Se esiste un luogo dove il tempo sembra aver deciso di rallentare, quel posto è Karlovy Vary, nella Boemia occidentale.
Conosciuta storicamente come Carlsbad perché fondata nel 1370 dall’imperatore Carlo IV, è la perla termale della Repubblica Ceca e una delle città più eleganti d’Europa: un gioiello incastonato tra i boschi della valle del fiume Teplá che sembra uscito direttamente da una pellicola d’altri tempi.
Seconda meta più visitata della Repubblica ceca, e non è difficile capire il perché. Il suo centro storico si snoda elegantemente lungo la stretta valle del fiume, offrendo uno scenario da cartolina dove l’architettura si fonde con la natura.
Un fascino senza tempo
Passeggiando per le sue strade, sono rimasta incantata dai maestosi hotel del XIX secolo e dai complessi termali storici, intervallati da alcuni esempi di architettura funzionalista, come il famoso Thermal Hotel.
Ma Karlovy Vary non è solo estetica: è un polo culturale di respiro internazionale, rinomata per le raffinate cristallerie Moser e per la Becherovka, il celebre liquore alle erbe prodotto qui fin dal 1807 e scherzosamente chiamato dai locali “la tredicesima sorgente”.




Tra cosmopolitismo e nostalgia: un salto nel passato
Oggi Karlovy Vary vive in un affascinante paradosso temporale. Da una parte conserva un’anima cosmopolita vibrante, alimentata dal Festival del Cinema e dal lusso internazionale che attira visitatori da ogni angolo del globo. Dall’altra, varcare i confini della valle del Teplá sembra quasi un salto indietro nel tempo.
Passeggiando tra i suoi palazzi color pastello, si ha la sensazione che il ritmo frenetico del XXI secolo non sia mai riuscito a penetrare del tutto. C’è una sorta di pacata malinconia, un’eleganza d’altri tempi che richiama lo stile di vita dell’Europa dell’Est di una volta: i ritmi lenti delle cure termali, i caffè storici dove il tempo si misura in ore e non in minuti, e quell’atmosfera solenne e un po’ rétro che ricorda i fasti della Belle Époque filtrati attraverso il rigore del Novecento.
È una città che non cerca di rincorrere la modernità a tutti i costi, ma che preferisce restare fedele ai suoi rituali — la passeggiata con la tazzina di porcellana, il profumo delle cialde calde e il silenzio dei boschi circostanti — offrendo al visitatore il raro privilegio di scollegarsi dal presente.



Un set cinematografico
Ogni anno a luglio qui si tiene il Festival Internazionale del Cinema, uno degli eventi cinematografici più importanti dell’Europa dell’Est, portando in città star e migliaia di appassionati. Qui sono arrivati attori come Johnny Depp, Robert De Niro, Leonardo DiCaprio e Uma Thurman.
Il Grandhotel Pupp è l’hotel leggendario ha ospitato re, poeti e star del cinema. È stato set del film di James Bond Casino Royale. Con la sua maestosa facciata bianca, ha ospitato il jet-set internazionale per secoli.
La città e il Grandhotel Pupp hanno ispirato Wes Anderson per l’estetica di Grand Budapest Hotel.
Ma il film dedicato totalmente a questa città così particolare è Last Holiday diretto da Wayne Wang nel 2006, remake della pellicola inglese del 1950 con Alec Guinness.
L’hotel si trova nella zona sud della città. Seguendo la strada dedicata a Goethe, il paesaggio diventa più verde e scenografico. Superato l’hotel, si arriva alla prima stazione termale della città che si affaccia sul parco dedicato a Carlo IV di cui c’è una statua. Continuando la camminata, si arriva alla Galerie umění, tappa obbligatoria per gli amanti dell’arte contemporanea.



Il salotto d’Europa
Per secoli l’atmosfera magica di Karlovy Vary ha affascinato l’élite culturale e politica europea. La città era soprannominata “il salotto d’Europa”.
Tra i nomi più celebri ci sono Johann Wolfgang von Goethe, il poeta tedesco che visitò la città ben 13 volte e disse: “Ci sono solo tre posti al mondo dove vorrei vivere: Weimar, Roma e Karlovy Vary”; Ludwig van Beethoven soggiornò qui per curare i suoi problemi di salute e proprio a Karlovy Vary incontrò Goethe nel 1812; Giacomo Casanova, frequentatore abituale delle terme; Pietro il Grande, lo Zar di Russia grande estimatore della città e Karl Marx venne qui diverse volte per curare il fegato mentre scriveva Il Capitale (c’è una statua che ricorda i suoi soggiorni)



Il potere curativo delle acque
Il cuore pulsante della città è il suo sistema idrico sotterraneo: 12 sorgenti principali alimentano oltre 80 fonti, molte delle quali accessibili liberamente sotto i suggestivi colonnati cittadini
Le caratteristiche tecniche di queste acque sono straordinarie: ricchissime di sali minerali (fino a 7 grammi per litro), la loro temperatura varia moltissimo, dai 30°C fino ai bollenti 73°C. Innumerevoli i benefici: sono indicate per curare problemi metabolici, digestivi, ossei e del sistema linfatico.
Il modo migliore per scoprire la città è seguire il corso del fiume, lasciandoti guidare dai colonnati monumentali che ne segnano il percorso.

Il cuore del centro: Tržiště e i grandi Colonnati
Per respirare la vera anima della città, la cosa migliore è passeggiare tra le vie del centro, dove lo shopping di artigianato e cristalli pregiati fa da cornice a capolavori architettonici.
L’attività principale è scoprire la bellezza dei diversi colonnati sorseggiando l’acqua termale dalle tipiche tazzine in porcellana dal beccuccio sottile.
A differenza di molte altre città termali dove le sorgenti sono chiuse in hotel privati, a Karlovy Vary l’acqua che sgorga dai colonnati è pubblica e gratuita per chiunque.
I colonnati più suggestivi sono:
- Colonnato del Mulino (Mlýnská kolonáda): il più grande e iconico, in stile neo-rinascimentale con 124 colonne, che ospita sei diverse fonti termali, sorvegliate da statue che simboleggiano i mesi dell’anno
- Colonnato della Sorgente Calda (Vřídelní kolonáda): è una struttura funzionalista costruita nel 1975 per ospitare il geyser Vřídlo, che spruzza acqua a 73 gradi fino a 12 metri d’altezza
- Colonnato del Mercato: un gioiello ottocentesco interamente in legno intagliato che aggiunge un tocco di eleganza d’altri tempi al percorso
Il numero 13: la Becherovka viene spesso chiamata scherzosamente la “tredicesima sorgente” di Karlovy Vary, poiché si aggiunge alle 12 sorgenti naturali ufficiali.






Nová Louka: eleganza e cultura
Proseguendo lungo il fiume, si incontra la zona di Nová Louka, perfetta per una passeggiata tra boutique esclusive e monumenti storici.
Da vedere la Chiesa di Santa Maria Maddalena, un capolavoro barocco dalle linee curve, che nasconde una cripta con un antico ossario, il Teatro cittadino di fine ‘800 e il Museo di Karlovy Vary per scoprire la storia naturale del territorio.



Atmosfere cosmopolite in via Sadová
Un angolo più tranquillo ma altrettanto elegante, è via Sadová. Questa strada semicircolare è famosa per le sue ville d’epoca e conduce alla scintillante Chiesa Ortodossa di San Pietro e Paolo, famosa per le sue cupole dorate, testimonianza del legame storico tra la città e l’aristocrazia russa.
Il Museo Jan Becher, inventore della Becherovka, il celebre liquore alle erbe ceco è nato qui
La vetreria Moser, tra le più prestigiose al mondo, con il museo e la fabbrica dove si vedono i maestri vetrai all’opera.



DOVE E COSA MANGIARE
Esplorare Karlovy Vary significa lasciarsi cullare non solo dalle sue acque termali, ma anche dai profumi della sua cucina generosa. Ecco quattro indirizzi dove provare i piatti della tradizione.
Restaurace Harmonie: il posto perfetto per chi cerca un ambiente curato, pur mantenendo un’atmosfera calda e familiare. È il locale ideale per assaggiare piatti classici rivisitati con un occhio all’estetica. Da provate il Vepřo-knedlo-zelo (maiale arrosto con canederli e crauti). Qui la ricetta nazionale viene servita con una cura che esalta i sapori senza risultare pesante.
Staroslovanská kuchyně: se cercate un’esperienza fuori dal comune, questo ristorante dedicato all’antica cucina slava vi incanterà. L’uso di forni in pietra per cuocere carni e pane regala aromi che non troverete altrove, il tutto accompagnato spesso da musica dal vivo. Da provare le carni al forno e al pane fatto in casa. Il sapore del pane appena sfornato nel forno a legna è il compagno perfetto per i loro arrosti di selvaggina.
Restaurace Sklípek: Il nome significa “cantina”, e infatti il locale si presenta come una tipica taverna rustica sotterranea. È il rifugio perfetto per le fredde giornate invernali, dove l’accoglienza è semplice e verace. È il posto giusto per un Hovězí Guláš (goulash di manzo) denso e saporito, rigorosamente accompagnato da un boccale di ottima birra ceca.
Restaurace Parlament: frequantato dai locali per le porzioni generose e i prezzi onesti, il Parlament è una garanzia di autenticità per scoprire il vero cuore gastronomico della città senza fronzoli. Da provare la Svíčková na smetaně, il celebre filetto di manzo in salsa di panna e verdure con mirtilli rossi. Qui viene preparata secondo la tradizione più pura, con canederli perfetti per raccogliere la salsa.

STREET FOOD
Cialde di Karlovy Vary (Lázeňské oplatky): lo streed food per eccellenza della città. Si tratta di grandi cialde rotonde e sottili, farcite con cioccolato, vaniglia o nocciola, da mangiare calde mentre cammini.
Trdelník, conosciuti anche come manicotti di Boemia o camini dolci: sono una specialità tipica dell’Europa centrale, popolarissimi soprattutto nei mercatini di tutta la Repubblica Ceca e originari della Slovacchia. Si tratta di una pasta lievitata che viene arrotolata attorno a un bastone di metallo o legno (chiamato appunto trdlo). Vengono fatti ruotare lentamente sopra una fonte di calore (carboni ardenti o resistenze elettriche) finché l’esterno non diventa dorato e croccante. Una volta cotti, vengono sfilati dal cilindro e rotolati in un mix di zucchero, cannella e granella di noci.
LIQUORI TIPICI
Becherovka: il liquore alle erbe è il digestivo locale per eccellenza, prodotto proprio qui a Karlovy Vary
Tekuté oplatky, letteralmente “cialde liquide“: un originale liquore termale di Karlovy Vary con un contenuto del 10% di acqua del Vřídlo, imbottigliato in una bottiglia rotonda e piatta, progettata appositamente per ricordare la forma delle famose cialde di Karlovy Vary (oplatky). Esistono diverse varianti, come quella alla vaniglia e nocciola (vanilka – oříšek).




DOVE DORMIRE
Grand Hotel Ambassador (Národní Dům)
Se c’è una città che sembra uscita direttamente da un film di Wes Anderson o da un romanzo dell’Ottocento, quella è Karlovy Vary. Durante il mio ultimo viaggio in Repubblica Ceca, ho deciso di immergermi totalmente in questa atmosfera soggiornando al Grand Hotel Ambassador (Národní Dům).
Appena varchi la soglia, capisci subito che non sei in un hotel qualunque. L’edificio è un capolavoro di Art Nouveau inaugurato nel 1901 e progettato dai celebri architetti viennesi Fellner & Helmer. Gli alti soffitti decorati, i lampadari di cristallo e lo scalone monumentale ti fanno sentire immediatamente parte della nobiltà europea in vacanza “alle terme”.
Le camere sono molto ampie (la mia aveva anche uno spazio per lo scrittoio, un dettaglio che ho adorato), con arredi classici che rispettano la storia dell’edificio, ma con letti incredibilmente comodi. La vista sulle facciate dei palazzi di Karlovy Vary aggiunge atmosfera. La pulizia è impeccabile, cosa che in strutture storiche così grandi non è sempre scontata.
Trattandosi di un edificio storico, alcune ali dell’hotel richiedono un po’ di “esplorazione” tra corridoi e ascensori, ma fa parte del fascino!
L’hotel dispone di un’area wellness gratuita per i clienti: c’è una piscina e una piccola sauna, oltre che un’area massaggi. L’atmosfera è intima, molto lontana dal caos dei grandi centri termali pubblici.
La colazione viene servita nel ristorante Julius Zeyer, una sala che toglie il fiato per la bellezza degli stucchi. Il buffet è molto ricco: dai classici internazionali alle specialità ceche.
L’hotel si trova in una posizione strategica: leggermente defilato dal rumore del centro, ma a soli 5-10 minuti a piedi dalle famose colonnate dove sgorgano le acque termali. È la base perfetta per esplorare la città a piedi. È in area pedonale e nella zona più servita da negozi e ristoranti.
Infine, il rapporto qualità-prezzo: per essere un 4 stelle superior con questa storia, il prezzo è sorprendentemente accessibile rispetto a standard simili in altre capitali europee.






Ma non finisce qui. Il Grandhotel Ambassador è molto più di un hotel: è un pezzo di storia racchiuso in un guscio Art Nouveau. La vera bellezza sta nel fatto che l’edificio conserva ancora la sua funzione originale di “Casa Nazionale” (Národní Dům), un polo di aggregazione sociale e culturale.
Uno dei punti forti dell’Ambassador è che ospita due ristoranti. Al ristorante Julius Zeyer viene servita la colazione, ma si può anche cenare a buffet. L’ambiente è solenne, con stucchi bianchi e una luce meravigliosa. La cucina spazia dai classici internazionali alle ricette della Boemia. In un’altra ala del palazzo c’è poi il Pilsner Urquell Original Restaurant (Nároďák), un tipico ristorante ceco dove la protagonista è la birra Pilsner servita direttamente dai serbatoi (tank beer). L’atmosfera è rustica, vivace e i piatti di carne sono leggendari (attenzione, qui si paga solo in contanti).
Per il dopo cena, bisogna assolutamente scendere al Music Bar Kakadu, il posto perfetto per un cocktail ricercato o un bicchiere di Becherovka, spesso accompagnati da musica dal vivo o serate a tema. Un vero tuffo nella vita notturna d’altri tempi.
Ma la vera sorpresa dell’edificio si trova al piano interrato: il Grand Hall Orpheum. Più che una sala, è un vero e proprio teatro monumentale. Con il suo spettacolare soffitto a vetrate e le balconate finemente decorate, è uno spazio mozzafiato. Questo è il cuore pulsante di tanti eventi della città. Ospita concerti della Karlovy Vary Symphony Orchestra, balli di gala e rappresentazioni teatrali.

Karlovy Vary è una delle tappe del mio viaggio in Boemia durante le vacanze natalizie.
Sul blog c’è anche l’itinerario in Moravia.
Pronti a scoprire cosa riserva la Repubblica ceca, oltre a Praga?




