Il Carso Verde sloveno, 3 tappe imperdibili tra Postumia, Prem e Pivka nella Carniola interna

Al confine tra la Slovenia e l’Italia, in una simbiosi perfetta tra natura e cultura, si trova l’area della Slovenia denominata Carso verde, nella regione della Ilirska Bistrica (la Carniola interna).

Questa zona è perfetta da apprezzare on the road, al volante di un’auto o in sella a una bicicletta. Boschi, laghi e grotte sono incastonati in un paesaggio di castelli, villaggi tradizionali e musei. Un viaggio senza stress, alternato da ghiotte tappe gastronomiche, a una manciata di chilometri dall’Italia.

In questo articolo vi racconto un itinerario di tre tappe principali, il castello di Prem, le grotte di Postumia e il Parco Storico Militare di Pivka, adatte per tutta la famiglia.

Il mio consiglio è di fermarvi almeno una notte e il luogo migliore è l’hotel Jama, proprio di fronte alle grotte di Postumia, così al mattino sarete pronti per l’escursione.

Il Castello di Prem

A Prem (Primano in italiano) si trova uno dei più antichi castelli della Slovenia. Menzionato per la prima volta nelle fonti nel 1213, il castello di Prem si trova in una posizione strategica nella zona dei Brkini, sopra la valle del fiume Reka. Il castello con la sua imponente architettura e la sua vivace storia testimonia l’importanza strategica di questi luoghi dall’antichità fino alla fine del XIX secolo. La sua pianta a forma di L comprende un nucleo romanico che include anche un piccolo e pittoresco cortile, decorato con arcate rinascimentali.

Dopo l’estinzione dei Devin in linea maschile nel 1399, Prem e le loro altre estese proprietà furono ereditate dai loro parenti, signori del Walsee svevo. Quando gli Asburgo rafforzarono il loro potere dopo l’estinzione dei conti di Celje nel 1456, i valseesi furono costretti a vendere all’imperatore Federico III tra il 1466 e il 1472 le tenute strategicamente più importanti, Devin, Štivan, Senožeče e Prem. All’inizio del XVII secolo, il castello restaurato divenne proprietà di un’influente famiglia nobile, immigrata in Carniola da Pordenone in Friuli nella seconda metà del XVI secolo nell’ambito del movimento anti-Riforma. Prem rimase di proprietà della famiglia Porcia fino al 1906, quando la tenuta fu venduta all’asta. Fu acquistato dal curato e poi dal parroco di Dolnja Košana, Karel Lenassi. Dopo la sua morte, il castello e il maniero di Prem a Senožeče furono ereditati dalla nipote Ana Biščak. Durante la prima guerra mondiale, il maniero, come molti altri edifici nell’entroterra del fronte, fu occupato da soldati austro-ungarici e il suo interno fu devastato.

Nel 1927 il fatiscente castello fu acquistato dal medico triestino Bruno Zuccolin e negli anni successivi, secondo i progetti del pittore Mario Lannes, fu accuratamente restaurato e trasformato nella sua residenza.

Il castello custodisce anche numerose leggende, la più conosciuta delle quali è senza dubbio quella della galleria sotterranea, sotto l’alveo del fiume Reka, che collegherebbe tra di loro il Castello di Prem e il Palazzo di Turn. Numerosi ricercatori cercarono di dimostrare l’esistenza di questo collegamento, senza mai riuscirci. Nel castello vengono organizzati degli eventi come concerti, manifestazioni artistiche e giornate di porte aperte.

Si accede al castello da un cortile interno, chiuso sui lati ovest e sud da un muro merlato. Sull’ala orientale c’è una bella loggia ad arcate a due piani. Al centro del cortile è stata conservata una cisterna per l’acqua.

Una parte della Sala dei Cavalieri è destinata alla collezione del museo: l’armeria. Qui si possono ammirare lo stemma di Bruno Zuccolin e l’armatura del cavaliere del XVI secolo, appartenuta alla loggia veneziana.

La sala cerimoniale è stata realizzata unendo due sale intorno al 1930. Sulla parete est della sala si trova un grande camino con cappa raffigurante lo stemma di Bruno Zuccolini. Nella parte inferiore della sala c’è una rappresentazione allegorica delle quattro stagioni, mentre la parete nord è occupata dalla scena della dea Diana a caccia. Nella parte superiore sono raffigurati i segni zodiacali.

La sala del museo presenta le fasi di sviluppo del castello di Prem, dai suoi inizi nel XII secolo. Nel XVI secolo, il castello fu ulteriormente fortificato a causa del declino turco, furono costruite le mura esterne con una torre difensiva rotonda, e il castello aveva anche un ponte levatoio e un fossato. La sala presenta anche altri castelli che sorgevano nella Valle della Reka. Di tutti, solo il castello di Prem è sopravvissuto.

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Scorcio dal loggiato del castello
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La sala del cerimoniale all'interno del castello
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Particolare con i dipinti dei segni zodiacali
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L'interno del castello
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Gli affreschi sotto la loggia
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Scorcio dal loggiato

Le Grotte di Postumia

Le Postojnska jama (grotte di Postumia) si trovano a un chilometro e mezzo dalla città di Postumia, che a sua volta è ubicata a circa 60 chilometri da Lubiana, verso il confine con l’Italia. Nel sottosuolo di Postumia si sviluppano chilometri e chilometri di gallerie e corridoi sotterranei: le grotte di Postumia sono un monumento natruale che attraversa le ere geologiche e che è diventata una delle principali attrazioni turistiche di tutta la Slovenia, nota a livello internazionale.

Attrazione turistica già durante l’epoca jugoslava, le grotte si sviluppano per ben 24 chilometri. Si possono scegliere tour di diversa lunghezza e l’accesso è facilitato dalla presenza di passerelle e da un lungo tratto da percorrere su un trenino. Viaggiare sotto archi bellissimi, dai quali le stallattiti scendono come se fossero dei magnifici lampadari, è un’esperienza assolutamente indimenticabile attraverso un paesaggio sotterraneo dalla bellezza mozzafiato.

In milioni di anni l’azione erosiva del fume Pivka e quella corrosiva delle piogge penetrate attraverso i permeabili strati di calcare hanno dato vita a un mondo fantastico fatto di stalattiti e stalagmiti dalle forme più svariate. Sebbene alcune grotte fossero note fin dal Medioevo, fu il brillante studioso secentesco Janez Vajkard Valvasor il primo a scrivere di questi antri suggestivi.

L’importante scoperta delle parti interne delle Grotte di Postumia nel 1818 subitò agitò lo spirito dei migliori naturalisti del tempo che non potevano credere nelle incredibili dimensioni delle gallerie appena scoperte. Postojna divenne famosa immediatamente. Oggi ci sembra una cosa ovvia poter visitare le grotte attrezzate per le visite turistiche, addirittura a bordo di un trenino che ci permette di percorrere in sicurezza una parte del percorso e di ammirare il labirinto ipogeo e dimentichiamo i sentimenti delle persone che, secolo fa, entravano qui armati sono di torce o candele, pieni di paura e di fantasia.

L’apertura al pubblico avvenne nel 1819 in occasione delle visita di Francesco Ferdinando. Nel giro di sei anni le grotte furono illuminate con lampade ad olio e, per accompagnare i visitatori, furono assunte guide professioniste che, ancora oggi, rendono la visita molto più interessante e sicura di quella che potrebbe essere in autonomia.

La visita alle grotte inizia a bordo del trenino che fa percorrere i primi tre chilometri. Giunti alla Velika Gora (Grande Montagna) si scende dal trenino e si segue la propria guida e si comincia a percorrere il sentiero in salita, ammirando le cosiddette Cortine naturali, che ricordano per forma e colore le foglie di tabacco essiccate. Passato il Ponte Russo, costruito nel 1916 dai prigionieri di guerra russi, si entra nella zona più incantevole della grotta: una serie di ambienti denomijnati Grotte Belle. La Sala degli Spaghetti presenta concrezioni sottili come aghi, la Sala Rossa ha formazioni ricche di ossido di ferro. La Sala d’Inverno contiene due concrezioni diventate il simbolo di Postumia: la Colonna e il Brillante, così chiamato per il suo candore, la cui forma ricorda un gigantesco cavolfiore.

Nella sala successiva l’interesse è invece dato dalla presenza, nella vasca posta al centro della grotta, del Proteus anguinus, il più grande vertebrato ipogeo osservato in natura, diventato una sorta di mascotte delle grotte di Postumia. La visita si conclude nella Sala dei Concerti, l’ambiente più grande di tutto il complesso che può contenere fino a 10mila persone e spesso ospita concerti.

La visita dura circa due ore. Ricordatevi di indossare scarpe antiscivolo e di portare con voi vestiti pesanti, perché nella grotta l’umido e il freddo non mancano. Ovviamente, in periodo Covid, è obbligatorio indossare la mascherina per tutto il tempo della visita.

Subito dopo Pstumia si incontra l’inespugnabile castello di Predjama che resiste sulla sua parete rocciosa dal XIII secolo. Sicuramente uno dei più bei castelli della Slovenia.

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Il trenino che conduce nei primi 3 chilometri di grotte
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Le grotte di Postumia
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La Colonna e il Brillante
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Le gortte di Postumia
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Le grotte di Postumia

Il Parco di Storia Militare di Pivka

I grandi edifici bianchi a ridosso di una collina che oggi ospitano il Parco di Storia Militare sono le caserme costruite dall’esercito italiano fra le due guerre mondiali, quando questi territori erano parte del Regno d’Italia. Questi edifici furono sede dell’Esercito popolare jugoslavo dal 1945 al 1991 e fu da qui che il 26 giguno 1991 i carri armati jugoslavi partirono per affrontare le truppe slovene dopo la dichiarazione d’indipendenza della Slovenia.

Il focus principale del Parco di Storia Militare è proprio il racconto degli eventi che portarono all’indipendenza della Slovenia nel 1991, all’interno della narrazione della storia della Repubblica slovena, prima all’interno dello stato jugoslavo poi in seguito nella sua ricerca di indipendenza.

Dall’edificio Komanda, ex centro di comando e oggi sede dell’accoglienza, ci si dirige ai padiglioni B e C, che conservano un’impressionante carrellata di carri armati e pezzi di artiglieria. Si tratta soprattutto di carri armati partigiani ma anche di mezzi di produzione sovietica e americana, dato che la Jugoslavia era uno dei pochi Paesi a usare l’armamento di entrambi durante la Guerra Fredda.

La parte più interessante del parco è nel padiglione A: l’esposizione dal titolo Strada verso l’indipendenza documenta la storia civile e militare nella Slovenia dell’era socialista e dei rapporti sempre più difficili tra le repubbliche fino alla cosidetta Guerra dei dieci giorni che decretò l’indipendenza della Slovenia.

Oltrepassata la ricostruzione di una casa del 1991, con tanto di filmato televisivo della guerra, si accede a un’ampia sala, zeppa di aerei e veicoli corazzati, tra i quali un carro armato T55 e la torretta di un M84 volata in un fosso allo scoppio del carro armato.

Domina la scena un piccolo sottomarino P-913, uno dei sei costruiti a Spalato negli anni Ottanta del secolo scorso. Ultimo ad essere rimasto operativo fino al 2003, il sottomarino Zeta fu donato alla Slovenia dal governo montenegrino nel 2011. Entrare nel sottomarino è possibile, a meno che non soffriate di claustrofobia.

Altre informazioni su questo museo così particolare nell’articolo dedicato al Parco Storico Militare di Pivka: Tra sottomarini e carro armati per conoscere la storia della Slovenia

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DOVE DORMIRE

Hotel Jama – Grotte di Postumia

Situato nel cuore del Parco delle Grotte di Postumia, l’Hotel Jama è la scelta perfetta per i visitatori che vogliono andare alla scoperta della Grotte di Postumia e del Castello di Predjama.

Nonostante la vicinanza di una delle maggiori attrazioni al mondo, l’hotel è molto tranquillo e il luogo ideale per concedersi riposo e relax, grazie alla natura incontaminata che circonda la struttura.

Le camere sono spaziose e funzionali e molte di esse hanno una terrazza con una meravigliosa vista sul paesaggio del Carso verde. Ottima la colazione al mattino. Bello il lounge bar per un aperitivo prima di cena.

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Le camere dell'Hotel Jama
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Vista al tramonto dalla mia stanza dell'Hotel Jama

Dai un’occhiata alla mappa se vuoi opzioni alternative rispetto all’Hotel Jama nper alloggiare nella zona del Carso Verde sloveno e della Carniola interna.

 



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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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