Amiamo il nostro territorio, ma ammettiamolo: ogni tanto le nostre papille gustative hanno voglia di scappare altrove. La buona notizia? Non serve per forza prendere un aereo.
C’è una Udine che parla lingue lontane, che profuma di cumino, zenzero e carne alla brace. Per chi sa guardare oltre la tradizione del frico e del calice di vino, la città ha saputo tessere negli anni una rete gastronomica internazionale straordinaria: un mosaico di storie, volti e ricette autentiche che hanno trovato casa nel cuore del Friuli.
Questo articolo nasce per fornire una mappa della geografia del gusto che attraversa i continenti senza mai uscire dalle porte della città. Non è una classifica, non vuole essere un elenco esaustivo, è soltanto la mia scelta , sulla base dei mie gusti e della mia esperienza.
In questo elenco ho inserito 10 ristoranti, ognuno con una cucina diversa, a cui ho aggiunto una manciata di altri consigli legati soprattutto allo street food (li identificate facilmente perché sono inseriti nei box colorati)
Dimenticate le catene standardizzate e i buffet senza identità: ho preferito ristoranti storici che hanno educato il palato di generazioni di udinesi, a cui si sommano nuove aperture coraggiose che portano in tavola le spezie del Corno d’Africa o del Sichuan, e piccoli laboratori artigianali dove lo street food diventa un atto d’amore e di riscatto.
Questo elenco vuole essere soprattutto un viaggio fatto di ingredienti scelti e culture che si incontrano, per scoprire che, a volte, per fare il giro del mondo basta solo girare l’angolo di una via del centro.
In questo tour tra le tavole del mondo convivono, in un equilibrio affascinante, due anime distinte della città. Da una parte ci sono le istituzioni storiche, come Mille e una Notte: i suoi meravigliosi proprietari siriani sono stati dei veri pionieri, insegnandoci ad amare l’hummus e i falafel quando ancora erano nomi misteriosi per i più. Insieme al ristorante giapponese Tokio, che a mio parere rimane uno dei migliori dell’intera regione per rigore e qualità, e al sublime kebab di Là di Boubir, queste realtà rappresentano le certezze del palato internazionale udinese da decenni, porti sicuri dove la tradizione non ha mai ceduto il passo alle mode. Senza dimenticare gli inossidabili sapori messicani di El Jalapeño e indiani di Himalaya.
Dall’altra parte emerge la “nuova” Udine, che arricchisce il panorama cittadino con sapori inediti: dalla profondità piccante e speziata del pakistano Lahori Dera alla ritualità della cucina etiope di Leyou, passando per le raffinatezze coreane di Kim’s, l’allegria iberica di Ca’ Tapas o la sorprendente e autentica cura cinese di Meet Garden.
A fare da collante tra queste due anime c’è poi uno street food alternativo, capace di nobilitare il pasto veloce. È un viaggio che spazia dalla gusto delle empanadas argentine di Qué Quilombo! alla cura quasi “gourmet” e umana di Mamma Kebab!, fino a toccare le squisitezze balcaniche più veraci: dai leggendari cevapi bosniaci del Bar Jolly al burek kosovaro della panetteria Meti, vero e aprezzatissimo capolavoro d’arte bianca in via della Rosta.
1. Mille e una notte – mediorientale
Immerso nel fascino del centro storico di Udine, in via Gemona, il ristorante Mille e una Notte ormai da decenni accoglie gli ospiti in un’atmosfera sospesa e avvolgente, capace di evocare suggestioni orientali fin dal primo istante.
L’ambiente è caratterizzato da uno stile caldo e ricco di dettagli, dove le luci soffuse e gli arredi tradizionali invitano al relax, completato – per chi lo desidera – dal rituale del narghilè. Bellissimo e accogliente il dehor estivo sulla piazzetta.
La cucina è un viaggio generoso tra i sapori del Medio Oriente, con un’offerta che spazia con maestria tra le tradizioni. Il percorso gastronomico si apre idealmente con la convivialità delle mezzeh, un mosaico di piccoli assaggi come l’hummus, proposto in varianti creative, e i croccanti falafel. Il cuore del menù batte però per le tajine di carne e verdure, cucinate lentamente nella terracotta per preservare aromi e tenerezza, e per i ricchi piatti unici che combinano shawarma speziati, tabbulè e salse artigianali.
Particolare attenzione è rivolta alla varietà delle proposte vegane e vegetariane, tutte rigorosamente preparate con spezie autentiche, che rendono questo locale un punto di riferimento di grande fascino per chiunque cerchi un’esperienza culinaria speziata, autentica e profondamente ospitale. Un ristorante per chi vuole andare sul sicuro.



2. Tokio – giapponese
Il ristorante Tokio in viale Ungheria è una vera e propria istituzione a Udine. Aperto un paio di decenni fa, è stato uno dei primissimi ristoranti giapponesi della città e della regione e ha mantenuto negli anni un’identità ben precisa, restando fedele alla formula alla carta e distinguendosi nettamente dalla massa dei moderni “all you can eat”.
Ancora oggi rappresenta il cuore storico della cucina giapponese a Udine, un luogo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso rispetto alla frenesia dei moderni buffet asiatici. Essere accolti in questo locale significa entrare in un’istituzione che preserva con orgoglio la formula del menù alla carta, garantendo una cura e una qualità delle materie prime che solo un ristorante di lunga tradizione può offrire.
L’ambiente è intimo e sobrio, lontano dalle mode del momento, e riflette la serietà di una gestione che ha educato generazioni di udinesi al vero gusto del sushi e della cucina nipponica calda. La proposta culinaria è un inno alla freschezza e alla precisione del taglio: il sashimi, il carpaccio di pesce misto e i nigiri sono preparati con una materia prima selezionata che si scioglie in bocca, mentre i maki e i temaki mantengono un equilibrio perfetto tra riso e farcitura.
Oltre al crudo, il Tokio brilla per i suoi piatti caldi tradizionali: dalla tempura, leggera e croccante, ai classici gyoza al vapore, fino agli spaghetti di soia saltati con maestria. Non mancano tocchi di cucina casalinga giapponese, come il maiale stracotto (kaku) o il pollo al curry.



3. Himalaya – indiano
Situato nel cuore del centro storico di Udine, il ristorante Himalaya rappresenta un autentico rifugio per chi desidera immergersi nei profumi e nei sapori della tradizione indiana più vera.
L’ambiente in via Marinelli si distingue per un’atmosfera raccolta e curata, dove il clima familiare e l’accoglienza garbata del personale permettono di staccare immediatamente dal ritmo cittadino. L’esperienza culinaria è un viaggio tra spezie pregiate e materie prime selezionate, con una proposta che celebra l’arte della cucina attraverso cotture lente e marinature intense che esaltano la tenerezza delle carni. Il Chicken Tandoori (cosce di pollo marinate in yogurt e spezie) e il Chicken Tikka sono serviti con la tipica affumicatura. Per chi ama i sapori cremosi, il Butter Chicken (pollo in salsa di pomodoro e miele) è una garanzia.
Un grande valore aggiunto è rappresentato dalla vasta selezione di piatti vegetariani e vegani, preparati seguendo ricette millenarie che trasformano legumi e verdure in portate ricche di carattere e mai scontate. Il Dal Makhani (lenticchie nere) è preparato secondo la tradizione, risultando ricco e vellutato.
Dalla fragranza del pane naan appena sfornato alla complessità aromatica dei curry, ogni dettaglio del menù testimonia una dedizione profonda per l’autenticità e il rispetto della cultura gastronomica indiana, rendendo questo locale una tappa fondamentale per chi cerca un’esperienza etnica di qualità nel pieno centro cittadino.

4. El Jalapeño – messicano
Situato lungo Via Adriatica, alle porte del centro di Udine, il ristorante El Jalapeño è un vero e proprio inno alla cultura e alla convivialità messicana. L’ambiente è caratterizzato da uno stile informale e autentico, dove i colori vivaci e un’atmosfera vibrante accolgono gli ospiti in un clima di festa e allegria.
È un locale che rinuncia ai formalismi per puntare tutto sulla sostanza di una cucina ricca di contrasti, ideale per una serata tra amici. Il menù è un viaggio generoso attraverso i classici della tradizione tex-mex e messicana, dove ogni piatto è pensato per stupire il palato con un’esplosione di consistenze e spezie.
L’esperienza non può che iniziare con i loro iconici nachos, serviti in porzioni abbondanti e arricchiti da carne, formaggio fuso e salse artigianali, perfetti per la condivisione. Tra i piatti forti spiccano i Tacos al Pastor, dalla marinatura equilibrata e il sapore intenso, insieme a burritos ricchi e fajitas sfrigolanti che arrivano a tavola sprigionando profumi invitanti.
La qualità delle materie prime emerge anche nelle proposte di carne alla griglia e nei piatti misti, pensati per chi desidera esplorare più sfumature della cucina messicana in un unico assaggio. Un punto di forza distintivo è la selezione di birre artigianali, che accompagna degnamente la piccantezza dei piatti, e la chiusura immancabile con i churros caldi serviti con crema di cioccolato. L’ospitalità calorosa e le porzioni generose garantiscono un’immersione nei sapori dell’America Centrale.


5. Leyou – cucina etiope
L’apertura di Leyou in viale Ungheria ha ampliato a Udine l’esperienza culinaria radicata nella cultura del Corno d’Africa, offrendo un vero e proprio rito di condivisione. L’ambiente è semplice, pulito e permeato da un’accoglienza genuina, che riflette lo spirito familiare della gestione.
Il fulcro dell’esperienza è l’injera, la tipica crespella di farina teff dal gusto leggermente acidulo, che funge contemporaneamente da base, contorno e posata. Il menù celebra la ricchezza delle spezie tradizionali, come il berberè e la curcuma, che animano piatti come lo zighinì (bocconcini di manzo succulenti in salsa speziata) e il doro wet, il celebre pollo marinato accompagnato da uovo sodo.
Per chi desidera esplorare più sfumature, il piatto misto Leyou offre un mosaico di sapori che spaziano dalle note forti della carne a quelle più delicate del minchet abish. Notevole è anche l’attenzione riservata alla cucina vegetariana e vegana, con specialità come lo shiro (una vellutata crema di ceci) e il misr (lenticchie rosse speziate), che dimostrano come la tradizione etiope sappia elevare i legumi a portate di grande intensità aromatica. Dai croccanti sambussa serviti come antipasto alla cortesia del servizio, sempre pronto a guidare i neofiti nell’uso corretto dell’injera,


6. Ca’ Tapas – spagnolo
È diventato in pochi anni un punto di riferimento a Udine per chi cerca l’autentica esperienza dei bar de tapas spagnoli. Gestito con passione da una giovane coppia italo-spagnola, il locale si distingue per un approccio fedele alle radici iberiche, lontano dalle reinterpretazioni turistiche.
Ubicato lungo la storica Via Aquileia, Ca’ Tapas è un piccolo frammento di Spagna nel cuore di Udine, un ambiente accogliente, informale e curato nei minimi dettagli, dove la convivialità è messa al primo posto. Il progetto, nato dalla passione dei proprietari che hanno lavorato a Barcellona, punta sulla cura per l’accoglienza e sulla preparazione professionale dello staff. Il locale è perfetto sia per un aperitivo lungo che per una cena completa alla scoperta dei sapori iberici.
La proposta gastronomica è un viaggio attraverso le icone della cucina spagnola, realizzate con materie prime d’eccellenza. Il menù spazia dalle cremosissime croquetas di jamón ibérico o funghi, alle classiche patatas bravas e alla tradizionale tortilla de patate. Non mancano tocchi più ricercati come il bikini (il tipico sandwich catalano) proposto con coda di bue e taleggio o le acciughe del Cantabrico di qualità superiore. Un appuntamento fisso e molto apprezzato è quello del giovedì, interamente dedicato alla paella, preparata secondo la ricetta tradizionale.
L’esperienza è completata da una selezione accurata di bevande autentiche: dalla sangria fatta in casa ai vini della Rioja, fino alla rinfrescante horchata e alle birre artigianali spagnole. Ca’ Tapas è una tappa obbligatoria per chi cerca qualità e autenticità mediterranea in centro città.


7. Kim’s – coreano
Situato in Piazza Patriarcato, il ristorante Kim’s è una piccola e curata finestra sulla Corea contemporanea. L’ambiente, intimo e accogliente, si allontana dai grandi numeri per offrire un’atmosfera da bistrot moderno, dove la cortesia del personale e la mano esperta dello chef guidano gli ospiti alla scoperta di una cucina che è un equilibrio perfetto tra fermentazioni millenarie, contrasti piccanti e cotture alla piastra.
La filosofia del locale è chiara: niente buffet o formule veloci, ma un menù alla carta che rispetta i tempi e i sapori della vera tavola coreana. Il menù è un compendio dei piatti più amati e iconici del paese, preparati con un’attenzione particolare alla freschezza.
Non si può prescindere dall’assaggiare il bibimbap, servito nella classica ciotola con riso, verdure fresche, carne o pesce e l’immancabile uovo, il tutto da mescolare per un’esplosione di sapori. Altrettanto celebri sono i japchae, i traslucidi spaghetti di patate dolci saltati con verdure croccanti, e il pollo fritto alla coreana, con la sua panatura leggera e la glassatura agrodolce.
Per chi cerca i sapori più veraci, la zuppa di kimchi e i piatti a base di manzo marinato (bulgogi) cotti sulla piastra offrono quel mix di dolcezza e sapidità tipico della penisola coreana. L’esperienza si completa con i momo coreani (ravioli fatti in casa) e dolci tradizionali come gli hotteok (frittelle dolci) serviti con gelato, il tutto accompagnato magari da un bicchiere di soju.


8. Meet Garden – cinese
È una delle aperture più recenti di Udine e ha portato in pieno centro una visione della cucina cinese radicalmente diversa da quella a cui siamo abituati. Lontano dai classici involtini primavera standardizzati, questo locale punta sulla cucina regionale autentica, con un’attenzione particolare alle ricette del Sichuan e alla qualità della presentazione.
L’ambiente è moderno, luminoso e curato, progettato per offrire un’esperienza che sia al tempo stesso elegante e informale. Il locale si propone come un “giardino” del gusto dove la tradizione asiatica viene presentata con un’estetica contemporanea, attirando una clientela curiosa di scoprire i veri sapori della Cina continentale, lontano dai cliché.
Il menù è una scoperta continua di piatti che spaziano tra diverse province cinesi, con un focus sulla profondità aromatica e l’uso sapiente delle spezie. Tra le specialità più apprezzate spiccano i loro dim sum fatti a mano, che si distinguono per la delicatezza delle paste e la ricchezza dei ripieni, e i piatti a base di manzo e pesce cucinati secondo lo stile del Sichuan, celebre per il suo equilibrio tra il piccante e l’aromatico. Da provare gli involtini di tofu, la zuppa di wonton, le lingue d’anatra e il maiale brasato, per chi vuole osare c’è anche l’intestino saltato piccante. C’è un menù degustazione ideale 4 o 5 persone a base di anatra alla pechinese e anatra allo spiedo e numerosi altri piatti della tradizione. Le porzioni sono molto abbondanti.


9. Lahori Dera – pakistano
Lahori Dera, situato all’angolo tra viale Europa Unita e via Roma, proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Udine, ha recentemente restituito vita ai locali che per decenni hanno ospitato lo storico McDonald’s cittadino.
Inaugurato alla fine del 2025, il ristorante si presenta con una proposta multiculturale ambiziosa, che fonde la tradizione pakistana con quella marocchina, offrendo un’alternativa vivace e cosmopolita in una delle zone più transitate della città e in un quartiere considerato “difficile!. L’apertura di Lahori Dera ha segnato una trasformazione simbolica per Udine, convertendo gli ampi spazi dell’ex fast food di fronte alla stazione in un moderno polo della convivialità multietnica.
L’ambiente è stato completamente rinnovato, mantenendo la grande luminosità e la vocazione di punto d’incontro strategico, ma arricchendosi di un’atmosfera accogliente. La gestione ha saputo creare un locale versatile, perfetto sia per chi cerca un pasto prima di un viaggio, sia per chi desidera esplorare con calma i sapori intensi del Pakistan e del Marocco.
Il menù si distingue infatti per una doppia anima gastronomica. Da una parte spicca la ricca tradizione pakistana, con piatti a base di riso basmati profumato e curry di carne cotti lentamente con una selezione di spezie che spazia dal piccante deciso alla profondità aromatica del masala. Dall’altra, la cucina marocchina aggiunge una nota mediterranea e speziata, con couscous fragranti e tajine preparate con cura.
Aperto fin dal mattino come bar e operativo fino a sera, Lahori Dera si propone non solo come ristorante, ma come una moderna “stazione del gusto”, rendendolo una novità preziosa per il panorama dell’area della stazione.

10. Qué Quilombo – argentino
Il locale celebra uno dei pilastri della cultura gastronomica argentina: la mitica empanada. L’atmosfera che si respira è quella tipica di una moderna rosticceria, un ambiente informale e dinamico perfetto sia per un pasto veloce sul posto che per l’asporto, dove il calore dell’accoglienza si unisce alla rapidità del servizio.
Il cuore del menù è rappresentato da una varietà sorprendente di empanadas, preparate con chiusure artigianali che differenziano ogni gusto secondo la tradizione. Le opzioni spaziano dai classici intramontabili come la carne (con manzo, cipolla, peperone e uova) e la sua variante piccante, fino a ricette più elaborate come la bondiola al chimichurri, caratterizzata da una coppa di maiale marinata e cotta lentamente al forno.
Notevole è l’attenzione verso il pubblico vegetariano, con proposte ricche di sapore come l’abbinamento tra gorgonzola, sedano e noci. Un tocco di originalità locale emerge nell’empanada al frico e speck, un riuscito tributo al Friuli che fonde due mondi culinari.
L’esperienza si chiude immancabilmente con il lato dolce dell’Argentina: dagli alfajores di maizena o ricoperti di cioccolato, farciti con generoso dulce de leche, fino alla celebre chocotorta. Ad accompagnare il pasto, una selezione di bevande e birre argentine come la Quilmes o vini Malbec, che completano questo viaggio gastronomico veloce ma intensamente autentico.


La cucina come ponte: dove la diversità diventa incontro
Oltre il fascino delle spezie e l’esotismo dei sapori, c’è un aspetto che rende questi locali un patrimonio prezioso per Udine: la loro silenziosa capacità di essere laboratori di integrazione naturale. In una città che a volte fatica a trovare spazi di dialogo tra mondi distanti, questi ristoranti si trasformano in territori neutri e profondamente accoglienti. Sedersi a uno di questi tavoli significa trovarsi, quasi senza accorgersene, gomito a gomito con persone di ogni provenienza: studenti internazionali, lavoratori, nuove famiglie udinesi e residenti curiosi, tutti uniti dalla stessa voglia di conoscere e provare sapori nuovi.
È difficile nutrire diffidenza verso l’altro quando si condivide lo stesso profumo di cumino o quando ci si scambia un sorriso davanti a un menù ancora da decifrare. La cucina possiede questo potere magico: è il primo, vero punto di contatto umano. Davanti a un piatto preparato con cura, le barriere linguistiche e culturali si abbassano, lasciando spazio a una forma di conoscenza reciproca che non ha bisogno di troppe parole.
In questo tour gastronomico, dunque, non si scoprono soltanto nuovi ingredienti, ma si impara a osservare Udine per quella che sta diventando: una città dove l’integrazione non è un concetto astratto, ma un processo vivo che passa (anche) attraverso il piacere di un assaggio condiviso.
Questo articolo vuole così essere non soltanto un elenco di indirizzi, ma un invito a perdersi tra i vicoli e i viali della nostra città con occhi — e palato — nuovi. Che sia per un pranzo veloce a base di burek, per una serata speziata tra i profumi dell’Etiopia o per ritrovare la sicurezza intramontabile di un sushi preparato come si deve, ogni tappa di questo tour è un’occasione per scoprire un pezzo di mondo che ha scelto di mettere radici proprio qui, a due passi da casa nostra.
Buon viaggio e, soprattutto, buon appetito!




