Belgrado, le chiesette della fortezza tra religione e superstizione

Belgrado, città alta, Chiesa di Santa Petka. L’interno è completamente rivestito da mosaici, peccato non si possano scattare immagini. I fedeli avanzano piano, in silenzio. Conoscono a memoria i luoghi più significativi all’interno della cappella e vi si avvicinano lentamente, con grande devozione. Un piccolo altare dove un sacerdote impartisce una benedezione. Un’immagine sacra racchiusa in un’ancona seminascosta, a cui accedere uno alla volta, scendendo tre gradini in fondo alla chiesa. Il banchetto su cui sono sistemate in fila alcune bottigliette di plastica trasparente, piene di acqua.

La discesa verso Santa Petka
La discesa verso Santa Petka
Facciata di Santa Petka (particolare)
Facciata di Santa Petka (particolare)

Si tratta dell’acqua che proviene da una sorgente naturale che scende dalla roccia e che è stata inglobata nella chiesa. Un tempo serviva all’autosufficienza della fortezza, ma oggi viene ritenuta miracolosa per curare l’infertilità. Ogni bottiglietta viene venduta per l’equivalente di 30 centesimi di euro. Ne prendiamo una anche noi: è freschissima.

L’incontro con la religiosità ortodossa più evidente e allo stesso tempo più intima è uno degli aspetti più ricchi di fascino di Belgrado e della Serbia in particolare. Dopo aver visitato la fortezza, forse il luogo turistico più conosciuto della città, il mio consiglio è quello di spendere un po’ di tempo anche per scoprire questi luoghi più appartati, dove la religione si unisce alla superstizione.

Il culto di Santa Petka arrivò in Serbia nel 1398 quando le spoglie della santa furono traslate prima da Trnovo a Krusevac, su richiesta della principessa Milica, e poi a Belgrado, sotto il governo di Stefan Lazarevic. La sua festa si celebra il 27 ottobre, mentre le spoglie della santa si trovano in Romania, a Iasi.

L'interno della Chiesa Ruzica
L’interno della Chiesa Ruzica

Percorrendo uno dei sentieri panoramici che costeggiano lo strapiombo parallelo al Danubio, superando la Torre Dizdar, è possibile scoprire chiesette molto frequentate , oltre che di notevole valore artistico. All’interno delle mura delle fortezza c’è anche un’altro edificio di culto antico e molto bello, la Chiesa Ruzica, una chiesetta antica che presenta le mura interne e il soffitto ricoperte di affreschi di un artista russo, Andrej Bicenko e di un monaco, Rafailo Momcilovic.

Facciata della Chiesa Ruzica, particolare
Facciata della Chiesa Ruzica, particolare

Si trova poco prima della Torre Jaksic, alcuni gradini sulla sinistra delle mura della fortezza. Su questo sito sembra che una cappella sorgesse già nel XV secolo. Distrutta nel 1521 dai Turchi, che al suo posto eressero una polveriera, nel 1867 l’edificio diventò una cappella militare: forse anche per questo motivo l’interno oggi accoglie candelabri ricavati da spade e proiettili e altri ornamenti fatti con armi e munizioni, oltre al fatto che le campane sono state ottenute dal metallo fuso dei cannoni turchi? In ogni caso la chiesa è un gioiello: a navata unica, piccola e raccolta, riccamente decorata con opere ben conservate, legate alla fede ma anche alla storia: negli affreschi infatti si possono riconoscere anche volti noti dell’epoca, come il re serbo Pietro I, il politico Nikola Pasic e lo zar russo Nikola II.

L'entrata della Chiesa Ruzica
L’entrata della Chiesa Ruzica

All’esterno, ai lati dell’entrata principale (l’ingresso attuale per i visitatori però si trova lungo uno dei lati brevi della cappella), si trovano due statue bronzee che raffigurano due combattenti serbi, uno in abiti medievali e uno con la divisa della Prima Guerra Mondiale. Le due sculture sono state realizzate nel 1924 e disegnate dall’architetto Nikola Krasov. Sempre all’esterno, sopra l’entrata principale, due bassorilievi realizzati nel 1926 raffigurano la nascita di Gesù: anch’essi sono realizzati con il materiale ricavato dai cannoni.

La Chiesa Ruzica
La Chiesa Ruzica
Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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