Cosa vedere a Prizren, la capitale culturale del Kosovo

Prizren è la capitale culturale del Kosovo, oltre a uno snodo geostorico che da millenni respira l’aria delle terre di transizione. Adagiata ai piedi dei monti Sharr e divisa in due dal fiume Lumbardhi (o Bistrica), è il luogo dove i minareti si stagliano a pochi metri dai campanili ortodossi e cattolici, e dove la lingua turca si parla ancora correntemente accanto all’albanese storico. Un perfetto esempio di convivenza e complessità balcanica, dove l’identità si è stratificata nei secoli attraverso conquiste, rinascite e ferite profonde.

Collocata lungo la strategica arteria romana che univa Niš a Scutari, la città è stata per secoli un incubatore di scambi commerciali e culturali. Prima sotto il controllo bulgaro intorno all’anno mille, poi cuore pulsante dell’Impero serbo nel XII secolo, ha visto dialogare mercanti dalmati e orientali, strutturandosi come un mosaico di influenze che resiste ancora oggi tra le pieghe della sua architettura. Alla fine dell’Ottocento, la città contava tra i 30.000 e i 40.000 abitanti, in gran parte albanesi, ma con forti minoranze serbe e valacche (queste ultime poi assimilate dalle popolazioni slave in Kosovo, ma ancora rintracciabili in Albania, specie a Korça).

Nel XIX secolo la tolleranza e la vivacità culturale erano tali che a Prizren coesistevano scuole in lingua turca, albanese, serba e persino italiana. Nonostante le dure fluttuazioni storiche – dall’inglobamento nel Regno serbo nel 1913 all’emigrazione delle famiglie turcofone a metà Novecento – la città resta oggi la più multietnica del Paese, dove convivono albanesi, serbi, turchi, rom, bosniaci, ashkali e gorani.

La città è sicuramente una delle più vivaci del Kosovo, durante la bella stagione piena di gente che viene a trascorrere qui il weekend o la domenica, e offre moltissime cose da vedere. Io ci ho trascorso una giornata e mezza e ho avuto così il tempo di esplorarla con calma.

Prizren
Prizren
Il Lungofiume con la Moschea Sinan Pasha
Il Lungofiume con la Moschea Sinan Pasha
Scorcio del centro storico
Scorcio del centro storico

PIAZZA SHADERVAN E IL PONTE DI PIETRA 

Piazza Shadervan è il cuore sociale di Prizren. Al centro si trova la fontana persiana (“shadervan”): la leggenda locale promette che chi beve quest’acqua sia destinato a tornare a Prizren. La piazza è il baricentro della vita sociale e vi ritroverete a passare di qui diverse volte durante la vostra visita. Il mio hotel si affacciava proprio su questa piazza. Intorno alla piazza, i caffè e i ristoranti con i tavolini all’aperto offrono l’osservatorio perfetto per studiare il ritmo lento della città.
La piazza si chiude sul Ponte di Pietra (Ura e Gurit). Simbolo della città, questo ponte ad arco di epoca ottomana collega le due sponde del Lumbardhi. Sebbene l’originale del XVI secolo sia stato tragicamente distrutto da un’alluvione nel 1979, è stato ricostruito fedelmente con le pietre originarie. Rappresenta la perfetta sintesi visiva di Prizren: da qui, guardando verso la collina, si abbracciano in un unico colpo d’occhio il corso del fiume, la Moschea Sinan Pasha e la fortezza che vigila dall’alto.
Il Ponte di Pietra
Il Ponte di Pietra
Piazza Shadervan
Piazza Shadervan
Piazza Shadervan
Piazza Shadervan

I LUOGHI DI CULTO INTORNO ALLA PIAZZA

Poco lontano da Shadervan si sviluppa l’incredibile stratificazione sacra.

La Chiesa di San Giorgio (1856-1887), sede dell’eparchia serbo-ortodossa, devastata nel 1999 e nel 2004, i cui interni storici sono purtroppo andati perduti.

La minuscola Chiesetta di San Nicola (XIV secolo), a navata unica, situata proprio di fronte.

La Cattedrale cattolica della Madonna del Perpetuo Soccorso (1870), punto di riferimento per la comunità cattolica-albanese. Consacrata nel 1870 e voluta dall’arcivescovo Dario Bucciarelli, questa cattedrale cattolica testimonia la componente cattolica-albanese della città.

La Chiesa ortodossa di San Giorgio
La Chiesa ortodossa di San Giorgio
La Chiesetta ortodossa di San Nicola
La Chiesetta ortodossa di San Nicola
La Cattedrale cattolica della Madonna del Perpetuo Soccorso
La Cattedrale cattolica della Madonna del Perpetuo Soccorso

E infine la Moschea Sinan Pasha, la più grande della città. Costruita nel 1615, è l’edificio simbolo del profilo urbano di Prizren. L’interno è magnifico, con un grande lampadario che pende dalla cupola affrescata con versi coranici e motivi floreali. La storiografia serba ha spesso sostenuto che per la sua costruzione fossero stati usati i marmi del vicino Monastero degli Arcangeli. Tuttavia, gli studi effettuati da archeologi italiani nel 1941 non hanno mai confermato questa teoria. La moschea subì gravi danneggiamenti nel 1919, quando parte della struttura fu gettata nel fiume, prima del definitivo restauro odierno. Edificata nel 1615 da Sofi Sinan Pasha (un importante uomo d’arme e governatore ottomano), è un capolavoro di architettura islamica classica. Spicca per il suo minareto slanciato di ben 43 metri e per le sue mura massicce (spesse oltre un metro e mezzo). All’interno, l’architettura lascia spazio alla poesia visiva: cupole e pareti sono decorate con affreschi dai colori vivaci, intricati motivi floreali e calligrafie coraniche risalenti all’Ottocento.

La Moschea Sinan Pash
La Moschea Sinan Pash
Dettaglio degli affreschi della Moschea Sinan Pash
Dettaglio degli affreschi della Moschea Sinan Pash
Interni della Moschea Sinan Pash
Interni della Moschea Sinan Pash

LA CHIESA PATRIMONIO UNESCO 

La Chiesa della Madonna di Ljeviš è un capolavoro bizantino del XIII secolo, trasformato in moschea dagli ottomani nel Settecento e riconvertito in chiesa nel XX secolo.
Questo sito, patrimonio mondiale Unesco, è un monumento cruciale per comprendere la storia medievale serbo-bizantina. Convertita in moschea dagli ottomani nel 1756 (che vi aggiunsero un minareto e intonacarono gli interni), tornò a essere una chiesa nel 1912.
Solo durante i restauri del 1952 riaffiorarono i suoi straordinari affreschi del XIV secolo, considerati tra i massimi esempi di arte bizantina della regione.
La Chiesa della Madonna di Ljeviš
La Chiesa della Madonna di Ljeviš
Affreschi della Chiesa della Madonna di Ljeviš
Affreschi della Chiesa della Madonna di Ljeviš
La Chiesa della Madonna di Ljeviš
La Chiesa della Madonna di Ljeviš

LA FORTEZZA KALAJA

Alle spalle della moschea si imbocca il ripido sentiero che in circa 15 minuti conduce alla Fortezza (Kalaja). La collina è un compendio di archeologia: l’area era frequentata già dal VI secolo a.C. e le mura vennero usate a scopi militari fino al 1912. La fortezza ospitò anche una prigione dove fu rinchiuso Abdyl Frashëri, leader della Lega.

Probabilmente fondata in epoca bizantina, la fortezza fu ampliata nel XIV secolo dall’imperatore serbo Stefan Dušan (che fece di Prizren una delle sue capitali) e successivamente ristrutturata dagli ottomani.

Lungo la salita, si incontra la Chiesa ortodossa di San Salvatore (XIII secolo), un gioiello bizantino gravemente danneggiato nei tumulti del marzo 2004 e da anni oggetto di complessi restauri.

Una volta in cima, la vista spazia sui tetti rossi, i minareti e la valle del Lumbardhi, spingendosi nelle giornate nitide fino alle montagne dell’Albania, che dista appena venti chilometri.

Dalla fortezza
Dalla fortezza
Il sentiero panoramico che conduce alla fortezza
Il sentiero panoramico che conduce alla fortezza
Vista sulla Chiesa ortodossa di San Salvatore
Vista sulla Chiesa ortodossa di San Salvatore

IL COMPLESSO DELLA LEGA DI PRIZREN

Scesi dalla fortezza, si attraversa il fiume per esplorare la parte di città che sorge sull’altra sponda. Uno dei luoghi imprescindibili da visitare per capire la storia e l’importanza di questa città è il complesso della Lega di Prizren. Sorge accanto alla maestosa Moschea Bajrakli, nota per i suoi arabeschi blu e bianchi.

In questo luogo, il 10 giugno 1878, i leader e gli intellettuali albanesi provenienti da diversi vilayet dell’Impero Ottomano si riunirono per fondare la “Lega per la difesa dei diritti della nazione albanese” e opporsi alle mutilazioni territoriali decise dai Trattati di Santo Stefano e Berlino. Questo evento segna l’inizio del moderno risveglio nazionale albanese (Rilindja).

Sebbene l’edificio originale sia stato distrutto dalle forze serbe nel 1999, è stato ricostruito ed è oggi un museo (ingresso: 1 euro) diviso in due padiglioni che ospita la Sala dell’Assemblea, documenti storici, costumi tradizionali e dipinti dell’epoca.

Il complesso della Lega di Prizren
Il complesso della Lega di Prizren
Alcune immagini conservate nel complesso della Lega di Prizren
Alcune immagini conservate nel complesso della Lega di Prizren
Alcune delle tante opere d'arte esposte nel complesso della Lega di Prizren
Alcune delle tante opere d'arte esposte nel complesso della Lega di Prizren

IL MINARETO DELLA MOSCHEA ARASTA E IL GAZI MEHMET PASHA HAMMAM

La moschea originaria, risalente al 1526, venne rasa al suolo negli anni Sessanta durante i piani di modernizzazione urbana del regime jugoslavo. La resistenza degli abitanti riuscì a salvare solo il minareto, caratterizzato da una stella a sei punte scolpita sulla pietra, che oggi svetta isolato come un monumento alla memoria salvata. Vicino al monastero c’è una bellissima opera di street art.

Proseguendo lungo Rruga e Saraçëve, si incontra il Gazi Mehmet Pasha Hammam. Costruito nel XVI secolo (intorno al 1573) dal governatore di Scutari, questo monumentale bagno turco è uno degli esempi più grandi e interessanti di ingegneria civile ottomana nei Balcani. Si tratta di un imponente bagno turco doppio (con sezioni separate per uomini e donne), caratterizzato dalle numerose cupole. È rimasto attivo fino alla metà del Novecento (la sezione femminile chiuse nel 1926, quella maschile nel 1944).

Infine, imboccando Rruga Adem Jashari, oggi celebre per la sfilata di negozi di abiti da sposa, si incrocia la Moschea Emin Pasha (1831), ricca di dettagli tardo-ottomani, che merita sicuramente una visita.

Il minareto sopravvissuto della moschea Arasta
Il minareto sopravvissuto della moschea Arasta
Gazi Mehmet Pasha Hammam
Gazi Mehmet Pasha Hammam
La Moschea Emin Pasha
La Moschea Emin Pasha

LA HALVETI TEKKE E LA MOSCHEA DEI SELLAI

Lungo una delle strade più pittoresche di Prizren, dove si trovano ottimi ristoranti, caffè e negozi, ci si imbatte quasi per caso nella Halveti Tekke, un austero complesso derviscio di ordine sufi fondato alla fine del XVI secolo. È un microcosmo composto da stanze di preghiera, sale d’attesa e la stanza dei riti, finemente decorata in legno e arricchita dalle spade cerimoniali dell’ordine. Si può entrare nel cortile, non ho avuto modo di entrare personalmente all’interno perché durante la mia visita era chiuso.

A poca distanza sorge la Moschea dei Saraçëve (1534), il cui nome (“sellai”) evoca l’antica concentrazione di botteghe artigiane del quartiere.

Il cortile della Halveti Tekke
Il cortile della Halveti Tekke
Un caffè turco lungo la strada della tekke
Un caffè turco lungo la strada della tekke
La pittoresca strada lungo la quale si affaccia la tekke
La pittoresca strada lungo la quale si affaccia la tekke

DOVE MANGIARE A PRIZREN

Hani i Vjeter

Forse il miglior ristorante tipico di Prizren. Atmosfera calda e accogliente con un arredamento tradizionale che richiama il folklore locale, a pochi pssi dal Ponte di Pietra. Il ristorante è su due piani e al primo piano c’è anche una piccola terrazza.

Si mangia benissimo, si spende il giusto, i camerieri sono molto gentili. Il menù è ampio, ma se venite qui io vi consiglio di concentrarvi sulle specialità tipiche kosovare che non troverete facilmente in altri ristoranti della città.

Tra le specialità più celebri spiccano la tava (carne e verdure cotte lentamente in contenitori di terracotta) e i piatti a base di agnello e vitello al forno. Ogni pasto è accompagnato da pane caldo appena sfornato, da vino e birra locali.

Super consigliato!

Hani i Vjeter
L'ingresso di Hani i Vjeter
Una tava nella tipica terracotta
Una tava nella tipica terracotta
Una delle sale di Hani i Vjeter
Una delle sale di Hani i Vjeter

Grill Hyska

La grill house Grill Hyska (spesso indicata dai locali come Qebaptore Hyska), situata sulla piazza principale Shadervan, è una vera e propria istituzione cittadina con oltre quarant’anni di storia e tradizione alle spalle nella preparazione della carne alla griglia.

L’atmosfera è quella tipica, informale e decisamente frenetica di una qebaptore tradizionale: un locale verace, molto frequentato dalla gente del posto e dai viaggiatori di passaggio, perfetto per un pasto veloce, sostanzioso e dai sapori decisi.

Il menù è un trionfo della cultura della griglia balcanica e si concentra su poche storiche specialità, preparate secondo la tradizione. Il punto forte indiscusso del locale sono i qebapa (le classiche polpette di carne speziate all’albanese) serviti caldissimi e immersi nel kajmak (una crema di latte densa e leggermente salata).

Ottime anche le qofte (polpette schiacciate) e la pleskavica (il tipico burger speziato, spesso farcito di formaggio), oltre alle virshlle (salsicce locali alla griglia). Ogni piatto viene rigorosamente accompagnato dal somun (o gjevrek), il tipico pane piatto locale sfornato caldo e perfetto per fare la scarpetta nel kajmak.

Pleskavica con il kaimak
Pleskavica con il kaimak

Te Baki

Se c’è una cosa che Prizren sa fare, è raccontare storie attraverso i suoi profumi. Per trovare quelle più sincere, però, spesso bisogna scostarsi un filo dai flussi turistici principali e cercare le insegne dove la quotidianità si muove con un ritmo autentico e misurato. Te Baki è esattamente questo: una qebaptore (griglieria) vecchio stile, racchiusa in un angolo urbano che conserva intatto il fascino dei ritmi locali.

Il vero motivo per fermarsi qui, oltre alla magnetica semplicità del posto, è la scritta che campeggia sulla vetrina: Special Banjalluqki Qebapa. Mentre il Kosovo va giustamente fiero della propria tradizione di carne alla griglia, Te Baki si distingue portando a Prizren la variante tipica di Banja Luka (Banjalučki ćevapi).

A differenza dei classici qebapa singoli, la variante di Banja Luka viene tradizionalmente grigliata in piccoli blocchi compatti che vengono serviti caldissimi all’interno di una lepinja (il tipico pane piatto e soffice) che assorbe i succhi della cottura, rigorosamente accompagnati da una generosa manciata di cipolla cruda tritata. La cottura ravvicinata della carne mantiene l’interno decisamente succoso, offrendo un morso ricco e una consistenza diversa rispetto allo standard locale.

È il classico locale in cui ci si siede non per il design d’interni, ma per la costanza della qualità e per il piacere di guardare la vita della città che scorre sul pavé.

Te Baki
Te Baki
Il menù di Te Baki all'ingresso
Il menù di Te Baki all'ingresso
Qebapa da Te Baki
Qebapa da Te Baki

Street – grill, coffee and more

Situato lungo Rrugë Remzi Ademaj, è il posto perfetto per un pasto veloce, senza rinunciare alla tradizione. Rappresenta un’evoluzione moderna e contemporanea delle classiche qebaptore di Prizren, fondendo l’anima della griglia tradizionale con lo stile di una caffetteria e burgeria gourmet di stampo occidentale.

Poche e semplici sedie nella terrazza esterna, accoglienza calorosa da parte di una gestione familiare molto simpatica (il titolare conosce anche un po’ di italiano perchè ha lavorato a Bolzano).

Accanto alla proposta alla griglia classica, c’è una buona selezione di hamburger. Per chi vuole assaggiare un po’ di tutto, il piatto combinato unisce qebapa tradizionali, pleskavica, suxhuk (la tipica salsiccia speziata) e filetto di pollo, serviti con le immancabili speca me ajkë (peperoni in crema di latte/panna acida) e una particolare insalata di patate.

Qofte con pane caldo
Qofte con pane caldo

Bloomsbyllullu

Interni luminosi, accostamenti cromatici delicati e una presenza massiccia di elementi botanici e composizioni floreali (i blooms, appunto) che danno il nome al locale. Ogni angolo è studiato con un gusto minimale ma caldo. È il rifugio perfetto per i creativi locali, per i viaggiatori in cerca di una pausa rilassata e per chiunque voglia osservare il fermento della gioventù kosovara, che qui si ritrova per lavorare al laptop, leggere o chiacchierare a bassa voce.

Accanto a un caffè espresso impeccabile, si trovano proposte più internazionali e contemporanee, come ottimi specialty coffee, matcha latte e bevande botaniche artigianali. I dolci sono piccole speciali, freschi e leggeri, tutti home made.

Colazione da Bloomsbyllullu
Colazione da Bloomsbyllullu
La terrazza esterna di Bloomsbyllullu
La terrazza esterna di Bloomsbyllullu

Saray Sweets

Cambiando completamente registro e passando al capitolo dell’eredità ottomana più golosa di Prizren, Saray Sweets (il cui nome, che significa “Palazzo”, evoca non a caso i fasti imperiali) rappresenta il tempio della sosta a base di zucchero.

L’impatto visivo è dominato dalle grandi teglie metalliche tonde in cui le baklave sono allineate con precisione millimetrica. Il menu è un viaggio tra sfoglia phyllo, frutta secca e sciroppo, ma con alcune variazioni sul tema.

La Bakllava e Ftohtë (Baklava fredda) è la rivoluzione recente della pasticceria regionale. Invece di essere immersa esclusivamente nello sciroppo di zucchero bollente, viene bagnata con una miscela a base di latte e panna, e infine spolverata con cacao, pistacchio o cocco. Il risultato è un dolce sorprendentemente fresco, meno stucchevole del classico e dalla consistenza vellutata.

Per chi cerca consistenze diverse, ci sono la Burma (arrotolata a nido, spesso arricchita con fili di kadaif) e la Midye (a forma di conchiglia). 

Provate la baklava fredda al pistacchio e abbinatela a un caffè turco amaro!

Il banco dolci di Saray Sweets
Il banco dolci di Saray Sweets
Saray Sweets
Saray Sweets
La sala del Saray Sweets
La sala del Saray Sweets

Çajtore Menta

Questo locale è una vera e propria istituzione storica di Prizren: si tratta di una çajtore (o çayhane), ovvero una tradizionale sala da tè e caffetteria alla vecchia maniera balcanica. Si trova esattamente in Rruga Mimar Sinani, la stradina acciottolata situata proprio dietro alla maestosa Sinan Pasha Mosque.

Il caffè turco servito nella tazzina bianca è accompagnato dal classico cubetto di lokum (il dolcetto gelatinoso alla rosa o menta spolverato di zucchero a velo), infilzato con la tipica forchettina di plastica trasparente. Questo è il modo rituale e immutabile in cui viene servito qui.

Le pareti sono decorate da decine di piccole cornici scure disposte in file ordinate, contenenti fotografie storiche in bianco e nero della Prizren d’epoca (il Ponte di Pietra, le vecchie strade, scene di vita quotidiana del passato). Ho amato tutto l’arredamento: i tavolini tondi con il piano in granito rossastro e le gambe metalliche, i dosatori di zucchero in vetro retrò e le tipiche sedie in tessuto blu.

Questo locale è attivo da oltre quarant’anni ed è il posto perfetto per immergersi nella vita locale più autentica, dove gli abitanti del posto si rilassano per ore chiacchierando o giocando a carte.

Caffè turco e lokum da Çajtore Menta
Caffè turco e lokum da Çajtore Menta
La salad di Çajtore Menta
La salad di Çajtore Menta

Che ne dite di Prizren? Può essere una meta interessante?

Sul blog trovate anche gli articoli sul mio itinerario completo in Kosovo e su dove dormire on the road.

Post Author
RitagliDiViaggio
Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le foto dei miei viaggi

Vuoi vedere le immagini più emozionanti dei miei viaggi? Seguimi su Instagram, dove pubblico le foto più significative dei luoghi che ho visitato

Join to Instagram