Valencia, 15 cose che ho amato fare nella vivace città spagnola

Le cose da fare a Valencia sono tante, ma tante davvero. Come ogni città spagnola che si rispetti, anche Valencia è una città ricca di storia, cultura, con un’ottima gastronomia, ampi spazi verdi, spiagge e mare.

A seconda dei gusti personali, potrete attardarvi nel centro storico, che è ricco di cose da vedere e da fare, oppure trascorrere più tempo nella Città dell’Arte e della Scienza e nei parchi verdi, o ancora andare verso il mare.

Queste sono le 15 cose in ordine sparso che a me è piaciuto molto fare durante il weekend che ho trascorso a Valencia durante il break pasquale.

1. Assaggiare un’horchata con i fartóns

La bevanda tipica di Valencia è l’orchata, una bevanda dal colore grigiastro, opaco e zuccheroso fatta con le chufas, ovvero gli zigoli dolci, piccolo tuberi pressati.
L’orchata si beve intingendo lunghi e sottili panini dolci ricoperti di glassa o ripieni di cioccolato, chiamati fartóns. Se volete assaggiarla trovate chioschi ambulanti nelle piazze principali del centro storico o veri e propri locali che la propongono da secoli come specialità locale.
Il sapore è abbastanza particolare, vale la pena di provare e scoprire se vi piace o no. Qui, comunque, i valenciani ne vanno pazzi!

2. Scoprire la storia del Santo Graal

Avevo dimenticato il Sacro Graal ai tempi in cui ero appassionata delle storie di re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. L’ho ritrovato a Valencia.  La leggenda vuole che sia conservato proprio in questa città, all’interno della splendida cattedrale, uno dei gioielli imperdibili da vedere assolutamente in città (andateci subito dopo pranzo, perché al mattino c’è spesso la coda).
All’interno dell’edificio di culto ci sono moltissime cose da vedere (anche due quadri di Goya), ma la cappella in cui è custodito il famoso calice attira sicuramente la curiosità. Conservato nella Capilla del Santo Cáliz, il calice è un vaso di agata del I secolo, lo si può vedere soltanto da lontano all’interno di un altare riccamente decorato.
La storia sarebbe questa: il Graal fu preso da San Pietro dopo l’Ultima Cena per portarlo a Roma, dove venne conservato da vari papi fino quando non fu affidato a un soldato spagnolo che lo portò in Aragona, al sicuro in un monastero di templari. Da qui venne rubato da un re, trasferito a Saragozza e poi a Barcellona. Finì a Valencia grazie ad Alfonso V. liberi di crederci o meno.

3. Trovare più graffiti possibile nel barrio del Carmen

Un’altra delle cose tipiche da fare a Valencia è andare a caccia di street art. Graffiti se ne vedono un po’ ovunque, ma il quartiere più famoso per questo tipo di arte è il barrio del Carmen, l’anima underground della città. Da anni svariati artisti hanno fatto a gara per prendersi i muri migliori di questi vicoli. Passeggiando lungo le strade se ne possono anche incontrare alcuni al lavoro.
Gli stili sono molto diversi tra loro, da quelli astratti e molto colorati a quelli figurativi: unicorni e gatti giganti, visi più o meno angelici, scene di vita urbana. Una delle artiste più famose è Julieta: riconoscerete le sue bimbe giapponesi molto colorate in diversi vicoli. Girate in lungo e in largo i vicoli e farete scoperte molto divertenti!

4. Leggere gli auguri di buon viaggio in tutte le lingue alla Estación del Norte

L’Estación del Norte, inaugurata nel 1917, è una splendida stazione ferroviaria in stile modernista, assolutamente da vedere a Valencia. Sono splendidi sia gli esterni con alcuni inserti in ceramica colorata, sia gli interni: una sala subito a destra superato l’ingresso ha opere di ceramica che raffigurano colorati paesaggi e ricoprono le pareti e l’interno soffitto.
Ma la chicca sono gli auguri di buon viaggio, in diverse lingue del mondo realizzati a mosaico sulla parete di fronte alle biglietterie di legno: un piccolo capolavoro.

5. Salire sulla Torres de Quart

È la porta cittadina più grande e quella sulla quale si può salire per ammirare i tetti di Valencia. Ha una forma imponente e una struttura grandiosa con diverse terrazze da cui ci si può affacciare per ammirare la città da diverse altezze e da punti di vista diversi.
In cima c’è un’ampia terrazza con una vista a 360 gradi. Si trova sul lato nord ovest della città ed è facilmente raggiungibile dal barrio del Carmen. La domenica e i festivi l’ingresso è gratuito.

cosa fare a valencia
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6. Andare in spiaggia

Valencia è una delle poche città ad avere spiagge straordinarie. Nella grande maggioranza dei casi, a ridosso delle grandi città di mare le spiagge sono piccole, spesso bruttine o comunque dominate dal porto. A Valencia no: qui ci sono vere spiagge, ampie e lunghe 4 chilometri, dove trascorrere intere giornate a rosolarsi al sole. E c’è un bellissimo lungomare su cui attardarsi dalla colazione al dopocena.
I loro nomi sono Playa de las Arenas, Playa de la Malvarrosa e Playa de la Patacona, ma in sostanza sono una splendida striscia di sabbia bianca e soffice affacciata sul mare cristallino. Serve aggiungere altro?

7. Passeggiare lungo le vie di Benimaclet

Avevo letto che questo quartiere assomigliava a un villaggio ma non ci volevo credere, forse perché si trova in fondo ai giardini reali, quindi a brevissima distanza dal centro storico. Eppure è come entrare in un altro mondo.
Le vie sono acciottolate e pedonali, alcuni palazzi sono abbelliti da alcuni lavori di street art, giovani e meno giovani nei giorni di festa si ritrovano sull’intima piazzetta e c’è sempre qualcuno che accende uno stereo e si mette a ballare. Davvero interessanti, anche per il prezzo, i locali nascosti in queste vie.

8. Mangiare in un locale di Russafa

È un quartiere popolare diventato trendy e di solito disertato dai turisti: anche per questo mi è piaciuto, perché qui ci si può mischiare agli abitanti meglio che in altre zone della città.
A Russafa si viene per mangiare e bere qualcosa in uno dei suoi deliziosi localini, spesso con tavoli all’aperto, visto che molte strade sono pedonali e bere un vermut o una birra accompagnata da qualche tapas all’aperto è davvero piacevole. I
l quartiere è di piccole dimensioni e formato da una rete di vie a pianta triangolare, dunque si può agevolmente girare in lungo e in largo in breve tempo, scegliendo il locale che fa più al caso vostro. È perfetto sempre, sia di giorno che di sera.

9. Scoprire le strane sculture della Lonja

Se decidete di visitare anche solo un palazzo di Valencia, fate ricadere la vostra scelta su la Lonja e non ve ne pentirete. In sostanza, si tratta di una cattedrale civile, ovvero del luogo in passato destinato al commercio della seta e della lana. Patrimonio Unesco, la Lonja è tra i più begli esempi di architettura civile gotica di tutta la Spagna.
Se la Sala de Contratación con le sue colonne tortili alte 17 metri vi farà rimanere a bocca aperta, a destare curiosità grande saranno le sculture della Puerta de los Pecados: armatevi di pazienza e cercate tra i viticci e le frasche scolpite sulla porta le figure che rappresentano demoni ubriachi e che combattono tra di loro, animali e figure umane di ogni genere. Tra le più divertenti ci sono l’immagine di un’aquila che pizzica le parti intime di un uomo e i due uomini che defecano in un secchio tenuto da una donna. Ogni immagine ha un significato allegorico: quest’ultima ad esempio rappresenta la fertilità e il ciclo di rigenerazione della natura.

10. Andar per mercati

A Valencia c’è l’imbarazzo della scelta in quanto a mercati. Fare un salto al Mercado Central è imprescindibile, sia per ammirarne la splendida architettura di inizio Novecento, sia per gironzolare tra i banchi di prodotti alimentari di ogni genere, esposti come fossero opere d’arte dai commercianti, talmente gelosi delle loro elaborazioni da vietare le fotografie.
Da non perdere però anche il Mercado Colón, uno stupefacente edificio modernista che oggi ospita soltanto caffè e ristoranti in un’ambientazione che ricalca quelle parigine più che quelle spagnole.
Se poi volete assaporare un po’ di anima popolare, non mancate di visitare il mercato di Russafa, un blocco di cemento abbellito da pannelli dai colori vivaci, che però ha il suo fascino.

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11. Cercare i palazzi modernisti sparsi in città

L’impronta modernista caratterizza ampie zone di Valencia. Se il Mercado Central, il Mercado Colón e la Estación del Norte sono gli edifici più noti e che balzano all’occhio per la grandiosità della loro struttura, è interessante scoprire altri piccoli gioielli di questo stile, sparsi un po’ in tutta la città, ma diffusi soprattutto nella Ciutat Vella sud.
Una bella strada da percorrere con il naso all’insù è calle de la Paz su cui si affacciano palazzi con incredibili balconi d’angolo, cercare la casa del Dragón in Calle de Jorge Juan e scoprire l’elegante Casa Ferrer in Calle de Cirilo Amorós.

12. Visitare i bagni arabi

Vale la pena cercare questi antichi bagni arabi nascosti in un vicolo della Ciutat Vella nord perché sono stati ben restaurati ma conservano l’atmosfera di un tempo e catapultano in un’altra dimensione rispetto a quella caotica della città.
I Baños del Almirante sono stati realizzati nel 1313 ma sono rimasti in funzione addirittura fino al 1959. Gli ambienti sono candidi e le singole stanze sono separate soltanto da alcune esili colonne.
Vennero costruiti sotto il dominio cristiano ma seguirono il modello musulmano con e volte dalle forme arabeggianti e la struttura formata da tre sale,  per l’acqua calda, fredda e tiepida. Sul pavimento ci sono ancora secchi, spazzole e oggetti di un tempo. Completa l’ambientazione il suono dell’acqua che scorre in sottofondo e che fa riviere il periodo in cui i bagni erano utilizzati.

13. Sapere tutto di Calatrava e della sua architettura

Dici Valencia e pensi a Calatrava: la Città dell’Arte e della Scienza progettata dal celebre architetto è una delle cose che ha reso famosa la città spagnola nel mondo, impossibile non essere curiosi di vederla. Si trova a breve distanza dal centro e si raggiunge con una passeggiata a piedi dal porto.
In sostanza, si tratta di una sequenza di edifici di forma surreale a tema marino dominati dalle linee curve e dal colore bianco e circondati da vasche celesti. Il tutto incorniciato nel parco verde del Turia. Gli edifici ospitano musei e sale teatrali.
In estrema sintesi, da sud a nord: l’Oceanogràfic, l’acquario più famoso di tutta la Spagna, l’Ágora, una cozza violacea ancora incompleta perché il cantiere è fermo per mancanza di soldi, l’Umbracle, una passerella di 300 metri con soffitto a costoloni e giardino di palme, il Museo della Scienza all’interno di quello che sembra lo scheletro di una grande balena, l’Hemisfèric, l’occhio socchiuso che contiene un planetario e il palazzo delle Arti, l’edificio più famoso, simile a un grande scarafaggio che ospita 4 teatri e piante che spuntano dai due lati della corazza.
È un po’ una città nella città, ha un’atmosfera completamente diversa dal centro storico ed è una sorta di grande parco giochi per famiglie e bambini.  Non è chiaro se abbia fatto la fortuna di Valencia in termini di turismo o la sua disgrazia, per i tanto debiti accumulati a causa del costoso progetto. A voi la scelta se amarlo o odiarlo

14. Mangiare pesce nel quartiere dei pescatori

Alle spalle del porto e delle spiagge di Valencia si estende il pittoresco quartiere dei pescatori, El Cabanyal. È un barrio incantevole, in cui è davvero piacevole perdersi nelle viuzze su cui si affacciano deliziose case decorate con ceramiche e piastrelle colorate, che hanno anticipato quelle lussuoso in stile modernista nella zona borghese della città.
Qui c’è anche l’ottimo Mercat Municipal del Cabanyal, circondato da ristorantini informali dove mangiare ottimo pesce a poco prezzo.
Non mancate di percorrere plaza del Rosario e spingetevi anche fino allo storico Mercado Municipal del Grao, anche qui ci sono molti locali interessanti. L’atmosfera autentica è garantita.

15. Percorrere più chilometri possibile del parco della Turia

I Jardines del Turia, che si estendono lungo il vecchio letto del fiume, sono lunghi nove chilometri e molti scelgono la bicicletta per visitarli tutti. Altri invece li eleggono come luogo perfetto per lo jogging. Le famiglie amano venire qui con i bambini, ma c’è sempre anche chi porta a passeggio il cane.
Qualsiasi cosa preferiate, fare una passeggiata in questi giardini è sempre una bella idea. I giardini circondano la parte nord orientale della città, arrivano quindi fino alla Città dell’Arte e della Scienza di Calatrava e dalla parte opposta termina all’altezza del barrio del Carmen.

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E voi, quali sono le cose che avete amato  fare a Valencia?

Cosa vi è piaciuto di più di questa vivace città spagnola?

Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

1 Commento
  1. pubblicato da
    Alla fine di un viaggio
    Apr 4, 2018 Reply

    A Valencia tornerò perché mi è piaciuta troppo 🙂 Vedo che più o meno abbiamo amato le stesse cose ma mi sa che devo tornare a visitare meglio il quartiere dietro la spiaggia.
    Che dire dei murales… Mi hanno incantato. Così come il Barrio del Carmen.
    L’ho trovata una città vivace, bella e piena di cose da vedere. Non me l’aspettavo, credevo che il grosso fosse la Città della Scienza e invece… 🙂

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