Una giornata a Udine: 15 cose imperdibili da vedere nella capitale del Friuli

Udine viene spesso definita una città a misura d’uomo. In effetti è questa l’impressione che si fa immediatamentte chiunque visiti il capoluogo friulano. Un centro storico simile a un salotto, con piazzette accoglienti e attorniate dai tavolini dei bar all’aperto dove è gradevole rilassarsi per bere un caffè all’aperto leggendo il giornale.

La città è dominata dal colle su cui sorge l’antico Castello, oggi sede dei musei civici. Udine è anche la città del Tiepolo e di Tina Modotti. Per ammirare le opere del pittore veneziano è indispensabile visitare le Gallerie del Palazzo Patriarcale, oltre ad ammirare l’Assunta sul soffitto dell’Oratorio della Purità, in piazza Duomo. I ricordi della fotografa che nacque nel capoluogo friulano e divenne famosa in Messico sono sparsi in divers luoghi della città.

Ma vale la pena visitare Udine anche soltanto per passeggiare lungo le sue belle vie senza una meta precisa. La maggior parte delle strade del centro storico è valorizzata dai portici o uno dei tratti delle pittoresche rogge ancora visibili in città.

“A Udine ci devi proprio volere venire” mi disse alcuni ani fa una persona che si era trasferita qui per motivi di lavoro. Mi è sembrata un’espressione calzante, perché questa non è una città di passaggio, non si passa di qui per caso, per arrivarci serve proprio essere diretti qui. Ci troviamo nell’estremo Nordest dell’Italia: se si prosegue verso nord c’è il confine con l’Austria, se si va ad Est quello per la Slovenia. Ma sono confini che si attraversano comodamente dall’autostrada, quindi Udine rimane ancora una volta esclusa dai possibili itinerari di turisti frettolosi.

Quando mi trovo all’estero, dico “near Venice” a chi mi chiede dove abito, altrimenti diventa troppo difficile da spiegare. In realtà da Venezia ci vogliono ancora un paio d’ore per arrivare e questo, comprensibilmente, scoraggia i turisti, il cui tempo è sempre avaro.

A Udine si può rimanere anche soltanto una giornata ma, posta al centro della regione, la città è in realtà un comodo e funzionale punto di appoggio per chi vuole visitare il Friuli Venezia Giulia e compuere escursioni in giornata, visto che si trova a un’ora di strada dal mare di Grado o Lignano, a un’ora dalla montagna della Carnia o del Travisiano, a un’ora da Pordenone e a un’ora da Trieste. Senza dimenticare tutte gli svariati itinerari possibili sui vigneti dei colli friulani, oppure sulle rive di uno dei tanti fiumi o laghi o ancora a passeggio lungo le viette degli svariati borghi storici, alcuni dei quali tra i più belli di’Italia.

Ultimo ma non per ultimo, a Udine si può avere un primo assaggio di una delle più antiche e tipiche tradizioni friulane, quella delle osterie, del buon cibo e del buon vino, assaggiati in compagnia mentre si scambiano quattro chiacchiere. Si tratta proprio di un rito, che va ben oltre il classico aperitivo: il tajut (ovvero il taglio, il bicchiere) di vino accompagnato da una tartina di prosciutto di San Daniele o di altre prelibatezze locali è qualcosa che ha a che fare con la cultura. A misura d’uomo anche questa.

In questo itinerario vi elenco 15 cose da vedere per farsi un’idea della città. Per comodità vi ho inserito una lista, ma al termine dell’articolo troverete anche una mappa in cui sono segnalati tutti i luoghi citati, in modo da organizzare il vostro itinerario come meglio preferite.

E se passate di qua e avete tempo e voglia, battete un colpo: se sono a casa mi farebbe piacere bere un caffè insieme.

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1. PIAZZA DELLA LIBERTÀ

Definita “la più bella piazza veneziana sulla terraferma”, Piazza della Libertà è lo spazio aperto più monumentale della città, il luogo perfetto da cui iniziare la visita a Udine. Preparatevi a guardare con calma la piazza, perché le cose da vedere sono davvero numerose. Innanzitutto sulla piazza, poste su livelli diversi, ci sono due loggie, una di fronte all’altra.

La Loggia del Lionello, che ospita il Palazzo Comunale, il cui enorme complesso lo ritroverete affacciato anche sul lato opposto in piazzetta del Lionello, ha una storia piuttosto turbolenta. Realizzata tra il 1400 e il 1500, quando a Udine si insediò Venezia sostituendosi al potere temporale del Patriarcato di Aquleia, su proposta del Luogotenente Nicolò Savorgnan e su disegno di Bartolomeo delle Cisterne e dell’orafo udinese Niccolò Lionello, fu distrutta da un incendio nel 1876 e venne poi ricostruita in maniera fedele su progetto dell’architetto Andrea Scala. Realizzata in gotico veneziano, il loggiato presenta archi a sesto acuto e le tipiche fasce di marmo rosa e bianche. Tra gli archi ci sono le sei lettere che compongono il nome latino di Udine, Utinum. Merita camminare all’interno del loggiato, sia per godere della splenidida vista di piazza Libertà con la Loggia di San Giovanni e in alto del Castello da un’altezza privilegiata, sia per ammirare alcune opere sotto il loggiato, come la Madonna con Bambino del Pordenone o la statua che rappresenta la Patria del Friuli, opera di Andrea Flaibani.

Di fronte alla Loggia del Lionello c’è la Loggia di San Giovanni, riconoscibile dalla Torre con l’Orologio, uno dei simboli più noti di Udine. Costruita nel 1533 su disegno dell’architetto lombardo Bernardino da Morcote, la Loggia di San Giovanni, con annesso Tempietto, non fu di semplice realizzazione: doveva riuscire a chiudere in qualche modo piazza Libertà sul lato della salita verso il colle del Castello e, allo stesso tempo, doveva inserirsi nella già esistente Torre dell’Orologio. L’insieme però risulta molto armonioso e si dice che fu apprezzato da Andrea Palladio. In epoca austriaca, il tempietto, la loggia e i locali annessi furono usati come corpo di guardia. Attualmente il tempietto è diventato il Pantheon dei Caduti e, insieme alla Loggia, ha subito numerose opere di restauro che lo ha riportato all’antico splendore.

La Torre dell’Orologio, costruita da Giovanni da Udine nel 1527 al posto della torre medievale che permetteva l’accesso al Castello, ha sulla sua cima i due Mori che battono le ore – due statue in rame realizzate nel 1850 – e il leone di San Marco. L’orologio ha un meccanismo molto particolare realizzato a metà Ottocento dalla ditta Solari di Pesariis, il paese carnico noto proprio per gli orologi.

Numerosi altri monumenti arricchiscono il terrapieno sopraelevato della piazza: una bella fontana del 1542, la neoclassica statua della Pace realizzata dopo il Trattato di Campoformido del 1797, la statua della Giustizia del 1614 che ricorda il luogo delle esecuzioni capitali, i due giganti Ercole e Caco, tanto amati dagli udinesi che li hanno amichevolmente ribattezzati Florereàn e Venturìn.

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2. PIAZZA MATTEOTTI

Quello che viene considerato il salotto della città è sicuramente la piazza più amata sia dai friulani sia dai visitatori di passaggio. Il merito va probabilmente al suggestivo plateatico antico e sopraelevato della piazza in mezzo alla quale sorge una bella fontana e alle meravigliose case porticate che circondano lo spazio aperto, alcune delle quali mostrano ancora sulle loro facciate alcuni antichi affreschi o celano al loro interno preziosi soffitti lignei intagliati.

Al centro c’è una bella fontana del ‘500 e intorno alla piazza sono sorti numerosi bar con tavolini all’aperto che rendono questo luogo il punto di ritrovo ideale in svariate ore della giornata.

La piazza ha tre nomi. Quello ufficiale ricorda l’intitolazione a Giacomo Matteotti, ma viene chiamata comunemente Piazza San Giacomo per la bella chiesa che domina lo spazio. Sono in molti a chiamarla ancora oggi Piazza delle Erbe, visto che per secoli qui si è tenuto il mercato ambulante.

Sul lato della piazza che conduce in via Zanon, a fianco della chiesa di San Giacomo, si trova un’anica cisterna: a Udine ce ne sono molte, sia pubbliche che private e alcuni si possono ancora vedere passeggiando in città. Costruita nel XV secolo, la cisterna della piazza è probabilmente la più famosa e viene chiamata “Lanterna di Diogene”, per la sua forma particolare. Presenta infatti la tradizionale forma a base ottagonale tipica della vera da pozzo, ma su di essa sono state realizzate quattro colonnine sormontate da una lastra – anch’essa ottagonale – su cui poggia una quinta colonnina su cui, a sua volta, poggia un capitello. Sulla superficie si notano stemmi e motivi decorativi.

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3. IL CASTELLO

Il Castello è il luogo più conosciuto del capoluogo friulano, nonché uno dei più amati dagli udinesi. Sorge sul colle, al centro della città e attualmente è la sede dei Civici Musei. Ma “in Castello”, come si dice da queste parti, non si va soltanto per visitare i musei. Luogo ideale per una passeggiata durante una domenica mattina di sole, diventa suggestivo d’inverno dopo una nevicata.

Il piazzale sul colle durante le giornate limpide è il luogo perfetto da cui ammirare le montagne dell’arco delle Alpi orientali: in cima alla scalinata di San Giovanni, dal lato in cui il Castello che si affaccia sul grande spiazzo, c’è una piastra di metallo su cui sono incisi i nomi dei monti che si trovano di fronte, per aiutare a riconoscere tutte le cime a chi le osserva da lì.

Il piazzale del Castello ospita un luogo di ristoro nell’antica Casa della Contadinanza e diverse panchine dove fermarsi a leggere un libro. Il piazzale è molto amato anche dai bambini e dagli studenti per trascorrere qualche ora con gli amici. D’estate il piazzale di fronte al Castello diventa una location suggestiva per concerti e spettacoli teatrali e l’ultimo giorno dell’anno da qui vengono lanciati i fuochi artificiali.

Da qui si ammira il simbolo della città, quell’Angelo dorato che svetta dal campanile dell’antica chiesetta di Santa Maria in Castello, la prima pieve di Udine, dove le coppie più romantiche scelgono di sposarsi.

Al Castello si accede dal palladiano Arco di Bollani e la salita parte proprio accanto alla Loggia di San Giovanni. Si può decidere di percorrere a piedi la Loggia del Lippomano e osservare gli scorci del castello dalle splendide aperture degli archi gotici oppure affrontare la ripida scalinata, che io vi consiglio di fare in discesa non soltanto per limitare la fatica ma anche per ammirare da qui gli scorci sui tetti e i monumenti del centro storico.

La leggenda vuole che il castello sia stato fondato da Attila, re degli Unni, nel 542 d. C. in soli tre giorni per guardare dalla cima del colle lo spettacolo della romana Aquileia in fiamme. I documenti testimoniano la sua esistenza dal 983 a. C. e fu sede dei vari gastaldi, patriarci e luogotenenti veneti. Venne distrutto dal terremoto del 1511 ed è stato restaurato dopo il terremoto del 1976. Non aspettatevi un castello dalle forme medievali, ma più che altro un grande palazzo, piuttosto anonimo all’esterno ma con numerose opere d’arte all’interno, tra le quali il bellissimo Salone del Parlamento, completamente affrescato.

I Musei del Castello ospitano una Pinacoteca inaugurata nel 1906 e formata in seguito alla confisca da parte dello Stato del patrimonio delle congregazioni religiose cittadine, arricchendosi poi nel corso degli anni grazie a lasciti e donazioni, oltre che agli acquisti. La galleria si snoda lungo 13 sale: dalla pittura del Trecento alla metà del 1800, le opere di Vitale Da Bologna, Domenico da Tolmezzo, Vittore Carpaccio, Il Pordenone, Pomponio Amalteo, Antonio Carneo e molti altri artisti veneti e friulani mostrano uno spaccato della storia e dell’arte friulana e in particolare udinese. Si segnalano dipinti di Caravaggio e Carpaccio, oltre ad alcune straordinarie opere del Tiepolo. Di recente è stato completamente rinnovato il Museo della Fotografia.

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4. DUOMO E ORATORIO DELLA PURITÀ

Il Duomo di Udine è una grande chiesa a tre navate, consacrata il 16 giugno 1335 con il nome di Santa Maria Annunziata. Subì diversi rifacimenti e ampliamenti durante i secoli successivi, ma tutt’ora conserva opere pregevoli. La facciata presenta uno stile tra il romanico e il gotico. Interessanti i portali, sia quello della Redenzione sulla facciata principale, sia quello dell’Incoronazione, vicino al campanile. Costruito sul preesistente battistero nel 1442, il campanile ha forma ottagonale.

L’interno è barocco e, fra le tante opere, ne conserva anche alcune di Gianbattista Tiepolo: sulla navata destra, l’altare con la pala della Santissima Trinità nella prima cappella, la pala raffigurante i Santi Ermacora e Fortunato – patroni di Udine – nella seconda cappella e, infine, la quarta cappella – quella del Santissimo Sacramento -, tutta decorata da affreschi del Tiepolo, che dipinge anche la pala con la Resurrezione sopra il tabernacolo.

A fianco del Duomo, l’Oratorio della Purità, può passare quasi inosservato, perché l’edificio non è appariscente ed è aperto soltanto durante le funzioni religiose. L’edificio diventò una dipendenza a partire dal 1700, quando da teatro fu trasformato in luogo sacro, per volontà dell’allora patriarca di Aquileia. Giambattista Tiepolo, insieme al figlio Giandomenico, fu incaricato della decorazione della chiesa: il padre dipinse la pala dell’altare maggiore, dedicata all’Immacolata, e l’affresco del soffitto, dedicato all’Assunta, con Gloria degli Angeli nei riquadri minori: diventerà una delle sue opere più importanti e famose. Giandomenico, invece, dipinse le pareti della chiesa con otto scomparti a monocromo grigio su fondo oro con otto scene di soggetto biblico. Le visite all’Oratorio della Purità vengono effettuate su richiesta, rivolgendosi alla Sacrestia del Duomo stesso.

Sul lato sinistro della chiesa, dal Battistero istituito nel 1348, si accede al Museo del Duomo, allestito nel nucleo più antico dell’edificio. Qui si possono ammirare due preziosissimi cicli di affreschi di Vitale da Bologna, artista chiamato a Udine dal Beato Bertrando, figura mitica del patriarcato aquileiese e considerato il patrono di Udine. Gli affreschi sono dedicati a scende dell’Antico e del Nuovo Testamento e alla Vita, Miracoli ed Eseuqie di San Ncicolò nella cappella omonima dedicata al santo.

Il museo conserva anche l’arca marmorea sorretta da cinque statue con le spoglie del patriarca Bertrando: il monumento funebre fu voluto dallo stesso patriarca nel 1348 per la basilica di Aquileia con l’intento di conservarvi le reliquie dei martiri Ermacora e Fortunato, ma venne invece portato a Udine nel 1353 per accogliere il corpo del patriarca ucciso nel 1350 dai feudatari friulani.

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5. PALAZZO ARCIVESCOVILE E GALLERIE DEL TIEPOLO

Udine è spesso definita la città del Tiepolo. Si può ben capire il motivo visitando il Palazzo Arcivescovile, dal 1963 sede del Museo Diocesano, le cui mura custodiscono alcuni fra i più grandiosi affreschi di Gianbattista Tiepolo.

Per il patriarca Dioniso Dolfin, l’artista decorò il soffitto dello scalone d’onore, edificato da Domenico Rossi nel 1725, con la “Caduta degli angeli ribelli”, la Sala rossa, sede del Tribunale ecclesiastico, con “Il Giudizio di Salomone” e la Galleria degli Ospiti, in cui erano accolti gli ospiti in attesa dell’udienza nell’attigua sala del trono, con alcuni episodi della vita di Abramo, Isacco e Giacobbe: in particolare nel grande riquadro centrale c’è “Rachele che nasconde gli idoli”.

Da non perdere anche le restanti sale: quella del trono dove si possono ammirare 116 ritratti che raccontano duemila anni di storia della chiesa udinese e aquileiese, la sala gialla con i suoi splendidi stucchi, la cappella palatina, la sala azzurra con le grottesche di Giovanni Da Udine e la suggestiva biblioteca patriarcale.

Nelle sale espositive, infine, si possono ammirare le collezioni di sculture lignee dal XIII al XVII secolo e la pinacoteca.

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6. CASA CAVAZZINI

Dal 2012 Casa Cavazzini è la nuova sede della Galleria d’Arte Moderna di Udine, che possiede circa quattromila opere tra quadri, sculture e disegni, e si è trasformata in un vero e proprio “museo nel museo”, perché questo edificio non è soltanto un anonimo contenitore di bellissime opere d’arte. La splendida ristrutturazione, realizzata su progetto di Gae Aulenti e terminata nel 2010, ha riportato alla luce preziosi reperti e affreschi che sono stati valorizzati da un’abile opera di restuaro e che i visitatori della galleria possono ammirare durante la loro visita al museo.

Il complesso di 3500 metri quadri, che il Comune ha rilevato dal commerciante di stoffe Dante Cavazzini (morto nel 1987), è composto da tre edifici che si articolano intorno a tre cortili interni: il nucleo principale, la Casa Colombatti – Cavazzini, è di origine cinquecentesca, ed è disposta su tre piani. Il Lascito Ferrucci, anch’esso su tre piani, è parte della cortina edilizia su via Cavour e si sviluppa in profondità nel lotto, collegandosi perpendicolarmente alla Casa Colombatti Cavazzini. La Casa liberty è stata strutturata con ingresso da via Cavour, una vetrata luminosa che accompagna i visitatori, due torri in linea con piazzetta Lionello per richiamare l’idea dell’edificio pubblico e anche l’architettura del Duomo.

Durante i lavori di restauro architettonico sono venuti alla luce importanti reperti ed insediamenti archeologici risalenti a diverse epoche. Nelle stanze dell’edificio sono stati scoperti soffitti lignei policromi, con metope e correntini, affreschi e decorazioni parietali del XV° secolo. Dai saggi esplorativi sono emerse inoltre decorazioni quattrocentesche tra le più antiche di Udine a soggetto “profano” che forniscono molte informazioni sulla tipologia delle decorazioni interne di edifici ed abitazioni civili.

Le figure antropomorfe, fantastiche e mostruose ispirate ai famosi “bestiari” medievali, nel corso dei secoli erano state ricoperte da strati di intonaco e tinteggiature. Allo stesso modo i soffitti lignei con metope e correntini policromi erano stati occultati con controsoffittature di incannucciato intonacato.

Di particolare valore, infine, la presenza, al primo piano, dell’appartamento Cavazzini, con gli interventi dell’architetto Ermes Midena e degli artisti Corrado Cagli, Mirko ed Afro Basaldella. Lo splendido appartamento, arredato con mobili d’epoca tra i quali anche il particolare curioso degli anelli da ginnastica che pendono dal soffitto del bagno, è stato restaurato ed è visitabile. Qui sono state ritrovate anche le tempere murali realizzate dal giovane Afro Basaldella nel 1938: sono l’unico documento italiano dell’artista su grandi superfici.

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7. CHIESA DI SAN FRANCESCO

La Chiesa di San Francesco è una delle chiese più antiche della città, visto che è stata consacrata nel 1266 dal patriarca Gregorio di Montelongo, a costruzione non ancora ultimata.

Oggi la chiesa è sconsacrata e usata come sede di eventi e mostre temporanee. La chiesa si può ammirare in tutta la sua maestosità sia da piazza Venerio sia da Largo Ospedale Vecchio, dove c’è l’entrata. Sulla facciata c’è un’apertura ciroclare, circondato da ghiere di mattoni, inserite in un quadrato. Il campanile è di forme tardo romaniche.

L’interno è molto suggestivo. A croce latina, rappresenta il primo esempio in Friuli di architettura cistercense sulla tipologia di costruzione francescana umbro-toscana: navata e transetto hanno il soffitto ligneo a vista, le cappelle di testa ai lati della maggiore hanno volte a crociera e costoloni in pietra. Grandi bifore sulle pareti sono ricoperte di affreschi. Nella cappella del transetto centrale, per quasi dodici metri di altezza è raffigurato il Lignum Vitae, un Crocifisso che rivela numerose influenze toscane.

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8. PIAZZA XX SETTEMBRE

Diventata pedonale e riqualificata una decina di anni fa, dopo essere stata per molti anni usata come parcheggio, Piazza XX Settembre oggi ospita il mercato di frutta verdura, pesce e prodotti tipici del sabato mattina.

Lo spazio aperto è circondato da molti edifici interessanti, tra i quali spicca la Casa Veneziana che originariamente sorgeva in via Rialto, ma che nel 1910, per far posto al nuovo Municipio, fu smontata e ricostruita nel 1929 qui, dove si trova ancora oggi. La Casa è realizzata in stile gotico, con bifore e trifore che ne abbelliscono le pareti e in particolare la facciata.

Su un lato della piazza c’è un’elegante vera da pozzo, restaurata di recente, mentre sui lato opposto della piazza rispetto alla casa veneziana si affaccia l’ottocentesco palazzo Antivari-Kechler.

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9. LE ROGGE

Una delle caratteristiche più tipiche ma non così tanto conosciute di Udine è la presenza delle rogge, piccoli corsi d’acqua che attraversano la città e in particolare il centro storico. Molti tratti sono stati interrati dagli anni Cinquanta in poi, ma numerosi sono ancora visibili e alcuni di essi sono stati valorizzati negli ultimi anni. Le rogge che attraversano la città sono due: quella di Udine e quella di Palma.

Scoprire le rogge passeggiando nel suo centro storico significa poter ammirare alcuni fra gli angoli verdi più belli e suggestivi della città. E, se si è fortunati, capiterà di fare anche alcuni simpatici incontri con anatre e libellule.

I tratti di roggia più pittoreschi si trovano lungo via Zanon, in vicolo Molin Nascosto, in via Giuseppe Verdi e nel tratto in piazza Patriarcato tra i giardini dell’Arcivescovile e i Giardini Ricasoli. Imperdibile anche il passaggio di Borgo Mercatovecchio, che si imbocca dalla fine via Paolo Sarpi per sbucare in vicolo Sillio. Se volete arrivare fino a quella che era la casa di Giovanni da Udine, all’inizio di via Gemona, scoprirete un altro tratto di roggia molto suggestivo (se entrate al primo piano della Trattoria ai Frati c’è una terrazza con una bellissima vista).

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10. VIA MERCATOVECCHIO

Via Mercatovecchio è una via da percorrere col naso all’insù. Altrimenti si rischia di perdere il meglio di questa strada: ovvero i palazzi affacciati sulla strada e le splendide architetture e decorazioni che molti di loro ancora conservano. Lunghi e stretti, questi palazzi sviluppano in altezza mostrano l’urbanistica medievale del centro storico, con la bottega al piano terra e la casa dei mercanti ai piani superiori. Affiancata dai portici, è da sempre la via commerciale della città e l’ideale per una passeggiata in centro.

Tra i palazzi più belli, ci sono Casa Sabbadini, del XVI secolo, sulla cui facciata, affrescata da Giovanni Battista Grassi, si può ancora oggi vedere una splendida raffigurazione di Giove, e il Palazzo del Monte di Pietà, del XVII secolo, con una bella facciata seicentesca e all’interno la Cappella di Santa Maria del Monte affrescata nel 1694 da Giulio Quaglio.

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11. CASA DI TINA MODOTTI

La celebre fotografa Tina Modotti nacque a Udine il 17 agosto il 1896 e, nonostante se ne sia andata dal capoluogo friulano a 17 anni per diventare famosa (e trovare poi la morte) in Messico, da sempre è sopravvissuto in città non soltanto il suo ricordo ma anche una fiorente attività del Comitato a lei dedicato.

In via Pracchiuso, una lapide ricorda quella che fu la sua casa. A dire il vero, la casa di Tina Modotti si trovava al numero civico 89 (ex 113), ma la lapide si trova sulla facciata della casa vicina.

Il civico 89, invece, ospita l’asilo notturno della Caritas e di recente la facciata dell’edificio è stata decorata dall’artista Franco Dl Zotto: su un bassorilievo sono state incise lettere e parole, italiane e straniere, alcune ribaltate. Sulla lapide, invece, sono incisi il profilo di una donna che assomiglia a Tina e la poesia di Pablo Neruda che si trova anche sulla tomba nel Pantheon de Dolores di Città del Messico e che il poeta scrisse per l’amica scomparsa il 6 gennaio 1942.

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12. LE PORTE DELLA CITTÀ

Erano 13 le porte che permettevano di entrare a Udine ed erano distribuite lungo cinque cinte di mura.

Porta Manin è la più antica ancora sopravvissuta in città. Risale alla fine del 1200, faceva parte della terza cerchia di mura che circondava il capoluogo friulano e in origine era dedicata a San Bartolomeo. L’impianto inferiore è originario, mentre i piani superiori sono stati restaurati nei secoli successivi. I passaggi laterali alla porta sono stati aperti tra il 1934 e il 1941. Oggi la porta costituisce il tradizionale accesso al centro storico dalla zona est della città e, dopo un breve tragitto, arrivare al cuore di Udine.

A sud della città c’è Porta Aquileia, quella da cui si andava al celebre Patriarcato e poi a Grado. Fu completata verso il 1440, e, insieme agli archi e alla torre, fa parte della quinta – e ultima – cinta muraria di Udine, costruita tra il XIV e il XV secolo a scopo di difesa. La torre risale al 1373. E’ una costruzione massiccia in pietra e mattoni con finestre ogivali e archetti pensili nel sottotetto. Sul lato meridionale della torre sci sono ono quattro stemmi in pietra: del Comune di Udine, del Patriarca di Aquileia, dei nobili Savorgnan (che costruirono la porta), e un quarto sconosciuto. Oggi la torre hospita la a sede del Consorzio per la Tutela dei Castelli Storici del Friuli-Venezia Giulia.

Infine, verso ovest, trovate la terza porta, Porta Villalta, innalzata tra il 1436 e il 1440, facente parte della quinta e ultima cinta muraria e oggi sede della Società Friulana di Archeologia. Il nome deriva dal castello omonimo dove conduce la strada che da qui ha inizio. L’ultima porta superstite è la Porta Torriani o Torre di Santa Maria, anticamente detta Porta Nuova, che faceva parte della quarta ciinta e venne realizzata nel 1295.

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13. TEMPIO OSSARIO E MONUMENTO ALLA RESISTENZA

La prima pietra del Tempio Ossario fu posta nel 1925 ma l’edificio venne inaugurato soltanto nel 1940. All’inizio, infatti, doveva essere destinato alla parrocchia di San Nicolò, ma poi si pensò ad una funzione più importante: ospitare 25 mila salme di giovani caduti della Grande Guerra, sepolti in vari cimiteri del Friuli. Il progetto inziale fu così modificato dagli architetti Limongelli e Valle fino a raggiungere la forma attuale.

La facciata ospita quattro grandi statue – dedicate all’Alpino, al Fante, all’Aviatore e al Marinaio – opera di Silvio Olivo. L’interno è a croce latina e diviso in tre navate, con tre absidi, cappelle laterali e soffitto a cassettoni. Di grande suggestione la cripta, la più vasta aula sotterranea tra le chiese d’Italia: sulle sue pareti di marmo sono incisi i nomi dei 25.000 caduti che qui riposano. Purtroppo il tempio è di rado aperto al pubblico.

Il Piazzale XXVI Luglio, di fronte al tempio, è occupato dal Monumento alla Resistenza, costruito dopo che Udine ricevette la Medaglia d’oro al valor militare per la guerra di Liberazione. Gli architetti Gino Valle, Federico Marconi, lo scultore Dino Basaldella e il designer Sandro Conti vinsero il concorso nazionale indetto nel 1958 con il progetto “Forra”.

Ogni componente architettonica della struttura (alta 3 metri, lunga 21 e alzata di oltre 2 metri sul livello del piazzale) ha un significato simbolico: il cerchio circonda il monumento come un microcosmo, il ferro saldato vuole rendere l’idea del fuoco, il quadrato sospeso permette la libera circolazione del cerchio sostenuto però soltanto da tre pilatri, qausi ad indicare il precario equilibrio su cui si regge la libertà. L’acqua che precipita nella forra, infine, rappresenta la profonda ferita della guerra.

Il monumento fu inaugurato il 25 aprile 1969 e ogni anno ospita una cerimonia commemorativa, il giorno della Festa della Liberazione. Nonostante si trovi al centro di un piazzale trafficato, sostando all’interno del monumento l’atmosfera sembra sospesa e trasmette una grande pace.

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14. PIAZZA PRIMO MAGGIO

Piazza Primo Maggio , che in lingua friulana viene detta anche Zàrdìn Grant (Giardino Grande) ed è uno dei luoghi a cui gli udinesi sono più affezionati, si trova ai piedi del colle del Castello. Ci sono due modi per apprezzarne la bellezza: passeggiando lungo i suoi vialetti e sostando sulle sue panchine oppure osservando la sua forma così particolare dalla piazza in cima al castello.

La leggenda narra che venne creata dai soldati di Attila intenti a scavare per realizzare il colle su cui sorge il Castello. Nei secoli successivi ospitò mercati e spettacoli e fu sempre uno dei centri della vita della città. In epoca napoleonica venne segnata l’ellisse (che è stata riportata alla luce da lavori di ristrutturazione una decina di anni fa) e si piantarono i platani che ancora oggi caratterizzano questo spazio verde.

La piazza è abbellita al centro da una grande fontana e per chi ha voglia di uno spuntino ci sono un paio di chioschi ben forniti.

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15. EX MERCATO DEL PESCE

Passeggiando lungo le vie del centro storico, balza sicuramente agli occhi la bellissima vetrata in stile liberty e la scritta Mercato del pesce che caratterizzano la facciata di quello che fino alla fine degli anni ’90 era il mercato del pesce della città e che poi è diventata galleria fotografica, dal 2009 dedicata alla celebre fotografica Tina Modotti, nata a Udine il 17 agosto 1896.

La galleria è ospitata in uno storico edificio liberty, la cui prima notizia risale al 1691, quando Antonio Someda lo acquistò dalla Confraternita del SS. Sacramento. Nel 1796 la casa venne venduta alla famiglia Tomadini. Nel 1925, quando furono abbattute alcune case di via Valvason, l’ingegnere comunale Davide Badini – che aveva collaborato anche con D’Aronco ai disegni del Municipio di Udine – eseguì lavori che modificarono anche l’edificio, che al piano terra fu destinato a pescheria, secondo lo stile del rinascimento toscano.

Oggi l’edificio è uno spazio permanente per l’esposizione temporanea di opere fotografiche, provenienti sia all’enorme archivio conservato nei musei cittadini e in gran parte ancora sconosciuto al pubblico sia da enti e soggetti esterni.

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Cosa vedere a Udine: i principali luoghi citati nell'articolo

Che ne dite di Udine? Ci siete già stati? Potrebbe essere inserita in uno dei prossimi itinerari di viaggio in Italia?

Oltre alle cose che ho elencato ovviamente ci sono altri luoghi, monumenti e musei da vedere in città e che potrete scoprire una volta arrivati qui e se decidete di trattenervi almeno due o tre giorni, magari approfittandone per vistare anche altri luoghi della regione.

Se avete domande o curiosità, scrivetemi nei commenti o via email.

Se volete approfondire la storia, la letteratura, le curiosità e le cose da vedere in città, di seguito trovate i link di alcuni libri con cui potrete farlo: sono diversi tra di loro e sono scritti da autori che conosco e stimo e quindi ve li segnalo molto volentieri.

Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

4 Commenti
  1. pubblicato da
    OLga
    Mag 23, 2020 Reply

    Complimenti per l’articolo e le belle foto!OLga

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mag 25, 2020 Reply

      Grazie davvero Olga, mi fanno davvero piacere i tuoi commenti!

  2. pubblicato da
    Claudio Crisci
    Mag 24, 2020 Reply

    Brava Simo bellissima descrizione della nostra città complimenti

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mag 25, 2020 Reply

      Grazie mille, felice che ti sia piaciuta

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