Esplorare l’Est Europa con il cinema. Da 30 anni

Compie 30 anni il Trieste Film Festival, uno dei miei festival preferiti grazie alla sua indagine costante e approfondita del cinema dell’Europa Centro-Orientale che permette di compiere un viaggio virtuale nel passato e nel presente di Paesi che tanto amo. Come dice il nome stesso, il festival si svolge a Trieste: l’appuntamento è annuale e a fine gennaio. Penso sia uno dei primissimi festival in programma e io l’ho sempre trovato un bellissimo modo per cominciare un nuovo anno. Quest’anno si svolgerà da venerdì 18 a domenica 25 gennaio.

L’edizione 2019 è dedicata al Muro di Berlino, visto che la sua caduta è avvenuta proprio 30 anni fa e il festival quest’anno vuole ricordare l’anniversario dello storico crollo: 5 film in programma racconteranno in modi diversi la capitale tedesca e le sue contraddizioni. Gli Under 30, nati rigorosamente dopo la Caduta del Muro di Berlino – 9 novembre 1989 – potranno entrare gratuitamente a tutte le proiezioni (fossi ancora giovane penso che pianterei la tenda in sala!).

Come sempre il programma è ricchissimo e prevede la proiezione di 75 pellicole distribuite in 8 giorni di festival, che si suddivide in 9 sezioni: Concorso internazionale lungometraggi, Concorso internazionale documentari, Concorso internazionale cortometraggi, Eventi speciali, Racconti dal Muro di Berlino, Premio Corso Salani, Art&Sound, Born in Trieste e 1989-2019 Wind of Change.

Ad aprire l’edizione numero 30, venerdì 18 gennaio alle 20 al Teatro Rossetti, un film imperdibile: Meeting Gorbachev, il nuovo film di Werner Herzog e André Singer in anteprima italiana. Il film sarà accompagnato a Trieste dal co-regista e produttore André Singer (Night Will Fall) e sarà preceduto dalla consegna nei prossimi giorni, a Mosca, di uno speciale Eastern Star Award a Gorbachev. Herzog e Gorbachev si incontrano per tre volte nell’arco di sei mesi. «Il trentennale del nostro festival – spiegano i direttori artistici Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo – coincide con l’anniversario del crollo del Muro di Berlino, e non potevamo immaginare destinatario migliore per questo riconoscimento nato per premiare quelle figure che sono state un “ponte” tra l’est e l’ovest dell’Europa. Meeting Gorbachev – continuano i direttori – rappresenta l’incontro eccezionale tra un maestro del cinema come Werner Herzog e una figura chiave della storia del Novecento, l’uomo della glasnost’ e della perestrojka. Un film nel quale l’ultimo presidente dell’URSS ricorda con lucidità aspetti ancora poco indagati della “sua” storia (tra cui il processo di distensione internazionale e il disarmo nucleare), ma anche un’esperienza cinematografica degna dei migliori film di Herzog, grazie anche all’accurata selezione dei materiali d’archivio».

In concorso ci sono 9 lungometraggi, 11 documentari e 13 cortometraggi.

I 9 lungometraggi in concorso saranno proiettati tra sabato 19 e lunedì 21 gennaio al Teatro Rossetti.
Sabato 19 gennaio
ore 14.00 Delegacioni dell’albanese Bujar Alimani, vincitore del Grand Prix all’ultimo festival di Varsavia, è ambientato alla fine del 1990 quando il regime comunista tenta ancora di sopravvivere e l’Europa cerca di capire i progessi dell’Albania nel campo dei diritti umani.
ore 18.00 Teret (che in italiano signifca “Il carico”) del serbo Ognjen Glanović la storia di un camionista durante i bombardamenti della Nato nel 1999.
ore 20.00 Tlumočník dello slovacco Martin Šulík un viaggio attraverso la Slovacchia in cerca di testimoni sopravvissuti alla tragedia della seconda guerra mondiale durante il periodo nazista.

Domenica 20 gennaio
ore 18.30 Alice T.del romeno Radu Muntean racconta la storia di un’adolescente (l’attrice protagonsita è stata premiata al Festival di Locarno) alle prese con il difficile rapporto con la madre adottiva.
ore 20.30 Fuga della polacca Agnieszka Smoczyńska in cui la protagonista perde la memoria e si trova a vivere una seconda identità.

Lunedì 21 gennaio
ore 14.00 Laskovoe Bezrazličie Mira (“La gentile indifferenza del mondo”) del kazako Adilchan Eržanov che viene definito una “storia d’amore tra mafia e citazioni di Camus”.
ore 18.15 Egy Nap dell’ungherese Zsófia Szilágyi racconta la storia di una mamma quarantenne alle prese con i problemi quotidiani.
ore 20.00 Donbass dell’ucraino Sergej Loznitsa (vincitore al Trieste Film Festival nel 2013 con Anime nella nebbia) Film d’apertura della sezione “Un Certain Regard” del Festival di Cannes, dove Loznica ha vinto il premio come Miglior Regista.
ore 22.30 Izbrisana degli sloveni Miha Mazzini e Dušan Joksimović tratto dal bellissimo libro I Cancellati, scritto dal regista Miha Mazzini e uscito di recente in italiano per Bottega Errante.
trieste film festival 2019
trieste film festival 2019
trieste film festival 2019

C’è poi un lungometraggio fuori concorso di un regista bulgaro straordinario Milko Lazarov: il film Ága, vincitoreall’ultimo festival di Sarajevo, racconta storia di una coppia Inuit che si aggrappa alle proprie tradizioni mentre il riscaldamento globale e il mondo moderno invadono anche le terre selvagge e innevate del Nord. La proiezione è martedì 22 gennaio alle 11 e quindi con grande dispiacere non riuscirò a vederlo.

Sono 7 gli eventi speciali: oltre al film di Herzog, il 24 gennaio dalle 22 alle 3 di notte al Teatro Miela sarà proiettata la serie Uspjeh, diretta dal premio Oscar Danis Tanović.Si tratta della prima serie di HBO Europe nella regione adriatica: è un film in sei episodi, ambientato nella Zagabria di oggi segue le storie di quattro persone, di diversa estrazione sociale, che non si conoscono ma che finiscono per essere legate l’una all’altra da un fatto violento.

Guerra e immigrazione sono spesso protagoniste nei documentari in concorso di questa edizione. Numerose proiezioni si svolgeranno al cinema ambasciatori di viale XX Settembre 35. 

Želimir Žilnik, uno dei più grandi cineasti serbi, dirige Das SCHÖNSTE Land Der Welt (“Il paese più bello del mondo”) ambientato a Vienna e che tratta un tema di grande attualità, ovvero l’immigrazione e lo scontro tra due mondi nell’Europa di oggi (sabato 19 alle 18.30 al cinema ambasciatori).

Il tema della paura dell’invasione è il protagonista anche del documentario di Nikolaus Geyrhalter Die Bauliche Massnahme  (“Il confine recintato”) ambientato nei pressi del Passo del Brennero. Proiezione sabato 19 ale 15.45 al Teatro Rossetti.

Imperdibile anche Hungary 2018 (sabato 19 ore 20.30 cinema ambasciatori) racconta la campagna elettorale per le elezioni in Ungheria di Viktor Orbán fra il 2017 e il 2018. L’unica troupe indipendente al seguito è stata quella della regista ungherese Eszter Hajdú, che ha deciso di seguire anche la campagna del candidato di sinistra Ferenc Gyurcsány, poi sconfitto. La maggior parte delle persone della troupe non ha voluto essere menzionata nei crediti del film, preferendo l’anonimato al rischio di ritorsioni da parte del regime.
Parla di due ragazze stanno crescendo in un villaggio tra le montagne della Georgia da cui provengono alcuni leader dell’Isis il documentario Sanam Mama Dabrundeba (“Prima che papà torni” della georgiana Mari Gulbiani (lunedì 21 ore 22.00 cinema ambasciatori) presentando il punto di vista delle famiglie dei jihadisti rimaste a casa.
trieste film festival 2019
trieste film festival 2019

Almeno due le pellicole ambientate a pochi passi dal confine da segnalare.

Kobarid di Christian Carmosino Mereu racconta le storie dei soldati delle due parti a Caporetto attraverso la voce di Alessio Boni (domenica 20 alle 11 al cinema ambasciatori).

Cartolina de Momjan di Igor Bezinović, un’eplorazione psicogeografica del paese di Momiano, interamente narrata in dialetto istriano (lunedì 21 alle 18 al cinema ambasciatori).

I documentari fuori concorso sono 4 e moltissimi gli altri eventi speciali e le pellicole che rientrano nelle altre sezioni del festival, oltre che incontri con gli autori, presentazioni di libri, eventi per bambini, masterclass con registi, passeggiate cinematografiche in città.

Tutto il programma è disponibile sul sito web del festival, suddiviso per sezioni e per giornate. I luoghi principali delle proiezioni saranno il Teatro Rossetti e il Teatro Miela.

trieste film festival 2019
Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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