Cosa vedere a Cipro: itinerario dell’isola divisa in due

Cipro è una delle isole che mi ha conquistata: sono riuscita a visitarla nell’agosto del 2016, ma in realtà erano anni che la tenevo d’occhio, in attesa dell’occasione di andarci. Mi attraeva il suo fascino un po’ esotico e soprattutto la sua storia così complicata. Non mi dilungherò a raccontarvela in questo post, perché la trovate nel precedente articolo sulle cose da sapere prima di partire: Cipro è divisa in due dalla Linea Verde da 40 anni, metà isola è greca e l’altra metà turca. Il confine però è assolutamente tranquillo, dovete solo abituarvi un po’ alla presenza dei militari, alle lingue e monete diverse e a vedere due mondi immersi in unico e straordinario paradiso naturale. Ce n’è abbastanza per soddisfare la mia curiosità!

Il nostro itinerario sull’isola di Cipro è durato 13 giorni, durante i quali abbiamo percorso in auto 1.750 km.

Abbiamo dormito in 5 località diverse ed esplorato l’intera isola, che è formata da due stati – Repubblica di Cipro e Cipro Nord – separati da un confine.

Abbiamo visitato tutte le 6 città principali dell’intera isola – Larnaca, Limasol, Pafos, Nicosia, Girne e Famagosta -, oltre a una ventina di villaggi e borghi storici.

Abbiamo ammirato la bellezza di 9 spiagge bagnate da un mare con sfumature di turchese che mai avremmo immaginato esistere.

E abbiamo percorso le tre penisole più note – Karpaz, Akamas e Kourmac -, caratterizzate da un ambiente naturale selvaggio e incontaminato.

Infine, abbiamo visitato un numero considerevole di siti archeologici, monasteri, abbazie, castelli e chiese, alcuni anche in luoghi piuttosto impervi.

Cipro ci è piaciuta moltissimo!

Ecco le tappe del nostro viaggio. Ognuno è libero di calibrarle secondo le proprie esigenze e i propri interessi, quelli che vi voglio dare sono soltanto un po’ di spunti per visitare questa splendida isola del Mediterraneo.

Dopo aver letto l’itinerario, vi potrebbe essere utile dare un’occhiata anche all’articolo: Cipro on the road: 10 cose da sapere prima di partire

NICOSIA, L’UNICA CAPITALE EUROPEA DIVISA DA UN MURO

Capitale divisa o città due volte capitale? Nicosia (che nell’antichità si chiamava Ledra) è un unicum a livello europeo, l’ultima città divisa da un muro, che qui si chiama Linea Verde ma che comunque richiede il filo spinato, la presenza di militari e la necessità di mostrare i propri documenti d’identità – seppur il controllo è rapidissimo, solo una formalità – per passare il confine. Nicosia è la capitale dell’isola di Cipro, sia della Repubblica di Cipro, la parte greca a sud, sia di Cipro Nord, la parte turca. In mezzo, il confine, segnalato dalla presenza della dogana, da una panchina accostata al muro con la scritta “Peace” e dall’andirivieni degli abitanti da una città all’altra. Non serve che vi dica di quanto sia essenziale visitare Nicosia durante la vostra visita a Cipro.

Il mio consiglio è di arrivare in auto da sud (si può raggiungere comodamente in poco tempo da Larnaca o da Limasol) e poi proseguire a piedi nella parte nord, che è probabilmente la più affascinante dal punto di vista architettonico. Nella parte sud vi troverete a percorrere la via principale commerciale, il viale pedonale Lidras, che nei mesi più caldi è coperto da teloni colorati tirati da un edificio all’altro per riparare dalla calura. A ridosso del confine c’è un bar che ha allestito i tavolini all’esterno con i vecchi sacchi delle trincee: qui il confine viene esorcizzato anche con un po’ di ironia. Assolutamente da non perdere la salita all’Osservatorio Ledra, che conduce fino all’undicesimo piano dove è stato creato un museo-belvedere: dalle vetrate del palazzo si può godere di una vista insuperabile sulla città sia a sud sia a nord con la Linea Verde in mezzo.

D’estate Nicosia si svuota perché gli abitanti si dirigono verso il mare, quindi, soprattutto nelle ore più calde, troverete la città greca piuttosto deserta. Un po’ più animata invece è la parte turca a nord. Appena passato il confine, troverete il tipico bazar turco che vi condurrà alla monumentale Selimiye Cami, l’antica cattedrale gotica di S. Sofia (la vedete nella foto di copertina, immortalata dalle vetrate dell’Osservatorio Ledra). Accanto si trova il mercato coperto e la biblioteca del sultano Maometto II. Con una breve passeggiata si raggiunge il caratteristico caravanserraglio Buyuk Han che oggi ospita numerosi negozietti e qualche bar ed è un bel posto dove fare una pausa.

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REPUBBLICA DI CIPRO – CIPRO SUD

È la parte greca dell’isola, quella più visitata. Gli aerei di solito atterrano a Larnaca o a Pafos. Ecco l’elenco delle cose da vedere secondo l’itinerario dell’isola che abbiamo percorso noi.

LARNACA

Molti voli per Cipro, compreso il nostro, atterrano a Larnaca e dunque questa città di Cipro sud è spesso la prima tappa di tanti itinerari dell’isola. Larnaca è una città moderna, ma meno caotica delle altre città della Repubblica di Cipro, per questo motivo forse a me ha fatto una bella impressione, nonostante la sua aria un po’ dimessa. Il lungomare è ampio e costeggiato da svariati ristoranti e locali. La zona più tranquilla è quella che prosegue verso il vecchio quartiere turco-cipriota, caratterizzato da basse case bianche e un’atmosfera molto più rilassata.

Il centro storico di Larnaca ospita la bellissima Agios Lazaros, la chiesa dedicata a San Lazzaro, costruita a partire dal IX secolo sul luogo in cui vennero ritrovate le spoglie del santo, oggi conservate in una tomba all’interno della chiesa. La leggenda dice che Lazzaro, dopo essere stato resuscitato da Gesù a Betania in Palestina, venne esiliato dai farisei che lo abbandonarono alla deriva su una barca che raggiunse miracolosamente la costa d Larnaca. Qui Lazzaro venne nominato primo vescovo della città da San Barnaba. La chiesa è molto bella, mantiene una struttura bizantina a cui venne accostato un campanile seicentesco e si trova proprio al centro della piazza principale del centro storico della città.

Attorno alla chiesa si snodano le strade del quartiere popolare di Buyuk, un tempo abitato dalla comunità turco-cipriota. Allontanandosi verso il mare, si raggiunge il silenzioso quartiere turco, dove oggi hanno aperto i battenti numerose botteghe di artigiani ceramisti. Perdersi in queste vie è un modo diverso per visitare la città, prima di tornare nel centro, dove si trovano numerosi bar e ristoranti interessanti e affollati di giovani.

Nei pressi del lungomare si possono ammirare anche la moschea Cami Kebir, ancora usata per il culto e visitabile e, di fronte, la possente fortezza costruita dagli ottomani nel 1625: al suo interno è stato allestito il Museo archeologico.

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LA MOSCHEA SUL LAGO DI SALE E I VILLAGGI IN COLLINA

Vale assolutamente la pena secondo me dedicare una giornata per un’escursione nei villaggi intorno a Larnaca, la zona est dell’isola. Il nostro itinerario è iniziato con la visita alla moschea sul lago di sale, che si trova molto vicino all’aeroporto di Larnaca (quindi se avete un po’ di tempo all’arrivo, potete fare una deviazione già in quel momento. A circa 2 chilometri dall’aeroporto, s’imbocca sulla sinistra un bivio che conduce verso il lago salato, una distesa d’acqua salmastra poco profonda dove, in alcune stagioni, è possibile osservare svariati uccelli migratori, compresi i fenicotteri rosa. Purtroppo in agosto il lago è completamente asciutto e quindi non ci sono uccelli: il paesaggio è comunque molto suggestivo e la moschea vale una visita. La Hala Sultan Tekke è un luogo molto importante per il mondo islamico: la leggenda vuole infatti che fosse stata costruita per la zia paterna di Maometto che, giunta a Cipro con il marito durante una spedizione militare, morì a causa di una caduta a cavallo mentre fuggiva dai soldati bizantini.

Dalla moschea si sale rapidamente verso i villaggi disposti a sud-ovest sulle colline alle spalle di Larnaca. Tra i più interessanti c’è Kiti con la Panagia Angeloktisti, una delle chiese più interessanti di Cipro, in cui spiccano interessanti mosaici nell’abside. Percorrendo la strada che sale verso le pendici dei monti Troodos, si sale verso Lefkara, a 700 metri sul livello del mare, diviso in due piccoli centri, Pano Lefkara più in alto e Kato Lefkara a una quota leggermente inferiore: qui rimangono vive le lavorazioni artigianali dei merletti e dell’argento ed è ancora comune vedere le donne sedute fuori alle loro case lavorare insieme. Ancora oggi è molto piacevole passeggiare lungo le viuzze deliziose del paese che ospita numerosi negozietti e alcune belle e accoglienti taverne: vale la pena arrivare qui all’ora di pranzo per fare una pausa in uno dei graziosi locali del paese.

Pyrga è celebre invece per la presenza della piccola Cappella Reale, uno dei pochi esempi dei luoghi di culto cattolici superstiti dell’epoca dei Lusignano: risale al 1421 quando venne fondato dal re Giano insieme alla moglie Carlotta di Borbone.

Ultima tappa è il Monastero di Stavrovouni, in cima a un colle isolato a circa 700 metri, che si raggiunge con una comoda strada asfaltata, dopo aver affrontato alcuni tornanti. Le donne non possono entrare, perché qui vige la stessa rigida regola monastica della chiesa ortodossa presente sul Monte Athos in Grecia. Qui vive la più antica comunità monastica di Cipro. Ai piedi della ripida collina si trova il monastero di Agia Varvara con un bel cortile e una piccola chiesa affrescata.

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IL VILLAGGIO DI PYLA

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Il villaggio di Pyla è uno dei pochi in cui vive una comunità mista di greco-ciprioti e turco-ciprioti e si trova nella zona cuscinetto di confine sorvegliata dall’Onu. Si raggiunge facilmente da Larnaca, prima di arrivare al confine con Cipro Nord che conduce a Famagosta.

Perché venire a Pyla? Noi ci siamo andati di prima mattina, per bere un caffè in piazza, prima di continuare il giro dell’isola e sconfinare a Cipro Nord. Pyla non ha monumenti da vedere, però è un luogo simbolo di questa strana isola, il luogo dove greco-ciprioti e turco-ciprioti hanno continuato a vivere sempre insieme, anche durante e dopo l’occupazione turca. Qui non ci sono militari dei due eserciti, ma soltanto quelli dell’Onu. Se decidete di venire a dare un’occhiata, fatelo però con discrezione: è raro vedere turisti da queste parti.

Se siete interessati ad approfondire la storia di Pyla, ho scritto un articolo specifico sulla nostra visita a questo villaggio: Un caffè a Pyla, nella zona cuscinetto dell’Onu a Cipro.

LIMASOL

Limasol è una città moderna e turistica, ha un centro storico ristrutturato e una nuovissima e molto elegante Marina, frequentata dai turisti che amano il lusso. Io ho visitato Limasol soprattutto all’ora del tramonto, perché ho usato la città come base d’appoggio per andare in giornata a Nicosia e per fare un’escursione nei villaggi sulle colline del vino.

Dopo la divisione dell’isola, Limasol è diventata il porto commerciale cipriota più importante, ruolo che in precedenza spettava a Famagosta, dal 1974 penalizzata dall’embargo internazionale su Cipro Nord. Del vecchio insediamento levantino oggi rimangono soltanto una piccola zona compresa tra la moschea e il castello, una bella struttura archeologica industriale e alcuni palazzi del centro. Rimane comunque una città dinamica e vivace dove è piacevole fare una passeggiata, fino a raggiungere il mercato coperto.

Attorno alla mole del castello medievale, una serie di edifici industriali ospitava, fino agli inizi degli anni ’90 del XX secolo, gli stabilimenti dove la società Lanitis trattava le carrube per produrre sciroppi, mangimi per animali e polveri per uso alimentare. Dopo la chiusura dell’industria è stata avviata un’opera di ristrutturazione e oggi gli edifici ospitano un centro multifunzionale con aree espositive, il Carob Museum.

COLLINE DEL VINO

Una bella escursione in giornata è quella attraverso i villaggi del vino sulle colline alle spalle di Limasol, alle pendici dei monti Troodos: noi abbiamo visitato Omodos, Vouni, Lofou e Laneia con un percorso ad anello che sale da Episkopi e ridiscende verso Limasol.

Il primo villaggio che s’incontra è Omodos, che è anche quello più turistico e il più noto della Krassochoria, la zona collinare che dai piedi della fascia montuosa digrada verso la costa. Il villaggio si è sviluppato attorno al complesso del monastero di Timios Stravros e alla sua piazza selciata, che risale probabilmente all’epoca dei Lusignano e su cui si affacciano bar e negozi di souvenir. Il centro storico è stato ristrutturato perfettamente e le antiche case di pietra oggi ospitano negozietti con prodotti artigianali. Ci sono anche alcune vinerie dove è possibile fare degustazioni di vino. È un posto piacevole dove trascorrere qualche ora e magari fare una pausa assaggiando qualche golosità tipica. Tra i prodotti tipici che si possono trovare qui ci sono i vini bianchi e rossi di produzione locale, il pane a forma di anello (arketana), i dolci (tra cui lukum e dolcetti di vinaccia, i merletti simili a quelli di Lefkara, i cesti di vimini e di tralci di vite.

Vouni è un paesino delizioso nella sua tranquillità. Anche in questo caos le case di pietra sono state ristrutturate ma il luogo è meno turistico, nonostante ospiti alcune notevoli taverne.

A due chilometri di distanza si trova Lofou, dopo aver superato coltivazioni montane con vista sul mare. È bello passeggiare a Lofou tra gli edifici di pietra e l’atmosfera sospesa nel tempo.

L’ultima fermata è l’incantevole Laneia, con la chiesa ortodossa al centro della piazza del paese e gli splendidi cortili delle case. La storia di Cipro qui è ricordata con immagini in bianco e nero che ricoprono le mura esterne di alcuni palazzi del paese e ricordano un tempo che non c’è più ma che racconta quello che è l’isola oggi.

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SPIAGGIA DI AFRODITE

Tra Limasol e Pafos si trova una delle spiagge più belle e più famose di Cipro: Petrou de Romiou (la spiaggia di Afrodite). Secondo la tradizione questo fu il luogo dove la dea Afrodite nacque dalle acque e proprio grazie a questa leggenda Cipro viene spesso definita “l’isola di Afrodite”. Il nome della località, che letteralmente si chiama “pietre di Romios” deriva da un’altra leggenda secondo cui un eroe popolare, Dhiyenis Akritas detto Romios, per cacciare i pirati dalle coste dell’isola, avrebbe scagliato alcune enormi rocce contro le navi degli invasori. Ecco quindi spiegati i suggestivi faraglioni che si trovano a poca distanza dalla riva e regalano scorci suggestivi a questa spiaggia di ghiaia.

La spiaggia è facilissima da trovare perché si trova proprio a ridosso dalla statale che passa alle spalle del mare. Sulla destra si trova un’area parcheggio con un bar e un sottopassaggio che permette di arrivare alla spiaggia senza attraversare a piedi la statale. Questa è la spiaggia degli innamorati, infatti la riva è piena di cuori costruiti con le pietre della spiaggia e le inziali degli innamorati. Si tratta chiaramente di una delle spiagge più belle dell’isola, per questo l’ho inserita nell’articolo sulle Cipro, 5 spiagge da sogno da vedere sull’isola

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PAFOS E SPIAGGIA DI LARA

Pafos è quasi certamente la città più visitata di Cipro, nel 2017 Capitale Europea della Cultura e famosa per i suoi bellissimi mosaici e le zone archeologiche patrimonio Unesco. Meta molto amata dai turisti inglesi, Pafos ha perso un po’ il suo carattere autentico, anche se il centro storico rimane comunque piacevole, nonostante il suo lungomare sia eccessivamente caotico e affollato di pub in stile inglese e negozi di souvenir. Pafos secondo me merita la visita per poter ammirare le Tombe dei Re e i mosaici, ma è preferibile alloggiare altrove, se volete respirare un po’ di vera atmosfera cipriota.

La visita alla città di Pafos richiede una giornata di tempo e, come sempre, se viaggiate d’estate, cercate per quanto possibile di evitare le ore calde, perché qui il sole picchia davvero forte. A Pafos sono imprescindibili la visita agli scavi di Nea Pafos, una zona archeologica vastissima dove potrete ammirare, oltre all’agorà e al teatro romano, una serie meravigliosa di mosaici conservati nei resti di quelle che erano le case nobiliari in cui originariamente si trovavano: dalla Casa di Dioniso alla Casa di Aion, fino alla Casa di Teseo e a quella di Orfeo: prendetevi il giusto tempo per ammirare questi tesori meravigliosi che raffigurano delicate immagini di animali e personaggi mitologici.

Lasciata l’area archeologica si può raggiungere il porticciolo, un tempo grande scalo commerciale su cui domina la tozza fortezza. Risalendo verso il centro si trova l’accesso all’area sacra della chiesa di Agia Kyriaki e ai resti della Panagia Chrysopolitissa, mentre una breve passeggiata conduce alla chiesetta ipogea dedicata ad Agia Solomoni, riconoscibile dal grande albero che all’ingresso sostiene centinaia di fazzoletti e stracci lasciati dai fedeli in cerca di una grazia.

Circa tre chilometri a nord si raggiunge l’accesso al sito delle Tombe dei Re, altra cosa da vedere assolutamente. Gli ipogei di quest’area furono scavati a partire dal III secolo a.C. e sono situati in una zona fatta di piccole scarpate e scogliere rocciose, detta paleokastro (città antica). Le tombe in realtà non erano sepolture reali ma appartenevano alle più nobili famiglie cittadine che seguirono nell’usanza e nello stile le tendenze orientali diffuse dagli alessandrini sulle cose del Mediterraneo in questo periodo. Le tombe erano strutture molto elaborate con cortile, peristilio e colonne e ancora oggi si può immaginare la loro grandezza.

Pafos è formata da due insediamenti diversi e vicini uno all’altro: Kato Pafos, la zona sul mare, che comprende anche l’area degli scavi archeologici e Ktima, circa due chilometri nell’interno in posizione più elevata. Qui vale la pena fare una passeggiata nel vecchio quartiere turco di Mouttalos, con le sue stradine e i suoi vicoli. Noi nel 2016 lo abbiamo trovato in totale fase di ristrutturazione: spero che nel frattempo i lavori siano terminati perché sembrava un luogo molto suggestivo.

Poco lontano dalla moderna Pafos sorge il paese di Kouklia, l’antica Palaia Pafos, il centro più antico della regione. Qui, su una collina, si trovano i resti del santuario di Afrodite: anche questi sono stati dichiarati Patrimonio Unesco, anche se in realtà il luogo sembra meritare più per il panorama che per quanto rimasto del santuario.

Lungo la strada verso Polis, invece, si sale verso la baia di Crysochou. Sul versante nord-ovest della Penisola di Akamas si nasconde la famosa regione costiera di Lara, incontaminata e accessibile soltanto da una strada sterrata. Si può però percorrere in auto fino ad Agios Georgios, un tratto di 100 metri di sabbia e rocce, con ombrelloni e lettini disponibili. Ci sono un piccolo bar sulla spiaggia e una chiesa ortodossa che si affaccia sul mare. Proseguendo si arriva alla spiaggia di Lara, separata da un promontorio e circondata da rocce calcaree. La spiaggia è di sabbia e l’acqua è pulita e trasparente. Non è attrezzata, ma se volete un ombrellone e un lettino c’è una piccolissima baia vicino a Lara che fa al caso vostro. Qui la strada è sterrata, ma il tratto asfaltato arriva fino a ridosso della baia e quindi, se non avete una jeep, potete percorrere l’ultimo tratto facilmente a piedi.

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BAGNI DI AFRODITE E BLUE LAGOON

Impossibile venire a Cipro senza fare un’escursione ai Bagni di Afrodite e alla Blue Lagoon, quest’ultima accessibile soltanto in fuoristrada oppure in barca. I Bagni di Afrodite sono un altro dei luoghi di cui narrano le tante leggende dell’isola di Cipro. Come si può ben immaginare dal nome, si dice che in questo luogo venisse a bagnarsi Afrodite. La fonte lascerà in realtà tutti molto delusi, visto che si tratta di una piccola pozza d’acqua che sgorga da una roccia.

Da qui ci sono due possibilità: sistemarsi lungo la costa in questa zona, dove il mare è splendido oppure fare un’escursione fino alla famosa, ed ovviamente molto turistica, Laguna Blu. L’acqua del mare in questo punto è trasparente e ha un colore davvero meraviglioso, con mille sfumature di turchese: impossibile non innamorarsi di questo luogo.

Visto che la spiaggia è piccola e spesso molto affollata, difficile rimanere qui tutto il giorno. Se volete un luogo più tranquillo, fate un salto alla spiaggia di Polis. Anche questa è molto grande e in gran parte attrezzata, ma non è molto frequentata e a me è piaciuta parecchio. Ci sono alcuni chioschi e ristoranti sulla spiaggia dove rilassarsi all’ombra e in generale l’atmosfera è informale e piacevole. Alle spalle della spiaggia c’è un grande campeggio, ma il luogo è frequentato soprattutto dagli abitanti locali.

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VILLAGGI DELLE ALTURE DI AKAMAS

Questa è una deviazione che piacerà a chi è alla ricerca dei luoghi più isolati e lontanissimi dal turismo di massa. Sulle alture di Akamas ci sono alcuni villaggi piacevoli da visitare, magari nel tardo pomeriggio, per potersi godere il tramonto dalle colline. Particolarmente belli sono i villaggi di Dhrousia e Kritou Terra, dove si può anche alloggiare e mangiare in qualche taverna tipica.

Dhrousia è un paesino con strade tortuose, grandi alberi di fico e un grande senso di quiete e isolamento. Kritou Terra, un po’ più a est di Dhrousia, è un villaggio incontaminato con splendide case tradizionali rinnovate dai suoi abitanti. C’è una bella chiesa tardo-bizantina di Agia Ekaterini all’estremità meridionale del villaggio. In questa zona si trovano anche altri minuscoli villaggi.

Se vi siete appassionati ai villaggi dell’entroterra, ce ne sono alcuni di molto affascinanti sulle colline alle spalle di Pafos, che si raggiungono facilmente percorrendo la strada principale da Pafos a Polis. Kathikas è quello più facilmente accessibile da Pafos ed è famoso per i vigneti. Da qui si può fare una deviazione che attraversa i tre pittoreschi villaggi di Pano Akourdalia, Kato Akourdalia e Milou, dove si possono trovare tipiche taverne cipriote.

Salendo da Pafos in direzione di Polis, si attraversa il centro abitato di Tremithousa, da dove un bivio conduce sulla sinistra al santuario di Agios Neofytos, il luogo dove nel XII secolo sin ritirò a vivere l’eremita Neofytos, i cui discepoli costruirono il monastero dopo la morte del santo avvenuta nel 1220. La parte più interessante del monastero, che è molto ben tenuto e merita una visita, è fuori dal recinto: scavata all’interno di una rupe, si trova l’enklistra, cioè l’eremitaggio dove la tradizione vuole abbia abitato lo stesso Neofytos: è composto da una chiesa, una piccola cappella e la cella del santo, tutte visitabili. Gli affreschi che decorano l’ipogeo sono molto interessanti.

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CIPRO NORD

È la parte turca dell’isola, quella meno visitata. Non è consigliabile atterrare nell’aeroporto di Cipro Nord, altrimenti, se noleggiate un’auto, non potrete recarvi a Cipro Sud con lo stesso mezzo. Quindi la cosa migliore è visitare Cipro Nord partendo dalla Repubblica di Cipro. Ti potrebbe interessare anche: 10 cose da sapere per visitare l’isola di Cipro.

FAMAGOSTA

È difficile descrivere Famagosta in poche parole. Di certo è la città dell’isola di Cipro che mi ha colpita di più e probabilmente una delle città più ricche di fascino di tutto il Mediterraneo e oltre. Quando mai vi è capitato di vedere una cattedrale gotica “modello Notre Dame” con un minareto che svetta al posto di una torre e l’interno trasformato in una moschea? Basterebbe questo per inserire assolutamente nel vostro itinerario una tappa almeno di mezza giornata in questa città pazzesca a brevissima distanza dalla Linea Verde. Ma non è l’unico motivo per visitare la città. Tutto il centro storico trabocca di resti di monumenti e di chiese dalla bellezza sconcertante.

Uno dei modi migliori per farsi un’idea della città è salire sui possenti bastioni che circondano il centro storico e osservare prati, orti e strade da cui spuntano le rovine di decine di chiese bizantine. E osservare quello che rimane del quartiere di Varosha affacciato sul mare. Per conoscere tutta la storia, vedere tante foto e innamorarvi di Famagosta come è successo a me leggete l’articolo Benvenuti a Famogosta, la città più controversa di Cipro Nord.

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LA PENISOLA DI KARPAZ E BAIA DI NAGOMI

Se guardate la mappa dell’isola di Cipro, noterete che l’isola si allunga restringendosi verso nord: quella lunga penisoletta è Karpaz, il parco naturale di Cipro Nord. È la zona più selvaggia e meno abitata dell’isola e regala panorami splendidi, sia sulla costa che all’interno. Più vi spingerete sulla punta della penisola e più sarete immersi nella natura. Sui prati pascolano capre e asini, sulla costa soffia un vento caldo almeno quanto l’acqua di mare. Su queste spiagge ci sono i nidi delle tartarughe e si dorme nei bungalow.

Il centro abitato più grande è Dipkarpaz, un paesotto con qualche negozio. Il mio consiglio però è di proseguire e di arrivare fino alla Baia di Nagomi, nota come Golden Beach, nome non di certo originale per una spiaggia strepitosa: se arrivate prima di cena sarete in tempo per un tuffo al tramonto. Ad agosto il mare era caldissimo e molto piacevole e soprattutto la spiaggia era completamente deserta, nonostante fosse ferragosto. Qui si dorme in bungalow di legno a ridosso della spiaggia, alcuni sono molto spartani, altri hanno servizi in più. In ogni caso qui non è che ci sia bisogno di molte cose! La spiaggia è enorme, ma ci sono anche alcune zone attrezzate con ombrelloni e lettini.

Vale la pena anche arrivare sulla punta della penisola di Karpaz, al capo Sant’Andrea dove l’Onu sta ricostruendo il monastero e sulla costa ovest della penisola. Il capo si raggiunge in pochi minuti di auto dalla Golden Beach. Qui sicuramente incontrerete piccoli gruppi di asini selvatici. Il monastero, due anni fa, era in parte un cantiere perché era in atto un’importante opera di ristrutturazione di tutta l’area. Intorno al monastero ci sono ancora le vecchie strutture per i pellegrini. Il luogo è davvero in mezzo al nulla e proprio per questo vale la pena arrivare fino qui.

Sulla penisola di Karpaz, Golden beach è la spiaggia più grande e bella, ma ce ne sono molte altre lungo tutta la costa ovest della penisola, ancora più isolate e a cui vale la pena dare un’occhiata: all’altezza del borgo di Dipkarpaz, si svolta a sinistra verso Agia Filon e la sua splendida baia: il luogo è selvaggio, con poche palme, un ristorante e le rovine di una chiesa in riva al mare. Qui l’acqua ha un colore intenso e mille sfumature dall’azzurro al turchese. Chi cerca solitudine e silenzio ha trovato il suo posto perfetto. Ripercorrendo la penisola di Karpaz ci sono alcuni luoghi storici e archeologici che meritano una visita, attraverso villaggi, chiese e zone archeologiche.

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GIRNE E SPIAGGIA DI ALAGADI

Girne è la città più grande di questa zona di Cipro Nord. Il centro storico è raccolto intorno alla baia e al porto vecchio della città, costruito in epoca medievale e dominato dalla fortezza militare, la cui origine si perde nel passato. Probabilmente i bizantini, in cerca di un luogo dove edificare un castello che difendesse la città dalle incursioni arabe, utilizzarono i resti di una fortezza romana. Nel 1191 Guido di Lusignano riuscì a conquistarla e diede il via ai lavori di ampliamento della cinta di mura. Il castello respinse l’assedio dei genovesi nel 1374 e, dopo i cambiamenti in epoca veneziana, il castello si arrese agli ottomani nel 1570.

La città è piuttosto moderna e quello che resta della parte antica si può ammirare nelle viuzze che conducono al porto. La sera la città anima grazie ai tanti ristoranti all’aperto e locali affacciati sul mare. Percorrendo le viuzze si incontrano una moschea probabilmente edificata nel ‘600 e i ruderi di una chiesa di origine lusignana. Merita una visita anche il mercato centrale coperto.

La spiaggia più particolare di questa zona è quella di Alagadi (è segnalata bene dalla statale, ci sono due entrate). Vale la pena arrivare qui al tramonto, quando i colori si accendono e spesso soffia una gradevole brezza. La spiaggia non è attrezzata ed è piuttosto selvaggia, perché qui nidificano le tartarughe marine. Ad Alagadi si trova anche un info point del Turtle Project, il progetto di salvaguardia delle tartarughe. Se arrivate nella stagione giusta, potete fare un’uscita con i volontari per vedere le tartarughe che risalgono la spiaggia e depongono le uova. In ogni caso i volontari vi spiegheranno in cosa consiste il loro lavoro ed è possibile adottare un nido: noi lo abbiamo fatto e al ritorno a casa ci è arrivata la mail con l’esito. Vi racconto meglio questa storia nell’articolo Le spiagge di Cipro amate dalle tartarughe

DAL MONASTERO DI ANTIFONITIS ALL’ABBAZIA DI BELLAPAIS

L’entroterra della costa nord ovest di Cipro riserva moltissime sorprese e luoghi affascinanti, visitati ancora molto poco dai turisti. Partendo da Esentepe, si può risalire fino al Monastero di Antifonitis. La struttura si sviluppa intorno al cortile in cui si trova il katholicon e le sue forme sono il frutto delle diverse modifiche apportate all’epoca dei Lusignano e durante il dominio veneziano. Gli affreschi all’interno sono danneggiati ma comunque suggestivi. C’è anche un piccolo bar dove potrete bere una limonata rinfrescante.

Dopo la visita al monastero si percorre una strada panoramica parallela alle montagne fino ad Alevkaya. Proseguendo sulla strada principale si arriva a una deviazione che conduce alle rovine del Monastero di Sourp Magar, un monastero copto-armeno dell’XI secolo immerso nei boschi di pini. Purtroppo, a differenza di quanto dicono le guide, il monastero è in rovina e non ci sono luoghi di ristoro nelle vicinanze. Se volete andare a dare un’occhiata, come abbiamo fatto noi, preparatevi a fare un paio di chilometri a piedi all’andata e un paio al ritorno (i peggiori, perché sono in salita). La strada comunque è asfaltata, ma c’è una sbarra che non permette di percorrerla in auto, probabilmente perché le condizioni del monastero non garantiscono la sicurezza: se fate attenzione, però, potete comunque visitarle.

Tornando sulla strada principale si dovrebbe arrivare dopo una decina di chilometri al bivio che conduce al castello di Buffavento, un maniero arroccato in precario equilibrio a 940 metri sul livello del mare che domina la pianura ella Mesarya (lo vedete anche se percorrete la statale lungo la costa). Noi abbiamo girato in lungo e in largo, ma non siamo riusciti a trovare la strada, che, comunque, deve essere parecchio in salita e quindi non saprei dire quanto una piccola utilitaria riesca a percorrerla.

Proseguendo lungo la strada principale, invece, arriverete a Bellapais, un delizioso villaggio famoso per la sua splendida abbazia (un monastero agostiniano del XII secolo costruito dai monaci in fuga dalla Palestina), che vale assolutamente la visita e per la storia degli alberi dell’ozio dello scrittore inglese Lawrence Darrel, di cui ho scritto nell’articolo All’ombra degli alberi dell’ozio, a Bellapais.

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CASTELLO DI SANT'ILARIONE

Le mura del castello di Sant’Ilarione (S. Hilarion) sembrano, già da lontano, vertiginose e irraggiungibili. Il castello deve il suo nome a un eremita proveniente dalla Terrasanta che si rifugiò qui per fuggire alle persecuzioni. Venne costruito in epoca bizantina sulle rovine di un monastero. S. Hilarion probabilmente fu l’ultima roccaforte bizantina a cadere nelle mani dei cavalieri crociati e venne in seguito ampliato e ristrutturato ad opera dei Lusignano. La fortezza fece da sfondo a molti eventi storici: ad esempio, nel XII secolo, vide contrapposti per il controllo dell’isola Federico II e Giovanni d’Ibelin, reggente di Cipro. Durante l’invasione genovese del 1373 qui si rifugiò il re di Cipro Pietro II, che sarebbe stato assassinato qualche tempo dopo a Nicosia per ordine della moglie Eleonora d’Aragona. Come accadde per tutte le fortezze medievali dell’isola, i Veneziani resero S. Hilarion inutilizzabile. L’antico forte sarebbe diventato, a partire dalla metà degli anni ’60 del XX secolo, il quartier generale dei turco-ciprioti del Tnt, che vennero a più riprese assediati dai greco-ciprioti dell’Eoka.

La visita del castello è affascinante, perché si può salire a diversi livelli e osservare numerosi ambienti, oggi ristrutturati. Uno dei motivi per affrontare le diverse salite, alcune decisamente ripide e un po’ faticose, e arrivare in cima alle diverse torri di segnalazione è poter ammirare un panorama davvero notevole sulle montagne dell’isola e sulla costa di Girne. Questo castello è così affascinante che pare che Walt Disney ne abbia tratto ispirazione per disegnare il castello della regina malvagia di Biancaneve.

Per arrivare qui serve attraversare una strada militare che in estate chiude abbastanza presto al tramonto. L’ultimo ingresso è alle 17, quindi fate attenzione a non arrivare troppo tardi e magari cercate di visitare il castello al mattino (in estate apre alle 9), anche per evitare le ore troppo calde viste le salite da affrontare.

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PENISOLA DI KORMAKITIS

La penisola di Kormakitis (Korucam Burnu in turco) non è molto conosciuta e visitata, ma regala paesaggi naturali incontaminati e scorsi davvero splendidi. È attraversata soltanto da un paio di strade e uno dei motivi di interesse è la visita al villaggio dei maroniti, una comunità religiosa cattolica rimasta in territorio turco-cipriota anche dopo la divisione dell’isola. Sono stati proprio i nostri host a segnalarci questa particolarità e così abbiamo voluto andare a dare un’occhiata a questa ennesima stranezza dell’isola divisa in due.

Percorrendo la costa verso ovest, dopo aver superato Girne e aver oltrepassato Lapta, si devia a destra verso la penisola di capo Kormakitis. Si lascia la via diretta a Morfou dopo i bivi di Guzelyah e Vasilea (Karyaka), proseguendo sulla strada secondaria lungo la costa. Si tocca il villaggio di Kaylar, dove stanno sorgendo numerose villette fino a raggiungere la moderna cappella maronita di Agios Georgios. Oltrepassato anche questo punto, si arriva a Livera. Il capo è il punto di Cipro più vicino alla costa turca, che dista soltanto 40 miglia nautiche.

Si raggiunge così il villaggio principale di Kormakiti, il cui centro si sviluppa intorno al monastero maronita e alla moderna chiesa di Agios Georgios. Sulla piazza centrale ci sono un paio di taverne dove mangiare, un centro culturale realizzato grazie ai fondi europei come dimostra la tipica targa appesa accanto alla porta. Lungo la costa si possono ammirare bellissimi panorami sul mare.

Questa è un’escursione difficilmente segnalata dalle classiche guide turistiche, ma è un modo per godersi alcuni angoli ancora intatti di questa zona dell’isola.

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MORFOU E SOLOI

Proseguendo lungo la costa ovest di Cipro Nord, partendo da Girne e avviandosi verso il confine con la repubblica greca a sud, poco prima del confine, vale la pena, anche per spezzare il viaggio, fare una sosta a Morfou e all’area archeologica dell’antica Soloi.

Morfou è una cittadina di circa 12 mila abitanti e una delle zone agricole più importanti dell’isola: grazie alla presenza di una serie di falde sotterranee, qui si producono agrumi, meloni e fragole d’esportazione. Sulla piazza principale ci sono il Museo archeologico e di Scienze naturali e la chiesa di Agios Mamas, uno dei luoghi di culto dell’isola più cari ai fedeli ortodossi. Ma la cosa più caratteristica di Morfou è il suo ultimo treno. La ferrovia che collegava Famagosta a Morfou passando per Nicosia fu costruita nel 1904 per semplificare i rapporti commerciali attraverso la pianura della Mesaoria. La linea aveva stazioni ogni due chilometri e percorreva la strada in due ore. L’ultimo viaggio del convoglio avvenne il 31 dicembre 1951. La linea fu dimessa perché non considerata più funzionale e da allora nessun treno percorre l’isola di Cipro. Unica testimonianza della vecchia linea ferroviaria cipriota è la locomotiva n.1 (una Baldwin del 1924, fabbricata a Filadelfia) che si trova parcheggiata in un parco pubblico, a breve distanza dal centro di Morfou.

Lungo la costa meridionale della baia di Morfou si trova l’ingresso all’area archeologica di Soloi, in passato una delle città-stato più importanti dell’isola. Secondo la tradizione fu Solone, celebre uomo politico ateniese, che durante il suo soggiorno a Cipro convinse il re a edificare qui la sua capitale. Non lontano dalla biglietteria si trova la tettoia che copre i resti di una basilica del V secolo e suoi splendidi mosaici, raffigurazioni geometriche di uccelli e pesci. Più in alto sul fianco della collina una salita conduce ai resti del teatro romano del II secolo d.C. ina una splendida posizione verso il mare.

Dopo Soloi, si passa il confine nei pressi di Pyrgos: siamo nella Repubblica di Cipro e possiamo fare una sosta sulla panoramica costa di Polis.

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DOVE DORMIRE

Penso di averlo detto più volte: sono Airbnb addicted da qualche anno e ogni volta che posso dormo in case private sia per il rapporto qualità prezzo e l’autonomia, sia per la possibilità di conoscere gli abitanti del luogo e di vivere nei quartieri frequentati dai locali. Ovviamente in tutta l’isola c’è ampia possibilità di alloggio in hotel di qualsiasi fascia di prezzo, in particolare di quella alta.

Questi sono stati i miei alloggi privati trovati su Airbnb:

Cipro Sud:

2 notti a Larnaca, appartamento completo in centro: 84 euro

3 notti a Peya (nella foto), alla periferia di Pafos, camera con bagno privato, terrazzino privato e colazione compresa nella villa con piscina (uso gratuito) di una coppia tedesca trasferita da poco sull’isola: 79 euro

3 notti a Limasol, appartamento completo: 115 euro

Cipro Nord:

2 notti sulla Golden Beach nella penisola di Karpaz in un bungalow con bagno privato e colazione compresa sopra la spiaggia: 106 euro

3 notti a Esentepe (nella foto) (20 km da Girne) in una camera con bagno privato, terrazza privata vista mare e colazione nella splendida casa di una coppia di origine turca: 121 euro

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I COSTI

Quanto è costato – Viaggio per 2 persone

Non abbiamo trovato un volo diretto dall’Italia all’isola di Cipro e così abbiamo approfittato per trascorrere alcuni giorni ad Atene e da lì poi volare a Larnaca. Nella tabella trovate quindi separati i costi dei due voli. Nonostante il nostro viaggio risalga soltanto al 2016, negli ultimi tempi sono aumentati il numero dei voli low cost su Cipro, quindi probabilmente riuscirete a trovare un volo diretto, a meno che anche voi non vogliate approfittare dello scalo ad Atene.

Volo Atene-Cipro e ritorno 364 euro con bagaglio da stiva
Alloggi 505 euro 5 alloggi Airbnb per 13 notti
Auto
Noleggio per 13 giorni 260 euro autonoleggio Kem – Chevrolet Krisp
Assicurazione Cipro Nord 35 euro
Benzina 135 euro 1.750 km percorsi
Pasti, entrate ai monumenti, escursioni e altre piccole spese 460 euro
Totale spese Cipro 1.759 euro
Volo Venezia-Atene e ritorno 675 euro con bagaglio da stiva
Totale con voli 2.463 euro

Ora non vi resta che organizzare il vostro itinerario, in particolare rispetto ai giorni a disposizione e ai vostri interessi e partire!

Se avete dubbi o altre curiosità, scrivetemi nei commenti e io cercherò di rispondere a tutti!

Nel post sono linkati altri articoli di approfondimento su Cipro che potrebbero interessarvi e che vi elenco anche qui di seguito:

Cipro on the road: 10 cose da sapere prima di partire

Cipro, 5 spiagge da sogno da vedere sull’isola

Le spiagge di Cipro amate dalle tartarughe

Benvenuti a Famagosta: la città più controversa di Cipro Nord

Un caffè a Pyla: nella zona cuscinetto dell’Onu a Cipro

All’ombra degli alberi dell’ozio, a Bellapais

Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    Claudia
    Lug 25, 2018 Reply

    Grazie per i tuoi preziosi consigli, Simonetta!
    Stamperò le parti che mi interessano <3

    Claudia

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Ago 6, 2018 Reply

      Felicissima di esserti stata d’aiuto! Cipro ti piacerà, vedrai

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