Cose da sapere per visitare Beirut

Ma Beirut è sicura? La domanda sulla sicurezza è la prima che mi sento rivolgere quando torno da un viaggio in luoghi poco battuti dal turismo, che poi sono anche quelli che io più amo visitare. Figuriamoci Beirut… La curiosità verso lo sconosciuto o verso quello che la maggioranza considera poco interessante ha sempre attirato la mia attenzione.

In particolare il timore di andare a Beirut deriva dal fatto che la metropoli del Libano è stata al centro della cronaca internazionale per decenni a causa della guerra civile e di cruenti attentati. L’immaginario di una città a forte rischio ha quindi buoni motivi di esistere.

Da alcuni anni la situazione è più tranquilla, per quanto ormai sia relativamente difficile definire una destinazione sicura e tranquilla, considerando quanto successo in Usa, oltre che a Parigi e Bruxelles in anni recenti.

Ognuno, dunque, deve fare i conti con se stesso. Il viaggio rimane sempre un’esperienza personale, a partire dalla decisione del luogo da visitare.

Com’è Beirut? Una città complessa e complicata. Lo si nota già dalla struttura urbana, ricca di contrasti e spesso contorta. Sembra quasi che l’architettura sia lo specchio della profonda complessità culturale, relgiosa e politica. Capire Beirut è quasi impossibile. La metropoli è formata da tanti quartieri che costituiscono una sorta di micro città a sé, caratterizzate dall’appartenenza religiosa e politica. Nei quartieri ad ovest la maggioranza degli abitanti è di fede musulmana e qui è più facile vedere donne velate e case abbandonate. La zona ad est invece è cristiana, con popolazioni di fede soprattutto maronita, greco ortodossa e armena.

Gli abitanti sono accoglienti, nonostante non siano abituati ad avere a che fare con molti turisti. Molti conoscono bene l’inglese e soprattutto il francese: alcune persone mescolano le parole delle due lingue con facilità per riuscire a farsi capire. Siate sempre discreti con le domande, soprattutto quelle che riguardano la politica e non date facili giudizi, ma piuttosto ascoltate le opinioni delle persone con cui entrate in contatto. Evitate soprattutto di pronunciare la parola Hezbollah nei luoghi pubblici: noterete che nessuno dei locali lo fa mai.

Il breve vademecum con le cose da sapere per visitare Beirut che ho inserito in questo post dovrebbero servire a rispondere sia alla domanda sulla sicurezza, sia a chiarire alcune cose pratiche:
– come arrivare,
– dove dormire,
– come muoversi in città,
– dove cambiare i soldi e quanto costa la vita,
– dove reperire informazioni turistiche,
– come fotografare cose e persone in città, ovviamente a partire dalla mia esperienza diretta.

Vi anticipo subito una cosa: andare a Beirut è più semplice e meno pericoloso di quanto si possa immaginare.

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COME ARRIVARE

I VOLI. Noi abbiamo preso un volo della Turkish Airlines da Venezia con scalo a Istanbul. Avendo 4 giorni a disposizione (abbiamo visitato la città durante il ponte del 1° novembre), abbiamo deciso di ottimizzare il tempo con i voli notturni. Dunque siamo atterrati a Beirut alle 4 del mattino del 29 ottobre e abbiamo ripreso il volo di ritorno alle 3 di notte del 1 novembre.

Attenzione: anche se viaggiate soltanto con bagaglio a mano e fate il check-in online, dovrete comunque recarvi al desk della compagnia aerea, per il controllo dei passaporti. La Turkish controlla anche il peso del vostro bagaglio a mano, che non deve superare gli 8 chili, ma c’è la possibilità di portare con sé anche una borsetta o la borsa con la macchina fotografica.

IL VISTO TURISTICO. Per entrare in Libano serve il visto d’ingresso, ma è gratuito e viene applicato in aeroporto, nel caso si tratti di un semplice visto turistico. Il passaporto deve avere una validità superiore ai sei mesi. Su Viaggiare sicuri si dice anche che è necessario avere un biglietto di ritorno, ma a noi nessuno lo ha chiesto.

Attenzione: l’entrata in Libano e quindi il visto non viene concesso ai titolari di passaporto israeliano o, nel caso di passaporti di altra nazionalità, italiani compresi, a chi ha sul passaporto il visto di Israele.

Viaggio di andata: dovrete compilare la classica schedina i cui dichiarare dati anagrafici e quelli del passaporto, il luogo di alloggio e scegliere la tipologia di visto richiesto, che ovviamente sarà turistico. La schedina di solito vi viene già data a bordo dell’aereo, in modo che al vostro arrivo, prima del ritiro dei bagagli, potrete recarvi allo sportello VISA e ottenere il visto di entrata. L’operazion è molto veloce, dunque se non c’è coda, otterrete il visto in pochi minuti.

Viaggio di ritorno: la procedura è la stessa. Dovrete compilare lo stesso tipo di schedina, che si distingue da quella dell’andata solo per il colore rosa. Vi sarà consegnata al momento del check-in, poi passerete ai vari controlli, dove vi sarà apposto il visto di uscita.

Noi abbiamo fatto tutto in pochi minuti, ma l’aeroporto era quasi vuoto, probabilmente per via dei voli notturni. Il consiglio è di arrivare come minimo due ore prima, perché a volte capita che i tempi di attesa siano molto lunghi a causa delle file che si vengono a creare.

I CONTROLLI IN AEROPORTO. Sono numerosi, soprattutto alla partenza da Beirut. Durante il transfer a Istanbul, invece, il bagaglio a mano non è stato controllato di nuovo. Siamo andati diretti al gate (ovviamente avevamo già il boarding pass per il volo Istanbul-Beirut). L’aeroporto Ataturk è enorme e quindi calcolate almeno per mezz’ora soltanto per passare da un terminal all’altro nel caso vi capiti, come a noi, di dover fare chilometri dal gate in cui è atterrato il vostro primo aereo fino a quello da cui prendere il secondo.

I controlli sono più numerosi alla partenza da Beirut. Il primo controllo avviene prima ancora di arrivare ai banchi delle compagnie: appena entrati in aeroporto, c’è un primo controllo del passaporto e dei bagagli prima di arrivare ai banchi del check-in. Dopodiché, ci saranno altri tre controlli: uno per il passaporto, uno per il bagaglio a mano e uno per il visto di uscita. Infine, c’è controllo che mai ti aspetteresti: al gate, dopo lo strappo del boarding pass da parte del personale della compagnia, un militare, prima che voi entriate nell’aereo, controllerà di nuovo il vostro passaporto, in particolare i visti. Il tutto però nel nostro caso si è svolto abbastanza velocemente e senza alcun intoppo o fastidio. Al ritorno il bagaglio a mano è stato controllato nuovamente anche all’aeroporto di Istanbul.

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LA SICUREZZA

I militari in città. La città è molto militarizzata, in particolare il centro storico e la zona di DownTown. La zona intorno a place d’Etoile è chiusa al traffico e vi si può accedere soltanto attraverso i varchi presidiati rigorosamente dai militari, che controlleranno i vostri movimenti e vi richiameranno all’ordine se vi dirigerete in aree vietate o se scatterete fotografie a edifici che loro ritengono proibiti. Non c’è però alcun controllo dei documenti, o perlomeno a noi non è mai capitato. Anzi, nei confronti dei turisti i militari sono piuttosto amichevoli e tolleranti. Fate però attenzione a rispettare le regole e a non creare problemi inutili e siate collaborativi.
In centro noterete anche numerosi cantieri aperti.
Alcuni riguardano grattaciali e palazzi privati, destinati a uffici e appartamenti, soprattutto nella zona di DownTown di fronte alla baia. Alcuni di questi palazzi sono sorvegliati da militari.
Due cantieri molto grandi riguardano invece zone pubbliche. La prima è piazza dei Martiri: un tempo destinata a parcheggio, sono in corso lavori che si spera riporteranno questo luogo simbolico a nuova vita: in questo momento però la zona interna della piazza è praticamente inaccessibile e dal lato del quartiere di Ashrafieh vi si affacciano numerosi palazzi ricoperti da teloni. Sul lato opposto, invece, verso DownTown, subito dopo la grande moschea, c’è una vasta zona aperta recintata. Il suo interno è costituito in parte da un piccolo parcheggio, in parte da una zona in ristrutturazione e in parte da postazioni militari. Da una mappa riportata nel libro “Berut, Libano” del giornalista Riccardo Cristiano sembra che proprio qui ci fossero le tende di Hezbollah. Dal progetto immaginato da Rafiq Hariri, la cui immagine campeggia lungo le barriere che chiudono il cantiere verso il lato della strada, sembra invece che in questa zona prenderà forma il Giardino del Perdono, circondato dagli edifici di culto diversi già restaurati che sorgono a DownTown. Anche questa zona è sorvegliata dai militari e in parte inaccessibile.

Le zone da evitare. Beirut è una metropoli, la città è davvero enorme e avrete l’imbarazzo della scelta sulle zone da visitare. La stragrande maggioranza dei musei, degli edifici di culto, dei monumenti, delle piazze e delle zone interessanti da vedere si trovano nel centro storico e nei quartieri subito a ridosso di esso. Non c’è motivo quindi di spingersi in zone troppo periferiche. In particolare è sconsigliato avventurarsi da soli nelle zone intorno all’aeroporto e nei quartieri di Sabra e Shatila. Il sito della Farnesina consiglia anche di non andare nel quartiere di Burj el Barajne, dove nel 2015 c’è stato un attentato suicida. Per il resto Beirut è visitabile senza problemi, con le uniche accortezze verso le zone militari di cui scrivevo sopra.

Le elezioni presidenziali del 31 ottobre 2016. Il caso a voluto che il mio viaggio a Beirut coincidesse anche con le elezione del Presidente della Repubblica del Libano. Un momento di importanza storica, visto che il ruolo era vacante da due anni e mezzo. Il candidato in pectore era il generale Michael Aoun, cristiano maronita come prevede il Patto nazionale del Paese, che aveva già avuto il via libera da parte della maggior parte delle forze politiche del Paese. E infatti è stato eletto. A Beirut il momento storico si percepiva già dai giorni precedenti, soprattutto nel quartiere di Ashrafieh da cui proviene Aoun. La faccia di Aoun compariva sulle gigantografie appese ai grattaciali di Piazza Sassine, centro del quartiere, sugli schermi a Led lungo i viali principali del quartiere e su svariati manifesti distribuiti lungo le strade. In Piazza Sassine le bandiere dei supporter del partito di Aoun sventolavano dalle auto e dai gazebo, pronte a festeggiare la vittoria annunciata. Le misure di sicurezza sono state massiccie: militari controllavano ogni angolo del centro storico e numerose strade di DownTown erano chiuse al traffico. La mattina dell’elezione, i viali di Beirut, solitamente intasati di traffico, erano praticamente vuoti. Tutti erano davanti alla Tv a guardare lo scrutinio. Io sarei andata a vedere i cortei in centro, ma in molti ci hanno sconsigliato di girare in città durante questa giornata e subito dopo le elezioni, per motivi di sicurezza. Non si temeva tanto scrontri tra diversi gruppi, quanto i rischi dovuti ai festeggiamenti. Il nostro autista Uber ci ha spiegato che quasi tutti gli abitanti hanno in casa un’arma ed è capitato altre volte che per festeggiare fossero sparati dei colpi in aria che poi hanno ferito le persone. Cose sentite anche in altre parti del mondo, ovviamente. A Beirut fanno soltanto un po’ più di impressione… Per fortuna le elezioni si sono svolte senza alcun tipo di incidente. Noi abbiamo fatto i bravi, seguito i consigli e rimasti all’interno di un bar di Armenia Street quando è arrivata la notizia che il Libano aveva finalmente un Presidente. Più di qualche fuoco d’artificio in strada e qualche carosello di auto, però, non si è visto. Meglio così.

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MONETA E COSTI

La moneta è la Lira libanese. Un euro corrisponde a circa 1.600 lire libanesi. I pagamenti quindi assomigliano molto a quelli con le nostre vecchie lire italiane.

Potete prelevare denaro dagli sportelli automatici delle numerose banche in città. Appena arrivati ci sono anche i bancomat all’aeroporto: come sempre, limitatevi a fare un piccolo prelievo per le prime spese e poi preferite cambiare in città, dove i prezzi sono migliori. In centro ci sono anche alcuni cambiavalute. Vengono accettati praticamente ovunque anche dollari, che di fatto sono la seconda moneta del Paese. In rari casi sono accettati anche gli euro.

Beirut è una città molto costosa. I costi di qualunque cosa sono molto alti. Per quanto voi proviate a essere discreti, non passerete inosservati. Sono ancora pochissimi i turisti europei che arrivano a Beirut, dunque, per quanto gli abitanti siano molto ospitali, sarete subito identificati come turisti stranieri a cui strappare un prezzo più alto, in particolare per i servizi come il taxi, di cui vi ho già parlato prima.

Per mangiare calcolate di spendere un po’ più del solito. Un caffè in un locale normale costa circa 3.000-4.000 mila lire, pari quindi poco meno di 2 euro. Un piatto in un ristorante medio costa circa 25.000-30.000 lire. Ovviamente i prezzi salgono se andate nei locali di tendenza della città. I turisti del Golfo vengono qui per fare shopping e per la famosa nightlife della capitale libanese, dunque la stragrande maggioranza dei prezzi sono tarati su questa tipologia di clientela. Fare shopping è estremamente costoso, visto che la maggior parte dei negozi interessanti propongono merce bellissima ma dai prezzi esorbitanti: per lo stesso capo comprato in Italia il rincaro è di circa il 30%.

L’unica merce economica è la benzina: un litro di carburante costa circa 70 centesimi di euro. Il nostro tassista Uber ci ha raccontato che in passato era molto più cara, ma che ad un certo punto c’è stato uno sciopero generale della popolazione che non si è più recato a fare benzina paralizzando la città e a quel punto un parlamentare ha fatto una sorta di interrogazione riuscendo a far dimezzare i costi sul carburante. Ci hanno detto che anche le sigarette costano poco, ma visto che non fumo non saprei dirvi il prezzo.

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DOVE ALOGGIARE

Alloggiare a Beirut è facile. Si uò prenotare un hotel tramite Booking o cercare una camera o un appartamento su Airbnb, che comincia a diffondersi.

Non farete fatica a trovare un hotel a Beirut, soprattutto se volete un hotel di lusso. C’è davvero di tutto e sono tutti in pieno centro, spesso con vista mare panoramica. Ci sono hotel bellissimi da vedere come vere e proprie attrazioni turistiche, come il Four Season che si affaccia sulla Marina.

Se volete viaggiare low cost, ma senza rinunciare a un minimo di confort, la scelta deve essere un po’ più oculata, per non finire nelle bettole. A me è andata bene e quindi vi segnalo l’hotel in cui abbiamo dormito noi. È il Mayflower hotel, prenotato semplicemente su Booking, 148 euro per tre notti. L’ho scelto perché avevo bisogno di una reception 24 su 24 e di un deposito bagagli, visto che avevamo voli notturni e perché nel prezzo era compresa la colazione, oltre al fatto che aveva buone recensioni e si trovava in una posizione centrale, nel quartiere di Hamra. Al nostro arrivo alle 4 del mattino, ci hanno assegnato una delle due suite al settimo e ultimo piano, ovviamente senza pagare di più, ma immagino che anche le altre camere siano buone, al limite soltanto un po’ più piccole della nostra, che aveva anche un’enorme terrazza sulla città. L’unica raccomandazione è quella di non farvi ingannare dalle foto dell’hotel che troverete online: non corrispondono alla realtà, l’hotel è più vecchio e la terrazza con piscina sul tetto è un disastro, praticamente inutilizzata. L’hotel però è funzionale, le stanze sono molto pulite, il bagno nuovissimo e dotato di asciugacapelli, asciugamani numerosi, prodotti da toilette. Lo staff è molto gentile e la colazione a buffet è buona e abbondante.

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COME MUOVERSI

Beirut è formata da grandi viali che attraversano la metropoli da nord a sud e da est a ovest, un grande viale che percorre tutte le Corniche fino al porto, alcune strade più piccole che attraversano i quartieri. Queste ultime spesso non sono identificate con con un nome specifico, come quelle più importanti, ma soltanto con un numero preceduto da “Rue”: è un sistema lasciato tale e quale dai tempi della denominazione francese. Non esiste quindi un modo per identificare in modo certo ogni singola strada della città, ma in ogni caso girare non è difficile, visto che c’è un numero di vie e viali con un nome preciso sufficienti per capire dove ci si trova. Moltissime strade hanno un nome francese.

Consiglio: al vostro tassista date l’indicazione di un punto di riferimento, ad esempio un hotel o un ristorante, piuttosto che di una strada, anche se non dovete recarvi in quell’hotel o in quel ristorante. Sarà più semplice sia per lui sia per voi portavi nel luogo che desiderate.

Non esiste un vero sistema di trasporto pubblico per girare la città. La metropoli è  formata da oltre un milione di abitanti che si muovono tutti in auto. Vi lascio immaginare… Le strade sono intasatissime e tutti suonano il clacson nella speranza di farsi strada. La benzina costa poco rispetto ai prezzi a cui siamo abituati noi.

TAXI: ce ne sono tantissimi e sono cari, a meno che non abbiate voglia e tempo di perdervi in estenuanti trattative o non siate accompagnati da qualche locale, e le fregature nei confronti dei turisti sono dietro l’angolo, insomma più o meno come ovunque nel mondo. Mentre camminate per strada i tassisti proveranno ad attirare la vostra attenzione a colpi di clacson e spesso rallentano l’auto nel timore che possiate non aver capito. Lo faranno di continuo. Fate finta di non vederli: anche se fate cenno di no continueranno ad aspettarvi fino a quando voi non tirerete dritto. Le compagnie di taxi più accreditate sono Allotaxi, Charlie e Lebanon taxi. I tassisti hanno il tassametro, ma non sperate che questo sia una garanzia. I taxi sono molto cari. A noi dall’aeroporto all’hotel in Hamra hanno chiesto ben 45 euro. Ma è stata l’unica volta che ne abbiamo usufruito. Dovete inoltre sapere che a Beirut tutti sono un po’ taxisti, tant’è che le targhe rosse delle auto identificano i privati che hanno ottenuto una sorta di licenza anche per trasportare a pagamento persone. Ci hanno sconsigliato di usare questo tipo di auto e di preferire le compagnie ufficiali e riconosciute come tali, anche se più care.

UBER: diffusissimo e molto usato a Beirut, mi stato consigliato da un amico che ha vissuto là tre mesi ed è stato il mezzo di trasporto che abbiamo usato di più per gli spostamenti in auto. Dall’hotel all’aeroporto abbiamo speso 14.000 lire (non c’era traffico, la media è di 18.000 lire). Basta scaricare l’app di Uber, trovare un wifi (presente in molto locali pubblici e hotel) e fare la vostra richiesta. Per andare dal quartiere musulmano a quello cristiano ci spendono circa 6-7.000 lire libanesi. Esiste anche Uber black: spostamenti in limousine per appuntamenti di lavoro o galanti.

BUS URBANI: sembra che i bus a Beirut esistono, anche se non ne avrete la percezione. Non ci sono fermate precise, né mezzi riconoscibili come i nostri tipici bus. Non saprei darvi indicazioni in più, anche perché sembra che le tratte e le fermate cambino molto velocemente e le compagnie di bus non mettono a disposizione informazioni. Vi inko una mappa non aggiornata dei bus che ho trovato in rete e buona fortuna!

SERVICES: sono una sorta di bus collettivi. Il sito della Farnesina e alcune persone che abitano in città ne sconsigliano l’uso agli stranieri, tanto più che non sono chiare le fermate né le direzioni prese dai services e quindi il rischio di perdervi è abbastanza elevato. Però è sicuramente un modo economico e abbastanza veloce per spostarsi in città, utilizzato dalla maggior parte degli abitanti che non possono permettersi un auto privata.

BUS EXTRAURBANI: la stazione dei bus si chiama Charles Helou e si trova in Street, nei pressi del porto, sotto un enorme cavalcavia. Il troppo poco tempo a disposizione purtroppo non ci ha permesso di fare escursioni, motivo per cui mi piacerebbe molto tornare in Libano. Da vedere se avete tempo: il santuario di Harissa sul Monte Libano e Byblos, con il suo bellissimo sito archeologico. Da qui partono i bus per queste destinazioni. Il bus per Byblos, 30-40 Km a nord di Beirut, porta anche a Tripoli, verso il nord, città che secondo me deve essere molto affascinante, anche se il sito della Farnesina ne sconsiglia la visita.

BICICLETTE: è impossibile percorrere le trafficatissime strade di Beirut in bicicletta. I libanesi però sembrano sentire molto l’esigenza di muoversi con mezzi alternativi alle auto. Mi ha sorpreso vedere che, vicino al mare, nei pressi del centro storico, esista un Bike Club formato da una piazza recintata dove intere famiglie noleggiano una bici per pedalare in pochi metri quadrati. Durante i weekend il Bike Club organizza anche pedalate in città: per poter fare queste escursioni, il traffico viene bloccato per alcuni minuti in attesa che passino i ciclisti. Pazzesco! Alcuni vanno in bici lungo i viali pedonali delle Corniche, ma diciamo che sul fronte della mobilità sostenibile a Beirut c’è ancora parecchio da fare.

A PIEDI: la città è molto grande e anche solo percorrere tutto il centro storico a piedi è un’impresa. A me piace molto scoprire la città a piedi perché si possono vedere molte più cose e angoli nascosti. Preparatevi a camminare parecchio, tanto più che alcuni quartieri di Beirut si trovano su piccole colline, a cui si accede da lunghi viali trafficati o da pittoresche scalinate, e magari ad alternare le lunghe camminate a qualche corsa con Uber. Gli abitanti non vivono molto la città a piedi, se on per brevi tratti, anche perché l’automobile qui è ancora uno status symbol.

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INFORMAZIONI TURISTICHE

UFFICIO TURISTICO: non esiste un ufficio turistico in città. La sede del Ministero del turismo è in Hamra street ma il palazzo dall’esterno non è troppo invitante.

MAPPE: a Beirut non sono riuscita a trovare una mappa con le attrazioni storiche e artistiche. Esiste però la pubblicazione “Best of Beirut”, una piccola guida pubblicata quattro volte all’anno, una per ogni stagione e finanziata probabilmente da alcuni bar e ristoranti. Vi sono indicati alcuni bar, ristoranti e negozi, oltre ad alcune curiosità sulla città. Viene distribuita soltanto nei locali che hanno aderito. Il libretto ha una grafica accattivante e può anche aiutare a riconoscere i diversi quartieri e le strade principali del centro storico, quindi può essere usata anche come mappa, in mancanza di meglio. La guida è realizzata da Zawarib e in rete ho trovato la stessa mappa usata nel libretto, ma completa della città che che mi è servita per organizzare il viaggio e farmi una prima idea della città e che vi consiglio di scaricare e tenere sul cellulare. Scarica la mappa da questo sito.

GUIDE  E LIBRI : Non ho trovato nessuna guida di Beirut in commercio. Sul Libano esiste la guida della Bradt in inglese.
Sembra però che stia nascendo la Beirut “In your pocket”.
Un po’ di informazioni utili sulla città si trovano su Wikitravel in inglese.

Ci sono diversi libri interessanti – romanzi e saggi – su Beirut. Io ve ne suggerisco alcuni, che anch’io ho letto prima di partire:
Beirut, Libano di Riccardo Cristiano
Beirut, la non-città di Adonis
Beirut, I love you di Zena El Khalil
Una sera qualsiasi a Beirut di Sélim Nassib
Beirut, la notte di Diane Mazlou

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SCATTARE FOTOGRAFIE

I luoghi in cui è vietato scattare foto sono numerosi, ma non sempre ci sono indicazioni chiare al riguardo.

CHIESE: come un po’ ovunque, è vietato usare la macchina fotografica all’interno di alcuni edifici di culto, ma in questo caso troverete il tradizionale cartello all’entrata.

MUSEI: nei musei a volte è permesso scattare, basta evitare di usare il flash (come ad esempio all’interno del museo Sursock di arte contemporanea).

ZONE MILITARI. La cosa più importante a cui fare attenzione sono i luoghi sorvegliati dai militari. Alcuni li riconoscerete abbastanza facilmente perché sono caserme da cui spunta il filo spinato. Il muro esterno però è dipinto con i colori della bandiera del Libano, dunque la prima cosa che vi verrà in mente quando le vedrete non sarà quella di pensare a un luogo militare, ma a un bel muro dipinto da… fotografare! Fate attenzione, perché rischiate di essere richiamati all’ordine in modo molto severo! Poi ovviamente evitate di fotografare i varchi di DownTown presidiati dai militari e sarete sorvegliati attentamente nelle vostre azioni anche nella zona del Gran Serraglio. Io sono stata ripresa anche soltanto per aver fotografato una strada e la facciata della chiesa dei cappuccini che si trova nei pressi. Insomma, i militari spuntano un po’ ovunque, da qualunque strada, anche nei luoghi che mai avreste immaginato (ad esempio, non permettono di fotografare il faro da vicino). È una questione di sicurezza, quindi assolutamente comprensibile. Fate attenzione e nel caso da lontano vi facciano cenno con la mano, dite subito “Sorry” e mettete via la macchina fotografica. Io ho fatto così, poi, dopo aver svoltato l’angolo, la tiravo fuori di nuovo, ma facendo attenzione di essermi allontana a sufficienza dalla zona vietata.

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Ho dimenticato qualcosa? Qualche informazione vi sembra poco chiara?

La vostra esperienza è stata diversa?

Fatemi pure altre domande (anche se di certo non ho la risposta a tutto) o raccontatemi le vostre impressioni nei commenti, così contribuiamo insieme a rendere questa mini-guida sempre più aggiornata e completa.

Vi potrebbe anche interessare: COSA VEDERE A BEIRUT IN TRE GIORNI.

Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

16 Commenti
  1. pubblicato da
    Ali
    Nov 19, 2016 Reply

    Troppo interessante il tuo articolo sono un libanese e vivo in italia , molto preciso con dettagli importanti e spiegato in modo chiaro
    Bravo spero che avete passato un bel tempo a Beirut
    Saluti

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Nov 19, 2016 Reply

      Ma grazie! I complimenti di un libanese valgono doppio ? Felice che tu lo abbia trovato chiaro e interessante! Beirut ci è piaciuta tantissimo!! Hai letto anche l’altro post su Beirut, quello sulle cose da vedere? Abbiamo girato la città in lungo e in largo, la consiglioa tutti, anche se capisco che ci possa essere ancora qualche timore.

  2. pubblicato da
    fabrizio RABACHIN
    Dic 27, 2016 Reply

    Mi spiace leggere che le zone più pericolose sono quelle che segnali (Sabra; Chatila e Burj el Barajne) ma il sentimento che ho lasciato in quei posti è troppo forte e ci andrò comunque. Sai come fare per raggiungere la valle della Beqà (Baalbeck) con i bus extraurbani?Orari?
    Grazie

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Dic 29, 2016 Reply

      E allora buon viaggio ? Magari fai solo attenzione a scattare foto. Non ho idea se ci siano bus per Baalbeck, qualcosa forse ci sarà. Tantomeno so dirti gli orari, che non ho visto indicati da nessuna parte, per nessuna destinazione. L’unica cosa da fare secondo me è andare alla stazione dei bus extraurbani e chiedere lì, oppure provare a chiedere in hotel. I più reclamizzati sono i bus per Byblos o al massimo Tripoli: i conducenti urlano le destinazioni appena vedono passare uno straniero davanti ai pulmini della stazione. Buona fortuna!

  3. pubblicato da
    Tatiana
    Giu 12, 2017 Reply

    Andrò a Beirut tra qualche settimana ed ho trovato l’articolo veramente molto utile, oltre che interessante! Soprattutto ho trovato molto utili gli spunti sulle guide, data la difficoltà di trovare una guida turistica recente nelle librerie.

  4. pubblicato da
    RitagliDiViaggio
    Giu 13, 2017 Reply

    Ciao Tatiana! Bella scelta, vedrai che Beirut ti sorprenderà tantissimo! Il Libano non è ancora una meta turistica, per ovvie ragioni e quindi è davvero difficile trovare libri e guide che descrivano la città. Felice che i miei articoli ti abbiano offerto qualche spunto. Se avrai tempo e voglia, fammi sapere com’è andata al ritorno, sono curiosa di conoscere le tue impressioni 🙂

  5. pubblicato da
    daniele
    Lug 3, 2017 Reply

    Ciao Tatiana, io ci vado 12 giorni in agosto….mi farebbe molto piacere sapere come ti è andata, cosa hai visto ecc.

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Lug 6, 2017 Reply

      Sarei molto curiosa anch’io di sapere com’è andata! Beirut secondo me è una città in costante evoluzione! Speriamo che Tatiana trovi il tempo per raccontarci la sua esperienza 🙂 Intanto, buon viaggio a te Daniele!

      • pubblicato da
        Tatiana
        Lug 12, 2017

        Al mio ritorno farò in modo di trovare il tempo di raccontare di questa avventura di vacanza e anche di volontariato! 😉😊

      • pubblicato da
        RitagliDiViaggio
        Lug 17, 2017

        Grazie Tatiana!

    • pubblicato da
      Tatiana
      Lug 12, 2017 Reply

      Ciao Daniele! Ti farò sapere sicuramente come è andata!

  6. pubblicato da
    Giuseppe
    Ago 12, 2017 Reply

    Grazie molto interessante viaggiare informati direttamente da persone che ci sono state .
    Devo andarci a settembre

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Ago 21, 2017 Reply

      Ciao Giuseppe! Ti auguro fin d’ora buon viaggio! Se ti va, quando torni, facci sapere com’è stata la tua esperienza e come hai trovato Beirut, così arricchiamo ancora di più questo post con informazioni da parte di persone che ci sono state

  7. pubblicato da
    cipiaceviaggiare
    Ott 20, 2017 Reply

    ciao, molto interessante il tuo articolo, avevo preso in considerazione Beirut per un viaggetto, ma da quanto leggo non è affatto una meta economica soprattutto viaggiando da sola. Però vorrei porti lo stesso qualche domanda: pensi sia fattibile fare un viaggio da sola lì? E’ necessario prendere un taxi o si può girare tranquillamente a piedi? Inoltre, anche se sei stata solo a Beirut sapresti consigliarmi un’altra località da abbinare? avrei 8/9 giorni…
    grazie, Alessandra

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Ott 30, 2017 Reply

      Ci siamo già sentite via facebook, ma ci tenevo a risponderti anche qui. Spero tu non abbia accontanato del tutto Beirut, soprattutto se hai trovato un luogo economico dove dormire. Per i trasporti, Uber è davvero conveniente. Se trovi un buon volo, secondo me potresti farci un pensierino e goderti un viaggio diverso dalle destinazioni più gettonate

  8. pubblicato da
    Tatiana
    Ott 30, 2017 Reply

    Io ho girato spesso da sola per Beirut e con un po’ di buon senso e qualche cautela non ho mai avuto problemi. Anzi, le volte che vagavo persa per le strade della città, con poche indicazioni e tutto in arabo, ho sempre trovato persone gentili e disponibili nell’aiutarmi ad orientarmi.
    Se posso consigliare qualche altra metà, oltre a Beirut, sicuramente merita una visita lo splendido sito archeologico di Baalbek ai confini con la Siria.
    Altra bellissima città è Sayda. Anche Biblo molto bella, ma merita forse più per le spiagge perché è estremamente turistica.
    La zona anche del Mount Beirut è di grande fascino!
    E quante altre cose avrei voluto vedere!

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