Marche, cosa vedere nei dintorni di Urbino

Un territorio ricchissimo di storia e di cultura, immerso in una natura genuina, da scoprire e da amare per la bellezza autentica che riesce a trasmettere, senza troppi fronzoli. Se passate da Urbino e vi viene voglia di fare un giro nei dintorni, le cose da vedere in questa zona delle Marche sono davvero tantissime.

Ci sono tanti villaggi, a volte minuscoli, spesso abbarbicati su un colle e fortificati: il ducato di Montefeltro sulle valli dei fiumi Metauro e Foglia può riservare molte belle sorprese, anche dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

Io ho avuto soltanto una giornata per visitare i dintorni di Urbino e quindi ho dovuto scegliere soltanto alcuni luoghi. Questo per dirvi che c’è ancora molto da vedere, oltre quello che vi racconterò in questo post. Se anche voi trascorrerete un weekend da queste parti, però, forse posso darvi qualche spunto.

Urbania

A soli 18 chilometri da Urbino, percorrendo suggestivi panorami del Montefeltro e della vallata del Metauro si trova Urbania, famosa per le sue ceramiche, prodotte fin dal Medioevo e diventate ancora più famose nel Rinascimento.

Racchiusa in un’ansa del fiume che regala alla città pittoreschi scorci, Urbania ha un centro storico raccolto intorno ad alcune strade su cui si affacciano numerosi portici. Una breve passeggiata nel silenzioso centro permette di apprezzare la regolarità urbanistica del nucleo storico della città dove si trovano il teatro Bramante, la Cattedrale (con il grande crocifisso su tavola di Pietro da Rimini), il Palazzo ducale oggi Museo civico. Percorrendo via Bramante si giunge fino al ponte dei Cocci dove si trova probabilmente la vista più bella sulla forra fiume.

Procedendo invece su via Ugolini si passa dalla chiesa dei Morti (che purtroppo ho trovato chiusa) nel cui interno si trova il cimitero delle Mummie che ospita corpi sepolti oltre quattro secoli nel sottosuolo per arrivare fino al ponte del Riscatto da dove si apre una vista maestosa sulla facciata del Palazzo Ducale.

Vale poi assolutamente la pena uscire dal centro storico e percorrere un paio di chilometri sulla statale per Sant’Angelo in Vado fino a raggiungere la villa del Barco, o Parco ducale di Urbania, con la chiesa di San Giovanni Battista: questa era la riserva di caccia dei duchi di Urbino, istituita nel 1465 per volere di Federico da Montefeltro e che ospitò anche Tasso, Ariosto e Bembo. L’elegante convento di San Giovanni Battista, d’ispirazione vanvitelliana, oggi ospita le attività e i laboratori di ceramica dell’Associazione Amici della Ceramica, ma anche visto da fuori il complesso, inserito nella campagna marchigiana, è davvero interessante.

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Frontino

Proseguendo sulla statale, con una veloce deviazione prima di giungere a Sant’Angelo in Vado, si può esplorare il territorio del Montefeltro andando a scoprire il comune più piccolo della provincia di Pesaro e Urbino e uno dei più piccoli dell’Italia con i suoi 300 abitanti, dal 2014 parte dei “Borghi più belli d’Italia”.

Frontino è un minuscolo paesino di origine medievale, circondato da mura, che sorge su uno sperone roccioso a poco più di 500 metri di quota in posizione dominante sulla valle del torrente Mutino, protetto alle spalle dal monte Carpegna. Il borgo in sostanza è costituito soltanto da un paio di strade, pavimentate con ciottoli ricavati da pietre del torrente Mutino, su cui si affacciano casette di pietra a vista perfettamente ristrutturate molto ben curate grazie anche alla presenza di balconi adornati di piante e fiori. Ci sono la chiesa, un giardino pubblico con una fontana e una torre civica del 1300 a cui si può liberamente accedere fino al primo piano.

Dalle finestre della torre, oltre che dalle mura del borgo, si possono godere di scorci panoramici e della vista su un orizzonte senza fine, che comprende i monti della Luna, del Nerone, del Catria, dello Strega e del San Vicino. Le campagne, contraddistinte da ripidi pendii e massi di calcare, formano un paesaggio idilliaco come le piccole valli in cui sono incastonati altri borghi e case coloniche sparse.

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Sassocorvaro

Forse uno dei luoghi più pittoreschi di questa zona, Sassocorvaro sorge su uno sperone di roccia che domina la valle del fiume Foglia, chiusa dalla diga di Mercatale a formare un invaso artificiale – il lago di Mercatale – e che a lungo fu conteso dai Montefeltro e dai Malatesta.

Quando il borgo passò ai Montefeltro, Francesco di Giorgio Martini inglobò un torrione delle più antiche mura della cosiddetta rocca ubaldinesca che presenta una originale pianta a forma di barca e che oggi ospita un museo. Il borgo è piccolo ma molto suggestivo, si visita in mezz’ora con una breve passeggiata attraverso i vicoli acciottolati. Le mura delle case disabitate sono state fatte rivivere con immagini d’epoca della zona o con mostre fotografiche a tema.

Il panorama più bello di questa zona (foto di copertina) si gode dalla balconata in cima al paese che si affaccia sul lago artificiale formato dal Foglia e sul paese di Mercatale: a chi si affaccia da qui sarà subito chiaro perché Sassocorvaro sia stato definito la “sentinella del Montefeltro”.

Sassocorvaro si trova a soli 24 chilometri da Urbino e può essere raggiunto facilmente dopo aver visitato Frontino o comunque con una breve deviazione dalla statale dopo aver lasciato Urbania e prima di giungere a Sant’Angelo in Vado.

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Gola di Furlo

Lungo l’antica via Flaminia, nel tratto in cui costeggia il corso del fiume Candigliano, stretto tra i monti Pietralata e Paganuccio, si trova la gola del Furlo. I Romani, al tempo dell’imperatore Vespasiano, per evitare di dover aggirare la dorsale appenninica, scavarono la galleria del Furlo, detta in antico petra petrusa o forulus (piccolo foro, da cui deriva il nome attuale), ultimandola nel 76-77 d.C. Percorrendo la strada si costeggia il lago formato dallo sbarramento del fiume per poi addentrarsi nel tunnel romano, ancora oggi percorribile e molto suggestivo.

Per ammirare la gola si può accostare l’auto lungo il percorso. Le piazzole di sosta non sono moltissime, ma con un po’ di attenzione e fortuna si può trovare parcheggio. Molte persone, però, preferiscono lasciare l’auto all’inizio della strada e percorrerla a piedi (c’è un passaggio riservato ai pedoni che garantisce una camminata in sicurezza).

Il percorso è suggestivo, ma per gli appassionati di trekking sarà ancora più suggestivo percorrere alcuni sentieri che portano in alto sulla montagna, andando alla ricerca di scorci sulla gola ancora più spettacolari: il paesaggio e la morfologia della Gola del Furlo permettono di ricostruire la storia geologica dell’Italia da più di 200 milioni di anni fa, visto che le sue rocce rappresentano le principali formazioni dell’Appennino Umbro-marchigiano.

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Gradara

Siamo ormai vicini al confine con l’Emilia Romagna. Una bellissima strada tra un paesaggio collinare conduce in questo borgo fortificato, proclamato Borgo dei Borghi nel 2018, e che oggi si presenta pronto (forse anche un po’ troppo) ad accogliere i turisti. Non ho apprezzato i negozi di souvenir che espongono magneti e cartoline sulla via principale del borgo, né i camerieri all’esterno del locale che invitano i passanti ad accomodarsi a un tavolo (difficile, peraltro, trovare un menù a poco prezzo). Molto economica invece l’entrata a soli 2 euro al cammino di ronda sulla cerchia muraria. Parcheggio a pagamento, anche la domenica.

A parte questo, la cittadina fortificata si presenta in tutto il suo splendore. Il borgo è davvero minuscolo, in mezz’ora si percorre nella sua interezza e a quel punto si può immaginare di proseguire l’escursione lungo i sentieri ombreggiati che conducono nel boschetto che circonda parte della rocca, di pianta quadrata e con un possente torriente e della cerchia muraria merlata.

Qui tutto ricorda l’importanza letteraria di questo luogo: proprio a Gradara sembra sia stata ambientata la storia di Paolo e Francesca di Dante. Per questo motivo, a ogni angolo troverete una qualche “via degli innamorati” ad evocare la tristissima storia d’amore tra i due amanti che si ritrovano nel V canto dell’Inferno dantesco.

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DOVE MANGIARE

La Cotta – Mercatale di Sassocorvaro

Tanti i motivi per venire qui, a pranzo o cena. Partiamo dalla posizione panoramica spettacolare che permette di ammirare da una collina sopra Mercatale, il borgo di Sassocorvaro sulla roccia di fronte e il lago su cui si affacciano i paesi.

Il ristorante si trova immerso nella campagna, ha molto atmosfera, anche grazie a un’area verde all’esterno e accoglienti sale all’interno su due piani. Non è un semplice ristorante, ma un birrificio artigianale, quindi il posto ideale per venire a fare un pasto completo (fanno anche pizze), ma anche ad assaggiare i loro noti crostini accompagnati da una serie di birre artigianali tra cui si può scegliere.

Nei weekend è sempre pieno, dunque se volete un tavolo è meglio prenotare. Noi non lo avevamo fatto e siamo riusciti ad accomodarci al bancone, perché siamo arrivati molto presto, quando il locale doveva ancora riempirsi.

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Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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