Una settimana a Maiorca, il mio itinerario on the road alla scoperta dell’isola

Se c’è una cosa che odio sono i pregiudizi, perché sono molto spesso infondati. Eppure a volte casco anch’io nella trappola del sentito dire. Poi, però, ogni volta che posso verifico di persona per potermi fare la mia idea. Ad esempio, probabilmente non avrei scelto Maiorca come destinazione estiva che se non ci fossimo trovati nell’estate più strana della storia, in mezzo a una pandemia e con la difficoltà di trovare una destinazione di viaggio che fosse abbastanza sicura sia dal punto di vista sanitario sia dalla possibilità di trovare un volo aereo.

Anni fa ho trascorso una bellissima settimana a Minorca. Ma Maiorca per me ha sempre fatto rima con quel turismo chiassoso che di solito evito come la peste. La maggiore delle isole Baleari ha la poco invidiabile fama di destinazione turistica pacchiana, basata unicamente su sole, divertimento e sviluppo sfrenato, iniziato a partire dagli anni Sessanta. In realtà Maiorca è molto altro: per fortuna la cementificazione è limitata alla baia di Palma e a pochissime altre zone, mentre il resto dell’isola offre luoghi affascinanti e di sorprendente bellezza.

Complici un’estate dal clima non troppo afosa e un mese di luglio che, a causa dei problemi creati dal Covid, assomigliava più a quello di marzo in quanto a presenze turistiche, ho avuto la possibilità di abbattere un bel po’ di pregiudizi su quest’isola e apprezzarne l’originalità.

La zona conosciuta per la movida sfrenata dei turisti inglesi è limitata a un paio di quartieri a sud di Palma. Per il resto l’isola è frequentata da famiglie e viaggiatori alla ricerca soprattutto di mare dall’acqua trasparente. E in effetti le acque incredibilmente turchesi di Maiorca sono sicuramente un ottimo motivo per visitare l’isola. Ma Maiorca non è soltanto mare.

Dai villaggi della Serra de Tramuntana, la catena montuosa che corre a nord ovest dell’isola e che regala bellissimi scorci tra colline e mare alle acque turchesi che bagnano le sue 300 spiagge, fino all’ocra della terra delle pianure centrali e della pietra di cui sono fatte le maestose cattedrali e le case tipiche dei minuscoli paesini dell’entroterra, perfettamente conservati e ancora in gran parte autentici .

Il modo perfetto per visitare Maiorca è noleggiare un’auto e spaziare on the road dall’interno alla costa, per vedere quanto il paesaggio cambi in pochi chilometri. Senza dimenticare l’ottima enogastronomia, che da sola vale il viaggio, ma di cui vi parlerò in un post a parte.

In questo articolo trovate il mio itinerario di 9 giorni – di cui 7 effettivi escluso il viaggio – in cui ho visitato il più possibile l’isola. In fondo all’itinerario c’è come sempre la mappa con tutti i luoghi citati nell’articolo e alcune indicazioni su come arrivare, come muoversi e dove dormire, con il dettaglio degli hotel che ho usato io.

Capre sulla spiaggia di Cala Figueria
Capre sulla spiaggia di Cala Figueria
Uno degli antichi mulini disseminati nella pianura all'interno dell'isola
Uno degli antichi mulini disseminati nella zona interna dell'isola
Un palazzo a Palma
Un palazzo del centro storico di Palma

1° GIORNO

La zona nord

Il giro dell’isola comincia dalla zona nord, una delle più spettacolari e forse quella che più volevo vedere.

CAP DE FORMENTOR è uno dei tratti costieri più suggestivi dell’isola con le sue rocce protese nel mare e sferzate dal vento. Per raggiungerlo si sale lungo una strada panoramica tutta curve su cui si aprono diversi mirador e alcune spiagge, alcune raggiungibili soltanto a piedi solo tramite sentieri. Da non perdere una sosta al Mirador de Sa Crueta, un punto panoramico con una vista eccezionale per ammirare questo tratto di costa.

Cala Figueria probabilmente è la più bella, anche se per raggiungerla serve percorrere un sentiero piuttosto ripido iin mezzo alle rocce e alla vegetazione. Il premio sarà una spiaggia di sassi dove spesso sostano gruppi di capre. Il mare, non serve nemmeno dirlo, ha acque turchesi dalle incredibili sfumature.

Per chi vuole una cosa più tranquilla c’è Platja de Formentor, un bel tratto di sabbia in mezzo alla pineta. Parcheggio 10 euro al giorno.

POLLENCA, cittadina dell’entroterra dalla tipica atmosfera maiorchina, famosa per la salita al colle Calvario tramite 365 faticosi gradini: vista e scorci assicurati sui tetti della città! Il suo fascino da cartolina e la sua atmosfera hanno conquistato scrittori, artisti e politici, da Winston Churchill ad Agatha Christie. Placa Major è il punto centrale del villaggio dove fare una sosta in uno dei tanti caffè affacciati sullo spazio aperto, prima di intraprendere la salita al Calvario.

ALCUDIA, bellissima cittadina circondata da imponenti mura medievali che celano un labirinto di vicoli, piazze, dimore storiche chiese dal fascino autentico. Tra i tanti edifici storici di rilievo, cercate Ca’n Canta, Ca’n Fondo e Ca’n Domènech, tutte dimore storiche nobili dall’aspetto sontuoso.

Cap de Formentor
Cap de Formentor
La salita al Calvario di Pollença
La salita al Calvario di Pollença
Alcudia
Alcudia

2° GIORNO

La zona orientale

Si dice che Maiorca abbia 300 tra spiagge e baie. Lunghi tratti di costa sono stati abbastanza sommersi dallo sviluppo. Anche se nel 2020 di turisti ce ne sono molto pochi e tantissimi hotel, ristoranti e negozi sono rimasti chiusi, vale sempre la pena andare alla ricerca dei luoghi che conservano un po’ di autenticità.

La costa orientale è tra le più frequentate perché le baie con il ben noto mare turchese sono decine e decine. Cala Romantica ha una bella spiaggia di sabbia bianca e acqua trasparente. Ci si arriva in auto, il parcheggio è gratuito ed è frequentata ma non troppo, nonostante sia circondata da splendide ville.

Colonia de Sant Pere un tempo era un villaggio di pescatori, oggi invece è una tranquilla località amata da chi cerca la tranquillità e da chi vuole affittare una villa per le vacanze o per trascorrerci il resto della vita! Qui è proibito costruire palazzoni e il tramonto sul porto è perfetto sorseggiando una birra al bar del circolo nautico.

Artà è un suggestivo villaggio all’interno in corrispondenza della costa orientale. Un bel viale pedonale conduce prima a una piazza alberata su cui si affacciano i tavoli dei caffè all’aperto e poi alla salita (breve) verso la Chiesa della Trasfigurazione del Signore che ospita splendide pale d’altare intagliate.

Si sale infine al Santuario de Sant Salvador, circondato da mura, che sorge alto sopra Artà e fu costruito in cima a una precedente enclave araba. Da qui la vista spazia sui tetti della città, sulle case color ocra e sulle vette brulle della Serra de Llevant.

Cala Romantica
Cala Romantica
Artà dalla collina del Santuario de Sant Salvador,
Artà dalla collina del Santuario de Sant Salvador,
Colonia de Sant Pere
Colonia de Sant Pere

3° GIORNO

La zona sud-est

Dall’acqua turchese della costa all’ocra della terra delle pianure centrali e della pietra di cui sono fatte maestose cattedrali e case tipiche dei paesini dell’entroterra: questa è una delle zone che più mi ha colpito dell’isola, che non immaginavo così ricca di paesaggi diversi.

CALÒ DES MORO (foto di copertina), probabilmente una delle più belle baie dell’isola. Si raggiunge dopo circa 20 minuti di cammino prima su strada asfaltata poi su sentiero di medio-bassa difficoltà e infine una discesa tra le rocce. Non c’è spiaggia ma soltanto scogli. La fatica è ampiamente ricompensata da una baia di grande bellezza e da un’acqua trasparente grazie anche alla sabbia bianchissima del fondale.

PETRA, nota per aver dato i natali al missionario Junipero Serra, frate francescano beatificato nel 1988 e trovatosi a evangelizzare la California ai tempi del re di Spagna Carlo III e per il vignaiolo Miquel Oliver e il suo pluripremiato Muscat Oroginal (la sua bottega però non è più nel centro storico ma fuori città).

MANACOR, seconda città dell’isola, nota per aver dato i natali al tennista Nadal che alle porte del paese ha istituito la sua Academy, ha una piazza pedonale realizzata intorno alla massiccia cattedrale neogotico, nei pressi della quale si trova anche il mercato alimentare. Il centro storico si riduce davvero a un paio di piazze, ma ha un suo fascino.

FELANITX, un altro tipico paesino dell’interno con una maestosa cattedrale e una suggestiva scalinata che scende sotto il manto stradale per condurre a quella che oggi è una fontana e in passato il pozzo municipale. Il paese è noto per la produzione di ceramiche, vini bianchi e capperi.

SANTANJI, la cui vita si concentra intorno alla piazza su cui si affaccia la grande chiesa, ma soprattutto bar e ristoranti con tavolini all’aperto, negozi di abbigliamento, ceramica e oggetti di artigianato che fanno la felicità dei turisti.

SINEU è forse il più bel villaggio della pianura centrale dell’isola, oltre che uno dei più antichi. La maestosa cattedrale de Santa Maria e i pittoreschi mulini spiccano sullo skyline del paese. Sa Placa è il fulcro della cittadina, con bar e ristoranti che la circondando. Qui si trova anche il Convent de la Concepciò, residenza del re di Maiorca dal 1309 al 1349, oggi convento e quindi non visitabile. Interessante il mercato cittadino che si tiene lungo le vie del centro storico ogni mercoledì mattina fin dal 1306.

Scorcio di Sineu con la cattedrale
Scorcio di Sineu con la cattedrale
Scorcio di Sineu con i tipici mulini
Scorcio di Sineu con i tipici mulini
La cattedrale di Manacor
La cattedrale di Manacor
La cattedrale di Petra
La cattedrale di Petra
Il viale centrale di Santanji
Il viale centrale di Santanji
La cattedrale di Felanitx
La cattedrale di Felanitx

4° GIORNO

La costa sud

Poche volte mi è capitato di trascorrere così tanto tempo in acqua come a Maiorca. Sarà che non mi aspettavo di trovare spiagge e baie così belle, acqua trasparentissima e dalle sfumature turchesi meravigliose, temperatura perfetta e poco affollamento. Nell’estate anomala del 2020 i turisti scarseggiano e molte strutture sono rimaste chiuse. Le spiagge, poi, sono tantissime: di conseguenza è difficile trovarne una veramente affollata.

Una delle spiagge più famose è quella di ES TRENC, a sud, con diversi accessi, molto ampia, con sabbia bianca finissima e acque turchesi basse e tranquille. Una tappa obbligatoria per almeno mezza giornata di relax.

A nord della costa si può fare poi un salto a CAMPOS, villaggio rurale dell’interno che conserva bellissimi esempi di case e palazzi tradizionali e a MONTUIRI, uno dei borghi più antichi dell’isola. Risale all’epoca della dominazione araba e lo riconoscerete da lontano per la mole della tipica grande chiesa in arenaria che sovrasta il villaggio posto su una collinetta.

Tra le tante baie di questa zona, ho scelto PLAYA MONDRAGO’ e S’AMARADOR, due bellissime spiagge affacciate su acque turchesi collegate tra di loro da un passaggio pedonale. L’accesso è soltanto da Playa Mondragò, quindi impostate quella direzione sul navigatore, se non volete fare giri a vuoto come è capitato a me.

Palazzi nel centro storico di Campos
Palazzi nel centro storico di Campos
La cattedrale di Montouiri
La cattedrale di Montouiri
La spiaggia di Es Trenc
La spiaggia di Es Trenc

5° GIORNO

La zona ovest

Giornata dedicata a tre villaggi della Serra de Tramuntana, la catena montuosa che corre a nord ovest dell’isola e che regala bellissimi scorci tra colline e mare. È una delle zone più famose e visitate dell’isola, fin dal passato.

VALLDEMOSSA è stata resa famosa dal controverso soggiorno di Chopin e George Sand nel XIX secolo e dalla santa locale, Catalina Thomas, celebrata sull’ingresso di ogni casa con una targa in ceramica che racconta episodi della sua vita. Questo villaggio piacerà molto a chi ama i borghi pittoreschi, con le case adornate di vasi di fiori.

DEIÀ è un piccolo villaggio di case in pietra che negli anni Sessanta e Settanta attirò artisti e scrittori grazie alla presenza di Robert Graves, poeta britannico che trascorse qui molti anni della sua vita ed è sepolto nel cimitero del paese.

SÓLLER è famosa per le coltivazioni di limoni, oltre che per la linea ferroviaria che conduce a Palma (molti visitano Soler in giornata da Palma usando questo tipico mezzo) e per quella del tram che fa avanti e indietro dal villaggio in collina a quello sul porto. Entrambi i mezzi di trasporto risalgono a inizio Novecento. Sulla piazza centrale del villaggio c’è poi una incredibile cattedrale modernista di San Bartolomeo progettata da un discepolo di Gaudí. La cittadina è anche ricca di gallerie d’arte e ospita il Museo Modernista con opere di Mirò, Picasso, Gauguin e Cézanne, che purtroppo non sono riuscita a visitare ma che vi segnalo perché è uno dei più importanti di Maiorca.

Scorcio di Valldemossa
Scorcio di Valldemossa
Scorcio di Deià
Scorcio di Deià
La piazza di Sóller
La piazza di Sóller

6° GIORNO

La zona vitivinicola

Maiorca è nota per i suoi vini e l’isola è disseminata di cantine, in particolare nella zona intorno a INCA, la terza città dell’isola, famosa immotivatamente per il mercato del giovedì dove in realtà ho trovato soltanto comunissime bancarelle prive di qualunque tipicità.

Castell Miquel immerso tra frutteti e vigneti è invece una cantina meravigliosa dove vi consiglio di fare una degustazione dei tipici vini maiorchini ammirando il panorama della Serra de Tramuntana: bollicine, Souvignon e rosati di Shiraz.

Giornata conclusa poi ancora a nord nella baia di PORT SOLLER con la sua bella spiaggia e nel villaggio di FORNALUTX, con le sue case in pietra e i tetti di terracotta. C’è chi dice che sia il villaggio più bello dell’isola, di certo è molto pittoresco, anche se basterà una mezzoretta per percorrere in lungo e in largo i vicoletti che si diramano in salita dalla piazzetta del paese.

Degustazione da Castell Miquel
Degustazione da Castell Miquel
Port Soller
Port Soller
La piazzetta di Fornalutx
La piazzetta di Fornalutx

7° GIORNO

Palma de Maiorca

Una maestosa cattedrale gotica, un centro storico con le caratteristiche case in pietra color ocra, il mare turchese della baia, il vecchio quartiere dei mulini a vento, le zone bohémien con boutique, bar e gallerie, i tanti caffè all’aperto, gli appariscenti palazzi liberty e i viali alberati: Palma de Maiorca, capoluogo dell’isola è molto altro rispetto al l’immaginario comune legato alla movida e al divertimento sfrenato.

Perla dell’isola di Maiorca, Palma offre tantissimo ai visitatori e meriterebbe almeno un paio di giorni di visita. Da vedere assolutamente la Cattedrale, il Palau de l’Almudaina, tuttora residenza ufficiale dei reali di Spagna, il Palau March, una delle residenza di una delle famiglie più benestanti dell’isola. C’è èpoi Placa Major, la tipica piazza spagnola cinta da portici, negozi e caffè e il viale alberato del Passeig de la Rambla.

Per generazioni le famiglie aristocratiche di Palma hanno lasciato un segno della loro presenza nella città vecchia con palazzi o ville, ciascuno con un magnifico patio. Molti di questi si possono ancora oggi ammirare girovagando le strade del centro storico.

A est del centro, a un chilometro da Platja de Can Pere Antoni, si trova El Portixol, il “porticciolo”, un tempo villaggio di pescatori e oggi sobborgo di Palma con ottimi ristoranti e alcuni vecchi mulini.

La cattedrale di Palma de Maiorca
La cattedrale di Palma de Maiorca
Il vecchio quartiere dei pescatori
Il vecchio quartiere dei pescatori

Una settimana a Maiorca: le tappe del mio itinerario

COME ARRIVARE E COME MUOVERSI

I voli diretti per Palma de Maiorca dall’Italia sono di norma numerosi. Non vi sarà difficile quindi trovarene uno adatto alle vostre esigenze. Io ho volato all’andata da Bologna e al ritorno su Venezia, ma soltanto per guadagnare un paio di giorni in più sull’isola. Molto spesso, infatti, i voli verso le Baleari sono settimanali e partono e rientrano lo stesso giorno della settimana.

Il modo migliore per girare l’isola, dal mio punto di vista, è con un’auto a noleggio. Esplorare Maiorca on the road vi permetterà tutta la libertà che desiderate e potrete decidere in autonomia cosa fare ogni giorno e quanto fermarvi nei singoli luoghi.

La cosa migliore è noleggiare l’auto direttamente in aeroporto.

DOVE DORMIRE

Di norma le opzioni di alloggio sull’isola di Maiorca sono molto numerose. Quest’estate segnata dalla pandemia moltissime strutture sono rimaste chiuse e quindi la scelta è stata decisamente più limitata.

Vi segnalo comunque gli hotel in cui ho dormito. Tutti si sono rivelati comunque adatti a un viaggio di una settimana sull’isola.

Ho scelto di cambiare alloggio in modo da non dover fare troppi chilometri per visitare le diverse zone dell’isola.

HOSTAL BLANCA – Can Picafort

Can Picafort è la tipica località di mare un po’ anonima, con tanti negozi, ristoranti un po’ anonimi e una bella spiaggia con il tipico lungomare per le passeggiate serali. Si trova però in una posizione piuttosto comoda per visitare la parte orientale dell’isola, dunque può essere una buona base.

L’Hostal Blanca è un piccolo ma graziosissimo hotel, aperto tutto l’anno e arredato in stile moderno. Le camere sono abbastanza ampie e funzionali e hanno tutte una bella terrazza. Il personale è molto disponibile e gentile. Sicuramente una buona opzione di alloggio in questa zona.

C’è anche la colazione a pagamento, ma visto le ottime pasticcerie tradizionali a due passi dall’hotel, io vi consiglio di optare per questa seconda soluzione.

una settimana a maiorca itinerario
Una delle camere dell'Hostal Blanca

VILLA SA BARCELLA – Sineu

Sineu è un’ottima base al centro dell’isola per visitare la zona sud e centrale di Maiorca. Rispetto ai numerosi piccoli villaggi, Sineu è una cittadina abbastanza grande, quindi offre anche ristoranti, bar e alcuni servizi. E poi la cittadina è molto bella e vale la pena, secondo me, trascorrere un paio di notti da queste parti.

Villa Sa Barcella è un B&B in una zona defilata del centro storico, ma molto comoda per girare il paese a piedi. C’è anche possibilità di parcheggio lungo le vie del paese. La villa è tipica, ristrutturata perfettamente, con stanze molto accoglienti. Il bagno è privato, anche se esterno alla camera.

All’esterno, nel curatissimo giardino con vista sui mulini, una bellissima piscina per i momenti di relax.

una settimana a maiorca itinerario
La piscina di Villa Sa Barcella

CASA MARGARITA – Soller

Se non state cercando il lusso, Casa Maragrita è un bel posto dove stare. L’aspetto migliore è senza dubbio la posizione, davvero a due passi a piedi dalla piazza centrale di Soller. Di contro, serve avere un po’ di fortuna con il parcheggio: l’auto si può lasciare in alcuni parcheggi a pagamento poco fuori dal centro storico, ma in alta stagione temo che la situazione diventi molto impegnativa.

La casa è a gestione familiare, i titolari sono molto disponibili, ma è necessario un po’ di adattamento. Il bagno è piuttosto spartano e non c’è aria condizionata ma soltanto ventilatori.

Se volete un luogo tipico in pieno centro senza spendere troppo, questa potrebbe essere un’ottima soluzione.

una settimana a maiorca itinerario

PETIT HOSTAL VENTURA – Cala Figuera

In fondo a un’insenatura di trova Cala Figuera, uno dei porti più pittoreschi della costa meridionale di Maiorca. L’insenatura è racchiusa fra ripide scarpate coperte di arbusti che lasciano spazio a poche case, bar e ristoranti. Un luogo tranquillo e appartato, ancora oggi poco frequentato.

Il Petit Hostal Ventura è una grande costruzione un po’ vintage in pieno centro. Offre camere più ampie della media con una bella terrazza e all’esterno una piscina a disposizione degli ospiti. Una soluzione semplice e comoda se volete visitare la zona sud dell’isola.

La piscina del Petit Hostal Ventura
La piscina del Petit Hostal Ventura

Considerata che la disponibilità di alloggi varia molto in base alla stagione e al periodo, qui di seguito trovate la mappa per cercare l’hotel o la sistemazione più adatta alle vostre esigenze sull’isola di Maiorca.

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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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