Cosa vedere a Mosca, 15 cose belle oltre la piazza Rossa e il Cremlino

Sono rientrata da Mosca con una certezza: la metropoli russa è quasi certamente la capitale europea più sottovalutata.

Mi incuriosiva da molto tempo e finora avevo rimandato il viaggio per il costo piuttosto alto del visto e del volo, ma mi ero anche fatta un po’ condizionare dal sentire che oltre la Piazza Rossa e il Cremlino non c’era molto altro da vedere. Niente di più sbagliato, secondo me.

In realtà pochi parlano di Mosca e molti ancora la visitano in gruppi organizzati. Probabilmente anche chi la visita, si lascia intimorire dal cirillico e dai grandi spazi. In effetti, penso che questo sia stato il viaggio in cui ho camminato di più e dove il primo giorno, forse anche a causa della notte in bianco sul breve volo notturno, mi sentivo un po’ spaesata.

La prima impressione è che Mosca sia una città un po’ difficile.

La seconda impressione è che Mosca sia una città bellissima e che valga tutti questi sforzi.

La “Mosca for dummies” sarà però oggetto di un prossimo post, così come la descrizione della Piazza Rossa e del Cremlino. In questo voglio invece raccontarvi le 15 cose (non sono riuscita a trovarne di meno) secondo me imperdibili da vedere a Mosca per provare a farsi un’idea della complessità di questa metropoli straordinaria.

Cosa vedere a Mosca: il vecchio e il nuovo Arbat

Dopo il Cremlino e la Piazza Rossa, Arbat è probabilmente il quartiere più noto e frequentato di Mosca. Arbat non dà soltanto il nome al quartiere, ma a due strade che vi consiglio assolutamente di percorrere.

Ulitsa Arbat è una via storica pedonale con bei caffè, negozi di souvenir e tantissimi pittori e musicisti di strada. Ormai è una strada piuttosto turistica, ma è comunque ancora molto frequentata ed amata dagli abitanti di Mosca, specialmente i giovani, che affollano questa zona in particolare dall’ora dell’aperitivo fino a sera. Mostra una faccia di Mosca decisamente diversa da quella grigia e tetra che si può immaginare prima di constatare quanto la metropoli russa sia “europea” con numerosi angoli dai colori pastello e dall’arredo urbano floreale. Alla fine di ulitsa Arbat c’è il mastodontico palazzo del Ministero degli Interni, una delle “Sette Sorelle” fatte costruire da Stalin, ovvero quei palazzi dalla mole gigantesca con la forma che ricorda una torta nuziale.

Vale la pena percorrere anche ulica Novy Arbat che corre quasi parallela a quella vecchia (le due strade si incontrano proprio alla fermata della metropolitana, in direzione del centro della città). La nuova Arbat è un viale a quattro corsie su cui schizzano numerose automobili e su cui si affacciano palazzoni di svariati stili architettonici. Anche i marciapiedi però sono altrettanto ampi e fanno sì che questo viale sia frequentatissimo anche dai pedoni, oltre che da gente che corre su skateboard e monopattini. Qui si affacciano senza soluzione di continuità numerosi ristoranti, fast food, negozi, centri commerciali e cinema che attirano un numero elevatissimo di ragazzi. È un luogo molto piacevole per fare una sosta-aperitivo e immergersi nella Mosca dei giovani moscoviti.

Se proseguite fino in fondo al viale, arriverete su un’ansa della Moscova, in corrispondenza della Casa Bianca russa, la sede del Governo e dell’hotel Ucraina, un’altra delle “Sette Sorelle”: i palazzi si affacciano sulle opposte sponde del fiume. Questa è una zona perfetta per ammirare il tramonto.

Come arrivare: fermata metro Arbatskaya. Seguite la musica e la folla.

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Cosa vedere Mosca: l’isoletta Bolotny con l’Ottobre rosso

Questa forse è la zona di Mosca che ho amato di più, perché è davvero originale e inaspettata. È il lato hipster di Mosca che non ti aspetti.

Bolotny è un’isola artificiale tra il fiume Moscova e Vodootvodny Canal. Il canale Vodootvodny attraversa la parte superiore del quartiere Zamoskvorechie. Ossia “oltre il fiume di Mosca”, che si estende a sud del Cremlino, oltre la grande ansa del fiume. Il canale previene le piene primaverili e crea l’isoletta, diventata uno dei punti nevralgici della città e raggiungibile tramite un ponte pedonale di ferro che conduce fino alla cattedrale di Cristo Salvatore. Sulla punta dell’isola, un’altra delle stranezze di Mosca: la statua gigante (ma davvero gigante!) di Pietro il Grande sulla prua di un veliero che sembra voler solcare la Moscova. Giuro che non avevo mai visto una statua così enorme in vita mia…

Sull’isola sorge il Krasny Oktyabr, un’ex la fabbrica di cioccolato che fin dal 1867 produce il miglior cioccolato della Russia, ufficialmente fornito alla corte imperiale. La produzione cessò all’inizio del 2000. Lo straordinario complesso archeologico-industriale di mattoni rossi è stato trasformato in un art-world hotspot, spazio creativo tra i più vivi della città, attraversato com’è ogni giorno da giovani dinamici e intraprendenti.

Qui l’istituto di architettura Strelka ha catapultato Mosca verso la contemporaneità, con discoteche, bar, ristoranti e musei di fotografia. Il complesso Ottobre Rosso è un insieme unico di monumenti di architettura industriale del XIX secolo dove è piacevole fare una passeggiata scoprendo qualche graffito di strada per poi rilassarsi a bere una birra su una delle terrazze affacciate sulla Moscova oppure in uno dei tanti ristorantini o infine dando un’occhiata all’interno dei negozi di abbigliamento trendy.

Come arrivare: l’isoletta è nel centro della città, ben collegata sia ad entrambe le sponde del fiume. La fermata metro più vicina probabilmente è la Kropotkinskaya, da usare anche per la cattedrale si Cristo Salvatore e per il museo Pushkin.

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Cosa vedere a Mosca: la cattedrale di Cristo Salvatore

Non so se sia più bella la storia della cattedrale o la sua posizione particolare che regala scorci notevoli da diversi luoghi di Mosca. La capitale trabocca di chiese e chiesette che spuntano spesso appena girato l’angolo di qualche condominio, ma la cattedrale della città è indubbiamente maestosa e colpisce per la sua bellezza, in particolare all’esterno.

È stata completata molto recentemente nel 1997, per festeggiare l’850° anniversario della fondazione di Mosca, e quindi non conserva opere particolarmente antiche o preziose al suo interno, che vale però la pena di vedere per ammirarne la grandiosità (non si possono però fare foto).

Sul luogo dove sorge la chiesa, nell’Ottocento sorgeva un edificio di culto per commemorare la vittoria della Russia su Napoleone. Nel 1931 la chiesa venne demolita durante la campagna antireligiosa di Stalin che voleva costruire al suo posto il Palazzo dei Soviet alto 315 metri, sormontato da una statua di Lenin alta 100 metri, un progetto che per fortuna non venne mai realizzato. La vecchia chiesa sorgeva su un colle che poi venne spianato: anche così, però, l’attuale cattedrale risulta sopraelevata rispetto al manto stradale, permettendole di dominare lo skyline di Mosca da più punti della città, sia da nord che da sud.

Come arrivare: fermata metro Kropotkinskaya. La chiesa è visibile immediatamente appena usciti dalla metro.

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Cosa vedere a Mosca: Gorky Park

“I follow the Moskva, down to Gorky Park…” Cantava la band tedesca degli Scorpions negli anni ’90 nella loro famosissima Wind of Change, alla luce dei cambiamenti avvenuti nell’Europa dell’Est post Guerra fredda dopo la caduta del muro di Berlino.

Riconoscibile dal grande colonnato all’entrata, il Gorky Park dal 1928 fino agli Anni Novanta è stato il simbolo di Mosca e della Russia, quando è diventato un parco di divertimenti, popolare fra i visitatori provenienti da altre città, scarsamente frequentato dai moscoviti.

Verso il 2011 è cominciata l’opera di riqualificazione. Oggi il Gorky Park è il cuore verde di Mosca, sempre affollato, soprattutto di giovani, ed è uno dei parchi più grandi e artisticamente attivi al mondo: può essere assimilato, per portata e importanza, a Central Park a New York, Hyde Park a Londra o al Millennium Park di Chicago. I numeri ufficiali parlano di oltre 20mila visitatori nei giorni feriali e 150mila nei fine settimana e nei giorni festivi, nel 2013 il parco è entrato nella top 25 dei posti più visitati al mondo secondo Facebook.

Nel parco c’è un’enorme fontana, un lago che si può attraversare in pedalò, chioschetti gastronomici, ristoranti di svariate cucine, locali trendy per l’aperitivo e il dopocena. Qui la gente ama venire a pattinare, a fare una passeggiata in bici, a incontrare gli amici, ad assistere ai mega eventi. L’atmosfera è davvero bella. Questo secondo me è uno dei luoghi imperdibili per immergersi nell’atmosfera di Mosca.

Come arrivare: stazione metro Oktyabrskaya. Uscendo sulla piazza caratterizzata dall’obelisco con in cima la grande statua di Lenin, prendere Krimsky Val che scende verso la Moscova e dopo 700 metri sulla destra c’è l’entrata al Parco con le sculture. Dalla parte opposta del viale, invece, si entra al Gorky Park.

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Cosa vedere a Mosca: il lungo Moscova con l’Art Muzeum

Vale la pena seguire il corso della Moscova, in uno dei suoi tratti più belli, riqualificato negli ultimi anni con il lungofiume Krymskaya Naberezhnaya che costeggia l’isolotto Bolotny sulla cui punta c’è l’impressionante statua gigante di Pietro il Grande che conduce un galeone da una parte e dall’altra il parco verde con l’Art Muzeum.

Si tratta di un’eterogena collezione di sculture e monumenti raffiguranti eroi e personaggi dell’era sovietica, da Satlin a Sverdlov, da Lenin a Brezhnev, intervallati da simboli della falce e martello di diverse dimensioni. Qualcuno ha rotto il naso a una statua che raffigura Stalin.

Divelti dai loro piedistalli dopo il 1991, i monumenti hanno trovato spazio qui, in questo incantevole giardino che ricorda un passato ormai superato. Oggi il parco è molto frequentato da giovani e famiglie e qui si trova anche la sede della Nuova Galleria Tretyakov, con la migliore raccolta di arte russa del XX secolo, tra cui opere di Malevich, Kandinsky e Chagall.

Come arrivare: stazione metro Oktyabrskaya. Uscendo sulla piazza caratterizzata dall’obelisco con in cima la grande statua di Lenin, prendere Krimsky Val che scende verso la Moscova e dopo 700 metri sulla destra c’è l’entrata al Parco con le sculture. Dalla parte opposta del viale, invece, si entra al Gorky Park.

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Cosa vedere a Mosca: il Museo Pushkin

Sono tre gli edifici che ospitano le collezioni del Museo Pushkin e per ognuna c’è un biglietto separato. Io ho scelto di visitarne soltanto una, che sembra essere la più interessante, perlomeno per i miei gusti artistici, la Galleria di Arte Europea e Americana del XIX e del XX secolo, che ospita una straordinaria collezione di opere degli impressionisti e dei postimpressionisti, derivante dagli acquisti di due rinomati mecenati moscoviti, Sergei Shcukin e Ivan Morozov. Il custode del museo ha tenuto a sottolinearci che la collezione è stata divisa in due parti, di cui una è esposta a San Pietroburgo, ma che in origine le opere erano tutte di Mosca.

Il patrimonio artistico è in effetti strabiliante: se anche distrattamente avete sfogliato un libro di storia dell’arte, riconoscereste senza dubbio molte opere esposte qui: dalle ballerine di Degas ai paesaggi Monet, ai ritratti di Renoir e Manet, oltre ad alcune sculture di Rodin, per poi passare alle sale che espongono alcuni splendidi Van Gogh e Cézanne, i Pesci rossi di Matisse, alcuni meravigliosi dipinti del periodo blu di Picasso e qualche dipinto di Chagall e Kandinsky.

Un paio d’ore dedicate a questo museo sono ben speso, anche da chi non è appassionato d’arte. Per chi invece ama impressionisti e postimpressionisti è proprio una tappa imperdibile.

Come arrivare: fermata metro. All’uscita dirigersi verso la chiesa di Cristo Salvatore. Il museo si trova quasi di fronte alla chiesa, dall’altra parte della strada (ci sono i cartelli). L’entrata principale del Museo, quella più scenografica, è quella della Galleria antica. Per visitare la Galleria di Arte Europea serve entrare in un palazzo di più modeste dimensioni, che precede quello più grande lungo lo stesso viale.

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Cosa vedere a Mosca: VDNKH, l’Expo russa degli anni ‘50

Uno dei luoghi che più mi sono piaciuti di Mosca è il VDNKh, le cui iniziali in russo stanno per Esposizione delle Conquiste dell’Economia nazionale. Non è un luogo facile da spiegare perché ogni descrizione rischia di rendere poco l’idea di quello che rappresenta questo enorme spazio: l’incarnazione del grande sogno sovietico.

Si tratta di un enorme parco tematico in cui sono stati realizzati enormi palazzi a padiglione, ciascuno progettato in uno stile adatto a rappresentare le varie repubbliche sovietiche e i vari settori produttivi e di ricerca, dall’agricoltura all’industria, fino alla geologia e ai viaggi nello spazio, con larga abbondanza di simboli dell’utopia e delle conquiste dell’homo sovieticus. È possibile così vedere la statua de L’operaio e la kolchoziana, il Monumento ai conquistatori del cosmo (107 metri di titanio) e il Museo della Cosmonautica. Insieme alla vittoria nella Seconda guerra mondiale, il volo di Gagarin è l’impresa di cui il popolo russo va più orgoglioso.

Impossibile non notare la Fontana dell’Amicizia dei Popoli, circondata da 16 figure femminili dorate che indossano costumi tipici in rappresentanza delle repubbliche sovietiche e la Fontana del Fiore di Pietra, ricoperta di pietre semipreziose provenienti dagli Urali.

Al momento della mia visita il Parco stava subendo un’importante opera di ristrutturazione e restauro, visto che per molti anni i padiglioni sono rimasti in stato di abbandono, mentre ultimamente è in atto una vasta opera di riqualificazione di tutta l’area.

Nonostante il cantiere, il parco attira centinaia di persone: qui hanno sede la fiera, in cui si svolgono grandi eventi (c’era un’iniziativa dedicata ai manga quando ci sono stata io), il Padiglione Spaziale diventato sede temporanea del Museo Politecnico e di interessanti mostre di scienze naturali e tecnologia e il Museo dei Cosmonauti, che penso sia davvero molto interessante ma che purtroppo non ho fatto in tempo a visitare.

Qui c’è anche la Torre della Televisione Ostankino, con una piattaforma di osservazione a 337 metri di altezza per chi vuole vedere la città dall’alto. Insomma, venire qui vale davvero la pena, anche soltanto per vedere una di tutte le cose che vi ho elencato.

Come arrivare: fermata metro VDNKH. All’uscita dalla metro, dovreste vedere alle vostre spalle l’altissimo pennone del Museo dei Cosmonauti. Proseguite verso quella direzione dove, poco più avanti, c’è l’entrata al quartiere fieristico. L’entrata al parco è gratuita.

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Cosa vedere a Mosca: il Palazzo di Tsaritsyno

A sud-est di Mosca, su una collina alberata, sorge questo maestoso palazzo, immerso in un parco verde meraviglioso. Si tratta della versione moderna del palazzo estivo che Caterina la Grande iniziò a far costruire nel 1775 ma che non portò mai a termine per mancanza di fondi, dopo aver ingaggiato due architetti.

Per centinaia di anni il palazzo rimase un guscio vuoto, fino a quando, nel 2007, il governo decise di portarlo a termine. Il Gran Palazzo oggi è un insieme si stili russo, gotico, classico e arabo e ospita un museo con mostre dedicate alla storia di Tsaritsyno e la vita di Caterina La Grande, oltre ad altre esposizioni temporanee. Il vicino edificio delle cucine, khlebny dom, è utilizzato a sua volta per mostre o concerti di musica classica. La vasta tenuta comprende anche altri edifici, una chiesa e una serie di ponticelli.

Punto di forza del parco è il laghetto dove in estate si possono noleggiare barche a remi e una grandissima fontana zampillante musicale che fa la gioia dei bambini. Il parco è un luogo molto frequentato dalle famiglie moscovite, in particolare nei giorni di festa. Ci sono anche chioschi di prelibatezze e street food. Un bellissimo posto per trascorrere qualche ora.

Come arrivare: fermata metro Tsaritsyno, seguire le indicazioni per il palazzo all’interno della metro, all’uscita prendere la strada a sinistra (quella opposta alla stazione ferroviaria), dopo pochi metri dovreste già intravedere l’entrata del parco in fondo alla strada (500 metri). L’entrata al parco è gratuita, a pagamento il museo all’interno del palazzo.

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Cosa vedere a Mosca: il museo-riserva di Kolomenskoe

Immerso in un pittoresco parco di quattro chilometri quadrati affacciato su un’ansa della Moscova, Kolomenskoe è un’antica residenza reale di campagna dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Si trova nella campagna interna a sud della città e, subito dopo la sua fondazione nel XIV secolo, questo villaggio divenne una delle mete preferite dei principi di Mosca. La residenza ha una conformazione originale e si presenta come un insieme di chiese, porte e altre strutture che furono aggiunte al complesso nel corso degli anni.

Il parco, a ingresso gratuito, è meraviglioso e richiama numerosi moscoviti durante le giornate di festa. Tramite la Porta del Salvatore si accede alla prima parte del complesso, dove spicca la chiesa di Kazan, bianca con le guglie azzurre, che per fortuna abbiamo trovato aperta perché era in corso una celebrazione.

Poco più avanti un’altra porta, detta Porta Frontale, costruita nel XVII secolo, conduce al cuore della residenza dove si trova la Chiesa dell’Ascensione, purtroppo chiusa durante la nostra visita: viene chiamata anche “colonna bianca” e fu costruita nella prima metà del Cinquecento per il principe Basilio III, probabilmente per celebrare la nascita del suo erede, Ivan il Terribile. Ai tempi in cui venne costruito l’edificio era molto innovativo e sembra che alla sua progettazione abbiano contribuito maestri italiani.

Nel parco si trova anche il palazzo di legno dello zar Alessio, l’unica struttura il cui accesso è a pagamento ma che noi, per mancanza di tempo, non siamo riusciti a visitare. Sembra però che si tratti di una struttura dall’architettura estremamente originale.

Come arrivare: fermata metro Kolomenskaya, seguire le indicazioni all’interno della metro e all’uscita procedere diritti per circa 800 metri, da lontano si vede l’entrata al parco.

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Cosa vedere a Mosca: il mercato Izmaylovsky

Sicuramente il mercato delle pulci più noto di Mosca, Izmaylovsky è da vedere anche soltanto per l’assurdo palazzo dello zar medievale in cui è ospitato. La costruzione assomiglia a una sorta di Disneyland con torrette appuntite e strutture colorate a forma di pagoda.

All’interno della sruttura, l’originalità della struttura continua con ponticelli, un veliero e palazzi che si incastrano l’uno dentro l’altro formando un labirinto all’interno del quale scoprire le varie bancarelle.

Io sono stata qui di lunedì, ovvero non in una delle giornate migliori che sono quelle del weekend, quando tutte le bancarelle sono piene di merci. Questo è il posto giusto per trovare uno o più souvenir originali da portare a casa. Dalle centinaia di matrioske di ogni forma e colore, agli oggetti di antiquariato e modernariato dell’antica Russia, c’è il rischio di trascorrere molto più tempo del previsto a curiosare.

Si può abbondantemente contrattare sul prezzo di tanti oggetti, in particolare quelli che non hanno l’indicazione del prezzo esposto. Ci sono anche bar e ristoranti per fare una pausa e addirittura un piccolo hotel.

Dall’altra parte del lago rispetto al mercato c’è il parco di 15 chilometri quadrati e la tenuta reale Izmaylovsky voluta dallo zar Alessio I. Io non ci sono arrivata per mancanza di tempo. Come avrete capito, Mosca è davvero enorme e le cose da vedere sono praticamente infinite.

Come arrivare: fermata metro Partizanskaya (metro blu, n.3), all’uscita vedrete a sinistra la grande scritta Izmaylovsky, andate verso quella direzione e da lontano dovreste già vedere la bizzarra costruzione del mercato. In ogni caso ci sono sempre tante persone che si dirigono là, è sufficiente seguirle.

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Cosa vedere a Mosca: la Galleria Tretyakov

Sarebbe un peccato andare a Mosca e non provare almeno un primo approccio con l’arte russa. La Galleria Tretyakov è perfetta per ammirare qualche centinaio di opere pittori prerivoluzionari, ovvero del periodo che va dal XVIII al XIX secolo, di cui io sapevo poco o nulla.

Probabilmente la maggior parte dei nomi non vi diranno nulla (Vasily Perov e Ilya Repin sono tra i più amati), così come il movimento dei Peredvizhniki che utilizzarono la pittura per esprimere tematiche sociali intorno al 1870, ma io ho trovato interessane osservare l’evoluzione dello stile pittorico di questi artisti, soltanto in parte contaminati dalle avanguardie che in quegli anni si affermarono nel resto dell’Europa.

I soggetti dipinti rientrano abbastanza nel nostro tipico immaginario “russo”: ambientazione innevata, notturni selvaggi, sentimenti espressi con passione che a volte rasenta la violenza. Dal movimento realista alle incursioni nell’impressionismo, nell’art noveau, fino al simbolismo, alla fine del percorso su due piani, questi artisti russi mi hanno lasciata piuttosto soddisfatta.

Devo dire che, invece, la collezione di icone medievali, che la guida descrive come la più grande al mondo, mi ha un po’ delusa: mi aspettavo un numero maggiore di icone e un allestimento che mettesse più in risalto la loro bellezza. Invece mi sono sembrate stipate in una sala laterale al primo piano che ho rischiato di non vedere a causa delle scarsissime indicazioni. Continuo a preferire l’esposizione di icone bulgare allestita nella cripta della chiesa di Aleksander Nevsky a Sofia, ma anche nel museo di Mosca ovviamente ci sono alcuni pezzi notevoli, assolutamente da vedere per ammirare un po’ di questa antica arte.

Come arrivare: fermata metro Tretyavskaya. La Galleria si trova a circa 700 metri dalla fermata: all’uscita andate verso sinistra, attraversate il viale Ordynskiy Tupik e proseguite lungo Lavrushinsky Ln. L’esterno della galleria, progettato dal revivalista Viktor Vasnetsov, lo riconoscete subito perché ricorda un castello boaro.

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Cosa vedere a Mosca: Park Pobedy

Il Parco della Vittoria sul colle Poklonnaya è un imponente complesso che commemora i sacrifici e i trionfi della Grande Guerra Patriottica, la denominazione russa per indicare la Seconda Guerra Mondiale. Inaugurato in occasione del 50° anniversario della vittoria, il parco originariamente era stato realizzato in memoria della guerra del 1812. Negli anni ’90 furono aggiunti il museo e i monumenti in ricordo della seconda guerra mondiale.

Park Pobedy colpisce per la vastità dei suoi spazi, in particolare della piazza antistante al monumento vero e proprio. Il parco comprende fontane, monumenti, una chiesa, una sinagoga e una moschea commemorative. Quello che però colpisce immediatamente l’attenzione è un enorme obelisco, sormontato da un’ampia scalinata che ritrae San Giorgio che uccide il drago: fateci caso, San Giorgio a cavallo ha il pugno sinistro chiuso in alto, mentre il drago ha le svastiche sulla schiena.

Oltre che un monumento commemorativo questo è un luogo meraviglioso dove venire a fare una passeggiata, come fanno ancora oggi moltissimi abitanti. Se riuscite, venite qui al calar del sole, quando la luce calda del tramonto colora di toni delicati i freddi grattacieli di Moscow City, trasformando anche questo paesaggio iper urbano in una vista romantica.

Subito a est del parco, su un’isola pedonale in mezzo al trafficato viale, c’è un nero Arco di Trionfo che celebra la sconfitta Di Napoleone nel 1812, ricostruito in questo punto al termine della seconda guerra mondiale, dopo che quello originale era stato demolito negli anni ’30 in un’altra zona della città.

Come arrivare: fermata metro Park Pobedy. L’uscita è proprio di fronte al parco.

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Cosa vedere a Mosca: Moscow City

Questa è proprio la faccia di Mosca che non ti aspetti. O perlomeno, io non me lo aspettavo di trovare nella metropoli russa un quartiere composto da alti grattacieli di forme e dimensioni avveniristiche, che si possono avvistare da svariati punti della città e che ormai caratterizzano lo skyline di Mosca.

Moscow City è il quartiere finanziario, sorto su un’ansa della Moscova e perfettamente integrato al resto della città. I piani alti dei grattacieli ospitano uffici, ma qui si può venire, oltre che per dare uno sguardo a questa zona così lontana dal tipico immaginario, anche per bere o mangiare qualcosa nei numerosi bar e ristoranti di lusso, per fare sport nel fitness club più alto d’Europa o per curiosare negli amplissimi centri commerciali a più piani: uno di questi ospita al centro una enorme fontana i cui zampilli salgono fino al tetto circondata da rose finte giganti. Davvero impressionante.

Qui c’è anche il Museo di Moscow City, accessibile però solo tramite visita guidata, che conduce a vedere i grattacieli da punti di vista privilegiati. Noi ci siamo andati la sera per vedere i grattacieli illuminati, ma sembra che si possa anche salire su alcuni di essi per ammirare il panorama della città dall’alto.

ll grattacielo più appariscente, denominato Evolution Tower, è quello he ricorda una spirale. Poi c’è l’Empire con una strana facciata concava, la Naberezhaya Tower formata da palazzi di diverse altezze e la Capital City che ricorda un mosaico verticale. Il cantiere è ancora aperto e nei prossimi anni questo quartiere vedrà un’ulteriore espansione.

Come arrivare: fermata metro Vystavochnaya. Fate attenzione perché la metro n.4 azzurra ha due linee nella stessa direzione e soltanto una va verso Moscow City. La fermata è collegata al centro commerciale sotterraneo da cui si esce proprio in mezzo alla cittadella, ai piedi della Evolution Tower.

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Cosa vedere a Mosca: la Collina dei Passeri e l’Università di Mosca

Dalla Collina dei Passeri il maestro Woland, ne Il Maestro e Margherita, saluta Mosca. Oggi all’ora del tramonto, lo spiazzo in cima alla collina, a poca distanza dall’Università statale di Mosca, uno dei sette grattacieli costruiti in stile gotico-staliniano conosciuti come le “Sette Sorelle”, si riempie di moscoviti che vengono qui ad ammirare il panorama riscaldato dalla luce del sole che cala.

La Collina dei Passeri si eleva a partire dalla Riserva Naturale Vorobyovy Gory, che si trova lungo le sponde della Moscova, di fronte alla punta della penisola Khamovniki. La collina è l’estensione selvaggia del Gorky Park. Vari sentieri si snodano dalla sponda del fiume attraverso i boschi fino ad arrivare la piazza su cui si affaccia l’Università di Mosca, preceduta da una enorme fontana.

Dal belvedere la vista spazia su Moscow City a sinistra per terminare al Luzhniki, il complesso sportivo dall’altra parte del fiume costruito in occasione delle Olimpiadi del 1980.

L’edificio dell’Università è immenso ed elegante: per costruirlo ci sono voluti quattro anni di lavori da parte dei condannati ai lavori forzati tra il 1949 e il 1953. Consiste di 36 piani e 33 chilometri di corridoi. La stella lucente che svetta in cima alla guglia dovrebbe pesare 12 tonnellate. Se avete ancora fiato, fate il giro per ammirare almeno due o tre lati dell’immenso palazzo. Davvero spettacolare.

Come arrivare: fermata metro Vorobyovy Gory alla base della collina oppure Universitet sul viale alle spalle dell’Università, quindi in cima alla collina. In entrambi i casi preparatevi a camminare molto.

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Cosa vedere a Mosca: il convento e il cimitero Novodevichy

Fondato nel 1524 da Basilio III per celebrare la conquista di Smolensk, allora occupata dai lituani, il “convento delle nuove vergini” divenne il luogo in cui si ritiravano le donne nobili. Già da lontano si possono scorgere il bianco e il rosso che colorano le parete esterne delle mura, delle torri e delle chiese che compongono il convento, nel tipico stile barocco moscovita.

Purtroppo la maggior parte degli edifici è attualmente in pesante opera di restauro e le impalcature coprono quasi la metà del complesso, compresa la cattedrale di Smolensk, che ospita un sontuoso interno ricoperto di affreschi cinquecenteschi, considerati tra i più belli di Mosca e attualmente non visibili. A giudicare dall’ampiezza del cantiere, i lavori probabilmente andranno avanti per molto.

Si può comunque accedere gratuitamente al cortile interno del monastero e ammirare dall’esterno le chiese e le mura libere dalle impalcature e all’esterno del convento c’è una bella vista su Moscow City dall’altra parte della Moscova. Un motivo sicuramente valido per venire qui rimane comunque il cimitero, alle spalle del convento: è uno dei cimiteri più prestigiosi di Mosca e conserva le spoglie dei più importanti scrittori, musicisti, artisti e politici russi.

Preparatevi ad armarvi di pazienza, perché le indicazioni delle tombe sono soltanto in cirillico: c’è sempre qualche visita guidata di gruppo però a cui potrete accodarvi per trovare le lapidi che non riuscite a decifrare da soli. Qui sono sepolti, tra gli altri, Gogol, Bulgakov, Rostropovich, Chekhov, Prokofiev ed Eisenstein. Ci sono le tombe di Krusciov e di Riassa Gorbaciov, moglie di Mikhail Gorbaciov. La tomba di Eltsin è in primo piano, poco dopo l’entrata principale del cimitero, ed è formata da una gigantesca bandiera russa di pietra scolpita in modo da sembrare ondeggiare nel vento.

Il cimitero è davvero enorme e numerose tombe di personaggi russi sono monumentali o comunque accompagnate da sculture e lapidi istoriate, ai cui piedi spesso c’è ancora qualcuno che deposita fiori freschi. Convento e cimitero sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Come arrivare: fermata metro Sportivnaya. All’uscita della metro prendere il viale verso destra: dopo 700 metri si intravede la torre bianca e rossa del monastero.

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Mi fermo qui, anche se le cose che ho visto a Mosca e di cui mi piacerebbe raccontarvi non si esauriscono con questo elenco. Ci sono poi le cose che non sono riuscita a vedere per mancanza di tempo: fra le altre, penso siano interessanti il Museo dei Cosmonauti, il bunker di Stalin, la nuova Galleria Tretyakov e le case-museo di numerosi scrittori russi. Per visitarla ho usato le guide della Lonely Planet, la guida Mosca ribelle della Voland, i consigli della straordinaria Eleonora di Pain de Route e, come al solito, il mio istinto.

Insomma, come avrete capito, Mosca è una città immensa, con spazi enormi e con tantissime cose da vedere in ogni quartiere, oltre che bella da visitare anche semplicemente percorrendo le bellissime strade e piazze che compongono questa meravigliosa città.

DOVE DORMIRE

A Mosca non è semplice trovare alloggi decenti a poco prezzo. Con un po’ di ricerche comunque è possibile trovare qualcosa di interessante. Provate a inserire le date del vostro soggiorno nella mappa qui sotto per avere qualche spunto sull’hotel migliore dove dormire a Mosca.

 



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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

4 Commenti
  1. pubblicato da
    Enrico Sartorelli
    Mag 10, 2018 Reply

    utilissimi suggerimenti, Simo! ne farò tesoro!

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mag 23, 2018 Reply

      Mi fa piacere! E grazie mille per aver lasciato il tuo commento 🙂

  2. pubblicato da
    manu
    Ago 28, 2018 Reply

    Sono tornata da Mosca giovedi e gli otto giorni che avevo a disposizione sono stati veramente pochi per visitarla.
    E’ tanto grande …tutto è grande…e molto bella.
    Siamo andati a teatro a goderci i ballerini del Gruppo Golden Ring show, alcune stazioni della metropolitana sono molto belle,
    sulla torre della televisione per vedere Mosca dall ‘alto,il parco dove c’è la Fontana dell’Amicizia,
    al Gorky Park,l’interno del Cremlino con il cambio della guardia,
    un giro in barca sul fiume, al museo dei Cosmonauti,la via Arbat vecchia……
    La fortuna di avere una nuova amicizia con una persona molto gentile e disponibile che ci ha portato in giro.
    Viaggio bellissimo!!!!!! ciao ciao e buona serata .

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Ago 28, 2018 Reply

      Ciao Manu! Non posso che essere d’accordo con te: Mosca è stupenda e ci sono tante tante cose belle da vedere. Felice che la visita della capitale russa ti abbia entusiasmato quanto me e grazie mille per aver voluto scrivere un commento qui

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