Sul Carso sloveno: itinerario tra grotte, villaggi, cavalli e panorami

Oggi tutte le regioni calcaree del mondo che presentano forme erosive vengono definite carsiche. Ma non è sempre stato così. L’altopiano carsico è universalmente noto per le sue particolari morfologie superficiali e sotterranee che sul Carso sloveno, per la prima volta, sono state studiate con criteri rigorosamente scientifici. Per questo il termine carsismo è stato poi adottato per definire qualsiasi territorio che presenti le caratteristiche geologiche e morfologiche del Carso.

Ma l’area del Carso sloveno, a una manciata di chilometri dal confine con l’Italia, non è fatta soltanto di grotte. Questo altopiano calcareo e arido è anche ricoperto di foreste e disseminato di antichi villaggi di pietra, il più pittoresco e meglio conservato è sicuramente Štanjel.

Famosissime sono le scuderie di Lipica, dove vengono allevati gli splendidi cavalli lipizzani. Impossibile evitare di assaggiare le prelibatezze della cucina locale, accompagnate dai vini tipici.

La perfezione si raggiunge all’alba o al tramonto, ammirando il paesaggio da alcuni punti panoramici di eccellenza, come il Giardino Ferrari di Štanjel o il Monumento alla Pace sul Cerje, interessante anche per conoscere la recente storia della Slovenia.

In questo articolo, vi elenco i luoghi da non perdere sul Carso sloveno, da scoprire in un itinerario che io ho percorso grazie all’ospitalità di Best Press Story, insieme ad altri blogger e giornalisti.

Panorama dal Cerje
Panorama dal Cerje
grotte di skocjan (5)
Le Grotte di Skocjan

Cerje, il Monumento alla Pace e la Torre panoramica

Costruito in memoria dei difensori della terra slovena, il Monumento sul Cerje è un gigante di pietra alto 25 metri situato sulla sommità del Cerje, a 342 metri di altezza, ai margini dell’altopiano carsico e con una meravigliosa vista panoramica che abbraccia l’intero Friuli Venezia Giulia e l’Istria, nonché il Collio sloveno, la Slavia Veneta, i monti di Tolmino con la cima del Krn e il Triglav, fino all’altopiano di Trnovo e al monte Caven. Sull’altro versante si apre invece un panorama verso la valle del Vipava e la catena del Nanos, spingendosi a sud fino all’altopiano carsico e al mare Adriatico.

La sua costruzione fu avviata nel 2001, ma l’apertura al pubblico risale soltanto al 2013. Il monumento è stato concepito come un’opera su sette piani, di cui uno seminterrato, dalla froma di torre-fortezza. La struttura è in pietra e la lavorazione dei singoli blocchi che ne costituiscono il rivestimento è stata realizzata secondo la tecnica e lo stile tipici della regione carsica.

Si entra nella struttura tramite un tipico portale carsico che conduce alla sala centrale dove il visitatore è accolto da una riproduzione dello schema di Predica sul peccato, tratto dal secondo frammento dei Manoscritti di Frisinga, considerati i più antichi manoscritti in lingua slovena. Il cielo stellato con le costellazioni del solstizio invernale ed estivo sulla volta è il simbolo della Festa nazionale slovena e del Giorno dell’Indipendenza. Da qui si accede a una sala in cui si trova la monumentale Danza della vita e della morte, una sorta di Guenrica slovena, opera del pittore Rudi Spanzel. Il dipinto è un omaggio a tutti coloro che sacrificarono le loro vite sul fronte dell’Isonzo e funge da monito affinché nulla di simile debba mai ripetersi.

La collezione museale è ancora in fase di allestimento. All’interno del monumento il Goriski muzj sta allestendo un’esposizione permanente dedicata alla storia del litorale sloveno nel XX secolo che avrà il compito non soltanto di illustrare i passaggi storici cruciali dell’area ma anche di evidenziare la pluricentenaria tradizione di scambi culturali e commerciali tra la realtà slovena e quella italiana. Dalla preistoria al periodo delle guerre mondiali, dalla guerra per l’indipendenza della Slovenia all’ultimo piano con terrazza panoramica che vuole rappresentare lo sguardo verso il futuro.

La struttura ospita anche un bar con tavoli all’aperto, perfetto per una colazione o un aperitivo con vista sull’altopiano del Carso.

Il Monumento alla Pace di Cerje
Il Monumento alla Pace di Cerje
Panorama sul Carso da Cerje
Panorama sul Carso da Cerje

Stanjel e i vini carsici

Il borgo medievale di Štanjel (San Daniele in italiano) con il castello e il giardino Ferrari sono le perle dell’architettura e della cultura carsica. Uno degli abitati più antichi e più belli della regione carsica è un perfetto punto di osservazione sulle colline del Carso. Sopra le mura, rafforzate da torri, lungo il pendio si snodano case in pietra naturale.

Feudo del patriarca di Gorizia, questo borgo venne saccheggiato più volte durante le invasioni turche, mantenendo comunque integra la sua struttura di borgo medievale. Agli inizi del Novecento venne scelto come luogo di vacanza dai borghesi triestini che incaricarono Max Fabiani, architetto molto in voga a quell’epoca, di progettare le loro case di rappresentanza. Pesantemente colpito dalla seconda guerra mondiale, Štanjel rimase per decenni abbandonato, ma negli ultimi anni è tornato a nuova vita grazie a grandi lavori di restuaro e a una serie di eventi molto amati, come ad esempio le giornate di San Martino, durante il mese della cucina carsica.

Salita la scalinata e oltrepassata la torre difensiva, si giunge a una romantica piazza circondata da castagni. A destra si può ammirare la chiesa di San Daniele con il suo originale campanile a forma di minareto. A sinistra si trova il castello, di impianto medievale ma di forme barocche. Ospita una raccolta di opere di Lojze Spacal. Una tipica abitazione carsica del XV secolo è stata trasfromata in museo etnologico. Un sentiero si snoda in salita tra le case del borgo verso la collina.

Superando la porta orientale quadrata di giunge al giardino Ferrari, progettato dall’architetto Fabiani, ma intitolato a suo nipote Enrico Ferrari, un medico di Trieste, con vasche d’acqua e un ponticello in stile veneziano. Dal giardino si gode una meravigliosa vista sulle colline carsiche.

stanjel giardino ferrari
Stanjel, il Giardino Ferrari
stanjel
Stanjel
Degustazione all'enoteca del castello
Degustazione all'enoteca del castello
Scorcio sul villaggio
Scorcio sul villaggio
Il Terrano, tipico vino carsico
Il Terrano, tipico vino carsico

Le grotte di Skocjan

Uno straordinario complesso di gallerie, grotte, avvallamenti e il più grande canyon sotterraneo del mondo fanno delle grotte di Škocjan, patrimonio mondiale Unesco dal 1986, uno dei luoghi più belli e più visitati della Slovenia. Tra tutte le grotte di origine carsica al mondo, le Jama Škocjan (Grotte di San Canziano in italiano) sono le più uniche e rare grazie al loro prezioso patrimonio naturale.

Situate vicino a Divača, all’estremo sud-est del Carso, a poche decine di chilometri dal confine con l’Italia, queste grotte ospitano un incredibile canyon fluviale e fanno parte di un ecosistema eccezionale in quanto mescola elementi mediterranei, centroeuropei e alpini. Lunghe circa 5800 metri, furono scavate dal fiume Reka, che nasce dalle colline ai piedi del monte Snežnik (il monte Nevoso), 50 chilometri a sud-est delle grotte, nei pressi del confine con la Croazia. Il fiume penetra sottoterra nel villaggio di Škocjan, poco lontano dall’ingresso delle grotte, riappare brevemente ai piedi di due avvallamenti dove scompare per riapparire nuovamente circa 40 chilometri a nord di Trieste.

Oltre all’esplorazione della grotta vera e propria, vale la pena percorrere iil sentiero di circa due chilometri che gira intorno alle due valli collassate, la Velika dolina (Valle Grande) e la Mala dolina (Valle Piccola). Si può anche percorrere soltranto una parte del sentiero fino a Škocjan, a dieci minuti di cammino.

Dall’area d’ingresso, la guida conduce fino all’entrata delle grotte nella Dolina Globočak, a dieci minuti di cammino. Attraverso una galleria artificiale lunga 130 metri si entra nella prima parte della grotta, chiamata Grotta del Silenzio. Le sue formazioni più famose sono la stalagmite chiamata Gigante, che risale a 250mila anni fa e la stalattite chiamata Organo per la sua somiglianza con un organo a canne e per il suono che produce picchiandoci sopra.

Il rumore del fiume Reka e la temperatura più fredda segnalano l’arrivo nella stupefacente Grotta del Rumore, la grotta sotterranea più suggestiva scavata dal fiume nella roccia si arriva a una passerella sospesa a 45 metri di altezza, sotto la quale scorre il fiume. Superato il ponte ci si arrampica per alcune centinaia di metri lungo un sentiero scavato nella roccia fino alla sala delle Vasche, il cui nome deriva dai pozzi carsici di forma circolare. L’ultima sezione, denominata sala Schmidt si apre sulla Valle Grande, a pochi minuti di cammino dalla funicolare che risale i 150 metri fino all’area d’ingresso.

skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan
Le Grotte di Skocjan

Il Parco equestre di Lipica

Culla dei cavalli lipizzani del mondo e allevamento originario di una delle razze più antiche in assoluto, con la sua tradizione di 440 anni, la scuderia di Lipica si annovera anche tra gli allevamenti di cavalli più antichi al mondo.

L’allevamento di Lipica venne fondato nel 1580, quando l’arciduca Carlo II d’Asburgo, figlio di Ferdinando I, acquistò la proprietà e decise di collocare a Lipica l’allevamento equino della corte imperiale di Vienna e di Graz.

Dopo il 1580 le giumente robuste e muscolose del Carso furono incrociate con cavalli spagnoli, berberi e arabi. Fu così che nel corso di due secoli venne creata la razza lipizzana. I lipizzani sono di statura relativamente piccola (da 1,43 a 1,52 metri), hanno una struttura possente e un collo corto e grosso.

Oggi nel Parco equestre di Lipica vivono oltre 300 cavalli lipizzani e l’allevamento accoglie visitatori da tutto il mondo. Visite guidate alle scuderie storiche e all’allevamento sono aperte ad appassionati e famiglie. La scuderia più antica è quella di Velbanca, che risale al 1704 e che ha conservato gran parte delle strutture originali, come il soffitto a volta e la pavimentazione in quercia. Gli amanti dei cavalli possono frequentare corsi settimanali di equitazione e fare passeggiate, mentre le famiglie possono partecipare a tour guidati in e-bike lungo i viali alberati di Lipica o a giri in carrozza.

Nel 2021 è prevista la riapertura dell’hotel Maestoso, attualmente in ristrutturazione: sarà un quattro stelle superior, ospiterà 139 camere, cinque sale congressi, una piscina scoperta e una coperta e un centro wellness.

Cavalli lipizzani nel parco di Lipica
Cavalli lipizzani nel parco di Lipica
Giro in carrozza a Lipica
Giro in carrozza a Lipica

Il giro in Slovenia non finisce qui.

Presto altri post sulla Valle del Vipava, la zona del Carso verde, i laghi di Bled e Bohinj.

Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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