterno delle mura della città, come protezione da eventuali attacchi. Il castello venne raso al suolo nel 1156 quando la città si ribellò ai Normanni e poi riedificato nello stesso punto da Federico II di Svevia. Soltanto nel XVI secolo, grazie agli Aragonesi, il castello assunse le forme che vediamo ancora oggi, con gli enormi bastioni angolari, il ponte levatoio, il cortile e la cinta di difesa. Fu in quest’epoca che il maniero assunse una funzione di rilievo, grazie a Isabella d’Aragona che lo rese il centro della propria corte. La storia del castello – e della città – oggi può essere ripercorsa grazie a una mostra permanente che si trova al suo interno, in cui è ospitata anche la Gipsoteca.

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10. Fare una passeggiata nel quartiere Murattiano

Il Borgo Nuovo è la zona a sud di Bari Vecchia e fu costruito quando furono smantellate le mura a sud della città medievale. Si chiama anche Murattiano perché prende il nome da Gioacchino Murat, il cognato di Napoleone, che governò il regno e decise la costruzione di questo nuovo quartiere. L’impronta ottocentesca, così diversa dalla città antica, è subito evidente dagli ampi viali e dagli eleganti palazzi che si affacciano in questa zona. Il ferro battuto abbonda sui balconi e le strade sono tutte ampie e diritte. Qui si possono ammirare molti edifici degni di nota, dal Politeama Margherita (attualmente in restauro) al Teatro comunale Piccinni, fino al Palazzo del Governo. Il palazzo più famoso di questa zona è quello che ospita il Teatro Petruzzelli, riconoscibile già da lontano grazie al suo colore rosso scuro, noto per essere il quarto teatro italiano per dimensioni e per la terribile vicenda che lo vede protagonista quando bruciò a causa di un rogo doloso nel 1991. Dal 2009 possiamo nuovamente ammirarlo, ricostruito (a parte il foyer, che è stato restaurato).

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E voi, quali altre cose avete fatto a Bari?

Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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