Un caffè a Pyla, nella zona cuscinetto dell’Onu a Cipro

Sull’isola di Cipro, piena di tesori ancora da scoprire e di contraddizioni ancora da sciogliere del tutto, c’è un villaggio, sulla strada che da Larnaca, nella Repubblica di Cipro, conduce a Famagosta, situata a Cipro Nord, pochi chilometri dopo il confine. Si chiama Pyla ed è l’unico luogo dell’isola, oltre a Potamia, in cui greco-ciprioti e turco-ciprioti vivono insieme. Perché Pyla si trova nella cosiddetta zona cuscinetto dell’isola di Cipro ed è presieduto da un contingente dei caschi blu dell’Onu (l’Uncypf). Una presenza assolutamente simbolica, visto che le due comunità, circa 850 greco-ciprioti e 350 turco-ciprioti, vivono pacificamente da sempre.

Non ci sono monumenti importanti, né edifici storici. Ci sono soltanto qualche strada, due chiese e due caffè. Sulla piazza centrale di Pyla ci sono il Pile Türk Kahvehanesi, tinteggiato di bianco con un’insegna rossa e il Makedonia, bianco e di blu. Entrambi richiamano madrepatrie lontane. Il primo è gestito da turco-ciprioti, mentre il kafeneio è proprietà di da greco-ciprioti.

È questa la principale caratteristica di questo villaggio, in un’isola spaccata in due entità politiche distinte dalla Linea verde che forma due stati diversi: la greca Repubblica di Cipro e la turca Cipro Nord. Pyla, insieme al villaggio di Potamia, costituisce l’unico luogo in cui la popolazione è formata da una mescolanza delle due comunità. Qui si dimostra da sempre come sia possibile la convivenza pacifica tra greci e turchi che, prima di tutto, su quest’isola, sono ciprioti.

Ho letto che gli unici due villaggi con popolazioni miste sono Pyla e Potamia. Qual è la differenza? Potamia, che non ho visitato, si trova nella Repubblica di Cipro, cioè la parte sud dell’isola, quella greca. Pyla invece è nella zona cuscinetto sotto il controllo dell’Unficyp, presente sul territorio dal 1964. Si trova quindi nel luogo simbolo della divisione, a due passi dalla base militare britannica di Dekelya, che passeremo più tardi per andare a Famagosta, e poso distante da uno dei luoghi più famosi del turismo internazionale, Agia Napa, che invece ho saltato a pie’ pari.

Una deviazione dall’itinerario per andare a bere un caffè in questo luogo così simbolico è d’obbligo. Arriviamo sulla piazza di buon mattino, il caldo non è ancora soffocante e un caffè è davvero quello che serve, visto che la giornata prevede un’intensa visita a Famagosta e l’arrivo in serata sulle spiagge della penisola di Karpaz. Nel villaggio non c’è quasi nessuno. Gli unici avventori sulla bella veranda del bar greco-cipriota ci spingono a scegliere quello tra i due a disposizione.

Ci accomodiamo ad un tavolino sulla terrazza e osserviamo la piazza dalla forma irregolare. Da qui si vede tutta la scenografia di questo paese dalla storia così particolare. È la vigilia di ferragosto e molto probabilmente in serata ci sarà una festa di paese: la piazza è infatti già allestita con un piccolo palco e file di fitte sedie di fronte. Su un lato della piazza ci sono anche alcune bancarelle, su cui probabilmente ci saranno a disposizione cibi e bevande. Sorrido nel notare che i tetti di alcuni chioschi sono così alti da sfiorare la torretta dell’Onu. È proprio vero che la presenza dei militari qui è soltanto una formalità, anche se rimane pur sempre una presenza inquietante. Al centro della piazza si erge la torretta con la postazione delle Nazioni Unite e a breve distanza c’è la stazione di polizia Onu. Per il resto, un piccolo mondo di cui è difficile comprendere i retroscena, soprattutto il poco tempo concesso da una sosta per un caffè.

L’atmosfera è sospesa, sia sulla piazza, sia mentre percorriamo le due strade che s’intersecano, mentre il sole si alza e il caldo di agosto non concede tregua, sia infine all’interno del caffè greco-cipriota, tra bandiere, simboli, ritratti appesi alle pareti. Qui tutto si caratterizza per la doppia appartenenza. Una composizione di un mondo che si osserva senza contaminarsi, due linee parallele che convivono ma non sembrano realmente convergere. La torre veneziana del XVI secolo a poca distanza dalla piazza osserva quella moderna dei caschi blu ed entrambe presidiano la vita degli abitanti che sembra scorrere in modo apparentemente regolare.

Di Cipro non si parla molto, tantomeno di Pyla. Non sono molti i turisti che arrivano fino a qui. Mi dispiace avere così poco tempo, mi sarebbe piaciuto fermarmi almeno una notte e partecipare alla loro festa. L’isola di Cipro è un luogo così particolare dal punto di vista storico che ci vorrebbero mesi per vedere tutto e soprattutto per comprendere davvero chi sono i ciprioti.

pyla cipro
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Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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