Slovacchia, itinerario in 7 tappe lungo la Strada del Vino dei Piccoli Carpazi

La regione vinicola dei Malé Karpaty, ovvero dei Piccoli Carpazi, con i suoi settemila ettari, è la più grande di tutta la Slovacchia. Composta da 12 aree, copre il territorio amministrativo di 120 comuni viticoli. I principali villaggi di produzione del vino sono Svätý Jur, Limbach, Pezinok, Slovenský Grob, Vinosady, Modra, Dubová, Častá e Doĺany. I vigneti si estendono senza soluzione di continuità sulle pendici dei monti Malé Karpaty da Bratislava a Pezinok, fino a Horné Orešany.

La Malokarpatská Vinna cesta, ovvero Strada del Vino dei Piccoli Carpazi, attraversa luoghi e panorami che regalano splendidi scenari naturalistici, caratterizzati da fitti boschi, antichi e imponenti castelli e una successione di pittoreschi villaggi. Questa zona è caratterizzata da una delle migliori produzioni vinicole slovacche e dall’attenzione alle tradizioni.

La Malokarpatská Vinna cesta si trova a brevissima distanza da due Strade del Vino austriache – la Strada del Vino della Bassa Austria (il ramo Strada del Vino romana, Carnuntum e parte meridionale della Strada del Vino Weinviertel) e la Strada del Vino del Burgenland. Dopo il 1989 è iniziato un naturale scambio di esperienze tra i produttori di vino slovacchi ed austriaci in queste aree, che dopo il 2000 ha portato ad una cooperazione istituzionale nell’ambito di progetti co-finanziati dai programmi comunitari.

La Strada del Vino dei Piccoli Carpazi è un bellissimo percorso da fare con un’escursione in giornata da Bratislava o, meglio ancora, su in più giorni, dormendo in uno dei villaggi. Io ho scelto questa seconda opzione e in questo articolo vi racconto il percorso in 9 tappe che ho seguito e le cose da vedere lungo l’itinerario, comprese alcune delle cantine più interessanti della zona.

Alla fine dell’articolo, alcune indicazioni su come arrvare nell’area dei Piccoli Carpazi e dove dormire. 

strada del vino dei piccoli carpazi

Il vino dei Piccoli Carpazi

La storia della viticoltura in questa area affonda le sue radici nel passato, come prova il fatto che il primo riferimento al vino sia antecedente all’arrivo dei Celti, il popolo che, in seguito, insieme ai Romani, proseguì la tradizione della viticoltura. La tradizione vinicola venne abbandonata in seguito all’invasione dei Tartari, che distrussero i vigneti. Furono i coloni provenienti dalla Germania che reintrodussero l’attività nel XIII secolo.

Il suolo della regione è composto prevalentemente da terreni argillosi e da terreni di origine boschiva. Il vino di queste zone è bianco, anche se si è cominciato a coltivare anche il rosso Merlot. Prevalgono comunque il Pinot bianco, il Riesling renano e italico (Rizling Rýnsky e Rizling Vlassky) e il Cabernet Sauvignon. Altre varietà sono il Veltlínske zelené e Burgundské Biele. Ci sono poi varietà rosse come Frankevka, Leanika e Traminer rosso. Müller-Thurgau, Silvánske zelené, Dievčie hrozno, Chardonnay e Portugalské modré sono le varietà che completano la gamma di viti coltivate in questa regione.

Tra le particolarità di questa zona vitivinicola, c’è quella di essere stata tra le prime a produrre vino spumante col metodo proprio dello champagne. Ciò avvenne subito dopo le guerre napoleoniche, allorché Hubert, soldato della Grande Armata si sposò con una donna del luogo e rimase a Bratislava anche dopo il ritiro delle truppe, impiantando un’azienda enologica, tuttora fiorente.

Il percorso enologico lungo la strada dei Piccoli Carpazi è un itinerario tra le cantine che corre per una cinquantina di chilometri a nord-est di Bratislava. Le aziende enologiche di antica tradizione si possono visitare in autonomia oppure partecipando a tour guidati. La Giornata delle Cantine Aperte si svolge di norma a metà novembre, quando sono aperte al pubblico dozzine di cantine da Rača fino a Trnava.

strada del vino dei piccoli carpazi
strada del vino dei piccoli carpazi

1. Svätý Jur

Il primo villaggio che si incontra partendo da Bratislava è Svätý Jur, ai piedi dei Piccoli Carpazi e a 13 chilometri dalla capitale. La città, la cui più antica menzione risale al 1209, ottenne i privilegi reali all’inizio del 1600 e vanta una tradizione di viticoltura ultracentenaria che ne fa una tappa obbligata lungo questo percorso.

Dichiarato monumento storico nazionale nel 1990, il villaggio sviluppa la sua zona centrale attorno ad una piazza e ad un lungo viale con un’isola pedonale al centro. Lungo le vie si affacciano le antiche case in linea, un tempo abitazioni dei commercianti, con i caratteristici portoni di legno, abbastanza ampi da permettere ai carretti ricolmi d’uva di entrare nella corte e a volte decorati con figure geometriche. Nella parte alta del villaggio si trovano la chiesa e il castello.

Uno dei caratteristici portoni di Svätý Jur
Uno dei caratteristici portoni di Svätý Jur

2. Pezinok

Conosciuta dal 1208 con il nome tedesco di Bozen, città reale dal 1647, patria del pittore e ritrattista settecentesco Ján Kupecký, Pezinok è il principale centro amministrativo della zona e ospita numerosi eventi legati al tema del vino. La città si sviluppa intorno a due arterie principali: Holubyho, dove si si trova l’ufficio informazioni, e M.R. Štefánika, su cui si affacciano ristoranti e negozi tipici. Holubyho e M.R. Štefánika sono collegate da námestie Radničné, una piazzetta pedonalizzata di fronte al municipio dove è piacevole una sosta a uno dei tavoli dei caffè all’aperto. All’interno di queste due assi viarie, si trovano la chiesa luterana del 1659, il municipio rinascimentale e la parrocchiale quattrocentesca.

Il vecchio municipio è riconoscibile dalle torri angolari e dalla possente mole tinteggiata di bianco. Al piano terra dell’ex municipio si affaccia sulla strada una serie di bar e negozi, oltre al museo della Città, che conduce a un cortile interno con un caffè all’aperto. Nella corte interna, una breve scalinata sulla destra conduce alla Casa-museo del pittore Ján Kupécký.

Quasi di fronte al municipio, c’è anche il Malokarpatské múzeum, ospitato in un edificio di impianto rinascimentale appartenuto a ricchi mercanti. Il museo è disposto su due piani: il primo ospita una mostra con materiale etnografico e illustrativo della storia della città, pezzi di artigianato e costumi locali, mentre nelle cantine c’è un’ampia collezione di botti e antichi torchi ed è possibile partecipare a degustazioni su prenotazione

Subito fuori dall’abitato, in direzione Vinosady, c’è una sezione della Galleria nazionale slovacca dedicata all’arte naif. L’esposizione si trova al 255 di Cajlanská ed è ospitata in alcuni locali di un mulino, costruito nel 1767, a quel tempo uno dei più grandi in Europa e oggi restaurato perfettamente. A fianco dell’edificio, in una cantina è stata allestita una piccola enoteca.

Il centro storico di Pezinok
Il centro storico di Pezinok
Il centro storico di Pezinok
Il centro storico di Pezinok

3. Modra

Proseguendo lungo la statale 502, dopo una manciata di chilometri, si giunge a Modra. Di fondazione medievale, la cittadina è conosciuta soprattutto per la produzione di ceramica, nata nel XVI secolo. Una delle produzioni più tipiche e note della Slovacchia è quella di ceramiche. Si trovano in vendita un po’ ovunque, ma la loro produzione è nata a Modra. Lo stile di questa produzione è denominato habánská e deriva dagli artigiani habáni, meglio conosciuti come anabattisti, una comunità religiosa che rifiutava l’autorità papale. Perseguitati in Moravia, gli habáni arrivarono a Modra nei primi anni del 1600 e portarono con sé la propria arte. I motivi dipinti in giallo, blu, verde e prugna sulle ceramiche ancora oggi seguono la tradizione e rappresentano immagini floreali e scene di caccia, di danza e di pigiatura del mosto

Il centro storico è caratterizzato dai tipici palazzi e case in linea che si affacciano lungo i lati delle strade che si congiungono in un’isola pedonale al centro. Al centro del villaggio si trova la chiesa di Stefano il Re, che fu aggiunta alla preesistente torre dell’orologio. Dopo il fallimento dell’insurrezione indipendentista del 1848-49, qui si trasferì Ľudovit Štúr, il più famoso sostenitore della causa nazionale slovacca, celebrato con un grande monumento al centro del villaggio. A lui è dedicato anche il museo Ľudovit Štúr.

Fuori dalle mura delle città vecchia si trova un angolo pittoresco con due chiese luterane accostate e una rotonda in mezzo a un’aiuola pedonale. In passato la legge permetteva soltanto alle chiese cattoliche di essere costruite all’interno delle mura della città. La piccola rotonda dal tetto rosso è invece una costruzione barocca del 1760, originariamente usata come battistero.

strada del vino dei piccoli carpazi
L'insegna di un laboratorio di ceramica
Il monumento a Ľudovit Štúr
Il monumento a Ľudovit Štúr

4. Castello di Budmerice

Lasciato l’abitato di Modra, vale la pena fare una breve deviazione pochi chilometri dopo in direzione del villaggio di Budmerice, fondato nel XIII secolo. Qui è ubicato l’imponente Castello di Budmerice, costruito nel 1888 dalla famiglia ungherese Pálffy e utilizzato soprattutto come castello di caccia.

L’edificio in stile gotico-rinascimentale è formato da diverse torrette, alti abbaini, guglie e tetti spioventi. L’ingresso al palazzo è formato da una scalinata monumentale e da un portale con architrave su cui si stagliano il grande stemma dei nobili Pálffy e quello della famiglia della moglie.

Il palazzo è circondato da un bel parco in stile inglese, che ancora oggi è meta molto amata dagli Slovacchi per le passeggiate domenicali. Negli anni Cinquanta ospitò la “Casa degli scrittori slovacchi”. Dopo il restauro, venne aperto al pubblico nel 2015, sotto la gestione del museo Nazionale Slovacco. È possibile visitare il pianoterra che ospita alcune stanze arredate con mobili d’epoca e una raccolta di manufatti provenienti dal museo di Červený Kameň.

Castello di Budmerice
Il Castello di Budmerice

5. Castello di Pietra rossa

Tornando sulla statale 502, si supera l’abitato di Dubová e quindi si imbocca una strada segnalata sulla sinistra che conduce, attraverso una scenografica strada asfaltata in mezzo alla foresta, al castello di Pietra rossa.

Di origini duecentesche, questo è il più bel castello della regione dei Piccoli Carpazi e uno dei meglio conservati di tutta la Slovacchia. Molto frequentato nei giorni festivi dagli abitanti di Bratislava, attratti dalle sale arredate in modo sfarzoso, dal grande parco verde che lo circonda, dai sentieri pedonali e dai circuiti per escursioni a cavallo, il castello offre anche esibizioni di uccelli rapaci.

Gli interni del castello, arredati con mobili d’epoca, ospitano una collezione di arte applicata, composta soprattutto da arazzi e ceramiche. D’estate le sale del castello diventano la sede di concerti, spettacoli teatrali o in costume, mercati artigianali, medievali e rinascimentali e dell’antiquariato.

La storia del castello ha origini antiche. La prima fortezza venne edificata dopo le invasioni tartare, su richiesta della regina Costanza d’Ungheria. Tra il XIII e il XIV secolo, il maniero divenne proprietà di uno dei nobili più potenti del regno. In seguito il castello appartenne alla famiglia di origine croata Zapolski e ai Thurzo, forse la famiglia più ricca del Regno d’Ungheria. Nel Cinquecento il castello fu acquisito dai Fugger di Augusta, magnati e finanzieri delle case regnanti d’Europa e partner commerciali dei Thurzo, che insieme avevano il monopolio della produzione e commercio del rame in Europa. Anton Fugger, la cui ricchezza proveniva dalle miniere di rame e altri metalli preziosi, nonché dal loro commercio, vide il potenziale e pensò di sfruttare la posizione strategica della fortezza, vicina a Bratislava e Vienna, per usarla come deposito dei materiali estratti nei territori della Slovacchia centrale.

I piani inferiori si trasformarono in scantinati per lo stoccaggio di merci preziose, che sarebbero poi state spedite in tutta Europa. Queste enormi cantine, che si estendono nell’ala sud-occidentale dell’edificio (si possono ancora vedere sulle alte mura i fori per le travi), sono considerate tra le più vaste dell’Europa centrale. L’ambiente più grande misura ben 72 metri di lunghezza, mentre le mura hanno uno spessore di 4 metri.

Il castello nel 1588 divenne di proprietà del barone Miklós Pálffy, che sposò la nipote di Anton Fugger, Maria Madgalena. Nominato nel 1580 capitano del castello di Bratislava e governatore della contea omonima, Pálffy divenne poi governatore, capitano della contea di Komárno e, nel 1598, conte imperiale, su nomina di re Rodolfo II d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero. La famiglia Pálffy rimase proprietaria del castello fino al 1945, apportando negli anni numerose modifiche architettoniche e tecnologiche. Nel corso dei secoli, il castello venne incendiato due volte, ma fu sempre ricostruito. Nel 1945 l’ultimo erede Pálffy si trasferì in Germania, prima che l’Armata Rossa sovietica arrivasse a liberare la regione. Il castello passò quindi allo Stato.

Nel 1949 il castello fu aperto al pubblico e proclamato proprietà culturale nazionale. Un po’ alla volta furono messi insieme oggetti d’arte e di valore provenienti da ben 31 castelli e due monasteri, che andarono a formare la collezione del castello. Nel 1970 il castello divenne monumento culturale nazionale specializzato nell’esposizione degli arredi e dello stile di vita della antica aristocrazia. Nel 1979 il museo di Červený Kameň entrò a far parte della rete del museo Nazionale Slovacco. Oggi il museo accoglie oltre 13.500 oggetti e opere d’arte.

Castello di Pietra rossa
Il Castello di Pietra rossa
Castello di Pietra rossa
I pavoni nel parco del Castello di Pietra rossa

6. Grotta di Jaskyňa Driny

Per continuare il percorso della strada dei Piccoli Carpazi, invece che ripercorrere la strada a ritroso, è preferibile superare il castello di Červený Kameň e proseguire lungo la via che conduce nuovamente alla statale 502. Si attraversa il villaggio di Castá, per procedere verso il delizioso villaggio di Doľany. Il percorso prosegue superando i piccoli villaggi di Dolné Orešany e Horné Orešany, fino ad arrivare a Smolenice.

Due chilometri a sud-ovest di Smolenice, è segnalata la salita verso la grotta di Jaskyňa Driny, l’unica accessibile tra quelle dei Piccoli Carpazi. Il percorso fino all’ingresso della grotta dura circa venti minuti, percorrendo un sentiero riconoscibile dai cartelli che illustrano la flora e la fauna della zona.

Lunga 700 metri e costituita da due corridoi, la grotta venne scoperta nel 1929 ed è possibile seguire un percorso al suo interno lungo 410 metri. La grotta contiene stalattiti e stalagmiti di diverse altezze e colori. La stalagmite più alta misura 2,20 metri, mentre il simbolo della grotta è un insieme di stalattiti simile alle orecchie di un elefante.  Sono formazioni carsiche nelle quali la temperatura è di circa 7-8 gradi e l’umidità dell’aria si aggira intorno al 97%, di conseguenza è bene portare sempre una giacca pesante.

7. Castello di Smolenice

Dopo essere tornati sulla statale, si prosegue fino in fondo all’abitato di Smolenice, dove un cartello indica la salita al castello di Smolenice. L’auto va parcheggiata all’inizio del sentiero che si inerpica sulla collina tra boschi secolari e che si può percorrere soltanto a piedi o in mountain bike.

Un castello esisteva qui già nel XIII secolo, mentre intorno alla metà del XV secolo, con il crescere dell’importanza della località, a protezione della strada dei Piccoli Carpazi, venne costruita una fortezza di maggiori dimensioni. La proprietà passò nelle mani di diverse famiglie nobili ungheresi. Parzialmente distrutto durante la guerra di indipendenza, all’inizio del Settecento, il maniero fu ereditato nel 1777, insieme al villaggio di Smolenice, dal conte Ján Pálffy di Pezinok. All’inizio dell’Ottocento il castello venne distrutto dalle guerre napoleoniche. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo il conte József Pálffy iniziò la ricostruzione della struttura, su modello del castello viennese Kreuzenstein e dei castelli della Francia centrale. Alla costruzione parteciparono diversi maestri provenienti dall’Italia, dalla Germania, dall’Austria e dall’Ungheria.

Dopo il 1945, il castello divenne proprietà dello Stato che cominciò i lavori di restauro. Inizialmente tenuto a disposizione come residenza estiva del Consiglio Nazionale Slovacco, il castello venne poi affidato all’Accademia Slovacca delle Scienze nel 1953.

Il castello di Smolenice
Il castello di Smolenice

LE CANTINE DOVE DEGUSTARE E ACQUISTARE I VINI

1. Vintour a Svätý Jur

Nel villaggio di  Svätý Jur si trova l’ampia cantina-enoteca Vintour molto fornita dal cortile del più nobile palazzo del paese. Nelle cantine del municipio, che erano le vecchie prigioni, si possono degustare vini locali e di altre zone vinicole slovacche

Due produzioni tipiche di questo villaggio son il Veltínske zelené, un vino bianco secco e lo Iršay Oliver, che prende il nome da un enologo ebreo morto durante l’olocausto e si tratta di un vino leggero e fruttato, da bere molto freddo.

2. Hacaj e Pavelka a Pezinok

Due cantine molto note e da provare a Pezinok sono Hacaj e Pavelka.

La prima è specializzata in spumante realizzato secondo il metodo tradizionale. Si raggiunge scendendo dalla corte alle spalle del caffè Journal, sulla via principale del paese.

La seconda si trova in direzione del castello, alla sinistra della parrocchiale: è di proprietà del primo produttore che ha ottenuto per le sue migliori bottiglie il marchio di qualità (bollino tricolore slovacco).

Lasciando Pezinok, vale la pena fare una sosta anche presso la Cantina del Vecchio Mulino, in una delle sedi della Galleria nazionale slovacca, al 255 di Cajlanská a Pezinok, un luogo suggestivo e con i vini migliori della regione.

3. JM Vinárstvo a Doľany

Una delle enoteche più grandi e fornite della regione si trova nel delizioso villaggio di Doľany, a Častá. JM Vinárstvo è allestita nelle cantine cinquecentesche del palazzo che fu di proprietà dei Fugger, la grande famiglia di mercanti e di banchieri che prosperò nel XVI secolo.

La produzione è ampia e spesso offre bottiglie a prezzi scontati. Si trova in una splendida posizione sulla statale che, dopo aver lasciato il villaggio di Doľany, si apre sui prati e sui vigneti.

JM Vinárstvo a Doľany
La cantina JM Vinárstvo a Doľany
vini slovacchia piccoli carpazi
Alcuni vini dei Piccoli Carpazi

Il brandy dei Piccoli Carpazi

Merita una menzione anche il brandy dei Piccoli Carpazi, il più famoso della Slovacchia. Ha un colore ambrato intenso, un aroma forte e un sapore che ricorda la frutta secca e il cioccolato fine. Esistono quattro tipi di questo liquore: il brandy Karpatské Originál con un aroma caramellato, il brandy Karpatské Špeciál, ricavato dall’acquavite dei migliori vini della regione, il brandy Karpatské Exclusive con un tocco di vaniglia e il classico brandy Karpatské KB.

COME ARRIVARE

I Piccoli Carpazi costituiscono un lungo asse collinare che si sviluppa a nordest di Bratislava lungo una cinquantina di chilometri.

Si possono visitare in autonomia con un’auto (come ho fatto io) imboccando la statale n.502 a nordest di Bratislava per raggiungere Svätý Jur e di seguito tutte le altre località dei Piccoli Carpazi. I borghi più importanti, Modra e Pezinok, si trovano a circa 18 chilometri da Bratislava. Il castello di Červený Kameň si trova a 30 km da Bratislava.

In alternativa è possibile partecipare a un tour oppure usare gli speciali bus Small Carpathians Express che toccano le città più importanti il sabato, la domenica e i giorni festivi, con tre corse giornaliere. Un biglietto giornaliero costa 6 Euro, due biglietti giornalieri 10 Euro. Informazioni, orari e percorsi possono essere reperiti all’ottimo ufficio turistico di Bratislava.

Esistono anche bus di linea che partono da Bratislava e collegano alcune località lungo questo percorso. Dalla stazione principale Mlynské nivy di Bratislava i bus impiegano 25 minuti per arrivare a Modra e 45 minuti per raggiungere il villaggio di Častá. Per Pezinok ci sono treni ogni 20 minuti dalla stazione principale sulla linea Bratislava-Trnava.

Per gli appassionati di trekking, i Piccoli Carpazi sono percorsi da un lungo sentiero escursionistico, attrezzato e segnalato da una linea rossa, che arriva fino a Brezová. Il sentiero parte dalla torre Kamzik, che domina da nord il panorama di Bratislava. Quasi parallelo al sentiero escursionistico, e sempre segnalato in rosso, corre quello cicloturistico che, in 104 chilometri, copre la distanza tra Vysoká, a nordovest della capitale e quasi sulla Morava, e Nové Mesto nad Váhom, località posta immediatamente a nord di Brezová.

strada del vino dei piccoli carpazi
Vigneti dei Piccoli Carpazi
strada del vino dei piccoli carpazi
Lago artificiale nella zona dei Piccoli Carpazi

DOVE DORMIRE

Ho visitato i Piccoli Carpazi durante il lavoro di ricerca per la redazione della guida turistica Bratislava e dintorni per Odos editore, in cui potete trovare altre informazioni su questo e altri itinerari. A quel tempo sono stata ospite di una deliziosa famiglia in un villaggio dei Piccoli Carpazi.

In questa zona si trovano numerose disponibilità di alloggio, per tutti i gusti e per tutte le fasce di prezzo. Una località in cui fermarsi almeno una notte, circa a metà percorso è Modra e qui sotto troverete la mappa degli alloggi puntata su Modra. Ma potete spostarvi a nord o a sud per trovare numerose altre possibilità, a seconda che preferiate alloggiare in un villaggio o sulle colline.



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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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