Itinerario alla scoperta dell’Alto Livenza, dove nasce il fiume verde

Ai piedi del Cansiglio orientale, nella Pedemontana pordenonese, si estende il territorio dell’Alto Livenza. Si trova a cavallo della Livenza, il fiume che nasce in Friuli, nella zona di Polcenigo e sfocia a Caorle, in provincia di Venezia. Durante il suo corso la Livenza attraversa ben 16 comuni, dei quali otto si trovano nella provincia di Pordenone e altrettanti in quella di Treviso.

Un territorio diviso dai confini regionali ma accomunato da un’economia fondata sul settore del legno, dell’arredamento e dei mobili, grazie alla ricchezza di acqua e di legno che ha portato ad abitare queste zone fin dai tempi antichissimi del Neolitico, come documentato dal villaggio di palafitte di Palù di Livenza, luogo inserito dal 2011 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

Il fiume Livenza è lungo poco più di un centinaio di chilometri ma molto affascinante, grazie al suo colore verde intenso che regala sfumature e rilfessi così intensi da sembrare quasi artificiali. La bellezza di questo corso d’acqua era stata già notata da Plinio il Vecchio che nella sua Naturalis Historia lo descrive come un fiume di risorgiva, caratterizzato da acque limpide e ricche di pesci e circondato da una grande e bella foresta, di cui oggi rimane il bellissimo Bosco del Cansiglio, seconda foresta d’Italia, difesa e valorizzata già dalla Repubblica di Venezia prima e dagli Asburgo poi.

La parte di territorio che vi racconto in questo articolo è quella che caratterizza le sorgenti del Livenza, luoghi incantevoli e ideali per una facile escursione in auto, a piedi o in bicicletta tra le sorgenti del fiume e borghi storici. A seconda che arriviate da Maniago o da Aviano, oppure da Sacile, vi troverete a percorrere l’itinerario partendo dalla Sorgente del Gorgazzo oppure dal sito di Palù di Livenza, passando per Polcenigo e le Sorgenti della Santissima. In ogni caso, si tratta di luoghi distanti tra di loro soltanto una manciata di chilometri (date un’occhiata alla mappa alla fine dell’articolo), dunque potete decidere di visitarli seguendo l’ordine che preferite.

palù di livenza
sorgente di gorgazzo

SORGENTE DEL GORGAZZO

«Prendete il colore dello smeraldo, quello delle turchesi, quelli dei berilli, gettateli in un bagno di lapislazzoli, in modo che tutto si fonda e ad un tempo conservi l’originalità sua propria, ed avrete quella porzione di cielo liquido che si chiama il Gorgazzo».

Sono le parole di un sonetto scritto nel 1877 dal geografo Giovanni Marinelli e sicuramente la descrizione più famosa di questo luogo incantato. Grazie ai riflessi del sole sull’acqua e al colore così particolare di questa sorgente, si ha davvero l’impressione di essere di fronte a un luogo incantato, uno di quelli descritti nelle favole che raccontano del regno delle fate.

Alla base sud orientale dell’altopiano del Cansiglio, la sorgente del torrente Gorgazzo, affluente del Livenza, si trova a circa 50 metri sul livello del mare, nei pressi dell’omonima borgata, a circa un chilometro da Polcenigo. C’è un comodo parcheggio al’ingresso del borgo che facilita la visita anche ai più pigri.

Dopo una breve passeggiata costeggiando il torrente, lungo un vialetto su cui si affacciano alcune case e un luogo di ristoro, si arriva alla sorgente che ha la forma di un’ampia e profonda pozza, nascosta tra alberi e rocce e alimentata da acque limpide che assumono diverse colorazioni a seconda della luce del sole e dei riflessi creati sull’acqua, dove nuotano alcune papere. Il colore dominante è quello dello zaffiro.

La grotta è costituita da una risorgiva, un sifone molto profondo e ancora in parte inesplorato ed è la seconda sorgente carsica a sifone più profonda in Europa dopo la Fonte di Valchiusa in Provenza. Le acque provengono probabilmente dal Monte Cavallo e si inabissano per poi riapparire in superficie in questa zona.

La cavità quasi certamente si è formata in seguito all’erosione delle acque a causa di una discontinuità tettonica che si presenta come faglia proprio nel tratto in cui si trova la sorgente. Il fascino di questa sorgente deriva quindi anche dalla sua particolarità geologica e dal fatto che ancora oggi non si conosce la sua esatta profondità.

Numerosi e appassionati subacquei hanno tentato di esplorare i meandri delle grotte. Nessuno finora è riuscita a esplorare il sito completamente ma il gorgo purtroppo ha risucchiato nove atleti che hanno perso la vita nel tentativo di svelare il mistero di questi andfratti subacquei.

Il record di profondità è stato raggiunto dallo speleonauta Luigi Casati nel 2008 che ha toccato i meno 212 metri, record finora imbattuto, anche da lui stesso che ha continuato a mettersi alla prova. Nell’ultima immersione del 2017, ha scoperto una conca gigante che risale verso l’alto, sino a questo momento inesplorata, che apre nuovi scenari dal punto di vista geologico. Questo può dare l’idea dell’incredibile dedalo di cunicoli in cui si ramifica la grotta.

Vale la pena fare anche una breve passeggiata nel borgo che si è sviluppato intorno alla sorgente per ammirare le abitazioni che usano i materiali tipici locali, come pietra e legno, e danno vita ad alcune case molte belle dal puntok di vista archittetonico e che si possono vedere in tutta questa zona.

gorgazzo
gorgazzo
gorgazzo

POLCENIGO

Per fare una pausa dalla natura, vale assolutamente la pena visitare Polcenigo, assecondando i ritmi lenti delle acque del fiume Livenza che attraversa anche questo splendido borgo, inserito nella lista dei Borghi più Belli d’Italia e in cui vi sembrerà davvero di fare un salto nel passato per l’atmosfera tranquilla che si respira.

Polcenigo conserva l’impronta del borgo medioevale organizzato attorno al castello che, secondo la tradizione, fu assegnato da Carlo il Calvo nell’875 ad un suo luogotenente, il conte Blois di Francia. Alla famiglai fu confermato il titolo nel 973 dal vescovo di Belluno dando inizio alla lunga dinastia dei Conti di Polcenigo.

Il sito in realtà era abitato fin dalla preistoria e venne utilizzato in seguito da Romani e Longobardi. Il borgo viene nominato per la prima volta nel 1200 in un atto con il quale i conti Aldrigo e Guarniero di Polcenigo concedono il permesso di fabbricare case entro le mura del castello. Ma fu soltanto nel Settecento che il maniero assunse l’aspetto di una villa veneta, sembianze che ancora oggi possiamo vedere, nonostante la struttura sia chiusa e in ristrutturazione.

Il castello era raggiungibile dal borgo salendo una monumentale scalinata di 365 scalini, mentre oggi ci si arriva con una breve passeggiata lungo una strada asfaltata che conduce anche alla Chiesa di San Giacomo con l’annesso convento dei francescani, il più antico della diocesi di Concordia. Vale assolutamente la pena arrivare fino a qui per poter ammirare dall’alto una delle vedute più suggestive del borgo, con alcune vecchie case ormai abbandonate ma molto pittoresche e il fiume che scorre in mezzo al borgo.

La piazza di Polcenigo è dominata dal maestoso palazzo Fulmini-Zaja e dal palazzo Savorgnan Salice e regala bellissimi scorci sul fiume.

Meritano una visita anche la chiesa di Ognissanti e quella di San Rocco, il cui campanile è stato ricavato da una torre di guardia della cinta muraria. Dalla chiesa di San Rocco si può tornare alla piazza o, meglio ancora, cominciare la visita al borgo proprio da qui se avete lasciato l’auto nel comodo parcheggio di fianco alla chiesa.

Obbligatorio percorrere a questo punto Via Coltura, la più antica strada del borgo, che si riconosce per il doppio livello lungo il quale si affacciano alcune case appartenute alle nobili famiglie locali e ancora oggi molto affascinanti.

polcenigo
polcenigo
polcenigo
polcenigo
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SORGENTI DELLA SANTISSIMA

Le Sorgenti della Santissima sono una fonte perenne che scaturisce dal massiccio calcareo delle Prealpi del Cansiglio e che, insieme a quelle del Gorgazzo del Molinetto, alimentano il fiume Livenza. L’acqua scorre tra gli anfratti nascosti della pietra calcarea alla base delle montagne, attraversa piccoli solchi fino ad allargarsi alla pianura e a sgorgare in queste sorgenti.

Questo luogo verdissimo e ricco d’acqua era considerato sacro fin dall’antichità, scenario di riti propiziatori di fertilità precedenti alla colonizzazione dell’Impero Romano. Il culto poi venne mantenuto anche dalla Chiesa e il luogo divenne meta di pellegrinaggi. La leggenda vuole che nel 437 d.C. l’imperatore Teodosio, in seguito all’appazione sia della Trinità in questo luogo, sollecitò Papa Sisto III perchè costruisse una chiesetta.

La Chiesa della Santissima Trinità ospita al suo interno un imponente altare ligneo del Seicento con un’edicola del 1496 di Domenico da Tolmezzo, un pregevole coro ligneo e alcune pale d’altare.

Il santuario, oggi ristrutturato e visitabile, è anche il luogo perfetto da cui iniziare la passeggiata. Oltrepassato il ponticello di fronte alla chiesa, si può fare una breve passeggiata ad anello intorno a questa zona del fiume fino ad arrivare al vecchio mulino comunale, tornando poi alla chiesa lungo un sentiero acciottolato su cui si affacciano abitazioni, un antico capitello, una trattoria e alcune panchine.

Luogo molto amato dai ciclisti e dalle famiglie con bambini, è perfetto per una pausa immersi nella natura. Il sentiero è in terra battuta e in alcuni casi è facilitato da passerelle.

sorgenti della santissima polcenigo
sorgenti della santissima polcenigo

PALU DI LIVENZA

Collocato in una vasta zona di risorgiva del fiume Livenza tra le alture di Sarone e la dorsale del Longone, il sito palafitticolo di Palù di Livenza è uno tra i più interessanti siti palafitticoli neolitici dell’Italia settentrionale.

Grazie all’eccezionalità della datazione dei ritrovamenti e al perfetto stato di conservazione dei resti archeologici, è iscritto dal 2011 nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, nella serie dei Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino assieme ad altre 18 località italiane distribuite in Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento e Veneto.

Il sito però non è molto conosciuto e frequentato e quindi è il luogo ideale per immergersi della natura, ascoltarne i suoni e respirane i profumi, tanto più che il sito è piuttosto grande e può essere la metà di una bella passeggiata, durante la quale è sufficiente indossare abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica o da trekking leggero.

Natura e archeologia sono il binomio di questo luogo ubicato nella zona umida e paludosa che si estende tra i comuni di Caneva e Polcenigo nella area delle sorgenti del fiume Livenza.

Ad appena pochi metri dalla sorgente, il fiume Livenza qui presenta già il suo corso dai colori spettacolari, grazie al quale viene chiamto “il fiume verde”. L’acqua è di una bellezza e di una limpidezza incomparabile e ve ne renderete conto facilmente seguendo il sentiero che conduce lungo l’itinerario naturalistico e che costeggia gran parte del fiume, regalando scorci mozzafiato.

I percorsi archeologici e naturalistici, segnalati da appositi cartelli, permettono di visitare i punti più belli e significativi del sito. Per chi non è esperto, non è facilissimo individuare nell’acqua i resti del vilaggio di palafitte, però anche i neofiti possono riuscire a scorgere qualcosa.

In questo luogo sono stati raccolti fin dall’Ottocento elementi in selce, mentre negli ultimi vent’anni sono continuate le esplorazioni subacquee e le indagini archeologiche che hanno confermato la straordinaria rilevanza di quello che risulta essere uno dei rarissimi esempi di sito in area umida già frequentato nel Paleolitico dagli ultimi cacciatori-raccoglitori e che poi divenne uno dei villaggi di tipo palafitticolo più importanti del nordest tra il tardo Neolitico ed Eneolitico (IV-III millennio a.C.), dal quale si sono riconosciuti almeno tre complessi sistemi lignei costruttivi. Molti reperti archeologici rinvenuti nel sito sono attualmente conservati nel Museo Archeologico del Friuli Occidentale.

alto livenza polcenigo
palu di livenza
palu di livenza
palu di livenza
palù di livenza

Tappe dei luoghi citati nell'articolo

Che ne dite della zona dell’Alto Livenza? 

Conoscevate già questi luoghi?

Sarebbe interessanti inserirli in un itinerario in Friuli Venezia Giulia?

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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    OLga
    Mag 21, 2020 Reply

    Articolo ricco corredato da foto molto belle!Mandi OLga

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mag 23, 2020 Reply

      Grazie mille!

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