Slovenia in inverno: viaggio da Kranjska Gora al Brda tra monti, laghi e colli

Sciare a Kranjska Gora, godersi il meraviglioso panorama del lago di Jasna, ripercorrere la storia godendosi la natura lungo la Valle dell’Isonzo, fare una passeggiata fino alle cascate di Savica, curiosare nei dintorni del lago di Bohinj, assaggiare i vini delle colline del Brda: sono soltanto alcune delle moltissime cose da fare e da vedere in un itinerario tra i monti, i laghi e le colline della regione nord occidentale della Slovenia.

Si dice che la Slovenia sia uno di quei Paesi in cui si può viaggiare tutto l’anno, grazie alla grande varietà di paesaggi, di climi, di cose da vedere in ogni stagione. Io che in Slovenia ci vado spesso, a volte mi chiedo se vale la pena tornarci di nuovo. E ogni volta la risposta è sì. Stavolta, grazie a un blog tour di Best Press Story, ho visto alcuni luoghi che ancora mi mancavano e ne ho rivisti altri dopo diversi anni, confermando l’idea che in Slovenia ci sono luoghi che si apprezzano di più d’estate, altri di più d’inverno, altri in tutte le stagioni, perché ogni volta sono diversi.

Ecco le tappe del mio itinerario, i ristoranti dove ho mangiato e gli hotel provati per voi.

LA VALLE DELL’ISONZO

Si dice Valle dell’Isonzo e si pensa alla Prima Guerra Mondiale. Queste zone infatti furono a lungo teatro dei cruenti combattimenti tra i soldati italiani e l’esercito austro-ungarico. La memoria delle terribili condizioni del fronte e degli eventi di quei tempi sono magistralmente raccontati dal museo di Caporetto/Kobarid.

Oggi però questa valle è soprattutto un magnifico luogo dove trionfa la natura, noto in particolare per gli sport di avventura, dal kayak al rafting alla canoa. Le acque color smeraldo del fiume Isonzo/Soča regalano grandi sorprese a chi si affaccia per la prima volta in questa parte di Europa e scorci sempre nuovi a chi decide di percorrere la sua valle, intervallata da fortificazioni abbandonate, cimiteri militari e cappelle commemorative in ricordo dei tragici eventi della Grande Guerra.

Uno dei punti più scenografici da cui ammirare la bellezza di questo fiume è il Napoleonov most, il ponte di Napoleone, che collega le due sponde del fiume in un punto molto stretto e spettacolare della gola. Il primo ponte dedicato a Napoleone fu costruito nel 1750 che lo attraversò con il suo esercito. Il giorno dopo la dichiarazione della Prima Guerra Mondiale le truppe austriache in ritirata distrussero il ponte per tentare di fermare gli italiani che ne costruirono altri due, uno in legno e uno in ferro. Quello attuale invece venne costruito al termine della guerra.

La valle dell’Isonzo si estende dalle pianure di Nova Gorica al confine occidentale del parco nazionale del Triglav. Questo itinerario parte proprio dalla valle dell’Isonzo e toccherà le località di Tolmino, Caporetto e Bovec.

valle dell'isonzo
valle dell'isonzo

TOLMIN

Tolmin è il centro amministrativo della valle e rappresenta una base eccellente per visitare alcune località all’interno del parco nazionale del Triglav. Qui si trova la famosissima gola di Tolmin (ci credete che non sono ancora riuscita a visitarla?!) e la chiesa dello Spirito Santo a Javorca, appollaiata su una terrazza panoramica (anche questa da mettere in lista per tornarci d’estate). A Tolmin c’è anche il museo archeologico, etnografico e di arte sacra allestito nell’antico palazzo Coronini, nobile famiglia del XVI secolo.
Tolmino è la base perfetta per fare una pausa arrivando dall’Italia, prima di iniziare l’itinerario, percorrendo quindi la valle in senso verticale verso le cittadine di Kobarid e Bovec.

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KOBARID

Il nome di Caporetto risuona nella memoria scolastica di ognuno di noi per quella che gli storici definiscono la dodicesima offensiva, ovvero una delle più importanti battaglie della Prima Guerra Mondiale in cui l’esercito austroungarico sconfisse quello italiano nel 1917 nella zona vicino al Monte Nero. Sul fronte dell’Isonzo in 29 mesi di combattimento, dal maggio 1915 all’ottobre 1917, in quest’area si sono svolte 12 offensive in cui sono caduti oltre 300mila soldati.

Questa lunga vicenda è documentata in modo eccellente nel Museo di Kobarid, che su una parete conserva una gigantografia che ritrae Ernest Hemingway che in Addio alle Armi nel 1929 raccontò Caporetto come “un villaggio bianco con un campanile giù nella valle”. In gran parte ricostruita dopo il terremoto del 1976 che colpì anche il Friuli, oggi Kobarid appare ancora come quel tranquillo villaggio, dove è piacevole passeggiare, dopo aver visitato l’interessante museo.

Al secondo piano, un plastico illustra le postazioni dei due schieramenti prima della famosa “disfatta”: quando nella stanza cala il buio le ondate blu, che rappresentano i soldati austroungarici, spazzano via l’esercito italiano in rosso. La sala più commovente è però senza dubbio quella che mostra le condizioni al fronte e la sofferenza dei soldati in battaglia con immagini terribili di soldati morti o feriti. Un ulteriore conferma di cosa sia la guerra e del perché non si dovrebbe mai più combattere guerre.

Da qui parte anche l’Itinerario storico di Kobarid, una passeggiata di cinque chilometri tra fortificazioni abbandonate, monumenti di guerra e cascate e passa il Sentiero della Pace che dalle Api all’Adriatico collega i resti della Prima Guerra Mondiale.

Con una breve passeggiata si raggiunge infine il Museo del formaggio presso la Latteria Mlekarna Planika. In un paio di ampie sale si può scoprire tutto sul pascolo, l’industria del formaggio, sulla trasformazione del latte. La collezione storico-etnologica “Dal pascolo fino alla stella alpina” racconta l’eredità del pascolo alpino e lo sviluppo della produzione del formaggio. Nel piccolo ma interessante museo è stato ricreato un alpeggio con gli attrezzi per la produzione del formaggio, alcuni usati ancora oggi. I pannelli alle parete invece raccontano la storia della produzione del formaggio, dai faticosi inizi fino ad oggi. C’è anche un market dove si possono acquistare i prodotti della latteria, tutti derivati da latte pastorizzato che proviene dalle montagne slovene.

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BOVEC

Bovec si trova in una bella posizione circondata dalle alte montagne del monte Kanin e del onte Rombon. La cittadina è nota in particolare per gli sport avventurosi che si possono praticare sul fiume Isonzo. La zona più popolare è quella delle cascate di Boka, con il suo salto di 106 metri la più alta cascata permanente della Slovenia. Si trovano nel villaggio di Žaga, diventato celebre quando nel 2008 sono state girate qui molte scene del film Disney Le cronache di Narnia – Il principe Caspian.

Qui si trova il centro sciistico Kanin-Sella Nevea, formato 70 ettari di superficie, 30 chilometri di piste e una discesa lunga cinque chilometri con una differenza di altitudine di 1.200 metri: in sostanza, una delle piste da sci più grandi e alte della Slovenia. La funivia più lunga della Slovenia porta da Bovec (436 metri) a 2.2020 metri, sulla pista da sci del Kanin, luogo popolare anche d’estate. L’ultima fermata della funivia è il punto di partenza per escursioni in alta montagna e arrampicate. Ma non solo. Questo è il primo polo sciistico transfrontaliero tra Slovenia e Italia: Selle Nevea infatti si trova in Italia, in Friuli Venezia Giulia e la stazione sciistica è congiunta slovena-italiana. Il collegamento tra i due stati consente di godere a 360 gradi le emozioni del monte Kanin e un totale di 15 chilometri di aree sciabili.

KRANJSKA GORA E IL PARCO DEL TRIGLAV

Sono numerosi I luoghi di montagna della Slovenia nord occidentale in cui si respira l’atmosfera transfrontaliera. Subito dopo il confine di Tarvisio, dove ancora oggi si trova l’edificio della vecchia dogana, ormai abbandonato, si trova il Cross Country Skiing di Ratece, nei pressi di Kranjska Gora. Qui si può praticare sci di fondo e c’è un maestro a disposizione per insegnare la tecnica.

A circa quattro chilometri da Kranjska Gora si estende la valle di Planica, il punto di accesso alle Alpi più occidentale della Slovenia. Dalla valle la strada sale fino al Centro Nordico di Planica, il centro più grande al mondo per il salto con gli sci con i suoi otto trampolini, tra cui il leggendario trampolino gigante. Per godere lo straordinario panorama dall’alto c’è una comoda seggiovia, purtroppo chiusa al momento della nostra visita a causa delle cattive condizioni meteo. Sarà un buon motivo per tornare da queste parti! Anche quando il clima non è favorevole, si può invece fare un giro al Museo di Planica, allestito in una originale struttura circolare rivestita in legno che ospita anche l’info point: la storia di Planica e delle straordinarie imprese dei suoi temerari atleti è raccontata con testi e foto disposti su pannelli e intervallati da una raccolta di trofei, giacche e medaglie.

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ZELENCI

A circa tre chilometri a ovest di Kranjska Gora, tra le piste di Podkoren e la strada principale che conduce in Italia, si trova la riserva naturale di Zelenci, un habitat molto particolare sia per la presenza di numerose specie di flora e di fauna, sia perché quello che assomiglia a un lago al centro della riserva è in realtà una formazione calcarea chiamata kreda da cui sgorga una sorgente di acqua fresca. Si tratta di un fenomeno unico in Slovenia e rende le acque di questo “lago” di un colore turchese quasi irreale.

Dal lago ha origine la Sava Dolinka, anche se il fiume in realtà ha origine dalla sorgente della Nadiža, un impetuoso torrente carsico che sgorga da una piccola fessura nella roccia, scompare sottoterra e poi riemerge a Zelenci, nel fondovalle.

Un luogo incantato, dove vale assolutamente la pena fare una passeggiata. Si raggiunge percorrendo un breve sentiero di due minuti e affacciati sul lago ci sono alcuni belvedere e una torretta che permette di godere il panorama anche dall’alto.

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LAGO JASNA

A circa due chilometri a sud di Kranjska Gora si trova il lago Jasna Qui sembra di calarsi improvvisamente in un piccolo mondo fatato, un’oasi di bellezza e di pace da cui è difficile staccarsi. Il lago Jasna è un’autentica meraviglia della Slovenia, anche se ancora praticamente semisconosciuta.

Si tratta in realtà di due piccoli laghi ricavati dalle acque dei torrenti Velika e Mala Pisnica, ma l’effetto generale, con le montagne ricoperte dai boschi e le Alpi innevate a fare da sfondo, rendono questo luogo una meraviglia assoluta.

A confermare la magia c’è anche la statua dello Zlatorog, il camoscio bianco dalle corna d’oro, derivato direttamente da una delle tante leggende slovene.

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BOHINJ E DINTORNI

Se il lago di Bled è probabilmente il più famoso della Slovenia, nella zona occidentale ce n’è un altro che cerca di contendergli questo primato: è il lago di Bohinj, lungo circa 20 chilometri e largo 5 chilometri, situato a sud-ovest di Bled in una regione molto affascinante grazie alle sue valli, alle montagne e ai villaggi di campagna. L’ideale, secondo me, è percorrerne il perimetro completo, in modo da ammirare lo specchio d’acqua da tutte le angolazioni: ci vogliono però quattro ore e mezza, alcuni luoghi sono accessibili solo a piedi e alcuni sentieri si snodano nella foresta lontano dal lago.

Anche sul lago di Bohinj, comunque, non c’è soltanto il lago, ma nei dintorni ci sono moltissime attività da fare e zone da scoprire. Due sono villaggi più grandi del lago: a Bohinjska Bistrica, situato circa 20 chilometri a sud-ovest, è il centro più importante della valle, anche se mantiene la sua aria tranquilla. Qui però ci sono tutti i servizi, diversi hotel e ristoranti e c’è anche la stazione ferroviaria, di cui vi dirò in seguito. Attiguo al Bohinj Eco Hotel c’è un Aquapark perfetto per le giornate di pioggia o per quelle invernali. Il secondo villaggio nei pressi del lago è Ribčev Laz, dove si trova anche uno dei monumenti più interessanti, la massiccia chiesa affrescata di San Giovanni Battista.

Un chilometro a nord di Ribčev Laz, si trova il villaggio di Stara Fužina, il più grande dei paesi della parte alta della valle, disseminata di tanti paesini. Il più suggestivo è Studor, famoso per i suoi antichi fienili, chiamati toplars. Sembra che a differenza dei fienili che si trovano nel resto dell’Europa, questi in cui i depositi e i granai sono ospitati insieme nel sottotetto si trovino soltanto in Slovenia. I fienili di Studor risalgono al XVIII e al XIX secolo e sono davvero molto pittoreschi.
A Studor ci sono anche alcune fattorie dove si produce e si vende il formaggio, oltre ai salumi, alle marmellate e ad altri prodotti locali. Noi abbiamo visitato e assaggiato i prodotti della Turistična kmetija Gartner Pr Odolneku, un luogo dove si allevano le mucche al pascolo e si produce tutto a chilometro zero.

Cinque chilometri oltre il ponte di pietra di Ribčev Laz c’è la deviazione per la Žičnice Vogel, ovvero la funivia per il monte Vogel, che trasporta fino a 80 persone. La funivia raggiunge in soli cinque minuti la stazione superiore dove si trovano anche possibilità di alloggio, tra cui l’Hotel Ski da dove si gode un fantastico panorama sul lago e le montagne circostanti.

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Prima o dopo la salita sul monte Vgel è assolutamente d’obbligo fare un salto alle cascate del Savica, tra le più famose della Slovenia. Dal parcheggio delle auto si percorre per 20 minuti un sentiero fatto di gradoni in salita in mezzo al bosco per arrivare infine a un punto panoramico sulla gola e sulle cascate nei pressi di un capanno di osservazione. Da qui si possono ammirare le cascate che precipitano in una gola da un’altezza di 78 metri, a cui si aggiunge una cascata più piccola di 25 metri. Assomigliano a sottili nastri d’acqua che precipitano in un laghetto dalle acque verdissime prima di dare origine al fiume Sava. La cascata riceve l’acqua da lago Črno, posto in un’ampia zona carsica 500 metri più in alto. Queste cascate furono fonte d’ispirazione per France Prešeren, il più grande poeta sloveno.

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UN MEZZO DI TRASPORTO ALTERNATIVO

Per percorrere la strada che da Bohini va a Most na Soči, nei pressi di Tolmino, e viceversa, c’è un’alternativa molto interessante e suggestiva rispetto all’auto: nelle due città esiste infatti una stazione ferroviaria percorsa da un treno con trasporto auto: questo significa che potete caricare la vostra auto sul vagone del treno, rimanerci a bordo e percorrere la distanza su rotaia in questo modo.

Partendo da Bohinj il treno percorre il tunnel di 6.327 metri tra Bohinjska Bistrica e Podbrdo: è il più lungo tunnel ferroviario della Slovenia e venne costruito tra il 1901 e il 1906, mentre il treno con trasporto auto percorre questo tunnel dal 1999 in soli 10 minuti. In sostanza, si risparmia ben un’ora di auto lungo la tortuosa strada che collega Bohinj e Baška Grapa, passando per il villaggio di Sorica.

Ci sono cinque treni al giorno che collegano Bohinjska Bistrica e Podbrdo, tappa intermedia prima di arrivare a Most na Soči: tre di questi treni arrivano anche al capolinea, proseguendo lungo la ferrovia per ulteriori 25 minuti e attraversando una splendida vallata. Lo stesso numero di treni con le stesse fermate circola anche nella direzione opposta.

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GORIŠKA BRDA, IL COLLIO SLOVENO

Scendendo dalle montagne, l’itinerario nella zona nord-occidentale della Slovenia può concludersi sul Brda Brda, il Collio sloveno. Letteralmente a due passi dal confine italiano con il Friuli e la provincia di Udine, questa zona sta diventando sempre più nota e apprezzata per la sua produzione vinicola. Io la frequento da tempo e la amo anche per la sua atmosfera rilassante e per il suo paesaggio collinare che regala scenografici scorci dietro ogni angolo. Uno dei punti migliori per osservare il paesaggio collinare del Brda a 360 gradi è la piattaforma in cima alla Torre di Gonjače, un’enorme scala a chiocciola posta su una collinetta. La torre si trova a brevissima distanza da Šmartno, villaggio fortificato con un incantevole labirinto di viuzze acciottolate e case di pietra. È uno dei villaggi più pittoreschi di questa zona ed è stato ristrutturato e valorizzato in ogni suo angolo un po’ di anni fa.

Nel villaggio di Kozana si trova invece la Cantina di Tomaž Prinčič, uno dei migliori viticoltori di questa zona. Su prenotazione qui è possibile fare ottime degustazioni e visitare la cantina. La Goriška Brda è il più settentrionale dei quattro distretti che costituiscono la regione vinicola della Primorje: grazie quindi al clima e al terreno mediterraneo qui si producono eccellenti vini bianchi e rossi.

Prima di lasciare il collio sloveno, vale la pena fare anche un salto Villa Vipolže: il castello dell’XI secolo venne trasformato in villa rinascimentale dai Veneziani nel XVII secolo, fu poi gravemente danneggiato dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale quando era stato trasformato in ospedale militare. Per anni rimase un rudere, ma meno di dieci anni fa è stato completamente ristrutturato e oggi è uno splendido edificio che ospita conferenze, eventi, concerti e da cui si gode una vista meravigliosa sulla pianura friulana. Sono stati restaurati e riportati all’antica bellezza anche gli affreschi di alcune sale interne.

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DOVE MANGIARE

Okrepčevalnica Korita – Tolmin

Ristorante tradizionale dall’atmosfera casalinga vicinissimo alla biglietteria delle Gole di Tolmin e, di conseguenza, tappa quasi obbligatoria per chi rientra affamato dall’escursione. D’estate si pranza all’esterno con vista bosco, quando il clima non lo permette ci sono le ampie sale interne a disposizione.

Il menù prevede piatti di carne e la tipica trota. Molto buone le zuppe e i tradizionali strukli. Le porzioni sono abbondanti, il clima accogliente. Una bella opzione per chi si trova a passare da Tolmin e vuole pranzare in un luogo tipico.

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Kaninske Legende – Bovec

A due passi dal Kanin-Sella Nevea Ski resort, questo bar-trattoria offre piatti sfiziosi, ideali sia per una cena familiare sia per uno spuntino veloce.

Formaggi, verdure, carne alla griglia: porzioni ottime e abbondanti. Servizio cordiale e ambiente piacevolmente rilassante anche soltanto per bere una birra in compagnia.

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Brunarica Kosobrin cottage – Kranjska Gora

La piccola baita di legno di Kosobrin è un angolo di poesia. Si trova a ridosso della stazione sciistica Brsnina ed è possibile parcheggiare proprio accanto alla baita e alla pista da sci. L’ambiente è familiare, caldo e accogliente: l’unico rischio è quello che le ore scorrano troppo velocemente e non si abbia più voglia di andare via.

Tutti i piatti vengono preparati al momento con ingredienti freschi e seguendo ricette della cucina tradizionale. Tra le proposte del menù la zuppa di porcini, la polenta di grano saraceno con lardo fritto, la carne di maiale affumicata, le patate in tecia, lo strudel con mirtilli e ricotta e la crostata di mele. Veniteci con molta fame perché le porzioni sono sostanziose e abbondanti.

La baita è anche un ottimo unto di partenza per escursioni sia brevi sia lunghe.

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Lipa restaurant – Kranjska Gora

Probabilmente quello proposto dal ristorante Lipa è il menù più raffinato della città. Questo ristorante garantisce un’esperienza unica se volete provare piatti della tradizione preparati e serviti con un tocco di innovazione.

Tra le proposte c’è la guancia di vitello con gnocchetti di formaggio e marmellata di cipolle, lo stinco di agnello in costa di polenta, ma ci sono anche piatti vegetariani e proposte senza glutine. Il servizio è super professionale ma allo stesso tempo amichevole. Decisamente un locale super!

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Bohinj Eco Hotel restaurant

Si tratta di un hotel di lusso con numerose iniziative ecologiche, ma si può anche mangiare nel suo ampio e accogliente ristornate. I pasti sono a buffet, garantiscono un’ampia scelta per tutti i gusti e propongono molte ricette della cucina locale. Molto ampio anche il banco dolci. Gli ospiti usufruiscono anche di accessi scontati o gratuiti al vicino Aquapark.

Un’ottima scelta se vi trovate sul lago di Bohinj e volete fare una sosta nel vicino villaggio di Bohinjska Bistrica dove ha sede l’hotel.

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Gostišče Brunarica – Lajnar Lodge a Soriška planica

La cucina della locanda Brunarica, all’interno del Lodge Lajnar, è semplicemente stupenda: anche chi non alloggia qui, dovrebbe provare il loro ristorante. Il menù è formato prevalentemente da piatti tipici, cucinati con ingredienti locali. Dai formaggi alle verdure, dagli stufati fatti in casa alle salsicce, fino agli gnocchi e gli strudel. Tutti i piatti sono molto buoni e presentati alla perfezione.

L’ambiente del ristorante, curato in ogni minimo dettaglio, è caldo e molto accogliente, grazie alla presenza degli arredamenti in legno e al grande camino.

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Hiša kulture (Casa della Cultura) – Šmartno, Brda

Nascosto tra i vicoli di Šmartno, uno dei villaggi più belli del Collio sloveno, la Casa della Cultura è un luogo accogliente dove ci si sente coccolati. Si possono fare degustazioni di olio di oliva al mattino e al pomeriggio, su prenotazione. E si può anche pranzare con prodotti locali e piatti cucinati dalla simpatica moglie del titolare, cuoca perfetta dei piatti della tradizione slovena. Un modo per apprezzare la cultura locale attraverso il gusto e il cibo.

Alla Casa della Cultura sono ospitati anche numerosi eventi, dalle mostre alle presentazioni di libri.

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DOVE DORMIRE

HOTEL MANGART – BOVEC

La posizione dell’Hotel Mangart di Bovec , appena fuori dalla rotatoria principale, potrebbe sembrare infelice. In realtà dalle camere si gode una bellissima vista sulle montagne circostanti.

Le stanze sono arredate in modo moderno e funzionale. Oltre alle camere doppie standard, che garantiscono un livello alto, ci sono alcune suite, di cui una anche con vasca idromassaggio.

C’è anche una piccola spa su prenotazione. Colazione varia e abbondante. Una buona scelta per alloggiare da queste parti!

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JASNA CHALET RESORT – LAGO DI JASNA (KRANJSKA GORA)

Jasna Chalet Resort  è nuovissimo e rappresenta la sfida di un giovane imprenditore che ha deciso di ristrutturare la vecchia locanda che si trovava qui fino a pochi anni fa.

Gli appartamenti consistono di una cucina completa con angolo soggiorno, un balcone e un bagno privato. Le singole strutture possono ospitare dalle 6 alle 8 persone. Accogliente anche la sala per le colazioni e la caffetteria, anch’essa affacciata sul lago. La colazione è abbondante ed energetica, sia salata sia dolce e prevede un’ampia scelta di cibi genuini e nutrienti.

Ma quello che rende davvero unici questi appartamenti di lusso con una visione eco-compatibile è la posizione. Affacciato su uno dei laghi più affascinanti di questa zona e ancora semisconosciuto dai turisti, questo resort regala un soggiorno indimenticabile a quelle famiglie e gruppi che vogliono migliorare la qualità della vita e l’atteggiamento verso l’ambiente, oltre che verso se stessi.

L’immersione nell’abbraccio della natura incontaminata è garantito già dalle magnifiche terrazze degli appartamenti, tutti affacciati sul panorama migliore del lago, quello in cui la vista corre dalla superficie dell’acqua ai boschi e alle vette delle Alpi sullo sfondo. Un paesaggio che muta colori, suono e profumi con il variare del clima e delle stagioni. La vista è impagabile, il luogo da sogno.

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LAJNAR LODGE – SORIŠKA PLANINA

Aperto soltanto dal mese di dicembre 2019, al Lajnar Lodge si è accolti dall’odore del legno, meravigliosa anticipazione dell’intera struttura, caratterizzata da materiali naturali come legno e pietra. Le camere sono molto confortevoli, arredate con gusto, moderne ma ispirate allo stile tradizionale e con una splendida vista sulle cime e sui boschi circostanti di Jelovica.

La bellissima cornice montana del Lajnar rende il soggiorno in questo hotel estremamente piacevole e ideale per chi ama i luoghi immersi nella natura.

Soriška planina si trova tra le montagne, al confine tra Primorska e Gorenjska, a ridosso delle foreste di Jelovica e sul limitare delle Alpi Giulie, a un’altitudine compresa tra 1287 e 1550 metri. Oltre allo sci alpino su dieci chilometri di piste, qui si può praticare lo sci di fondo attraverso i boschi di Jelovica, lo slittino, le escursioni con racchette da neve. Il comprensorio sciistico ospita anche una scuola di sci e il noleggio di attrezzature sportive, nonché una serie di altre attività invernali, dall’animazione per bambini alle avventure adrenaliniche.

Lodge Lajnar si è accolti dall’odore del legno, meravigliosa anticipazione dell’intera struttura, caratterizzata da materiali naturali come legno e pietra. Le camere sono molto confortevoli, arredate con gusto, moderne ma ispirate allo stile tradizionale e con una splendida vista sulle cime e sui boschi circostanti di Jelovica.

La bellissima cornice montana del Lajnar rende il soggiorno in questo hotel estremamente piacevole e ideale per chi ama i luoghi immersi nella natura.

Soriška planina si trova tra le montagne, al confine tra Primorska e Gorenjska, a ridosso delle foreste di Jelovica e sul limitare delle Alpi Giulie, a un’altitudine compresa tra 1287 e 1550 metri. Oltre allo sci alpino su dieci chilometri di piste, qui si può praticare lo sci di fondo attraverso i boschi di Jelovica, lo slittino, le escursioni con racchette da neve. Il comprensorio sciistico ospita anche una scuola di sci e il noleggio di attrezzature sportive, nonché una serie di altre attività invernali, dall’animazione per bambini alle avventure adrenaliniche.

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E ora non resta che fare un salto in Slovenia!

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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    marzia
    Feb 22, 2020 Reply

    Che foto d’incanto!

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Feb 24, 2020 Reply

      Ti ringrazio moltissimo! La Slovenia è un luogo che offre molta ispirazione

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