Tornare a Sofia: cosa c’è di nuovo nella capitale della Bulgaria

Sono passati sei anni dalla prima volta che visitai Sofia, la capitale della Bulgaria. Poi ci tornai altre due volte, l’ultima quattro anni fa, per terminare la guida di viaggio che ho scritto per la casa editrice Odòs “Sofia e dintorni” che racconta la capitale e i luoghi che si possono visitare in giornata nei suoi dintorni.

Se ci sono tornata e se ne ho scritto la guida, oltre che grazie alla fiducia del mio editore, è dovuto al fatto che Sofia mi ha colpito fin dal primo viaggio. Non perché fosse più bella di altre capitali. Ma perché non era più brutta di tante altre. Nessuno però la prendeva in considerazione, nemmeno per trascorrerci un weekend. Infatti, prima di “Sofia e dintorni”, uscita nel 2016 e aggiornata e ristampata nel 2017, meno di un anno dopo perché andata subito esaurita, non esisteva nessuna guida turistica espressamente dedicata a Sofia. C’erano alcune guide sulla Bulgaria che contenevano alcune paginette dedicate a Sofia. Ma quante sono le capitali europee che non hanno una guida turistica espressamente dedicata? Già quella volta non me ne veniva in mente alcuna.

Sta di fatto che durante quel primo viaggio a Sofia non ricordo di aver incrociato alcun turista italiano. A dire il vero i turisti erano proprio pochi in termini assoluti. E nemmeno dopo i due viaggi successivi le cose mi sembravano migliorate di molto. Sofia – di cui la maggior parte delle persone pronunciava ancora il nome con l’accento sulla vocale sbagliata – era praticamente sconosciuta alla gran parte dei viaggiatori, dei turisti occidentali e in particolare di quelli italiani.

Poi però arrivarono le low cost e le cose cambiarono. Chissà, magari anche la mia piccola guida ha contribuito un po’ a cambiare le cose e a far apprezzare questo luogo del mondo, ubicato laggiù, in quei Balcani orientali scarsamente identificabili, in Bulgaria, il Paese più povero dell’Unione europea.

Sofia in realtà ha una storia importante e affascinate. Ad esempio è la terza capitale più antica, dopo Atene e Roma. E nel 2019 ha festeggiato i suoi primi 140 anni da capitale. Ma queste e molte altre cose chi ha visitato Sofia e magari ha letto anche la mia guida già le conosce.

In questo post invece vi racconterò quello che c’è di nuovo nella capitale della Bulgaria.

Com’è cambiata Sofia in questi ultimi anni? Queste e molte altre cose saranno inserite nella seconda edizione della guida. In attesa della carta stampata, spero che questo post possa essere un utile aggiornamento per chi decide di andare per la prima volta a Sofia. E anche per chi decide di tornarci, perché gli è piaciuta molto, come è piaciuta a me.

sofia capitale bulgaria
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Com’è cambiata Sofia negli ultimi anni, dopo che così tanti turisti, italiani e non solo, hanno deciso di vistarla?

Io ho trovato Sofia ancora più bella, sicuramente più turistica e con ulteriori interventi urbanistici realizzati nel suo centro storico.

Sofia si è scoperta capitale turistica

  • Sulle pareti dell’ufficio turistico e su quelle interne dell’area archeologica di Serdica sono comparsi i primi manifesti con slogan e immagini accattivanti che sottolineano le peculiarità della città: arte, storia, enogastronomia, l’appartenenza all’Unione europea.
  • Ricordo poi che in città non era così semplice trovare negozi di souvenir: oggi non soltanto i negozi sono più che raddoppiati (e lungo boulevard Vitosha ce ne sono moltissimi), ma non si contano le bancarelle di souvenir sparse in tutti i luoghi strategici della città, ovvero quelli in cui ci sono monumenti e palazzi importanti da vedere. La maggior parte delle bancarelle sono gestite da donne anziane che evidentemente hanno trovato il modo di raggranellare qualche lev (la moneta bulgara) con questa nuova attività.
  • Sofia rimane una capitale molto economica rispetto alla media ma, in generale, i prezzi sono aumentati. Ci sono ristoranti turistici e locali alla moda che hanno adeguato i prezzi alla media europea, così come quelli di souvenir, di abbigliamento e di artigianato. In generale, però, la qualità dei prodotti rimane alta e vale sempre la pena acquistare in città qualcosa di particolare.
  • Nelle principali zone del centro storico sono comparse tabelle con i principali itinerari e le cose da vedere in città che possono essere di aiuto al turista e c’è anche il City Sighseen, il bus che permette di fare un giro panoramico nella capitale, un servizio presente nelle principali città europee.
  • Tutti i menù, a parte quelli dei locali di nuovissima apertura, sono tradotti in inglese e, in ogni caso, la stragrande maggioranza del personale parla perfettamente inglese o, nel peggiore dei casi, si arrangia benissimo a farsi capire. Se non c’era da temere con il cirillico anni fa, oggi decisamente l’alfabeto bulgaro è un non-problema.
  • I bulgari sono più sorridenti. Abituati alla presenza dei turisti, rispetto a pochi anni fa, oggi molti abitanti in più rispetto al passato superano quel tipico carattere dell’Europa dell’Est che a noi gente mediterranea a volte può sembrare un po’ freddo.
  • Mezzi di trasporto. La metropolitana a Sofia continua ad essere un mezzo eccellente: il biglietto costa 1,60 lev, pari a 0,80 centesimi di euro. Stesso prezzo anche per una corsa in tram o in bus. Le mappe dei bus e dei tram sono state migliorate e ora è diventato più semplice usare anche questi mezzi. Rispetto al mio ultimo viaggio, infine, a Sofia è scoppiata la mania dei monopattini elettrici: il Comune li ha messi a disposizione e in città se ne vedono molti.
  • Infine, è nata la Sofia City Card per tre giorni che permette di avere sconti in attività commerciali e viaggiare su tutti i mezzi pubblici (tranne quelli notturni): si acquista nelle stazioni metro e costa 20 lev, pari a circa 10 euro.
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Monumenti, strade, musei e graffiti: cosa è cambiato a Sofia

Il viale Vitosha, la strada commerciale principale di Sofia, è già da molti anni pedonale. Su di esso si affacciano numerosi negozi e altrettanto numerosi bar, ristoranti e caffetterie con tavoli all’aperto che, d’inverno, sono chiusi da gazebo riscaldati. In questi ultimi anni le strutture di varie forme e colori sono state sostituite con gazebi tutti uguali. Questo cambiamento garantisce una visione estetica più omogenea e quindi più elegante al viale.

Nella seconda parte del viale, è stata collocata la statua di uno scrittore: è Aleko Konstantinov, autore di Baj Ganjo, racconti inverosimili di un bulgaro contemporaneo, un romanzo ottocentesco molto amato dai Bulgari. Lo scrittore, che morì nel 1897 vittima di un attentato politico, nel volume denuncia ogni forma di tirannia e ingiustizia, senza risparmiare, anche nel linguaggio usato, la piccola borghesia e lo zar.

Anche altri spazi urbani sono stati ulteriormente ristrutturati per rendere Sofia una città ancora di più europea e attrattiva. Il mercato coperto, ad esempio, ha mantenuto inalterata la sua struttura, ma nello spazio interno del corridoio centrale sono stati aggiunti bar con tavoli esterni e piccole bancarelle con souvenir tipici. L’aspetto generale è sicuramente migliorato.

Anche i chioschi e gli spazi del tipico mercato delle donne sono stati ripuliti e riorganizzati e ci sono più banconi con souvenir e prodotti tipici apprezzati dai turisti. Se un tempo i venditori non facevano caso agli stranieri, ora li invitano a guardare la loro merce, senza però essere eccessivamente insistenti. 

Non ci sono più le bancarelle di frutta e verdura lungo ulica Graf Ignatiev, la bella strada percorsa dal tram. All’altezza della chiesa dei Sette Santi c’era un popolare mercato ortofrutticolo che ora è scomparso. La strada è diventata molto più elegante e turistica e ha aperti ulteriori bar, negozi e ristornati rispetto al passato.

sofia capitale bulgaria
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Piazza Slaveikov non ospita più le bancarelle con i libri. La prima e più grande libreria all’aperto dopo il periodo socialista (chi ha letto la guida ne conosce tutta la storia) non c’è più.

Non sono riuscita a capirne del tutto il motivo, in ogni caso dalla piazza sono state spostate le bancarelle con i libri e ora lo spazio aperto dove si trova il monumento con la panchina dei due famosi e amati scrittori bulgari Petko e Pencho Slaveikov, che danno il nome anche alla piazza, è vuoto. Non so se tra i due fatti ci sia un nesso ma, rispetto all’ultima visita, ho notato l’apertura di un numero elevatissimo di librerie in diverse zone del centro storico.

Sicuramente la piazza è ancora molto bella, ma mi è dispiaciuto vedere tolto un pezzo di storia. Alcune bancarelle di libri e oggetti vintage e di seconda mano si trovano nel piccolo spazio verde di fronte all’hotel Rila. Sono stati spostati lì a suo tempo e non hanno mai fatto ritorno nella loro posizione originale. Qui però ci sono molte meno bancarelle e sono molto sacrificate. Peccato.

sofia capitale bulgaria
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L’area archeologica di Serdica è diventata un vero museo all’aperto. L’ultima volta che ho visitato Sofia i cantieri dell’area archeologica dell’antica Serdica romana erano in procinto di terminare i lavori. Oggi rimane da completare soltanto lo spazio alle spalle della chiesa di Sveta Nedelja, che è ancora chiuso dal cantiere. Per il resto, l’intera zona degli scavi sotto la zona del Largo e quella parallela al bulevard Maria Luiza sono stati portati alla luce e musealizzati. La maggior parte delle aree sono aperte gratuitamente al pubblico e liberamente visitabili. Si può, ad esempio, percorrere l’antico decumano romano e capire com’era strutturata l’antica Serdica leggendo le mappe della città sotterranea e le tabelle esplicative.

Particolarmente affascinante l’area di ritrovamenti che corre parallela al bulevard Maria Luiza, che corrisponde all’antico cardo romano e a cui fa da scenografia la moschea. Questa zona si può ammirare sia percorrendo alcuni sentieri ricavati in mezzo agli scavi stessi, sia da una bella passerella a metà altezza tra la strada e gli scavi stessi. Il colpo d’occhio complessivo mi è sembrato molto accattivante. C’è poi una musealizzata con altri scavi al chiuso: il museo è aperto dalle 10 alle 18 ogni giorno da maggio a ottobre, ad esclusione del lunedì da novembre ad aprile e il biglietto interno costa 6 lev (3 euro).

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La casa-museo di Peyo Yavarov, il più noto e amato poeta simbolista bulgaro, è stata ristrutturata e aperta al pubblico.
Chi ha letto la guida “Sofia e dintorni”, conosce bene la triste storia di questo poeta, morto suicida dopo che anche la moglie mise fine alla sua vita.

Al tempo della mia visita la casa-museo era al limite delle condizioni di sicurezza e, per poter visitare le stanze dove visse la sfortunata coppia, era necessario suonare il campanello del museo a fianco e, in caso di mancata risposta, telefonare la numero posto sul cartello affisso al cancello. Noi lo abbiamo fatto ed è venuto ad aprirci un simpatico custode del museo vicino che ci ha raccontato tutta la storia di Peyo e ci ha espresso il suo rammarico per le condizioni in cui versava il museo a quel tempo di proprietà privata. La speranza era che il governo lo acquistasse ma non c’era la minima certezza in tal senso. Chissà, forse l’afflusso di turisti ha fatto ricredere l’amministrazione.

Ora l’edificio è perfettamente restaurato, il giardino è libero dai rovi e dalle erbacce che lo invadevano, ci sono addirittura alcuni pannelli esplicativi della storia dello scrittore nel cortile e il museo ha un orario di apertura al pubblico (da martedì a sabato dalle 10 alle 17) e un prezzo del biglietto, 5 lev, pari a 2,5 euro, un costo assolutamente abbordabile per scoprire un pezzo di storia bulgara molto affascinante.

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Graffiti e street art erano ben presenti a Sofia già sei e quattro anni fa. Anzi, già allora erano una delle cose interessanti della città.

Oggi nuove opere si sono aggiunte nel centro storico e da qualche anno c’è una serie di graffiti molto bella in un quartiere alle porte del centro storico, raggiungibile comodamente anche con i mezzi pubblici, oltre che con il taxi. Sulle facciate dei palazzoni popolari del quartiere di Hadzhi Dimitar si trovano 5-6 opere di street art molto interessanti.

Per raggiungere il quartiere è sufficiente salire sul filobus n.2 dal bulevard  Vasil Levski (lato destro del palazzo della Cultura) e scendere alla fermata ulica Macgahan. Il bus passa ogni 10-15 minuti e ci mette altrettanto tempo per arrivare nel quartiere. Per tornare in centro si prende lo stesso filobus n.2 ma da ulica Nikola Voynovski.

In centro storico invece ci sono graffiti molto interessanti in ulica Angel Kanchev, nell’ultimo tratto di ulica Tsar Asen e in ulica Iskar. Il biglietto si compra dal conducente e costa 1,60 lev (ricordatevi di vidimarlo per non prende multe!).

sofia capitale bulgaria
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I ragazzi del Free Sofia Tour hanno fatto tris

Molti visitatori per scoprire Sofia si sono rivolti al Free Sofia Tour, un servizio di guide turistiche gratuite in inglese messo in piedi da alcuni giovani per accompagnare i turisti nei principali luoghi del centro storico e raccontare loro la storia di Sofia, ma ci sono anche itinerari specifici sui luoghi del periodo comunista e sulla street art. Questi tour hanno avuto un grande successo e ora questo gruppo – riunito in un’associazione no profit – ha organizzato due ulteriori attività:

  • Gifted Sofia, un negozio in una laterale del boulevard Vitosha dove sono in vendita prodotti realizzati localmente di design, oggetti vintage del periodo socialista, t-shirt a tema, libri sulla storia, l’arte e l’architettura di Sofia e della Bulgaria in lingua inglese. I prodotti in vendita sono originali e interessanti, i prezzi europei. Al piano interrato c’è una saletta per mostre temporanee.
  • The Red Flat, un appartamento arredato con mobili ed oggetti di epoca comunista, negli anni ’80, per capire com’era la vita di una famiglia a quei tempi. A disposizione audioguide in inglese. È un tipo di attrazione che sembra avere molto successo tra i turisti, in particolare tra quelli che si trovano per la prima volta a visitare una città dei Balcani e dell’Est Europa. Si trova in ulica Tsar Asen 12, secondo piano, è aperto ogni giorno dalle 10.30 alle 18 (con chiusura per pausa pranzo dalle 13 alle 14). Il biglietto di entrata costa 18 lev, pari a 9 euro, è un prezzo molto alto per il costo della vita bulgaro e paragonato al costo del biglietto degli altri musei in città, ma giustificato dal fatto che è un museo privato e, di conseguenza, non gode di sovvenzioni statali.

In città hanno aperto nuovi negozi e ristoranti

Fin dal primo viaggio ero rimasta molto colpita dal numero e dalla qualità di nei negozi e di ristoranti tipici e alla moda di Sofia. Dopo alcuni anni, non posso far altro che confermare la prima impressione e prendere appunti sulle nuove aperture.

In particolare, ci sono alcuni negozi e ristoranti che hanno cambiato sede o che ne hanno aperto una nuova, in aggiunta alle precedenti. Qui di seguito vi segnalo alcune delle modifiche più importanti e delle nuove aperture più sfiziose e alla moda.

NEGOZI

Le conferme

  • Zona Urbana, il negozio che crea borse, portafogli, astucci e altri oggetti di questo tipo riciclando carte geografiche e vecchi giornali si è trasferito sul centralissimo boulevard Vitosha, proprio alla fine del viale, prima di sbucare di fronte al Palazzo della Cultura. Al suo posto in ulica Angel Kanchev c’è un negozio di design molto carino.
  • Muse Shop, uno dei miei negozi di abbigliamento femminile preferito di Sofia ha aperto una terza sede, sempre in centro, in ulica Slunska.
  • The Factory Art Shop: un piccolo negozio pieno di cose belle, tutti prodotti artigianali locali per trovare il souvenir giusto. È un negozio a gestione familiare e la figlia dei titolari mi ha dato tantissimi consigli sui nuovi locali a Sofia da provare. Grazie! Seguitela su Instagram @grandek8
  • Rush: abbigliamento casual, sportivo e di tendenza da uomo e da donna. Con i saldi si fanno veri affari. Uno dei negozi più interessanti di Sofia. Una delle titolari ci ha accolto con entusiasmo e ha voluto scattare un selfie con noi e la nostra guida. Grazie!

Le novità

  • Mozei: un po’ galleria d’arte, un po’ negozio, un po’ bar, un po’ punto di incontri dove ascoltare musica e presentazioni di libri. La galleria di Ivo Dimchev è tutto questo ma è soprattutto uno dei locali più nuovi e innovativi della città. Si trova proprio a fianco della casa museo di Petko e Pencho, ma non fa parte del museo. Il titolare è anche un artista e troverete sculture e tshirt realizzate da lui, che vi intratterrà e vi spiegherà la sua arte dopo aver suonato qualcosa al pianoforte. Esperienza imperdibile.
  • Fetish: nuovo e bellissimo negozio di abbigliamento e calzature femminili di tendenza lungo ulica Graf Ingatiev, in corrispondenza di piazza Slavejcov. Con i saldi ha prezzi molto abbordabili. Avrei svaligiato tutto.
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RISTORANTI E CAFFETTERIE

Alcune conferme

  • Divaka: rimane secondo me uno dei migliori ristoranti tipici per qualità prezzo. Lo avevo già inserito nella mia guida e ora ho scoperto che ha aperto ben altre due sedi nel centro Sofia, stesso menù, stessi prezzi. I due nuovi locali si trovano in ulica Gladstone 54 e in ulica Hristo Belchev. Zuppa nel pane a 2,30 euro assolutamente da provare.
  • Sun Moon: uno dei locali più colorati e alla moda, frequentati dai giovani, con piatti vegetariani e prodotti bio. Lo avevo inserito nella guida e ora scopro che ha aperto un secondo locale, della stessa tipologia, in ulica Alabin.
  • Sam Doydoh: continua ad essere la mia osteria bulgara preferita. Tradizionale come un’osteria deve essere, con piatti semplici cucinati al momento e l’arredamento giusto. Alcuni mi avevano scritto che era chiusa o che non l’avevano trovata. Io più di darvi l’indirizzo (ulica Tsar Samuil 73) non so che altro fare se non confermarvi che è viva e vegeta (è chiusa soltanto la domenica) e che è una grande esperienza fare un salto qui.
  • The Hadjidragana tavern: è il nuovo nome della Hadzhidrganovite Izbi che vi avevo segnalato nella guida. Nome diverso, indirizzo uguale, arredamento tradizionale e piatti tipici come il vecchio locale. I prezzi però sono un po’ aumentati e temo che il locale sia diventato un po’ più turistico rispetto al passato. Però continua ad essere sempre molto apprezzato.
  • Memento: mi sa che ha aumentato un po’ i prezzi, ma la caffetteria Memento (tre sedi, come già segnalato nella guida) è una delle mie preferite per i caffè, i cappuccini e i moccaccini, ma soprattutto per la straordinaria varietà di tè, che si può anche acquistare. Io non torno mai in Italia senza: stavolta ho provato il tè verde con zenzero e aloe.
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Alcune novità

  • Mehana Mamin Kolyo: una bella trattoria tradizionale con piatti tipici bulgari e arredamenti tradizionali in ulica Pozitano 40, un po’ fuori dal solito giro turistico della città, ma comunque a due passi dal centro storico. Ideale anche soltanto per un bicchiere di vino o una birra accompagnati da formaggio e affettati locali.
  • Made in Blue: il titolare è lo stesso del Made in Home, ma questo ristorante è riuscito a superare il precedente, perlomeno come location. Un vecchio palazzo del centro storico è stato riadattato a ristorante, lasciando però intatti gli interni, che ospitavano appartamenti residenziali. Si cena in tante stanze arredate con gusto e usando mobili e oggetti vintage. Lo stile è un po’ quello di The Little Things e di Apartamental già citati nella mia guida. I prezzi sono europei, la qualità degli ingredienti e dei piatti è davvero super. Un posto frequentato soprattutto da giovani. Da provare.
  • Lyubimoto: un bistrò che serve piatti tradizionali della cucina bulgara in una sala arredata con i classici tavolini di legno. D’estate ci sono anche tavoli esterni. Per chi ama la carne alla griglia. Si trova in ulica General Parensov 25, in una zona centrale ma poco frequentata dai turisti.
  • Flip flop: in questo locale di recentissima apertura si viene soprattutto per il brunch e per assaggiare le loro incredibili uova alla benedict. Il locale si trova in ulica Oborishte 61, un viale incantevole oltre la zona dell’università, dove si trovano anche altre caffetterie interessanti, come ad esempio HleBar, al numero 16, un locale che è un po’ panetteria, un po’ caffetteria, un po’ negozio di prodotti bio, arredato in stile industriale e frequentatissimo dalle famiglie giovani con bambini della zona. Bellissima atmosfera!
  • Rainbow factory: sembra il locale che sta andando per la maggiore in questo periodo a Sofia. Si trova in ulica Veslets ed è un punto di rifermento per le colazioni dolci e salate, per i brunch, ma anche soltanto per uno spuntino. panini, torte, ampia selezione di caffè.
  • Fox Box Caffè: un bookshop cafè in ulica Gladstone 32 con una stanza nel sotterraneo dedicata ai laboratori per bambini e una al primo piano con caffetteria self service e tanti oggetti vintage tra cui curiosare e da comprare. Libri alle pareti e un’atmosfera retrò completano l’ambiente. Un ottimo posto dove fare una pausa e comprare qualche souvenir originale.
  • Vanilla Kitchen: gestita da due simpaticissime ragazze, questa pasticceria in cui dominano le sfumature di rosa e i colori caramellosi diventerà di sicuro a breve un punto di riferimento per gli amanti dei dolci e delle atmosfere stile bomboniera. Le torte sono ottime, l’arredamento mette allegria e all’esterno del locale c’è un colorato graffito che segnala la pasticceria. Non resterete delusi nemmeno dal caffè e dai tè.
  • 2 Giraffes: una caffetteria giovane di recente apertura e anche in questo caso gestita da due ragazze. Straordinari dolci (provate quelli al cucchiaio nel barattolino di vetro!) e ottimo reparto caffetteria. Apre presto al mattino, a differenza di molte altre caffetterie, domenica compresa.
  • Chiosco in ulica Graf Ignatiev: una signora ha aperto uno straordinario chiosco di dolci tradizionali su una delle vie principali di Sofia, quella attraversata dal tram, proprio all’altezza del parco verde di fronte alla Chiesa dei Sette Santi. I bomboloni alla crema sono talmente grandi e buoni che è difficile spiegarlo, ma anche tutte le altre proposte artigianali fanno venire l’acquolina in bocca. All’interno ha un paio di tavolini dove potete strizzarvi, oppure da asporto, come fanno la maggior parte degli abitanti.
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DOVE DORMIRE

Hotel Slavyanska Beseda

Stavolta abbiamo provato l’Hotel Slavyanska Beseda, in ulica Slavyanska, proprio alle spalle del Teatro Ivan Vazov, dunque in pieno centro storico. A chi consigliamo questo hotel? Ovviamente a chi vuole alloggiare in centro e ha chi arriva a tarda notte a Sofia, visto che l’hotel ha la reception aperta 24 ore su 24.

Si tratta di un tre stelle comodo e funzionale, senza fronzoli. Dall’esterno ha il tipico aspetto dell’albergo in stile socialista. All’interno avrebbe forse bisogno di qualche manutenzione e ritocco, ma in ogni caso svolge ancora egregiamente la sua funzione e offre un po’ di atmosfera retrò a chi ama il genere. Noi abbiamo alloggiato una camera doppia con bagno privato al quinto e ultimo piano. I servizi sono di base, ma l’hotel è pulito e molto comodo. Chi vuole risparmiare (noi abbiamo speso 30 euro a notte), alloggiare in centro e non ha necessità particolari oltre a quelle di una stanza e un bagno pulito, può scegliere questo hotel a occhi chiusi.

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Se volete dare un’occhiata ad altre proposte di alloggio a Sofia, ecco qui di seguito la mappa con tutte le proposte a disposizione.



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Sofia ovviamente non finisce qui. Anzi. Ci sono moltissime cose da vedere in città. Queste sono soltanto le novità degli ultimi anni.

Tutto il resto lo trovate nella mia guida di viaggio.

E se volete leggere 10 motivi per cui secondo me vale la pena visitare Sofia vi rimando a questo post scritto ormai qualche anno fa ma sempre valido.

Vuoi acquistare la guida Sofia e dintorni?

Eccola qui

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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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