Molti viaggiatori arrivano in Repubblica Ceca, si innamorano perdutamente della bellezza magnetica di Praga e ripartono convinti di aver visto il meglio del Paese. Ma l’esperienza di viaggio più autentica è quella di spingersi oltre i confini della capitale. Un anno sono andata alla scoperta della regione della Moravia, quella più a est. Quest’anno il mio on the road invernale si è spinto a ovest, nei borghi e nelle città della Boemia.
In questa regione, dove le foreste fitte si alternano a valli solcate da fiumi sinuosi, la storia non è solo un ricordo conservato nei musei, ma qualcosa di vivo che si respira tra i vicoli acciottolati e le antiche taverne. È una terra di contrasti affascinanti, capace di passare con disinvoltura dal fasto imperiale delle città termali al silenzio mistico dei ponti medievali, fino all’ingegno moderno dei suoi birrifici storici.
In questo articolo vi porto con me in un itinerario in 5 tappe attraverso la Boemia Occidentale e Meridionale. Un viaggio che mi ha permesso di scoprire tradizioni curiose, leggende di cavalieri e cervi, e il lusso di ritrovarmi, a volte, come unica spettatrice di fronte a monumenti millenari.
Ecco le tappe del mio viaggio on the road invernale:
- Český Krumlov: la città fiaba racchiusa in un abbraccio del fiume Moldava
- Písek: dove il tempo scorre lento sul ponte più antico del Paese
- Plzeň: tra la vivacità del cuore brassicolo mondiale e l’eleganza di Adolf Loos
- Karlovy Vary: il salotto d’Europa, tra acque termali curative e atmosfere da Oscar
- Cheb: un incrocio di culture al confine, dove il Medioevo si tocca con mano




Český Krumlov: incanto medievale nel cuore della Boemia
Se esiste un luogo capace di trasportarti direttamente nelle pagine di una fiaba, quel posto è Český Krumlov. Situata nel sud della Repubblica Ceca, questa perla della Boemia deve il suo nome — che significa letteralmente “Prato Tortuoso” — alla Moldava. Il fiume attraversa il centro disegnando una curva a “S” così stretta da abbracciare l’abitato, facendolo sembrare quasi un’isola sospesa nel tempo.
Dichiarata Patrimonio Unesco nel 1992, Český Krumlov è un museo a cielo aperto dove ogni vicolo racconta secoli di storia.
Nonostante le dimensioni ridotte del borgo, le tappe imperdibili sono numerose e ricche di fascino:
- Il Castello: è il secondo complesso castellano più grande della Repubblica ceca dopo quello di Praga. Domina la città dall’alto e nasconde un tesoro raro: uno dei teatri barocchi meglio conservati al mondo, che utilizza ancora i macchinari originali per i cambi di scena.
- Gli orsi del fossato: una tradizione che risale al 1700. Ancora oggi, nel fossato del castello, vivono degli esemplari di orso (anche se in inverno, è probabile che siano in letargo!).
- Cloak Bridge: un ponte dall’architettura scenografica su più livelli che regala scorci unici.
- Sulle tracce di Egon Schiele: il celebre pittore visse qui; oggi è possibile visitare la sua casa e un centro d’arte a lui dedicato.
- Latrán: è la via più colorata e caratteristica del borgo, perfetta come base per il proprio soggiorno.
Per lo scatto perfetto cercate la Seminární zahrada. È il punto panoramico ideale per la classica foto da cartolina, anche se la vista dalle mura del castello non è da meno.





Písek: oro, leggende e il ponte più antico della Boemia
Se cercate la Repubblica Ceca più autentica, quella lontana dai flussi del turismo di massa e immersa in un silenzio rigenerante, vale la pena fare una sosta a Písek, una cittadina medievale affacciata sulle rive del fiume Otava che sembra custodire gelosamente i suoi segreti.
Il nome stesso, Písek, significa letteralmente “Sabbia”. Un omaggio alla sabbia aurifera dell’Otava che, nel Medioevo, attirò cercatori d’oro da ogni dove, rendendo questa zona incredibilmente ricca e fiorente.
Il simbolo indiscusso della città è il Kamenný most (Ponte di Pietra). Costruito nel XIII secolo, detiene un primato affascinante: è il ponte più antico della Repubblica Ceca e uno dei più antichi d’Europa, superando per età persino il celebre Ponte Carlo di Praga.
La gente del posto lo chiama affettuosamente “Ponte del Cervo”. La leggenda narra infatti che il ponte avrebbe preso il nome dal primo essere vivente che lo avesse attraversato. Fu proprio un cervo, sceso dalle foreste circostanti, a inaugurarlo con i suoi passi, battezzandolo per l’eternità.
Písek non è solo un tuffo nel Medioevo, ma un luogo di innovazione e bellezza:
- le sculture di sabbia: per onorare l’origine del suo nome, da maggio a ottobre le sponde del fiume si animano con spettacolari sculture di sabbia giganti, ogni anno dedicate a un tema diverso.
- il castello e l’oro: all’interno del Castello di Písek si trova il Prácheňské muzeum. Qui è possibile ripercorrere la storia dell’estrazione dell’oro e ammirare una sala gotica del XIII secolo perfettamente conservata.
- la centrale idroelettrica (Městská elektrárna): Písek detiene un altro record: è stata la prima città boema con illuminazione elettrica permanente. Oggi è possibile visitare la più antica centrale idroelettrica pubblica ancora funzionante del Paese, progettata dal geniale inventore František Křižík.




Plzeň: non solo la culla della birra, ma un gioiello di storia e Innovazione
Se il nome Plzeň (o Pilsen) vi fa subito pensare a un boccale di birra fresca, non siete fuori strada. Siamo nel cuore della Boemia occidentale, nella quarta città della Repubblica Ceca, un luogo dove la tradizione medievale e l’ingegno industriale hanno creato un mix unico al mondo.
Ma ridurre Plzeň solo alla sua bevanda più celebre sarebbe un errore: questa città è un concentrato di primati, architettura d’avanguardia e storie di libertà.
Plzeň è, a tutti gli effetti, la capitale mondiale della birra bionda. È qui che nel 1842 nacque il metodo “Pilsner”, dando vita alla prima lager chiara e dorata della storia.
- Pilsner Urquell: una visita al birrificio è d’obbligo. Oltre a esplorare gli storici tunnel sotterranei, potrete vivere l’esperienza incredibile di degustare la birra non filtrata spillata direttamente dalle botti di quercia.
- Museo della Birra: ospitato in una casa medievale del XV secolo, racconta l’evoluzione di questa arte dai tempi antichi a oggi.
Il centro storico si sviluppa attorno alla Piazza della Repubblica (Náměstí Republiky), una delle piazze medievali più vaste d’Europa. Al suo centro svetta la Cattedrale di San Bartolomeo, che vanta il campanile più alto del Paese (ben 102,26 metri): la vista da quassù è impareggiabile.
Poco distante si trova un altro tesoro: la Grande Sinagoga. È la seconda più grande d’Europa e la terza al mondo. Il suo stile moro-romanico è di una bellezza abbacinante, testimonianza preziosa della ricca comunità ebraica che ha costruito la storia di questa città.
Plzeň sorprende anche per il suo spirito moderno e tecnologico:
- gli appartamenti di Adolf Loos: per gli amanti dell’architettura, questa è una tappa imperdibile. La città ospita diversi interni progettati dal pioniere del modernismo, capolavori di design funzionalista unici nel loro genere.
- Il Techmania Science Center: situato negli ex stabilimenti della Škoda (fondata qui nel 1859 da Emil Škoda), questo centro interattivo mostra come il dna della città sia legato a doppio filo all’ingegneria e all’innovazione.
Se la superficie della città affascina, il sottosuolo non è da meno. Esiste un vero e proprio labirinto di cantine e corridoi medievali che si snoda sotto l’intero centro storico, un tempo usato per conservare cibo e, naturalmente, birra.
C’è poi un dettaglio storico che rende Plzeň diversa da Praga e che i cittadini ricordano con orgoglio: nel 1945 la città fu liberata dalle truppe americane del Generale Patton, e non dai sovietici. Questo legame speciale con gli Stati Uniti viene celebrato ogni anno con il Liberation Festival e raccontato nel museo Patton Memorial Pilsen.






Karlovy Vary: l'eleganza imperiale tra terme, cinema e celebrità
Se esiste una città che incarna il concetto di “bellezza senza tempo”, quella è Karlovy Vary (conosciuta anche come Carlsbad). Fondata nel 1370 dall’imperatore Carlo IV, questa perla della Boemia è incastonata tra i boschi in una stretta valle dove scorre il fiume Teplá.
Celebre in tutto il mondo per le proprietà curative delle sue acque, Karlovy Vary non è solo una stazione termale: è un crocevia di culture, un set cinematografico vivente e, per secoli, è stata il vero “Salotto d’Europa”.
Passeggiare per Karlovy Vary significa camminare dove hanno soggiornato le menti più brillanti della storia: da Goethe a Beethoven, da Marx a Casanova fino allo Zar Pietro il Grande furono frequentatori abituali di queste sponde.
Non stupisce che questa eleganza abbia stregato il mondo del cinema. Ogni anno a luglio, il Festival Internazionale del Cinema trasforma la città in una passerella per star del calibro di Johnny Depp e Robert De Niro. Ma Karlovy Vary è essa stessa protagonista sul grande schermo: il leggendario Grandhotel Pupp è stato il set di Casino Royale (James Bond).
L’attività principale qui passeggiare tra i colonnati sorseggiando l’acqua termale dalle tipiche tazzine in porcellana dal beccuccio sottile.
Karlovy Vary è un’esperienza multisensoriale: il rumore dell’acqua che sgorga, il profumo delle cialde calde, la vista dei palazzi color pastello. È una tappa che non può mancare in un viaggio in Boemia, capace di far sentire chiunque un po’ come un ospite alla corte imperiale.
Karlovy Vary è una città talmente ricca di storia, tradizioni e curiosità, che su questa città ho scritto un articolo approfondito, con le informazioni su terme, dove mangiare e dove dormire.





Cheb: l’incontro tra cultura germanica e boema
Cheb (conosciuta in tedesco come Eger) incarna perfettamente l’incontro tra la cultura germanica e quella boema. Situata nell’estremo ovest della Repubblica Ceca, a pochi passi dal confine con la Germania, questa città è una delle più antiche e affascinanti del Paese.
Fondata oltre 950 anni fa, Cheb è stata per secoli il punto di snodo tra il Sacro Romano Impero e il Regno di Boemia, un’eredità che ancora oggi si respira nella sua straordinaria architettura.
Il cuore della città è la Piazza Re Giorgio di Poděbrady, un salotto urbano circondato da facciate colorate. Ma l’attenzione di ogni visitatore viene catturata dallo Špalíček, il vero simbolo della città.
Si tratta di un complesso di 11 case mercantili risalenti al XIII secolo. La loro particolarità? Sono incredibilmente strette e divise solo dalla minuscola via Kramářská. Questo scorcio medievale, perfettamente conservato, è uno dei più fotografati di tutta la Boemia.
Il Castello di Cheb non è un castello qualunque. Fu costruito nel XII secolo per volere dell’imperatore Federico Barbarossa ed è l’unica Kaiserpfalz (palazzo imperiale) della dinastia Hohenstaufen nel territorio ceco.
All’interno del complesso si trovano due perle architettoniche: la Torre Nera: costruita con blocchi di roccia vulcanica scura, svetta come baluardo difensivo e offre una vista panoramica mozzafiato sui tetti della città; la Cappella di Sant’Erardo e Sant’Orsola: un raro gioiello a due piani. Il livello inferiore è un esempio di romanico sobrio e austero, mentre quello superiore esplode nel raffinato stile gotico.
Cheb è stata anche teatro di grandi eventi storici. Nella Casa Pachelbel, un elegante edificio sulla piazza principale che oggi ospita il Museo di Cheb, nel 1634 fu assassinato il celebre comandante militare Albrecht von Wallenstein.
Per chi cerca invece un momento di tranquillità dopo tanta storia, la città offre la Chiesa dei Santi Nicola ed Elisabetta, una maestosa basilica gotica le cui torri gemelle dominano lo skyline cittadino e il Monastero Francescano, fondato nel 1256, è un angolo di pace assoluta. Il suo chiostro gotico è estremamente suggestivo e i giardini curati sono l’ideale per una sosta rigenerante.
Cheb è la tappa perfetta per chi ama i luoghi di confine, dove le lingue e gli stili si mescolano. È una città che si visita a piedi, lasciandosi sorprendere dal contrasto tra la pietra scura delle torri e i colori pastello delle case medievali.






Esplorare la Boemia mi ha insegnato che la vera magia di questa regione non risiede solo nei suoi monumenti da record, ma nella capacità di rallentare il tempo.
Dalla pace assoluta di una notte stellata sul ponte di Písek all’eleganza imperiale di Karlovy Vary, passando per l’atmosfera fiabesca di Český Krumlov, ogni tappa ha aggiunto un tassello a un mosaico fatto di tradizioni secolari e silenzi rigeneranti.
Ho scoperto che il fascino di questi luoghi non è un’esposizione statica per turisti, ma una realtà viva, dove i residenti attraversano ancora ponti del XIII secolo per tornare a casa e il Natale si festeggia con la semplicità di un albero appeso al soffitto.
Pianificare un viaggio in Repubblica Ceca, secondo me significa anche concedersi il lusso della deviazione. Fermarsi a dormire nei borghi quando i pullman ripartono, sorseggiare una birra non filtrata in una taverna o perdetevi tra le case strette dei vicoli.
Tornando a casa, porterto con me non solo qualche foto da cartolina, ma la sensazione di aver toccato con mano l’anima autentica e silenziosa di una delle regioni più affascinanti d’Europa.
E voi, quale di queste tappe inserireste per prima nel vostro itinerario?




