Kiev, 15 cose da vedere per innamorarsi della capitale ucraina

La prima volta che mi è venuta voglia di andare a Kiev era il 2014. Avevo già cominciato a monitorare i voli, quando scoppiò la rivolta nota come Euromaidan. E così rimandai questo viaggio. Ma non ho mai dimenticato Kiev. Perché, come spesso mi capita, è una di quelle città da cui mi sentivo attratta, anche per il fatto che pochi la considerano come una meta di viaggio. Invece secondo me Kiev aveva molto da dire e da dare. Finalmente nel 2018 sono riuscita a visitarla. E non sono stata smentita. Accogliente, super economica, facile da girare, ricca di tesori da scoprire: Kiev mi ha conquistata da subito.

Ho trascorso nella capitale Ucraina un weekend lungo, ma non sarei tornata a casa: sia perché ci sono ancora molte cose che non sono riuscita a vedere e altre che avrei voluto vedere con più calma, sia perché o respirato un’atmosfera talmente positiva che non avevo proprio voglia di lasciarla. In pochi giorni sono comunque riuscita a vedere moltissime cose, a mangiare benissimo, a fare acquisti deliziosi e, come vi dicevo, ad avere voglia di tornare. Ecco alcuni spunti se anche a voi Kiev incuriosisce.

Le chiese. Se c’è una cosa che a Kiev è assicurata è la sbornia di cipollotti dorati, le cupole e cupolette che ricoprono le tante chiese ortodosse sparse in tutta la città. Alcune di esse sono davvero monumentali e valgono la visita, anche se non amate le chiese o non siete particolarmente religiosi. Questi templi dello spirito sono una parte dell’essenza di Kiev e dell’Ucraina e sono frequentati soprattutto dagli abitanti (tanto più che i turisti qui non sono ancora molti). Ogni chiesa ha una sua storia, spesso complicata, fatta di distruzioni e di ricostruzioni, alcune sono ormai un museo, altre molto frequentate dai fedeli (in tre giorni abbiamo incrociato diversi matrimoni e un battesimo), tutte si riconoscono per la struttura esterna che sembra uscire da un libro di fiabe, con le mura color pastello e le forme arrotondate, mentre l’interno è una profusione di ori e affreschi che ricoprono ogni centimetro di spazio.

Le piazze. Da sempre le piazze rivestono un ruolo importantissimo a Kiev. Sono il luogo d’incontro degli abitanti e molte di esse trasudano storia da ogni monumento che si affaccia su di esse. Ampliate, ritoccate, restaurate, riempite di monumenti che mostrano l’evolversi della storia della capitale ucraina. La piazza più famosa e importante è senza dubbio Maidan, la piazza simbolo di cui vi parlerò abbondantemente più avanti e che può rappresentare il punto da cui iniziare la visita alla città. Ma anche piazza Sofiyska, su cui si affaccia la cattedrale di Santa Sofia, è un luogo tanto bello quanto importante: qui infatti furono organizzate cerimonie solenni, parate militari e manifestazioni politiche. Qui si affaccia l’imponente edificio del tribunale municipale mentre al centro c’è il monumento di Hetman Bogdan Khmelnytski, un militare ucraino che lottò contro la nobiltà polacca nel 1648. La piazza più vivace è amata dagli ucraini probabilmente è Poshtova ploscha, che si affaccia sul fiume Dniepro e da cui parte la funicolare per la Città Alta, mentre quella più popolare è Kontraktova ploscha, nel quartiere Podil, con i suoi locali all’aperto e il parco verde.

I parchi verdi. Una delle cose che amo di più delle capitali dell’Est è il modo in cui gli abitanti vivono i loro parchi verdi. Anche nella capitale ucraina gli spazi verdi, alcuni dei quali veri e propri boschi, sono tantissimi, sparsi un po’ in tutte le zone e sono curatissimi con i loro vialetti puliti su cui affacciano aiuole fiorite, statue e monumenti, panchine di varie forme e dimensioni. Anziani, giovani, famiglie con bambini amano trascorrere qui il loro tempo libero, per ritrovarsi a chiacchierare con gli amici, leggere un libro, stare in pace con se stessi. I parchi sono luoghi vivacissimi, dove spesso si trovano chioschi con bibite, caffè, dolci, zucchero filato. E poi giochi per bambini (qui a Kiev vanno di moda le passeggiate in groppa ai cavallini), artisti di strada e tanta musica: nel parco di fronte all’università – uno dei più vivaci – a poca distanza c’era un artista che si esibiva con la sua batteria e un gruppo di Hare Krishna (da quanto tempo non ne vedevo in giro!). È un modo di divertirsi economico e per tutti, dove il piacere deriva soprattutto dallo stare insieme, senza per forza dover assistere a grandi eventi.

Avrete già capito che Kiev è una città poliedrica e molto interessante, da visitare con calma per cercare di comprenderne l’evoluzione. Tornerò spesso a parlarvi di questa città, anche perché i turisti sono ancora pochi e quindi vi darò qualche informazione pratica per visitarla agevolmente. Nel frattempo, ecco un elenco di 15 cose che secondo me vale la pena vedere per comprendere la complessità di Kiev e aver voglia di farci subito ritorno, come è successo a me.

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Majdan – Campo dell’Indipendenza

La visita a Kiev non può che cominciare com Majdan, la piazza simbolo della capitale ucraina. Ve la ricordate? L’avrete senz’altro vista in tv. L’ultima volta tra il 2014 e il 2015, quando scoppiò la rivolta, definita Euromaidan, che portò alla morte di 107 persone. La vicenda tragica divenne il simbolo della libertà ucraina e ha lasciato i suoi segni in questo grande spazio aperto, dove oggi si trovano pannelli con testi e foto che spiegano quei giorni. Non solo: qui ci sono anche le immagini delle persone rimaste uccise in quel tragico e recente periodo: fotografie, croci, lapidi, fiori e bandiere.

Maidan – Piazza dell’Indipendenza è da sempre il punto nevralgico delle lotte ucraine: una su tutte, nel 2004, la rivoluzione arancione. Un luogo in cui si è scritta la storia, forse lo spazio più drammatico di una città che oggi si presenta dinamica, vivace, giovane e totalmente proiettata al futuro. Anche la memoria, peraltro, è inserita in un contesto gioioso: l’altra metà della piazza è stata ristrutturata con profusione di fontane zampillanti, spazi verdi, panchine e, nel sottosuolo, un centro commerciale di dimensioni gigantesche. Le bancarelle vendono souvenir tipici, compresi i rotoli di carta igienica con impressa la fotografia di Putin, per ricordare sempre da che parte stanno gli Ucraini.

Ci sarebbe tantissimo da dire su questa piazza, per questo scriverò un post a parte. Per ora vi dico solo di prendervi un po’ di tempo per esplorarla e scoprirla con calma in tutti i suoi aspetti e i suoi simboli.

Come arrivare: fermata metro Maidan Nezaalehhnosti.

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Viale Kreschatyk

È il viale commerciale di Kiev e una delle strade più amate dalla popolazione che si riversa qui durante i weekend, quando la grande strada viene chiusa la traffico e si riempie di musicisti di strada e di giovani in vena di fare festa. Si tratta di un viale lungo poco più di un chilometro, che parte dal mercato coperto di Bessarabsky, che risale al XIX secolo, e arriva fino a piazza Maidan. Uno dei due lati è rialzato a formare una grande banchina, a valle della collina, con un ampio marciapiede su cui si affacciano chioschi e negozi. Il lato opposto invece si trova a livello della strada.

Questa strada divenne il centro della città soltanto a metà Novecento. In passato, infatti, al posto di questa strada e della stessa piazza Maidan, c’era un ruscello che divideva la città in due parti, Pecersk e Podol. Con il tempo gli spazi più ampi si trasformarono in strade e nel XVIII secolo intorno alla piazza cominciarono a nascere i primi fabbricati. Questo viale unì infine le due parti della città, diventando lo spazio in cui trovarono la sede gli uffici bancari, la posta, la Duyma, le case di tolleranza, i teatri, i negozi e i locali. Nel 1941 Kreschatyk venne quasi completamente distrutta e sono pochi gli edifici dell’anteguerra rimasti. La stazione della metropolitana fu la prima ad essere costruita nel 1960. Lungo questa strada si trova il palazzo comunale e l’edificio del Grande Magazzino Centrale Tsum, uno dei più grandi di Kiev.

Come arrivare: fermata metro Khreshchatyk oppure Maidan.

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Chiesa di Santa Sofia

Quello che la cattedrale di Santa Sofia ha di eccezionale non ve lo posso mostrare: è assolutamente vietato fare foto al suo interno e ci sono svariate custodi, appostate a ogni angolo e attentissime a che tutti rispettino questa regola. Dovrete quindi credermi sulla parola se vi dico che questa chiesa è una delle più belle che io abbia visto finora. La costruzione riprende Hagia Sofia di Istanbul, con dimensioni ovviamente più contenute ma con uguale fascino.

L’interno è ricoperto di affreschi, mentre il catino absidale conserva un enorme mosaico di Santa Sofia: sono tutte opere dell’XI secolo, in alcuni casi sbiadite dal tempo ma dal fascino assolutamente immutato. La particolare struttura architettonica con 5 navate, 5 absidi e 13 cupole fa assomigliare la chiesa a un piccolo labirinto, quindi vi ritroverete a percorrere i corridoi a bocca spalancata ammirando gli affreschi che si celano un po’ ovunque: dalle decorazioni geometriche su colonne e archi alle immagini di santi alle pareti, fino alle pitture più significative nelle zone principali e all’interno delle cupole. Come se non bastasse, esattamente come nella chiesa a Istanbul, una scala a chiocciola conduce nella galleria al primo piano, dove si possono ammirare ulteriori affreschi e da cui si ha una vista unica sui mosaici dell’abside. Ho comprato un libretto con la descrizione della chiesa e molte immagini: potrei fotografare una di queste per darvi un’idea della bellezza che sto provando a descrivervi. Ma ho deciso di non farlo. Vi rovinerei la gioia di rimanere a bocca spalancata di fronte a tanta bellezza. Dovete venire a vedere Santa Sofia di persona.

La cattedrale si trova inserita in un complesso, tra i più grandi di tutta l’Ucraina: fu il primo sito del Paese a diventare patrimonio Unesco. Nella chiesa, che ha avuto una storia complicata, non si svolgono celebrazioni. All’intera struttura, composta da 9 edifici, tra cui un refettorio, l’antica panetteria, la torre campanaria, si accede con un biglietto (quello completo per vedere tutto costa 8 euro). Il complesso è immerso in uno splendido parco verde, dove noi abbiamo incontrato alcuni studenti dell’accademia d’arte intenti a dipingere. Le strutture sono state musealizzate e all’interno si possono vedere diversi oggetti dell’epoca, tra cui enormi stufe di piastrelle di maiolica. Si può anche salire sulla torre per vedere il panorama dall’alto: da un lato il complesso di Santa Sofia e dall’altro la piazza che prende il suo nome, un enorme slargo un tempo usato per le parate in fondo al quale si intravede il monastero di San Michele.

Come arrivare: da Maidan cinque minuti a piedi percorrendo via Sofivs’ka, che comincia alle spalle della parte di piazza Indipendenza con le fontane.

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Monastero delle Grotte

Ve lo dico subito: per raccontarvi questo enorme complesso di straordinaria importanza culturale servirà un articolo a parte. Qui intanto qualche spunto per uno dei luoghi imperdibili di Kiev. Pečerska Lavra, conosciuto comunemente come Monastero delle Grotte è un enorme complesso immerso in mezzo a ettari di verde e affacciato sul fiume Dniepro. Se il termine pečera in slavo antico indica la parola “grotta”, il termine lavra significa molto di più di “monastero”. I lavra sono infatti quei particolari monasteri che rivestono un ruolo specifico nella chiesa ortodossa. Una sorta di super-monastero quindi che fanno di questo luogo una testimonianza fondamentale della storia religiosa dell’Ucraina. Fondato nell’XI secolo dai monaci Antonio e Teodosio sul monte Berestov, alla periferia della capitale, è diventato un luogo di culto sempre più importante nel Medioevo e oggi ospita la residenza del Metropolita di Kiev, la guida spirituale della Chiesa ortodossa ucraina.

L’embrione di questo complesso monastico nasce grazie ad Antonio il Venerabile che, verso il 1051, scava una grotta su questa collina e si ritira in meditazione. La sua fama però comincia ad attirare numerosi altri monaci, desiderosi di seguire il suo esempio. Sorgono così le prime chiese di legno e Antonio continua a costruire nuove grotte. La fama del luogo continua a crescere e a organizzarsi come un monastero. Nel ‘700 un incendio devasta il complesso che viene ricostruito nelle forme barocche con nuove chiese, cappelle, edifici, mentre una parte dei cunicoli diventano i luoghi in cui i monaci vengono imbalsamati e sepolti. Le mummie degli eremiti conservate nel labirinto di cunicoli diventarono famose in tutto il mondo e alimentarono numerose leggende, cancellate dalla Rivoluzione d’Ottobre quando gli storici sovietici spiegarono che le mummie erano dovute alle particolari condizioni di umidità delle grotte e non alla santità dei monaci. In quel periodo il Lavra venne trasformato nel Museo dell’Ateismo. Molti monaci furono uccisi, altri esiliati. Nonostante la chiusura del monastero, molti pellegrini continuarono ad arrivare fin qui. Durante l’occupazione nazista, venne distrutta la cattedrale della Dormizione. Ma nel 1941 la vita monastica riprese e nel 1951 cominciarono i lavori di ristrutturazione, per essere nuovamente interrotti nel 1961. Fortunatamente in anni più recenti le grotte furono restituite ai monaci e la vita del monastero potè ricominciare. nel 1990 il complesso fu dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Nel 2000 venne consacrato il duomo della Dormizione.

Il complesso è formato da più edifici e si divide in Lavra Superiore e Lavra Inferiore. Un biglietto cumulativo vi permetterà di entrare nel Lavra Superiore e di visitare tutti quelli aperti al pubblico. Il più noto di tutti è la cattedrale dell’Assunzione, che si trova proprio al centro del cortile, anche se il Refettorio della chiesa di Sant’Antonio e San Teodosio con l’interno affrescato è quello che a me ha colpito di più. La torre campanaria è un piccolo gioiello, mentre gli affreschi più antichi e preziosi si trovano nella piccola chiesa della Trinità, a sinistra subito dopo l’ingresso principale. C’è un altro ingresso a sud, proprio a metà tra il Lavra Superiore e quello Superiore. Anche se non volete visitare le grotte, fate una passeggiata fino alla collinetta su cui si trova la chiesa principale del Lavra inferiore: dalla terrazza della chiesa c’è una delle più belle viste sul complesso del Lavra Superiore.

Come arrivare: fermata metro Arselnalna oppure Pecherska.

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Monastero di San Michele

Posto in cima a una collina sulla destra del fiume Dniepro, il monastero domina la Città Alta e venne costruito in epoca medievale. Comprende la chiesa omonima, il refettorio di San Giovanni del Divino costruito nel 1713, i Cancelli Economici del 1760 e il campanile realizzato tra il 1716 e il 1719. L’esterno del complesso venne ricostruito nel XVIII secolo nello stile barocco ucraino, mentre gli originali rimasero nell’originale stile bizantino.

Purtroppo nulla di questo antico edificio è oggi visibile, a parte una piccola sezione oggi conservata nella cripta e visibile al pubblico solo attraverso l’apertura di un pozzo all’interno della chiesa. La cattedrale infatti venne demolita dalle autorità sovietiche nel 1934 e l’edificio di culto fu ricostruito soltanto nel 1991 dopo l’indipendenza dell’Ucraina e aperto al pubblico nel 1999, mentre le decorazioni interne, i mosaici e gli affreschi che ricoprono le pareti e le cupole vennero completati soltanto nel 2000.

La chiesa del monastero è molto frequentata ed è comunque interessante visitare questo complesso per respirare un po’ di spiritualità ortodossa. Facilmente durante la vostra visita troverete qualche celebrazioni, spesso accompagnata da canti. All’interno è vietato fare foto.

Come arrivare: si raggiunge facilmente con la funicolare che parte da Poshtova ploscha oppure attraversando a piedi tutta la piazza Sofiyvska che collega il monastero con la cattedrale di Santa Sofia.

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Chiesa di Sant’Andrea

La leggenda dice che dove oggi si trova il fiume Dniepro, un tempo c’era il mare. Quando Sant’Andrea arrivò a Kiev e posò una croce sul luogo dove oggi sorge la chiesa, il mare si ritrasse fino a diventare un corso d’acqua. Dopo la costruzione della chiesa, sotto l’altare comparve una sorgente. Si decise così di non costruire campane (la chiesa ancora oggi ne è priva) perché, sempre secondo la leggenda, il loro suono potrebbe risvegliare l’acqua dormiente e Kiev verrebbe inondata.

Questa chiesa così eccentrica, forse una delle più appariscenti e conosciute della capitale ucraina, venne costruita per volontà dell’imperatrice Elisabetta, che voleva trasformare Kiev nella sua residenza estiva. I lavori furono affidati all’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli e la costruzione dell’edificio barocco terminò verso il 1750, sotto la guida di Ivan Michurin, un architetto di Mosca.

Nel periodo della mia visita l’interno della chiesa era chiuso per restauro, ma era comunque possibile accedere alla meravigliosa terrazza panoramica, forse la vera attrazione di questo luogo. Tutto intorno alla chiesa un enorme balcone permette di ammirare il fiume e i tetti del quartiere Podil che si estende ai piedi della collina su cui sorge la chiesa. si dice che questo luogo fosse particolarmente amato dagli scrittori Nikolaj Gogol e Mikhail Bulgakov.

Come arrivare: a piedi con una breve passeggiata dal monastero di San Michele, lungo via Desyatynna.

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Discesa di Sant’Andrea

Probabilmente uno dei luoghi più turistici di Kiev, per la presenza di un simpatico mercatino con bancarelle che espongono oggetti di artigianato e opere di artisti locali, questa strada, che è preferibile percorrere in discesa vista la sua ripidità, collega la Chiesa di Sant’Andrea e l’abitato della Città Alta al quartiere di Podil in basso. Un tempo era la via più breve per collegare le due zone della città e anche oggi rappresenta una bella scorciatoia, oltre che uno dei luoghi più pittoreschi della città. Salendo sulla terrazza della chiesa di Sant’Andrea potete ammirare la Discesa dall’alto e i palazzi settecenteschi e ottocenteschi che vi si affacciano.

Al numero 3 si trova la casa-museo di Bulgakov, che nacque a Kiev e visse in questa casa dal 1906 al 1916 e dal 1918 al 1919: si tratta di una sorta di museo letterario memoriale inaugurato nel 1989 e che ospita circa tremila pezzi, anche se soltanto 500 dovrebbero essere appartenuti davvero a Bulgakov. Al numero 15 c’è il palazzo noto come “Richard’s Castle”, per la sua somiglianza a un castello medievale.

Come arrivare: dalla chiesa di Sant’Andrea. Da Podil (fermata metro Kontaktova ploshcha) se siete abbastanza coraggiosi da affrontare la Discesa “in salita”.

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Podil

Podil è la città “in basso”, il quartiere di Kiev sulle sponde del fiume. La piazza principale si riconosce subito dalla grande ruota panoramica, l’icona di questa zona della città. L’atmosfera vintage domina le sue stradine, ricche di bei palazzi di inizio secolo, casette basse, tram retrò, street art, localini tipici, venditrici di fiori. Qui si trova anche il museo di Chernobyl e un vasto parco pubblico che il sabato si anima di eventi.

La cosa migliore da fare è passeggiare lungo le sue strade senza meta, scoprendo il quartiere poco alla volta. Questo è un posto perfetto dove venire a mangiare un boccone o a bere un aperitivo. L’atmosfera è vivace e informale e permette di conoscere una parte di città che non conserva monumenti o chiese di particolare importanza, ma molto vissuta dai suoi abitanti.

Come arrivare: fermata metro Kontaktova ploshcha.

Porta d’Oro

Questa strana costruzione alle spalle di uno dei viali più belli e vivaci della Città Alta è la Zoloti Vorota (Porta d’Oro o Golden Gate), la ricostruzione del portone che serviva da ingresso principale alla città durante il dominio di Yaroslav il Saggio nell’XI secolo. Il re medievale è raffigurato in un’imponente statua, alle spalle della porta, mentre tiene in mano il modello della cattedrale di Santa Sofia. Il nome deriva dal modello più famoso costruito a Costantinopoli e la sua costruzione serviva a chiudere le mura cittadine.

La porta venne poi distrutta, ma nel 1834 i resti dei terrapieni che, insieme alla porta, chiudevano la cinta muraria, vennero ritrovati e la porta fu restaurata. La porta che vediamo oggi venne ricostruita nel 1982 ed è l’unica porta, delle tre che chiudevano la città, di cui almeno possiamo vedere l’ubicazione e le forme.

Come arrivare: con una passeggiata di pochi minuti dalla cattedrale di Santa Sofia lungo via Volodymyrska oppure percorrendo in salita via Priorizna da Kreschatyc.

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Cattedrale di San Vladimiro

Se non siete ancora stanchi di chiese ortodosse ucraine, fate una passeggiata fino alla chiesa di San Vladimiro, una delle più grandi chiese di Kiev, sede della Chiesa ortodossa d’Ucraina. In stile neo bizantino, con la struttura tradizionale a sei navate, tre absidi e sette cupole blu con le stelle, la cattedrale venne realizzata dal 1852 al 1882, ma la decorazione degli interni fu terminata nel 1896, anno di consacrazione dell’edificio, alla presenza dello zar Nicola II e di sua moglie Alessandra Féodorovna.

L’idea della chiesa nasce dalla volontà di commemorare il 900° anniversario della Conversione al Cristianesimo della Rus’ di Kiev da parte del principe Vladimir I di Kiev: tutti gli abitanti dell’impero russo parteciparono alle donazioni per la costruzione dell’edificio e il Monastero delle Grotte produsse un milione di mattoni.

La cattedrale riuscì a scompare alla demolizione durante il periodo sovietico, nonostante fosse stata chiusa e durante la Seconda Guerra Mondiale divenne la sede del Museo dell’Ateismo. Dopo la guerra la chiesa fu riaperta e per molto tempo fu una delle poche cattedrali ortodosse dedicate al culto nell’Urss.

Come arrivare: fermata metro Zoloti vorota e passeggiata di cinque minuti lungo via Volodymyrska, verso il teatro.

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Università Taras Shevchenko e Parco

Non avevo mai visto prima d’ora un’università dipinta di rosso acceso: l’edificio principale che ospita l’ateneo di Kiev non passa di certo inosservato, con la sua lunga facciata rossa e le colonne neoclassiche all’ingresso. L’ateneo è dedicato al più famoso poeta ucraino. Fate un salto da queste parti non soltanto per ammirare l’originale costruzione, ma anche perché si tratta di una zona bella e vivace della città.

Di fronte all’università si affaccia un bellissimo parco verde Taras Shevchenko, forse uno dei più belli ma sicuramente uno dei più vivaci, di Kiev. Qui ho trovato suonatori di strada di ogni tipo, dagli Hare Krishna a un batterista scatenato, ma è anche un luogo apprezzato dagli abitanti, e non soltanto dagli studenti, per venire a leggere un libro o a fare quattro chiacchiere tra amici. Come tutti i parchi della città, è curatissimo con le aiuole verdi fiorite e la tante panchine a disposizione.

Come arrivare: fermata metro Universytet oppure Zoloti vorota e passeggiata di cinque minuti lungo via Volodymyrska, dopo il teatro.

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Palazzo Mariinskij

È il palazzo presidenziale di Kiev, la sede di rappresentanza del Presidente dell’Ucraina. Realizzato in stile barocco nel 1744 per la zarina Elisabetta di Russia su progetto dell’italiano Bartolomeo Rastrelli, il palazzo non è visitabile ma vale la pena ammirarne gli esterni dipinti nel classico colore celeste, tanto amato dagli architetti che costruirono da queste parti.

Il palazzo si affaccia su un’immensa piazza pedonalizzata, che è diventata un luogo d’incontro e di svago per gli abitanti della città, grazie anche alla presenza del parco e del bosco verde alle spalle del palazzo. Qui potrete vedere, soprattutto nei weekend, famiglie intere con i bambini che si divertono in bici o monopattino oppure in groppa ai cavallini, che sembrano essere un’attrazione molto amata in città. C’è chi usa questo spazio per fare jogging, chi semplicemente una passeggiata o un po’ di relax su una panchina nel verde.

Alle spalle del palazzo, con una breve passeggiata, si giunge allo stadio della Dinamo Kiev, completamente immerso nel verde. All’entrata dello stadio, una statua di Valery Lobanovsky fa bella mostra di sé a ricordare l’importanza del più grande allenatore di tutti i tempi per la storia calcistica ucraina.

Come arrivare: fermata metro Arsenalna.

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Poshtova ploscha e il Fiume Dnipro

Il fascino delle città attraversate da un fiume è noto e mi diverte sempre scoprire come gli abitanti vivono il loro fiume. Il lungofiume del Dnipro, in prossimità di Poshtova ploscha, una delle piazze principali di Kiev, durante i weekend è affollato di ragazzi e famiglie, che si danno appuntamento qui per bere qualcosa. La fontana che zampilla dal terreno fa la felicità dei bimbi. C’è chi gioca a calcio a 5, chi va sullo skateboard, chi apprezza l’ombra degli alberi o dei tanti caffè affacciati sul fiume.

Sulla banchina affacciata sul fiume ci sono i chioschi con specialità di ogni genere per pranzare a buffet. Dall’altro lato della piazza invece c’è la stazione della funicolare che risale la collina e conduce al monastero di San Michele e alla Città Alta.

Un altro modo per vivere il fiume è salire sul battello che permette di partecipare a una crociera di un’ora lungo il fiume. Dal traghetto si vedono le isolette fluviali in mezzo al fiume, dove ci sono tratti di spiaggia frequentatissimi e si vedono i numerosi pescatori sui ponti e le banchine. Dal fiume si possono ammirare splendidi scorsi sul Monastero delle Grotte.

Come arrivare: fermata metro Poshtova ploscha oppure con una breve passeggiata a piedi da Podil.

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Madre Patria e il Museo della Grande Guerra Patriottica

Probabilmente la vedrete già mentre il vostro taxi vi porta dall’aeroporto al centro città: Rodina Matll, il monumento alla Madre Patria domina l’orizzonte della città, affacciato su una collina sul fiume Dniepro. Si tratta del più tipico monumento in stile sovietico: enorme e realizzato secondo i canoni del realismo sociale da Vasily Borodai, il cui progetto venne selezionato verso il 1970. La struttura è alta 102 metri, pesa 500 tonnellate e raffigura una donna alta 62 metri che alza verso il cielo una spada e uno scudo.

Il Museo della Grande Guerra Patriottica, nome con cui viene definita la Seconda Guerra Mondiale, celebra il fronte orientale del periodo che va dal 1943 al 1945. È un grande museo a cielo aperto con carri armati e monumenti sovietici di vario genere e un luogo ancora oggi molto sentito dagli Ucraini. Si stima che, durante il secondo conflitto mondiale, il 23% di tutte le forze sovietiche fossero cittadini ucraini. Di conseguenza, la guerra fu il momento in cui il Paese si trovò per la prima volta unito, anche se sotto il dominio sovietico e rappresentò un tassello fondamentale per l’indipendenza ucraina.

Come arrivare: fermata metro Druzbhy narodiv oppure a piedi proseguendo dal Monastero delle Grotte lungo via Lavrska.

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Museo di Chernobyl

Ho sentito opinioni diverse su questo museo, alcune positive altre del tutto negative e volevo farmene un’idea. Purtroppo l’ho trovato chiuso e non sono riuscita a ritornarci: un altro buon motivo per tornare a Kiev. In ogni caso, ve lo segnalo, perché, soprattutto se non avete tempo o non volete partecipare a una delle tante gettonate gite a Chernobyl, forse dare un’occhiata alla struttura che ricorda una delle più grandi tragedie del Novecento può valere la pena.

Il museo di trova nel quartiere di Podil, a poca distanza dalla piazza principale e facilmente raggiungibile anche con la metro. L’esterno si presenta come un comune palazzo dipinto di giallo, riconoscibile dalla serie di carri armati e auto d’epoca esposte accanto all’entrata. All’interno il museo dovrebbe ospitare una collezione di oggetti e cimeli il cui obiettivo è far conoscere i vari aspetti, sia tecnici sia culturali, del disastro della centrale nucleare.

Come arrivare: fermata metro Kontaktova ploshcha.

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COME MUOVERSI: LA METRO DI KIEV

Se avete già visitato Mosca, la metropolitana di Kiev vi ricorderà quella della capitale russa, ma con le debite differenze: quella ucraina è meno sontuosa e soprattutto ha tutte le stazioni tradotte in inglese. Se non siete mai stati a Mosca è probabile che rimarrete a bocca aperta di fronte ad alcune stazioni della metro, in particolare quelle da cui pendono eleganti lampadari.

In entrambi i casi, amerete la metropolitana di Kiev perché è comoda, funzionale e veloce. Insomma, il mezzo perfetto per visitare la città e spostarvi velocemente da un luogo all’altro.

A fianco, per comodità, vi ho lasciato la mappa, così potete organizzare gli spostamenti prima di partire.

Siete già stati a Kiev? Avreste voglia di andarci?

Cosa vi incuriosice di più della città? Cosa vorreste sapere?

E se ci siete già stati, cosa vi è piaciuto di più?

Scrivetemi dubbi, domande e riflessioni nei commenti. E se questo articolo vi piace, condividetelo!

Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

4 Commenti
  1. pubblicato da
    Chiara
    Ago 9, 2018 Reply

    Per l’Ucraina avevo già nella Wish List Odessa, adesso avrò anche Kiev… grazie dell’articolo!

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Ago 10, 2018 Reply

      E io voglio assolutamente andare ad Odessa! Evviva L’Ucraina! Felice di averti fatto apprezzare Kiev e grazie a te per il commento, Chiara

  2. pubblicato da
    Anna
    Ago 10, 2018 Reply

    Non posso fare a meno di paragonare molti punti della città a Sofia, che conosci pure tu. Piazza Majdan in particolare mi ricorda tantissimo il punto dove si trova la Statua di Sofia, a Serdika. Anche la chiesa di Santa Sofia mi ricorda la cattedrale di Aleksandr Nevskij D: che, tra l’altro, per me è una delle chiese più belle mai viste!

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Ago 10, 2018 Reply

      Hai ragione, sai? Anche la vivacità della città è simile. Santa Sofia a me ha ricordato più l’omonima a Istanbul per via della galleria al primo piano con la terrazza affacciata sull’abside: davvero una meraviglia! Aleksandr Nevskij però penso sia più grande: è davvero immensa ma all’interno regna comunque un’atmosfera molto mistica. Che dire? Evviva l’Est 🙂

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