Sulle colline di Matilde di Canossa tra castelli e villaggi medievali

Su quelle che il geografo e speleologo Luigi Bertarelli definì “le più belle d’Italia”, cantate anche da Ludovico Ariosto nelle sue Satire, sorsero nel Medioevo alcuni tra i più forti castelli del Paese, protagonisti delle lunghe e travagliate lotte per le investiture che videro confrontarsi la potente duchessa Matilde di Canossa, papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV.

Natura e storia si fondono in questo itinerario che punta a valorizzare l’antico percorso alto medievale, che dallo sbocco del fiiume Enza, portava nel cuore del dominio dei Canossa, di cui Matilde fu l’esponente più noto.

Attraverso i castelli di Rossena, Canossa, Sarzano e Carpineti, il percorso si dirigeva verso il crinale al Passo delle Forbici, attraverso la “via delle Scalelle”, per poi scendere verso i possedimenti toscani. Questi borghi fortificati con i loro castelli erano il cuore di un articolato sistema difensivo che andava oltre la fascia collinare reggiana.

L’itinerario completo è lungo diversi chilometri, ma si può scegliere di percorrerne anche soltanto un breve percorso, utile ad ammirare le testimonianze storiche e gli splendidi panorami delle colline reggiane, in cui la dolcezza dei colli si contrappone alle aspre incisioni dei calanchi e di rilievi singolari.

In questo post vi propongo un itinerario in 10 tappe, facile da percorrere lungo strade provinciali e secondarie poco trafficate e a tratti tortuose, lungo quella direttrice che in passato collegava Parma a Lucca e con tante cose da vedere lungo il suo percorso.

castelli matilde di canossa
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L'ITINERARIO IN 10 TAPPE

Itinerario sulle colline di Matilde di Canossa

1. CASTELLO DI MONTECHIARUGOLO

Originario del XII secolo, il Castello di Montechiarugolo marca il confine tra le provincie di Parma e Reggio Emilia. Di solito la visita a questo castello chiude l’itinerario dei castelli della provincia di Parma, ma si può partire da qui anche per iniziare a percorrere la splendida valle dell’Enza.
Questo castello, infatti, si trova nella splendida valle dell’Enza in posizione privilegiata per poter ammirare questa verde area: poggia infatti le fondamenta su un terrazzo naturale da cui deriva anche il toponimo del suo nome.
L’attuale struttura è costruita sui resti del vecchio castello duecentesco distrutto nel 1313 ed è circondata da un bellissimo giardino.

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2. SAN POLO D’ENZA

Allo sbocco del fiume Enza nella pinaura, da sempre San Polo d’Enza ha goduto di una felice posizione che lo ha reso patria di svariati popoli a partire dagli Etruschi. Porta di accesso alle terre di Matilde di Canossa, l’ingresso al borgo medievale testimonia la storia del paese, ancora in parte murato e sorto intorno al suo castello (che oggi ospita il municipio), in una posizione strategica. Il paese infatti costituisce una sorta di cerniera fra il Reggiano e il Parmigiano e sorge proprio di fronte al castello di Montechiarugolo.
Il torrione fortificato dell’Orologio conduce al borgo storico formato da poche case raccolte intorno alla chiesa e alla rocca. Il Gigante Caduto, suggestivo monumento alla Resistenza, ben si è inserito nel contesto antico del luogo

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3. QUATTRO CASTELLA

Fra i più scenografici dei colli reggiani, il borgo Quattro Castella, preannunciato da famosi quattro colli uguali in altezza che si stagliano sul paesaggio, rappresenta uno snodo fondamentale dell’itinerario attraverso le terre di Matilde.
Dal lato del paese di ammira una bella vista che diventa ancora più panoramica percorrendo la strada provinciale verso Canossa.
Su quattro colli, altrettante fortezze, sorte tra il 985 e il 1054, proteggevano il feudo: oggi uno solo – quello di Bianello – rimane ben conservato,mentre gli altri tre sono ridotti a ruderi. Nel castello di Bianello, la contessa Matilde alloggiò più volte e il maniero rimase ai suoi discedenti fino al 1742. Trasformato in residenza signorile tra Seicento e Settecento, il castello mantiene ancora la struttura chiusa con bastione e mastio, tipici dell’originario impianto fortificato.

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4. CASTELLO DI ROSSENA

Su una rupe vulcanica a strapiombo sulle sottostanti cave di Campotrera, quello di Rossena è il meglio conservato dei castelli matildici.
Appartenuta nell’XI secolo a Bonifacio di Canossa, due secoli dopo la fortezza passò ai Da Correggio fino al 1612, quando finì sotto il dominio del ducato di Parma. Oggi questo castello è la sede dell’Istituto superiore di Studi matildici.
La struttura del castello è perfettamente integrata con la roccia, da cui emerge la torre centrale circondata da mura. La vista che si gode da qui sui colli reggiani è strepitosa. Merita anche percorrere le vie del borgo: un vero salto nel passato.

castelli matilde di canossa
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5. CASTELLO DI CANOSSA

Una rupe di arenaria bianca alta 76 metri emerge da un anfiteatro di pietra sormontata dai ruderi di un castello, inserito fra le splendide colline reggiane: il luogo emblematico del dominio dei Canossa è anche un posto bellissimo dal punto di vista paesaggistico.
Quello di Canossa è il maniero simbolo della potenza medievale della contessa. Costruito nel 940 su una posizione strategica, questo castello era il punto centrale di un complesso sistema difensivo che correva lungo le colline circostanti.
Qui si svolse uno dei momenti più importanti della storia medievale, vale a dire lo storico incontro nel 1077 tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, alla presenza della contessa Matilde e dell’abate Ugo di Cluny.
Più volte ricostruito e distrutto, oggi rimangono soltanto i ruderi dell’antico maniero, ma il panorama che si gode da questa e dalle circostanti colline è qualcosa di meraviglioso.

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6. CASINA

Importante nodo stradale tra la pianura e l’Appennino, situata lungo la direttrice tra Canossa e Carpineti, Casina è sede di un monastero benedettino che si vuole fondato dalla stessa Matilde nel XII secolo e del noto castello di Sarzano.

Vale la pena fare una deviazione verso la Pieve di Pianzo, una suggestiva chiesetta che sorge isolata su un colle, nel territorio di Casina. La facciata è semplicissima, a capanna, in pietra, e riporta diverse date e iscrizioni. La spianata del colle su cui sorge è un luogo ameno, dove ci si può imbattere anche in qualche lepre, ed è molto curato, nonostante si trovi in una posizione isolata, anche perché qui si svolgono le celebrazioni dedicate a Maria Assunta ogni 15 agosto.

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7. CASTELLO DI SARZANO

Il castello di Sarzano è il tipico castello matildico, uno dei castelli principali del sistema difensivo dei Canossa. Da qui infatti sono visibili ben cinque castelli: quelli di Baiso, di Carpineti, di Leguigno, di Rossena e di Canossa. Per questo motivo Sarzano era considerato di valenza strategica.
La torre del mastio e un’altra torre di difesa dominano le valli del Crostolo e del Tassobbio, in un paesaggio collinare tra i più belli di questa zona. Oltre il mastio si estende il borgo in cui si conservano una chiesa, una stalla, una casa mezzadrile, trasformati in luoghi di ristoro.

castelli matilde di canossa
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8. CASTELLO DELLE CARPINETE

Il Castello delle Carpinete è un interessante complesso fortificato posto proprio sulle creste aspre e rocciose tra le valli del Tresinaro e della Secchia.

Il maniero era un importante possedimento dei Canossa e qui si svolse nel 1092 la grande assemblea dei vescovi che dichiarò guerra ad oltranza all’imperatore. Il castello passò in vari mani nobiliari e oggi è di proprietà pubblica.

Le mura, le strutture principali e la chiesa di S. Andrea sono stati restaurati e sono visitabili. Dal castello si gode una splendida vista sulle valli circostanti. Oltre al belvedere, all’interno delle mura c’è un’area espositiva.

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9. CASTELLARANO

Quello di Castellarano è uno dei borghi fortificati più interessanti della zona, grazie al suo centro storico perfettamente conservato. Nel Medioevo aveva grande importanza strategica a causa della posizione dominante sul fiume Secchia. Si possono ammirare il castello, la rocchetta, la chiesa di Santa Maria. L’accesso al borgo avviene attraverso un portale fortificato. Notevoli sono anche le case medievali e le strutture romaniche conservate all’interno del borgo

Il Castello di Castellarano fu voluto da Matilde di Canossa che poi lo affidò a Miles di Raniero per governare il territorio. Il castello passò nei vari secoli nelle mani di svariate case nobiliari, modificando anche la propria struttura. La rocca venne anche riadattata ad abitazione. Nel 1777 fu di nuovo restaurata dal feudatario Gaudenzio Valotti, e alla sua morte passò al Duca Ercole III di Modena. Con l’arrivo dei Francesi e la soppressione dei feudi, la rocca venne venduta alla famiglia Canevazzi e quindi alla famiglia Casali. Nel 1944 fu incendiata dai tedeschi e ridotta a un rudere. Nel 1974 i proprietari la ricostruirono e la rocca assunse l’aspetto odierno.

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10. PIETRA DI BISMANTOVA

L’Appennino reggiano si distingue per lo straordinario massiccio di calcarenite denominato Pietra di Bismantova.
La suggestiva montagna, lunga un chilometro, larga 240 metri e alta 300 sull’altopiano che le fa da base, ha una forma caratteristica che la rende quasi lunare, stagliata su un paesaggio pianeggiante, fra i colli reggiani. Dante la ricorda nei suoi versi paragonandola ala montagna del Purgatorio. L’area fu abitata fin dai tempi antichissimi, come dimostrano i ritrovamenti archeologici. In seguito fu fortilizio romano e bizantino, mentre oggi è meta di escursionisti e rocciatori perchè si tratta di un altipiano stretto e dalle pareti di roccia molto scoscese. I più pigri potranno ammirare perfettamente le sue forme allontanadosi dal sito e percorrendo le strade intorno ai colli.

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Pronti a seguire questo itinerario oppure a crearne uno vostro sui colli reggiani?

La splendida valle del fiume Enza e le colline di Matilde di Canossa vi aspettano per un indimenticabile tuffo tra la natura e la storia di questa parte di Emilia Romagna tutta da scoprire.

castelli matilde di canossa
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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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