Esplorare Celje, la città dei principi sloveni

Dopo Lubiana e Maribor, Celje è la città più grande della piccola ma incantevole Slovenia. Situata nel cuore della bassa valle del fiume Savinja che attraversa la città, Celje è un luogo tanto incantevole della Stajerska, la regione della Storia slovena, quanto ancora poco visitato, nonostante il suo passato ricco di storia.

Pochi sann, ad esempio,  che questa città nel Quattrocento divenne così importante che i conti di Celje furono nominati Principi a Praga prima che il casato si estinguesse e la città passasse agli Asburgo. Degli antichi splendori rimane la testimonianza della più grande fortezza del Paese, oggi restaurata e riaperta al pubblico che può ammirare uno spettacolare panorama dalla torre più alta di questo possente maniero medievale.

Celje inoltre dette i natali a una viaggiatrice tanto straordinaria quanto ancora semisconosciuta, Alma Karlin, che ai primi del Novecento girò mezzo mondo da sola e raccolse i suoi diari in un libro, mentre gli oggetti portati in Slovenia dopo i suoi viaggi sono oggi conservati nel museo della città.

La storia della città trae origine trecento anni fa dai Celti, che vi costruirono un insediamento chiamato Keleia e dai Romani, che trasformarono Keleia nel Municipium Claudium Celeia. Ai tempi dell’imperatore Claudio (41-54 d.C.), la città, chiamata anche Troia secunda, divenne un importante punto d’incontro stradale e commerciale.

Nel XII secolo la linea dinastica di Heunburg si fuse con quella dei signori di Žovnek e il punto di massima ascesa venne raggiunto sotto il regno di Hermann II verso la fine del XIV secolo, periodo in cui i conti di Celje estesero il loro potere anche al di fuori dei confini nazionali. Herman II, desideroso di liberarsi dal potere asburgico, strinse rapporti con re Sigismondo di Lussemburgo che salvò dai Turchi. In segno di riconoscimento, Sigismondo sposò la figlia minore di Hermann che divenne così regina ungherese e poi anche tedesca e ceca. Hermann II riuscì così a inserirsi nei vertici politici europei.

A due anni dalla morte di Herman II, nel 1436 Sigismondo di Lussemburgo nominò principi i suoi due figli, Federico e Ulrich. Il rapido declino cominciò nel 1456 in seguito all’assassinio di Ulrik II, ultimo discendente maschio, a Belgrado da parte del suo nemico l’ungherese Laszlo Hunyadi. Celje passò così in mano agli Asburgo, con cui i principi di Celje avevano stipulato anni prima un accordo di pace e un contratto di successione bilaterale in base al quale all’estinzione dei signori di Celje gli Asburgo avrebbero ereditato tutti i loro possedimenti.

Un altro avvenimento fondamentale nello sviluppo della città fu la costruzione della linea ferroviaria Vienna-Trieste nel 1846 che passava anche da Celje e che permise alla città un fondamentale collegamento con l’ovest e il nord Europa.

Il pezzo forte della città è senza dubbio la straordinaria fortezza che sorge su un colle a strapiombo sul fiume, da pochi anni completamente ristrutturato e senza dubbio uno dei castelli più belli del Paese. Ma Celje ha anche molte altre attrazioni, oltre a trovarsi in una posizione geografica perfetta per visitare sia Lubiana, sia il resto della Slovenia orientale, fino a Ptuj e Maribor. Celje quindi è perfetta anche come tappa di mezza giornata lungo un itinerario alla scoperta della zona orientale della Selovenia.

In questo post vi racconto cosa vedere in città, vi parlo del suo splendido castello e vi suggerisco un posto tipico dove mangiare.

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COSA VEDERE NEL CENTRO STORICO

Il giro della città può cominciare dalla piazza dei signori di Celje (trg celjskih knezov) dove si trova il Municipio e il Museo regionale, per poi proseguire su Muzeiski Trg, coteggiare la bella passeggiata lungo il fiume Savinja, rientrare nel centro storico nella zona di Slomškov Trg e Glavni Trg, proseguire lungo Prešernova ulica, uno dei viali più importanti della città, per concludersi in Krekov Trg dove si trova la stazione ferroviaria.

Museo regionale di Celje nel Palazzo del Principe e nella Vecchia Contea

Sulla piazza dei signori di Celje (trg celjskih knezov) sorge il Palazzo del Principe (Knežji dvor Celje), oggi una delle sedi del Museo regionale di Celjie. Nel seminterrato del palazzo, in particolare, una campana di scavi del 1992 ha rivelato la presenza di straordinari resti romani. Al centro del sito è presente una strada romana e le fondamenta di due abitazioni, una delle due con notevoli affreschi. La sala superiore invece è dedicata alla storia dei conti di Celje. Sulla stessa piazza si trova il Palazzo Nazionale (Narodni Dom), oggi sede del Municipio.

La seconda sede del Museo regionale di Celje si trova a breve distanza dal Palazzo dei Principi, nella Vecchia Contea, il più bell’edificio rinascimentale della città, costruito tra il 1580 e il 1603, a cui fu aggiunto l’elegante loggiato nel XVII secolo. L’elemento di spicco del museo è anche una delle opere più importanti della Slovenia, ovvero il cosiddetto soffitto di Celje, un dipinto a trompe-l’oeil scoperto nel 1926 sotto una copertura lignea. Si tratta di un’opera rinascimentale di grande valore, realizzato verso il Seicento da un anonimo e formato da 11 pannelli raffiguranti le quattro stagioni, quattro divinità, due scene di battaglia, mentre al centro ci sono un gioco architettonico verticale di colonne e pilastri che spingono lo sguardo verso un cielo immaginario.

Lungo il fiume Savinja

Uno scenografico accesso al lungofiume è quello che avviene dalla Biblioteca Centrale di Celje, dalla struttura moderna di 4700 metri quadrati inaugurata nel gennaio 2010, un punto di incontro per gli abitanti e per gli eventi culturali della zona diventato sempre più importante.

Tra la Biblioteca Centrale e il ponte sulla Savinja si trova la statua dello zatteriere, in memoria della via fluviale lungo la quale i zatterieri (flosarji) trasportavano il legname lungo il fiume Savina fino alla confluenza con il fiume Sava e da lì verso sud.

Vicino alla Biblioteca civica e al museo regionale si può notare un ben conservato lapidario all’aperto dove sono esposti reperti archeologici dell’antica Veleia romana, come resti di cripte, monumenti funebri, pietre miliari romane, oltre a un pozzo rinascimentale decorato con motivi mitologici.

Una passeggiata lungo la riva del fiume è un modo bellissimo per visitare la parte della città più verde e per ammirare un’altra faccia della città. Si possono notare sulla riva opposta che sovrasta il parco civico due chiese. in alto su colle, la Chiesa di San Nicola, il protettore degli zatterieri, venne costruita da questi lavoratori che in questo luogo si fermavano a pregare in segno di buon auspicio per il loro viaggio. In basso poco al di sopra della riva, la Chiesa di Santa Cecilia a cui si accede dopo aver percorso 100 scalini in legno, venne invece costruita nel periodo della Controriforma.

Slomškov Trg e Glavni Trg

Una delle piazzette più suggestive della città è Slomškov Trg dedicata alla memoria del santo nativo di queste zone che aiutò il popolo sloveno a uscire dall’analfabetismo e che viene ricordato sulla piazza da una statua che lo ritrae mentre insegna ad alcuni bambini. Qui si trova la trecentesca Chiesa abbaziale di San Daniele, di cui vale la pena visitare l’interno per il bel soffitto a crociera a costoloni e gli affreschi della cappella dell’Addolorata. Tramite un vicolo si giunge in Glavni Trg una delle piazze principali della città: qui si affacciano una serie di bei palazzi barocchi e rinascimentali, ci sono alcuni bar con tavoli all’aperto e al centro sorge l’obelisco di Santa Maria con statue dei santi Rocco, Giuseppe e Floriano.

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Prešernova ulica

L’ex municipio oggi ospita la sede del Museo di Storia contemporanea (Muzej novejše zgodovine) che racconta la storia di Celje nel XX secolo. Il periodo analizzato in modo più approfondito è quello della Seconda guerra mondiale, in particolare l’annessione della Stiria slovena al Terzo Reich, che dette luogo alla deportazione di circa 80mila sloveni e la resistenza, con la storia della Celjska Ceta, la prima associazione partigiana della zona. Il museo è ospitato nell’edificio della magistratura del XVII secolo e si riconosce per la facciata classicista con balcone.

Nello stesso edificio c’è anche l’Hermanov brlog, l’unico museo in tutta la Slovenia studiato appositamente per i bambini, con una collezione di oltre 300 giocattoli.

Lungo Prešernova ulica si trova anche lo Stari Pisker (letteralmente “vecchia pentola”), ovvero la prigione della città, costruita sul sito di un ex monastero dei frati minori. Qui, tra il 1941 e il 1942 furono giustiziati 374 prigionieri dalle forze di occupazione tedesche. Il cortile delle fucilazioni è oggi un memoriale: i nomi dei morti appaiono su un muro accanto a un rilievo di bronzo. La vecchia stanza delle torture ospita oggetti d’epoca, lettere d’addio e foto scattate da Josip Pelikan, un pioniere della fotografia, nato nel 1885 a Tarvisio, la cui statua si trova davanti al municipio mentre la galleria a lui dedicata in Razlagova ulica conserva gran parte della sua attrezzatura originale: il suo studio fotografico su lastra della fine dell’Ottocento è l’unico superstite di questo periodo in Slovenia.

Krekov Trg

Di fronte alla stazione ferroviaria, costruita nel 1846 quando a Celje arrivò il primo treno, si trova Krekov Trg che ospita alcuni importanti palazzi: la Cassa di Risparmio della città di Celje, in stile neo rinascimentale, costruita nel 1887 simile al palazzo di Henrik a Vienna, l’imponente Casa della Città (Celiski Dom) in stile neo-gotico, costruita nel 1905 dagli abitanti tedeschi della città per bilanciare la costruzione della Casa nazionale slovena (oggi ospita l’ufficio turistico. A sud, collegata all’hotel Europa, sorge la cinquecentesca Torre difensiva e circa 150 metri più avanti la Torre sull’Acqua che fa parte delle mura cittadine e dei bastioni e venne costruita tra il 1451 e il 1473.

Alma Karlin

Scrittrice, poliglotta e viaggiatrice vissuta dal 1889 al 1950, questa donna ancora pochissimo conosciuta trascorse otto anni, dal 1919 al 1927 viaggiando da sola (a parte Erika, la sua dattilografa) in svariati Paesi del mondo, un’impresa non da poco per quei tempi, tanto più per una donna. Il suo resoconto del suo viaggio si trova nel libro The Odyssey fa Lonely Woman. Numerosi oggetti raccolti nei suoi viaggi, dai ventagli dell’Estremo Oriente alle conchiglie dell’Australia alle bambole di legno dell’Africa, si trovano esposte al piano inferiore del Pokrajinski muzei Celje, il Museo regionale di Celje ospitato nella sede del vecchio palazzo del Podestà, l’edificio rinascimentale con loggiato di Stari Grofjia. La statua in bronzo dedicata a Karlin che tiene in mano la sua valigia si trova invece in Krekov Trg.

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STARI GRAD - L'ANTICO CASTELLO

Se decidete di vedere anche soltanto una cosa a Celje, non potete perdervi il suo castello, ubicato in cima a un colle in posizione panoramica sula valle dalla Savinja.

Si raggiunge comodamente in auto, ma anche a piedi in mezz’oretta di passeggiata dal centro storico di Celje. Vale la pena salire qui anche soltanto per lo straordinario panorama che si gode dalle mura e dalle torri del castello, ma tutto il maniero merita una visita, nonostante gli interni visitabili siano pochi, perché ad essere sopravvissute sono soprattutto le mura e le torri.

Il primo castello sulla collina di Celje venne costruito nella seconda metà del XII secolo dai conti di Heunburg della Carinzia. Dopo l’estinzione di questa dinastia il castello passò ai signori di Žovnek che vennero insigniti del titolo di conti di Celje, trasformarono il castello in una confortevole residenza e diedero inizio allo sviluppo della città. a quel periodo risale anche la nascita dell’attuale stemma della città di Celje, le tre stelle dorate su sfondo azzurro. L’ultima parte delle mura venne poi aggiunta nel XVI secolo, rendendo il maniero uno dei più possenti del periodo.

Nel XVIII secolo il castello fu abbandonato e cadde in rovina, fino al restauro degli ultimi anni che lo ha reso senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti di questa zona della Slovenia.

L’antico castello è un edificio molto ampio, ma si riescono facilmente a individuare le zone principali. Il punto panoramico più elevato è la Torre di Federico. Eretta nel XIV secolo e alta 23 metri con mura spesso quasi tre metri, questa torre prende il nome di Federico II, il figlio di Herman II, perché qui venne rinchiuso il principe dal padre, reo di avere ucciso la moglie Elisabetta Frankopan, imposta da un matrimonio combinato, per sposare segretamente l’amata Veronika Deseniška. La leggenda vuole che a salvare Federico da morte certa fu uno scudiero che scavò un passaggio sotterraneo attraverso il quale portava il cibo a Federico.

Oltre alla torre si possono facilmente individuare il Palazzo gotico e il Palazzo romanico. Il primo prese il posto delle mura esterne quando il castello venne ampliato nel XIV secolo. Il secondo rappresenta invece la parte più antica del castello e oggi ospita la sala multiuso in cui vengono anche celebrai matrimoni.

Ci sono diversi spiazzi e cortili sul castello: alcuni sono utilizzati per gli eventi e le rievocazioni medievali, mentre lo spiazzo panoramico è il punto migliore per ammirare Celje, il fiume Savinja e l’orizzonte che arriva fino alle Alpi di Kamnik a ovest.

Pare che il vecchio castello fosse collegato alla città e ai suoi dintorni da quattro gallerie sotterranee. La prima, che conduceva alle mura della città, era talmente alta, da permettere ai cavalieri di cavalcare senza doversi chinare. La seconda galleria sembra conducesse alla torre, parte integrante delle mura della città. La terza portava al centro della città, mentre la quarta, la più massiccia, sembra raggiungesse i piedi dei monti accanto al fiume Savinja, dove una volta c’era il castello.

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DOVE MANGIARE

Gostilna pri Kmetec

Situata proprio di fronte al castello, lungo la strada che conduce al maniero, in ottima posizione panoramica, questa gostilna sembra fatta apposta per invitare a una sosta dopo aver visitato l’antico castello di Celje. È quindi il posto perfetto per programmare una pausa durante la visita al castello e al centro storico della città.

L’ambiente è ampio, caldo e accogliente grazie al tipico arredamento in legno, il servizio veloce e il menù propone piatti della tradizione, semplici ma con ingredienti sempre freschi. Io mi sono fermata qui entrambe le volte che sono stata a visitare la rocca e ho assaggiato zuppe, primi piatti di pasta e secondi di carne alla griglia davvero ottimi.

Mi sento quindi di consigliarvelo senza dubbio, anche per il buon rapporto qualità prezzo e le porzioni abbondanti.

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Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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