Cosa vedere in Georgia: il mio itinerario di 8 giorni on the road

Amando moltissimo l’Europa dell’Est e i Balcani, la mia esplorazione non poteva che continuare verso il Caucaso. Della Georgia vi ho già raccontato le mie esperienze su hotel e guesthouse e sul noleggio auto per visitare il Paese in autonomia.

Questo post è invece dedicato all’itinerario che ho seguito e ad alcune prime informazioni pratiche. Se avete dubbi o domande non esitate a scrivermi alla mail del blog o sulla pagina facebook. Ci saranno comunque altri articoli su altre cose da pratiche da sapere per visitare la Georgia e sulle cose da vedere nelle singole località, in particolare la capitale Tbilisi.

Questo viaggio è stato realizzato da venerdì 19 aprile notte (arrivo a Tbilisi sabato 20 aprile alle 3.15 del mattino) a domenica 28 aprile 2019.

Clima

Abbiamo trovato un meteo variabilissimo: dalla pioggia di Kutaisi al sole splendente della regione vinicola e delle montagne del Kazbegi, dove c’era comunque ancora parecchia neve (ma le strade erano pulite).

Volo

All’andata diretto Bologna-Tbilisi con Georgian Airways, il ritorno Tbilisi-Bologna via Istanbul con la Pegasus. Di recente Ryanair ha aperto una tratta Bergamo-Tbilisi.

Mezzo di trasporto

Auto Ford Fiesta noleggiata a Tbilisi con Budget. Vi rimando a al post sulle cose da sapere per guidare in Georgia per sapere tutto quello che serve per organizzare un viaggio con un’auto a noleggio in Georgia.

Pronti a partire? Tra greggi di pecore e mucche al pascolo, monumenti socialisti e statue di Stalin abbandonate nei cortili, balconi di legno splendidamente intagliati e affreschi patrimonio Unesco, sono certa che tornerete dal viaggio in Georgia stupiti e affascinati almeno quanto me.

Nell’organizzazione di questo viaggio fai da te ho sottovalutato le condizione delle strade della Georgia, dunque, per questo motivo, abbiamo dovuto escludere dal nostro itinerario alcune cose secondo me meritevoli che richiedono però più giorni e più tempo a disposizione.

Per questo motivo ho quindi deciso di organizzare l’articolo in questo modo:
– raccontarvi le cose che ho effettivamente visto,
– segnalarvi a parte le cose che avrei voluto vedere ma che non sono riuscita a vedere durante questo viaggio.

In questo modo spero che ognuno di voi possa fare in autonomia le scelte migliori in base ai giorni a sua disposizione e all’itinerario che intende costruirsi.

cosa vedere in georgia itinerario
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TBILISI, LA CAPITALE

Difficile riassumere in poche righe Tbilisi, la splendida capitale della Georgia. In attesa di un post espressamente dedicato a cosa vedere in città e agli itinerari più interessanti per scoprire le sue tante anime, vi posso dire che Tbilisi vale davvero la pensa di essere vista. Io ci sono rimasta soltanto un paio di giorni, in cui ho cercato di vedere quante più cose possibili, ma ne avrei aggiunti volentieri altri due per godermela di più ed esplorare con più calma i suoi quartieri.

Il centro storico è ricchissimo di cose da vedere e fortunatamente sono tutte abbastanza vicine tra di loro. Dalle terme blu all’unica mosche ancora funzionante, dal “quartiere di roccia” che custodisce l’eredità architettonica urbana con le abitazioni dai meravigliosi balconi di legno intagliato al viale commerciale e istituzionale che ospita molti musei interessanti, fino alla fortezza che si raggiunge con la funivia e che sorvola anche il fiume Mtkvari, che taglia in due la città le cui due rive sono unite da svariati ponti, tra cui quello della Pace, una delle cartoline della Tbilisi moderna.

Lungo le antiche rotte commerciali tra Asia e Europa, Tbilisi venne invasa e distrutta più volte a causa della sua posizione strategica nel cuore del Caucaso. Oggi il nucleo storico è la parte più affascinante da visitare, ma va preso in considerazione anche il quartiere di Avlabari, sull’altra sponda del fiume, dove si può vedere più che in altre zone la vita quotidiana degli abitanti e l’area ottocentesca intorno al viale Rustaveli. Una parte importante degli itinerari di visita è riservata alle chiese di diverse confessioni religiose: a Tbilisi ci sono la moschea, la sinagoga, la chiesa armena, oltre a svariate chiese ortodosse e addirittura a un tempio zoroastriano.

cosa vedere in georgia itinerari
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VERSO OVEST: L'ANTICA CAPITALE MTSKHETA E LA CITTÀ DI STALIN GORI

In questa prima parte di itinerario il clima non ha giocato a nostro favore: nonostante fosse fine aprile, la giornata è stata caratterizzata da pioggia fredda e costante e da nebbia bassa, che ha impedito di ammirare i panorami di questa zona della Georgia e di muoversi liberamente. Molte tappe previste purtroppo sono saltate. È anche vero che, dopo aver visto di persona alcuni percorsi, probabilmente per vedere tutto quello che avevo in programma, sarebbe servita almeno una giornata in più, alloggiando quindi in zona, senza essere costretti ad arrivare entro sera a Kutaisi.

In ogni caso, questa tappa prevede l’esplorazione di una parte della Georgia occidentale, partendo da Tbilisi. La prima tappa obbligata è senza dubbio la città di Mtskheta, che si trova a soli 20 chilometri da Tbilisi e che si può anche visitare in giornata dalla capitale.

Fu la capitale della Georgia unificata e uno dei principali centri spirituali del Paese. L’alto valore storico e artistico delle chiese che si trovano in quest’area testimoniano lo splendore raggiunto dall’antico regno di Kartli e rappresentano alcuni tra i migliori esempi di architettura religiosa medievale del Caucaso. A Mtskheta ebbe luogo la conversione al Cristianesimo di re Miriam nel 337 d.C. e, nonostante lo spostamento della capitale a Tbilisi, fino al XII secolo la città rimase la residenza del capo della Chiesa Ortodossa georgiana.

Mtskheta ospita la grande cattedrale di Svetitskhoveli, uno dei principali luoghi sacri di tutta la Georgia, dove furono incoronati e si sposarono e furono sepolti molti dei re georgiani. All’interno la cattedrale è decorata con bellissimi affreschi, oltre che ospitare monumenti e tombe di mirabile fattura. Un patrimonio artistico che lascia a bocca aperta.

Proseguendo lungo la strada principale verso ovest, a circa 80 chilometri da Tbilisi, una tappa interessante è Gori, città natale di Stalin dove si trova il museo sulla vita del dittatore e la sua casa natale. La città in realtà prende il nome dalla collina sulla quale furono costruite la fortezza di Gori e la cittadella (in georgiano gora significa collina). A breve distanza dalla fortezza, proprio sulla piazza centrale della cittadina, si trova il museo dedicato a Stalin che ricostruisce la sua vita attraverso fotografie e oggetti personali. Il museo custodisce anche la sua maschera mortuaria. Nel giardino c’è la piccola casa di legno dove Stalin nacque nel 1878 da una famiglia molto modesta e dove visse con i genitori fino a quattro anni. La casetta è ora protetta da una grande costruzione, una sorta di tempio che la copre quasi completamente. Nel giardino si trova anche il treno personale del dittatore, un vagone verde che Stalin ad esempio usò per andare alla conferenza di Yalta.

 

Se avete più tempo di me nei pressi di Mtskheta, il complesso religioso di Samtavro e il Monastero di Jvari sulla collina in splendida posizione (purtroppo era coperto dalla nebbia durante la mia visita). A 10 km a nordovest c’è il monastero di Shio Mghvime costruito sul fianco della collina. A 10 km a est di Gori si trova la città rupestre di Uplistsikhe (Fortezza del Signore). A 10 km a sud di Gori, su una collina che si affaccia sul fiume Ateni, c’è la Chiesa di Ateni Sioni. Tornando sulla strada principale Gori-Kutasi c’è il villaggio di Urbnisi (con la Basilica di Santo Stefano) e più avanti quello di Ruisi (con la Cattedrale della Divinità).

Mtskheta georgia
cosa vedere in georgia itinerario
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KUTAISI, LA SECONDA CITTÀ DELLA GEORGIA

Quello che in passato era il territorio della Colchide, oggi ospita soprattutto la regione di Imereti, il cui centro principale è Kutaisi, la seconda città della Georgia la cui fondazione risale al VI secolo a.C. e che nel 978 d.C. fu scelta dal re Bregat III come capitale del regno unificato. Fu questo il periodo di massimo splendore della città, culla del grande regno georgiano nell’XI e XII secolo e oggi spesso trascurata.

A Kutaisi dal 2012 è stata trasferita la nuovissima sede del Parlamento. In città vale la pena fare una passeggiata lungo le strade del piccolo centro storico per ammirare almeno la sontuosa Fontana della Colchide.

A Kutasi vale anche la pena fare una passeggiata all’interno del tradizionale mercato alimentare coperto.

La città invece secondo me regala uno spaccato interessante della vita quotidiana attuale della Georgia, ma andrebbe visitata anche soltanto per raggiungere, a breve distanza dal centro, due monumenti inseriti nella lista dei patrimoni dell’Umanità Unesco dal 1994:

  • la cattedrale di Bragati, la cattedrale della Dominazione della Vergine, che risale all’XI secolo e venne costruita su un’altura da cui si può ammirare tutta Kutaisi. È stata molto restaurata ma la maestosità della cattedrale resta intatta;
  • il monastero di Gelati (8,9 km da Kutaisi, 14 minuti in auto) costruito nell’XI secolo. Al momento della mia visita gran parte dell’esterno era ricoperto da impalcature a causa dei restauri in corso, ma gli interni valgono comunque la visita grazie ai magnifici affreschi su sfondo di colore blu, insolito nelle chiese georgiane
  • il monastero di Motsameta, a circa sei chilometri da Gelati. C’è una strada in mezzo ai boschi che si può percorrere in auto fino al monastero. Si tratta della tomba di due martiri cristiani, due fratelli nobili torturati e uccisi dagli arabi nell’VIII secolo perché rifiutarono di convertirsi all’Islam dopo essere stati sconfitti nella rivolta da loro organizzata contro i Turchi. Il monastero sorge in mezzo alla natura, in una affascinante posizione sopra il fiume in cui si dice vennero gettati i corpi.
kutaisi georgia
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cosa vedere in georgia itinerario
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SUL MAR NERO

Vale la pena quindi ritagliarsi un po’ di tempo per spingersi ancora più ad ovest da Kutaisi, verso Zugdidi, capoluogo della provincia del Samegrelo, dove si trova il palazzo della famiglia dei Dadiani, gli antichi signori del Samegrelo che governavano la Georgia ovest.

La città è affascinante anche perché è quella più vicina al confine con la repubblica separatista dell’Abkhazia e a partire dagli anni ’90 ha accolto numerosi profughi. Dopo il conflitto in Abkhazia dei primi anni ’90, infatti, circa 70mila profughi si sono rifugiati nell’area di Zugdidi.

Dopodiché l’itinerario prosegue lungo la strada che conduce al Mar Nero, nella regione di Adjara.

Da Ureki, centro di cura per le sabbie ricche di ferro magnetico, si scende lungo la costa lungo la Guria, una delle regioni di maggior coltivazione del tè, si passa Kobuleti, altra stazione balneare, per arrivare infine a Batumi. È interessante arrivare fin qui anche se non volete fare una vacanza al mare, perché si può vedere un’altra faccia della Georgia, decisamente inaspettata. Una piccola foresta di vistosi grattacieli riempie il centro storico e la passeggiata sul lungomare di una delle principali località turistiche del Mar Nero. Sviluppatasi alla fine del XIX secolo come capolinea occidentale della linea ferroviaria proveniente da Baku, situata all’estremità meridionale dell’impero russo, divenne un porto franco e una località alla moda. In epoca sovietica il confine con la Turchia venne chiusa e qui ci fu un periodo di stasi, ma negli ultimi anni Batumi è tornata ad essere una colorata meta turistica estiva.

La costa, se avete più tempo di me, continua fino alla cittadina di Sarpi, al confine Turchia.

L’unica cosa disagevole di arrivare fino a Batumi e al Mar Nero georgiano è che poi l’unica strada percorribile agevolmente è la stessa che avete fatto all’andata, ovvero: siete costretti a tornare indietro. Attraversare in orizzontale il Caucaso Minore, percorrendo così la parte sud della Georgia da ovest verso est non è consigliato senza un mezzo di trasporto adeguato a sopportare strade molto sconnesse ad altitudine variabile.

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batumi georgia
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VERSO SUD: IL VILLAGGIO RUPESTRE DI VARDZIA

Il sud della Georgia è dominato dal Caucaso minore e questa è anche la regione che vale la pena visitare a bordo di un 4X4 e in generale di un mezzo adeguato a fondi stradali pieni di crateri, di buche e di avvallamenti che metterebbero a dura prova qualunque altra auto. Noi invece avevamo un’utilitaria e, come vi ho già raccontato nel post sulle cose utili da sapere per guidare in Georgia, abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa.

Le direttrici più importanti verso sud e sud-ovest da Tbilisi sono sostanzialmente due:

  • quella che da Tbilisi va verso sud in direzione della città di Rustavi per poi condurre al Davit Gareja, il complesso monastico al confine con l’Azerbagian. La strada è asfaltata fino a Rustavi (un’ora di auto da Tbilisi), dopodiché diventa sterrata e praticabile in autonomia solo con un 4X4: è il motivo per cui non siamo riusciti ad arrivare fino a Davit Gareja e servirà un altro viaggio in Georgia per visitarlo. Ci sono molti tour guidati comunque che da Tbilisi portano al monastero, per chi volesse avvalersi di questa opzione.
  • quella verso sud-ovest che, dopo aver percorso l’autostrada fino a Gori devia verso la cittadina di Borjomi, dove si trova un grande parco nazionale e le acque termali, per poi arrivare al villaggio rupestre di Vardzia. Ci vogliono almeno quattro ore per percorrere 267 chilometri. Il manto stradale è ok, ma la statale verso Borjomi è molto lenta perché percorsa da ogni mezzo di trasporto, camion compresi. L’ultimo tratto verso Vardzia presenta invece alcuni avvallamenti pericolosi: si può percorrere con un’utilitaria, ma vi raccomando di limitare la velocità, perché le buche si vedono all’ultimo momento. Che non vi venga invece l’idea di arrivare a Vardzia dal Mar Nero, partendo da Batumi e attraversando la strada che passa per Kulo: è sterrata e sale a un’altitudine di circa duemila metri. Forse si può percorrere con un 4X4 ma io prudenzialmente ve la sconsiglio in ogni caso.

Quello che è certo è che, in ogni caso, attraverserete paesaggi e panorami di incredibile bellezza.

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Vardzia si trova nelle vicinanze di Aspindza, a circa 70 chilometri da Borjomi e al confine con la Turchia. Kapuscinski, in Imperium, la definì “una di quelle inconcepibili stranezze che l’uomo moderno non riesce a spiegarsi”. È una città del XII secolo interamente scolpita nella roccia che, alla sua fondazione, consisteva di oltre tremila stanze disposte su 13 livelli che ospitavano negozi, cantine e stalle collegate tra loro tramite tunnel. Le stanze ospitavano circa 50mila persone che abitavano la città. oggi rimangono circa 60 stanze disposte su sette livelli. La chiesa principale, dedicata alla Dormizione della Vergine, cela affreschi del XII secolo, uno degli esempi più importanti di pittura murale medievale della Georgia.

Lungo la strada che conduce a Vardzia incontrerete la fortezza di Khertvisi, una delle più antiche del Paese, posta proprio sullo svincolo che dalla statale scende a Vardzia, sulla montagna rocciosa all’incrocio tra due fiumi e la fortezza di Tmogvi, a picco sopra una roccia, poco prima della città rupestre.

In realtà da queste parti il paesaggio è punteggiato da numerosi ruderi di rocche, torri e castelli che aumentano il fascino di queste regioni ancora selvagge.

 

Dopo aver visitato Vardzia ed essere passati da Rustavi, siamo quindi risaliti verso la regione orientale, quella del Kakheti, dove è proseguito il nostro itinerario on the road in Georgia.

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VERSO EST: LA REGIONE DEL KAKHETI

Una delle zone più turistiche e popolari della Georgia è la regione di Kakheti, che si estende a est di Tbilisi ed è nota per le sue aziende vitivinicole e per la sua antica tradizione di viticoltura. Dei vini profumati e frizzanti di questa regione parlava già Omero nell’Odissea. Sembra che in Georgia siano state catalogate oltre 500 varietà autoctone di uve (la metà delle quali si trovano nel Kakheti), un numero incredibile paragonato alle 350 dell’Italia.

Questa mi è sembrata la regione più turistica della Georgia, dove troverete strade perfettamente asfaltate, negozi e bancarelle di souvenir e prodotti locali, prezzi leggermente più alti rispetto al resto del Paese. È una zona molto bella da esplorare in auto, fermandosi a fare almeno una degustazione in un’azienda vinicola, in particolare una di quelle che utilizza il metodo di vinificazione tradizionale chiamato kvevri, dal nome delle tipiche anfore di terracotta.

Il villaggio più noto, pittoresco e ottimo dove fare base è Sighnaghi, caratterizzato dalle tipiche case con balconi di legno viste già a Tbilisi. Qui però la stragrande maggioranza del bel centro storico pedonale è stata ristrutturata e le balconate di legno risaltano nei loro migliori colori pastello. Nel villaggio ci sono anche diversi punti panoramici da cui ammirare le colline coltivate a vigneti.

cosa vedere in georgia itinerario
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Da Tbilisi a Sighnaghi ci si mette meno di due ore per percorrere 110 chilometri lungo la strada più veloce. È più interessante però, all’andata o al ritorno dalla capitale, percorrere la strada del vino di Kakheti che attraversa Telavi, facendo qualche deviazione.

Noi arrivavamo da sud, non da Tbilisi, quindi abbiamo percorso la strada del vino da Sighnaghi verso ovest.

Percorrendo la strada del vino di Kakheti si attraversano villaggi tipici, disseminati di antiche chiese e castelli fortificati. Da Sighnaghi le mie tappe sono state:

  • Gurjaani con la chiesa di Kvelatsminda, dell’VIII secolo, l’unica chiesa a due cupole della Georgia. Si raggiunge dopo aver lasciato l’auto al termine della strada asfaltata e aver percorso a piedi un sentiero in tre minuti.
  • Tsinandali: 60 km e un’ora da Sighnaghi, dove si trova la Tenuta Chavchavadze, il palazzo che prende il nome dal principe figlio dell’ambasciatore del Kakheti in Russia, uno dei personaggi più influenti della storia georgiana e oggi uno dei luoghi più noti in cui si possono degustare vini. Purtroppo il giorno della nostra visita la tenuta era chiusa per un evento privato.
  • Telavi è l’antica capitale del regno di Kakheti, oggi è il centro amministrativo della regione, non ha molte attrattive se non il castello di re Erekle II sulla piazza del villaggio dove svetta anche la grande statua in bronzo del sovrano.
  • Monastero di Ikalto, a 15 km da Telavi, fondato nella seconda metà del VI secolo è molto bello, si trova in una posizione panoramica su una collinetta in mezzo ai boschi e si raggiunge comodamente in auto. Il monastero è importante anche perché nel Medioevo ospitò una delle più importanti accademie religiose e culturali del Caucaso. I ritrovamenti archeologici, ancora visibili, mostrano che qui c’erano anche laboratori artigianali e cantine.
  • Cattedrale di Alaverdi, a 14 minuti da Alaverdi, costruita nella prima metà dell’XI secolo, è sicuramente una delle più grandiose grazie anche alla posizione paesaggistica di notevole bellezza in cui è stata costruita.
  • Per la degustazione di vini abbiamo optato per Twins Old Cellar nel villaggio di Napareuli, 23 km a nord di Telavi: è un’azienda a gestione familiare che produce vino qvevri ed europeo. Le degustazioni, accompagnate da formaggi e verdure alla griglia, comprendono tre vini e una chacha (acquavite. C’è anche un piccolo museo dedicato al vino, oltre a un ristorante e a un hotel affacciati sui vigneti.

Terminata la visita a questa regione, invece che rientrare a Tbilisi, dovendo visitare il giorno dopo la regione nord di Kazbegi, abbiamo proseguito lungo la strada che attraversa Tianeti e prosegue fino a Chinti-Zhinvali, imboccando a questo punto la vecchia Strada Militare Georgiana qualche chilometro a sud della fortezza di Ananuri.

Non sono invece riuscita a vedere, ma vi segnalo comunque il monastero di Bodbe, a due km da Sighnaghi, il monastero di Nekresi, a 10 km da Gremi, la fortezza di Gremi, a 20 minuti da Nekresi e 19 km da Telavi) e le chiese e i monasteri di Akhali Shuamta e Dveli Shuamta, 10 km prima di Telavi, lungo la strada del passo di Gombori, interessante da percorrere per potersi godere bellissimi panorami.

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VERSO NORD: LA REGIONE DI KAZBEGI

Il profilo della chiesa di Tsminda Sambe (Chiesa della Santa Trinità) è una delle cartoline più famose della Georgia. E in effetti, ora che l’ho vista, confermo che vale la pena arrivare fin qui per godersi questo stupendo paesaggio montano. La chiesetta si trova nel villaggio di Kazbegi, con cui comunemente ci si riferisce a questa zona, anche se nome del villaggio sulla mappa è in realtà Stepantsminda.

In ogni caso, per arrivare fin qui è necessario imboccare la Strada Militare Georgiana, che ha ispirato scrittori come Pushkin e Tolstoj e che attualmente la via più veloce per raggiungere la Russia da Tbilisi, e inoltrarsi nel Caucaso Maggiore, motivo che già di per sé vale il viaggio.

La zona di Kazbegi che si può raggiungere in circa tre ore da Tbilisi oppure – come abbiamo fatto noi – alloggiando una notte lungo la Strada Militare Georgiana, in modo da ottimizzare i tempi e arrivare a Kazbegi in un’ora e mezza circa.

La prima tappa lungo la Strada Militare Georgiana è a circa 70 km da Tbilisi. Proprio lungo il lato destro della strada, ad un certo punto, vedrete stagliarsi la Fortezza di Ananuri, in scenografica posizione, affacciata sull’ampio lago artificiale di Zhinvali. La fortezza apparteneva ai duchi dell’Aragvi che governarono queste terre fino alla Valle del Tergi dal XIII al XVIII secolo. All’esterno della fortezza c’è un bazar turistico, mentre imboccando il sentiero sulla destra si giunge all’entrata del maniero. All’interno della fortezza si trovano due chiese del XVII secolo: la più grande è la Chiesa dell’Assunzione e ospita al suo interno affreschi del XVII e del XVIII secolo.

Una tappa imprescindibile si trova all’altezza della località sciistica di Gudauri e dello spartiacque del passo di Jvari (passo della Croce): considerati gli sgargianti colori dei suoi murales non sarà difficile da individuare Il monumento all’amicizia dei popoli di Russia e Georgia, chiamato anche Arco dell’amicizia dei popoli, realizzato nel 1983 per celebrare il bicentenario del trattato di Georgievsk e l’amicizia tra i popoli della Repubblica Socialista Sovietica Georgiana e della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. L’accordo ha sancito, di fatto, la fine dell’indipendenza della Georgia e i murales raffigurano ed enfatizzano episodi della storia georgiana a e russa. Nonostante gli attuali rapporti tra Russia e Georgia, il monumento, costituito da una struttura semicircolare in pietra, è tra i più fotografati, anche perché si trova in un punto panoramico della bellissima Valle del Diavolo e rappresenta una tappa molto amata dai viaggiatori che transitano da queste parti. C’è anche un mercatino di prodotti locali lungo il sentiero di accesso al monumento.

Dopo Gadauri si arriva al villaggio di Kobi da dove inizia la Valle di Truso dove si aprono meravigliosi paesaggi nel nulla a parte alcune vecchie torri difensive. Proseguendo verso nord si giunge infine al villaggio di Stepantsminda (Santo Stefano in georgiano) che si trova a 1700 metri di altezza, lungo le rive del fiume Tergi, nel cuore della catena del Caucaso, ai piedi del monte Kazbegi, il più famoso della Georgia. Qui nacque lo scrittore georgiano Aleksandre Kazbegi, di cui statua e casa natale si trovano sulla piazza principale del paese, dove ci sono anche la maggior parte dei bar e dei ristoranti, oltre che dei pulmini turistici. La maggior parte delle persone, me compresa, arriva fin qui per fare un salto al monastero di Tsminda Sameba (Santa Trinità), chiamato anche chiesa di Gergeti e posto in una posizione così spettacolare da essere diventato una delle cartoline più note della Georgia. Fino a pochi anni fa era necessario raggiungerla usando un 4X4, ora la strada è asfaltata e si può raggiungere in pochi minuti il piazzale di fronte alla chiesa anche con un’utilitaria, sempre che ovviamente la strada non sia coperta di neve o ghiaccio. C’è ancora chi sale fino a qui con un’escursione a piedi di circa un’ora in salita. In qualunque modo arriviate fino qua, sarete ripagati dalla bellezza e dalla grandezza di questo paesaggio.

ananuri georgia
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kazbegi georgia
kazbegi georgia

E dunque, come vi sembra la Georgia?

Io l’ho trovato un Paese incredibilmente bello, con tantissime cose da vedere e da scoprire, anche se molte sono situate in luoghi impervi e richiedono molto tempo a disposizione per essere viste.

Sarà anche per questo che ho voglia di tornarci. Ma voglio scoprire e visitare ancora il Caucaso anche perché mi sembra un Paese che è stato così tanto attraversato da storie diverse e ospita paesaggi naturali così selvaggi e affascinanti, da meritare un viaggio un po’ più lungo di una settimana.

E voi che ne pensate? Avete mai immaginato la Georgia come una possibile meta dei vostri viaggi?

Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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