Tre giovani autori alla scoperta della Transnistria

Un Paese tra i più sconosciuti in Europa, un territorio a metà tra la realtà e la fantasia, dove si dice sia meglio non andare perché pericoloso o, in ogni caso, perché non c’è nulla da vedere. Sono proprio queste le caratteristiche che più accendono la mia curiosità di viaggiatrice. Potete quindi mmaginare quanto sia attratta dalla Transnistria, uno stato autoproclamatosi indipendente ma mai riconosciuto dalla comunità internazionale. Non ci sono ancora andata, ma è nella mia lista dei luoghi da vedere il più presto possibile.

E potete facilmente immaginare anche quanto mi abbia fatto piacere ricevere l’invito a presentare il libro “Il futuro dopo Lenin. Viaggio in Transnistria”, edito da Dots e scritto da tre giovani autori, che in Transnistria hanno deciso di trascorrere le loro vacanze estive nel 2017. Il viaggio poi è diventato un libro che permette di avvicinarsi in maniera semplice e divertente, ma allo stesso tempo approfondita, a questo Paese e di sfatare numerosi luoghi comuni. I tre autori sono ora in viaggio in tutta Italia per presentare il loro lavoro: l’appuntamento a Udine alla Libreria Friuli è sabato 5 ottobre alle 18.00, ma sulla pagina facebook di volna mare trovate tutto il calendario delle presentazioni.

Dice bene Sergio Paini, giornalista Rai corrispondente dalla Russia, che firma la prefazione: la Transnistria “è un posto che esiste pur non essendo riconosciuto da nessuno (…) dove – sotto certi aspetti – il tempo sembra essersi fermato e sui cui tanto si è favoleggiato, spesso a sproposito”.

LA MEGLIO GIOVENTÙ

Hanno dai 26 ai 29 anni e alla spensieratezza della giovinezza uniscono un’approfondita preparazione accademica e una sviluppata abilità di comunicazione.

Martina, Marco e Simone hanno alle spalle percorsi universitari, interessi e competenze diversi, la miscela perfetta per affrontare quello che li unisce: una buona dose di curiosità per affrontare un viaggio verso luoghi sottovalutati e semisconosciuti e l’entusiasmo per scrivere un libro a tre mani, accompagnato dalle immagini scattate durante la loro vacanza.

Martina conosce e ama la lingua russa, Marco è un fotografo con una passione per i treni e le ferrovie, Simone un grande viaggiatore che il richiamo per l’Est i Balcani ha condotto dai Balcani all’Europa centro-orientale. Insomma, tutte le carte in regola per fare strada.

Cos’è la Transnistria

La Transnistria per legge fa parte della Moldavia ma è di fatto una repubblica indipendente, non riconosciuta dalla comunità internazionale: si trova nella parte est della Moldavia, tra il fiume Dnestr e l’Ucraina. È formata da circa 475mila abitanti (di cui 133mila nella capitale Tiraspol’), ha una sua Costituzione, istituzioni proprie, una lingua ufficiale, una moneta propria. La bandiera è a strisce orizzontali rosse e verdi, con falce e martello in alto a sinistra.

Rimasta isolata alla fine della Guerra Fredda, la Transnistria non ha partecipato ad alcuna entità sovranazionale. “Una scoria post-sovietica costretta a cantarsi che il liberismo hai giorni contati”. Dopo il 1991, la Transnistria rifiutò sia l’annessione alla Romania sia il nazionalismo moldavo: la loro volontà sarebbe stata quella di rimanere territorio russo, entrando a far parte della nascente Federazione Russa. Il conflitto armato durò pochi mesi, da marzo a luglio 1992. Da allora la situazione politica è irrisolta. “Quella del 1992, mai davvero conclusa se non con un cessate il fuoco, fu una guerra idealista, utopica, nel nome di un’idea nobilissima quanto vaga. Un’idea anti-nazionale”.

Il “conflitto congelato” determinò la nascita di questo stato di fatto, la cui capitale è Tiraspol’. La popolazione della Transnistria è formata da russi, ucraini e moldavi. Tutte le tre lingue sono riconosciute ufficiali dallo Stato e sono tutte scritte in cirillico. Esistono poi presenze minoritarie di bulgari, rom e gagauzi.

Cosa vedere in Transnistria? Dove dormire? Dove mangiare? Nonostante non sia una guida turistica, questo libro permette di rispondere anche alle tipiche domande da turista. Con il consueto stile ironico, gli autori conducono i lettori lungo le strade della capitale Tiraspol’ e non solo. Seguendo i loro passi ammiriamo il Soviet Supremo, ovvero il Parlamento davanti al quale svetta la statua di Lenin in granito rosso con un ampio mantello sollevato dal vento (probabilmente la cartolina più famosa della Transnistria) ed entriamo nel Museo di Storia Locale, ma scopriamo anche il Klub 19 e il bar Volna.

LA FRASE

“Altro che bastione del leninismo, la Transnistria è una scenografia, un villaggio Potëmkin. Il comunismo è rimasto lì per far da fondale, come rimangono in armadio i vestiti della gioventù, che ora vanno stretti, ma senza ci si trova nudi”.

BANDO ALLO STEREOTIPO

Se dico Moldavia, cosa vi viene in mente? Povertà, criminalità, prostituzione, emigrazione. “Una caterva di stereotipi, di luoghi comuni, di banalizzazioni volgari, spesso confezionate dai media per un pubblico che ama ribadire le proprie incertezze infondate”.

Di solito la Transnistria viene descritta come “una terra fuori dal tempo e risibile, una realtà quasi circense, da parodiare”. Lo stile di questo libro, allo stesso tempo, strappa un sorriso al lettore e a gli fornisce un compendio chiaro e approfondito sulla storia, la cultura e le peculiarità di questo Paese, con una serie di aneddoti mai banali, capaci di soddisfare la curiosità dei viaggiatori più esigenti, senza sensazionalismo.

Il merito degli autori è quello di riuscire a farsi leggere e comprendere anche da chi non sa nulla di Transnistria e, in generale, di Est Europa, senza banalizzare il racconto. Al contrario, i tre offrono spunti che, oltre a invogliare a proseguire la lettura, per vedere come va a finire il viaggio, riescono a rendere più “vicine” terre ancora molto lontane, se non dal punto di vista geografico, sicuramente da quello psicologico. Un racconto semplice, che non diventa mai semplicistico.

IL VIAGGIO

Non solo di Transinistria si parla in questo libro. Perché se è importante questo Paese semi sconosciuto, non sono da sottovalutare nemmeno quelli che si attraversano per arrivare a destinazione. On the road dal Friuli Venezia Giulia, passando per Slovenia, Serbia, Croazia, Ungheria, Romania e Moldavia, sia all’andata che al ritorno, Martina, Marco e Simone scelgono di fare tappa nei luoghi più contraddittori, dove il passato assume forme di narrazioni inedite, come il Memento Park di Budapest o nei villaggi abitati da minoranze semisconosciute (avete mai sentito parlare dell’Unità Territoriale Autonoma di Gagauzia? E della comunità bulgara di Taraclia?) oppure in luoghi dalla memoria contrastata come Vukovar, ripercorrendo le vicende che portarono al riconoscimento dell’indipendenza di alcuni stati dell’Est che hanno faticato a trovare una propria identità. Come ben sanno tutti i viaggiatori, il viaggio è tanto interessante quanto la meta.

transnistria libro
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GLI INCONTRI

Visto che pochi reporter conoscono il russo e pochi trasnistri parlano inglese, gli abitanti di questo stato-non-stato nelle cronache giornalistiche spesso restano muti. La Transnistria viene definita una terra pericolosa per “noi”, una terra di nessuno abitata da delinquenti, ma di solito degli abitanti non si parla mai, se non nei termini di nostalgici comunisti che vivono nel “buco nero dell’Europa”.

Grazie alla conoscenza della lingua degli autori, invece, una parte essenziale della narrazione è dedicata all’incontro con gli altri. Dal proprietario dell’ostello di Tiraspol’ Dmitri al sindaco di Taraclia Sergei Filipov, dalla rettrice Maria Paslari alla direttrice del Museo di Tiraspol’ Alla Mel’ničuk, fino alla barista della Volna e al tassista di Bandery, la storia della Transnistria emerge dalle parole dei suoi stessi abitanti che rendono questo Stato immaginato un po’ più reale.

Vedere le cose con i propri occhi, ascoltare la versione di chi abita i luoghi: non dovrebbe essere proprio questa la base di ogni reportage?

CONFINI, MEMORIA COLLETTIVA E COMUNISMO

Il ritmo leggero del racconto è alternato da riflessioni su temi cruciali: dal concetto di confine al significato di nazione, dal senso della memoria collettiva e dell’identità a quello di comunismo e socialismo tra passato e presente.

Qual è il senso dei confini e delle nazioni, se “i confini sono tracciati prima nella mente e poi sul terreno”, se le nazioni sono “gruppi sociali tenuti insieme da legami ideali”, se molte regioni storiche si sono estinte (Volinia, Bucovina, Galizia, Rutenia), portando con sé “tutto il patrimonio di differenza che impreziosiva queste terre di passaggio”? “Come i piromani che accesero Labin di Alessandria, i nuovi fanatici della dea Nazione hanno incenerito una ricchezza che a stento potevano comprendere”. Come non essere d’accordo con questa affermazione?

L’identità della Transinstria si basa sulla Guerra di Liberazione con cui questa regione orientale della Moldavia ha provato a guadagnarsi l’indipendenza. In sostanza, Tiraspol’ ama sognare di essere russa. L’amore per la Madrepatria però è a senso unico, visto che Mosca sembra non avere alcuna intenzione di annettersi la piccola repubblica, che continua a sostenere economicamente ma che non riconosce come stato indipendente. Ad oggi, soltanto gli stati dello spazio post-sovietico autoproclamatisi indipendenti si riconoscono tra di loro. Oltre alla Transnistria, sono tre: Ossezia de Sud, Abcasia e Nagorno-Karabakh.

Come ricordano glia autori, il comunismo ha unito popoli di nazionalità e luoghi differenti. Proprio come le religioni, il comuismo ha prodotto simboli transnazionali che ancora oggi ricordano un’epoca in cui tutti si riconoscevano. Oggi qualcosa del genere riescono a produrlo soltanto i marchi di Mc Donald e della Coca Cola.

Il socialismo ha caratterizzato “un’epoca in cui si credeva di sognare tutti lo stesso sogno, a prescindere dalla lingua e dall’etnia, un’era in cui si era abituati a credere di essere il futuro, di essere l’avanguardia rivoluzionaria”. E oggi? Oggi “è difficile accettare di essere solo il passato”. La Transnistria mantiene l’apparato scenografico del periodo socialista. Ma meglio non fidarsi dell’apparenza. La realtà potrebbe essere diversa, perché la storia è sempre complessa e il presente ricco di contraddizioni, alcune delle quali sono svelate nelle pagine di questo libro.

transnistria libro
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SCHEDA LIBRO

Titolo: Il futuro dopo Lenin. Viaggio in Transnistria

Autore: Volna mare, collettivo formato da Martina Napolitano, Marco Carlone e Simone Benazzo.

Pagine: 155

Contenuti: 5 sezioni, 22 capitoli. Prefazione di Sergio Paini. Il libro alterna il racconto di viaggio dei tre autori agli approfondimenti storici e culturali dei luoghi attraversati. Grazie alla grafica, i focus sono evidenziati in box riconoscibili dallo sfondo colorato: in questo modo il lettore può decidere se leggere l’intero racconto di seguito oppure concentrarsi sul viaggio per lasciare a un momento successivo gli approfondimenti.

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Foto: volna mare

Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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