Scoprire il Collio friulano: itinerario in 8 tappe tra vigneti, borghi e castelli

Borghi e vigneti si inerpicano lungo le colline del territorio compreso nella zona collinare della provincia di Gorizia, nell’estrema propaggine orientale del Friuli, dove quel confine che fu per tanti anni sinonimo di chiusura, dal punto di vista geografico si caratterizza invece per la presenza di ville, castelli, piccoli borghi incorniciati da circa 1.600 ettari di vigneti che producono una ventina tra le più pregiate varietà di vini. Quest’area crocevia di popoli e di culture è zona a Denominazione di Origine Controllata fin dal 1968.

In Friuli Venezia Giulia, sul confine tra Italia e Slovenia, tra il fiume Isonzo ed il suo affluente di destra, il fiume Judrio, si estende un’area collinare, collocata fra le Alpi Giulie ed il Mare Adriatico perfetta per la coltivazione della vite e per il turismo slow.

Diverse identità – slava, germanica e latina – uno stretto legame con la Slovenia e la sua Brda, il comune denominatore dato dalla coltivazione della vite. Dalla Ribolla gialla tipica della zona sferzata dalla bora di Oslavia e San Floriano del Collio al Pinot Bianco dell’area dal clima più caldo di Mossa, Capriva e Cormons fino al Sauvignon della zona nord del Collio, quella intorno a Dolegna, il Collio è un mare verde in cui su susseguono colline su colline puntellate di chiesette di pietra, borghi storici, rocche e castelli in un equilibrio perfetto tra uomo e natura che si tramanda da secoli e che ancora oggi resta miracolosamente intatto.

L’itinerario sul Collio friulano è lungo, quindi valutate l’idea di spezzarlo su più giornate oppure scegliete il tratto che vi attrae di più. Anche perché non mancheranno sia le soste per ammirare il panorama sia quelle per visitare le cantine (di cui però vi parlerò in un altro post). Al termine del post, la mappa con i luoghi principali descritti in questo articolo.

cosa vedere sul collio friulano
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Ruttars (Dolegna del Collio)

1. Oslavia, tra memoria di guerra e vini macerati

A soli tre chilometri dal centro di Gorizia s’imbocca la strada panoramica che s’insinua nel Collio, passando dal Parco Piuma, dalla chiesa di San Silvestro per arrivare all’Ossario di Oslavia, imponente monumento realizzato nel 1938 durante il Fascismo per ospitare le spoglie di oltre 20mila soldati italiani identificati e di altri 37mila senza nome, tra i quali 539 di altre nazionalità, caduti durante le sanguinose 12 battaglie dell’Isonzo tra il 1915 e il 1917 tra Gorizia e Tolmino. Una grandiosa scalinata conduce al monumento circondando da cipressi e una campana votiva ogni giorno al tramonto fa sentire i suoi rintocchi per ricordare i caduti.

Il borgo di Oslavia, poco più di 600 abitanti, non ha una piazza e un vero centro: la strada panoramica attraversa le frazioni i cui nomi rievocano i momenti delle battaglie. Tra tutti, Lenzuolo Bianco è probabilmente il più curioso e significativo al tempo stesso: in questa zona i combattimenti con 35mila colpi scaricati in meno di due settimane rasero al suolo case, campi e vigneti e del borgo rimase soltanto la parete bianca di una casa posta tra due alberi, simile a un lenzuolo bianco appeso ad asciugare.

Alla fine della guerra, gli abitanti ricostruirono tutto e questa zona di colline terrazzate a vigneto, tanto piccola quanto importante, è diventata decisiva per l’affermazione della Ribolla gialla, vino simbolo di quest’area del Collio e per la rivoluzione dei cosiddetti vini macerati, naturali o Orange Wines (di cui però vi parlerò in un post a parte).

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Vista da Oslavia verso Nova Gorica in Slovenia
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Vigneti della zona di Oslavia
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Cavalli al pascolo sulle colline di Oslavia

2. San Floriano, un balcone tra Collio e Brda

Appena lasciata Oslavia si entra a San Floriano del Collio, uno dei Comuni più suggestivi di quest’area. Al centro del borgo posto sulla collina si notano subito la chiesa di San Floriano e il Castello dei conti Formentini. Il castello medievale venne rimaneggiato nel XV secolo dai nobili Ungrispach, i primi proprietari. Nel 1520 il maniero venne acquistato e ampliato da Vinciguerra Formentini. Occupato dai Veneziani nel 1616, venne più volte distrutto e ricostruito, l’ultima volta nel 1965 da Michele Formentini, che fu anche l’ideatore della Strada del Vino e delle Ciliegie nel 1963 per valorizzare le cantine e i produttori della zona. I Formentini producono vino da oltre 500 anni nelle loro cantine circondate dai vigneti a 250 metri di altezza.

La Chiesa di San Floriano distrutta completamente dai bombardamenti austroungarici durante la Prima guerra mondiale venne ricostruita nel 1924 su progetto dell’architetto Max Fabiani (quello del Giardino Ferrari nel villaggio di Stanjel – San Daniele, sul Carso sloveno). La chiesa sia affaccia sulla piazza-belvedere di San Floriano da cui si può ammirare uno dei più bei panorami sul Collio goriziano e sulla Brda slovena. Sulla piazza c’è un monumento ai caduti della Seconda guerra mondiale.

Lasciata la piazza, si comincia la discesa dalla collina tutta curve e ampi tornanti lungo i quali si susseguono numerose aziende vitivinicole e si aprono notevoli scorci e panorami sui terrazzamenti a vigneto. Subito s’incontra il Castello della Baronessa Tacco, panoramica sede di matrimoni, per poi attraversare una dopo l’altra le diverse frazioni di San Floriano del Collio seguendo i cartelli che indicano la Strada del Vino: Bivio, Uclanzi, Valerisce e Giasbana. Qui si trova, nascosta tra gli alberi, la chiesetta dell’Ausiliatrice del 1956. La discesa termina nella zona del Preval.

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Lungo le colline di San Floriano
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Scorcio dal belvedere sulla piazza di San Floriano
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Lungo la sttrada che scende da San Floriano

3. Il Preval, l’oasi che non ti aspetti

Dove le colline del Collio degradano fino alla pianura s’incontra il Preval, un’oasi naturalistica che riserva piacevoli sorprese. In origine una zona paludosa, bonificata all’inizio del Novecento, oggi il Preval è il posto perfetto per una passeggiata a piedi, in bici o a cavallo. Al suo interno rimangono ancora alcune zone selvagge e da queste parti è facile incontrare diverse specie di animali. La definizione storico-geologica del Preval è una conca valliva racchiusa dai dolci rilievi del Collio, dove il torrente Versa ha formato in passato quelle vaste paludi e quei prati umidi dei quali nei vecchi documenti si parla usando il nome di origine tedesca Prevali-Wiesen o Prewald.

Una delle attrazioni più caratteristiche del Preval sono tre piccoli laghetti, il più grande dei quali visibile dalla strada regionale che attraversa questa zona del Collio. Si riconosce subito anche dalle oche e anatre che vivono stabilimente qui. Per raggiungere gli altri due è sufficiente imboccare a piedi o in bici un sentiero sterrato ben segnalato. Nella zona dalla fitta vegetazione ci sono due sentierini che percorrono quasi l’interno perimetro degli altri due laghetti. Sarà abbastanza semplice incrociare qualche capriolo o vedere sorvolare sopra la testa piccoli stormi di anatre e aironi.

Poco distante dal laghetto sulla strada regionale, nascosta tra gli alberi, si trova anche la chiesa di Santa Maria dei Popoli, nota anche come Chiesa di San Marco nel Preval. Di origini altomedievali, già in passato era luogo di sosta dei pellegrini che si dirigevano verso il Monte Santo in Slovenia, mentre oggi la sua struttura risale al Settecento.

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Il laghetto del Preval popolato di anatre e oche
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Caprioli sui prati del Preval
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Gioco di riflessi lungo i sentieri del Preval

4. Da Villa Russiz al castello di Spessa, il Collio elegante

Lasciata la piana del Preval ci si immerge velocemente nell’atmosfera chic e ovattata di Russiz Superiore, un tempo borgo fortificato, dal 1549 proprietà dei Tasso e oggi della famiglia Felluga. Del vecchio borgo rimangono le mura e la chiesa di San Giovanni Battista. Le cantine di Russiz Superiore e il relais sono un posto perfetto da cui godere un panorama sulle colline e i vigneti circostanti, prima di imboccare la strada che scende verso Russiz Inferiore, dove si trova Villa Russiz e la chiesa di San Giuseppe.

Uscendo dal piccolo borgo si continua a scendere verso Spessa dove ci si immerge nell’atmosfera fiabesca del Castello di Spessa, probabilmente il luogo più famoso del Collio friulano. Il parco del castello è quanto di più maestoso si possa immaginare, affacciato sui vigneti e con anche un campo da golf. Il castello risale al Duecento, ma a partire da Cinquecento diventa proprietà delle famiglie più ricche della zona: dai Cronberg ai Rassauer, ai della Torre che ospitarono tra le sue mura personaggi del calibro di Giacomo Casanova e Lorenzo Da Ponte. Furono i Voelkel a iniziare i restauri del 1901, mentre la famiglia triestina degli Economo realizzarono il parco alberato ancora oggi esistente. Durante la Prima Guerra Mondiale il castello fu sede del comando militare e ospitò i generali Cadorna e Diaz. La famiglia Pali è la proprietaria del castello dal 1987, oltre che dell’intera tenuta, delle cantine che si possono visitare su prenotazione (alcune risalgono al Medioevo) e il castello di Spessa è diventato un wine resort apprezzato come sede di matrimoni e di altri eventi importanti.

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Il Castello di Spessa
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Lungo la sttrada sa Spessa a Russiz
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Villa Russiz

5. Il Sentiero delle Vigne Alte, trekking tra i vigneti

Una bella passeggiata a piedi lungo un sentiero che offre splendidi panorami sui vigneti del Collio è quello delle Vigne Alte, che collega il Castello di Spessa, a Capriva del Friuli con la tenuta de La Subida a Cormons. Complessivamente il sentiero è lungo poco meno di quattro chilometri, quindi calcolate il doppio se volete anche tornare indietro.

Il sentiero è sterrato, che si snoda tra vigneti e macchie di bosco e si può percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo, è adatto a tutti, perché il dislivello è davvero minimo e costituito soltanto da alcune brevi salite. Se avete voglia e tempo di camminare di più ed esplorare altre zone a piedi, il percorso permette alcune deviazioni: sono ben segnalate ai vari bivi del sentiero e conducono ad esempio verso i vigneti di Pradis e di Russiz o la piana di Preval.

Il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti: se avete voglia di fare qualche sosta, calcolate un paio d’ore per godervi il panorama in relax. Di questo percorso ho parlato nel dettaglio nel post dedicato alle Passeggiate facilissime in Friuli Venezia Giulia a cui vi rimando per altre informazioni più dettagliate.

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Lungo il Sentiero delle Vigne Alte
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Uno dei cartelli che indica il Sentiero
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Scorcio dei vigneti dal Sentiero delle Vigne Alte

6. Cormons panoramica dal Quarin al colle di Brazzano

Cuore del Collio, Cormons, sede patriarcale dal 628 al 737, è un’elegante cittadina d’impronta asburgica che offre numerosi spunti di visita, visto che mantenne la sua importanza fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale grazie alla posizione strategica al confine tra Venezia e gli Asburgo.

In questo itinerario però saliamo soprattutto sul monte Quarin, dove sorse il primo nucleo della città in forma di castrum romano fortificato e da dove oggi si gode uno dei panorami più straordinari di questa zona, nel punto in cui sorge la chiesa della Beata Vergine del Soccorso. Dalla sommità del colle posto a 274 metri tra case, filari di viti e vegetazione la vista spazia sui palazzi signorili che puntellano Cormons, sulle colline ai lati e infine sulla vasta pianura della bassa friulana fino al mare. Al tramonto l’atmosfera è ancora più spettacolare.

Scesi dal monte Quarin, percorrendo via Sottomonte e superata la chiesa di San Lorenzo a Brazzano, si prosegue la salita verso la Chiesa di San Giorgio, un gioiellino ubicato su una collinetta visibile da diversi punti della pianura: non a caso viene chiamata “chiesa-vedetta”, tanto più che, prima di diventare edificio di culto, fu un castello, distrutto nel 1257 dal conte di Gorizia. Dalla terrazza su cui si affaccia la chiesa il panorama è superbo e spazia fino al Carso e al mare. La forma del campanile tradisce l’originaria funzione di torre di avvistamento.

Vale infine la pena fare un salto al minuscolo borgo di Giassico, fatto di case di pietra e stradine acciottolate che convergono sulla piazza con la chiesa di Santo Stefano Protomartire. Non soltanto borgo defilato e pittoresco, Giassico ha anche una storia avvolta nel mistero, visto che qui vissero alcuni benandanti processati dall’Inquisizione: la loro storia, legata ai culti agrari e alle pratiche per la fertilità della terra, è ancora poco conosciuta.

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Panorama dal monte Quarin verso Cormons
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Vista dal belvedere della chiesetta di Brazzano
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I vigneti e la chiesa sul monte Quarin

7. Plessiva, un bosco sul confine

Circa 33 ettari di bosco immersi nel vigneto lungo i versanti settentrionali e orientali del monte Mò, verso il rio Fidri e il valico con la Slovenia di Medana: il bosco di Plessiva compare di fronte al visitatore quando meno se lo aspetta. Si trova a due passi dal confine con la Slovenia e l’accesso può avvenire da Plessiva, lungo una stradina asfaltata immersa nei vigneti.

I sentieri del bosco sono ben segnalati e si snodano su dislivelli dai 25 metri ai 130 metri sul livello del mare. Questo polmone verde tra Collio e Brda è patrimonio della Regione Friuli Venezia Giulia dal 1983. In epoca medievale la zona era ammantata da boschi di quercia. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale i fianchi delle colline furono incisi da strade e piazzole per ospitare un deposito di munizioni, mentre i pesanti tagli del dopoguerra avevano ridotto questo bosco a una boscaglia invasa da robinia e castagno.

Nel 1968 la proprietà passò alla Regione che iniziò una serie di interventi volti al recupero dell’originaria composizione del bosco, assecondando le dinamiche evolutive naturali. Dopo un lavoro di più di 30 anni di modellamento forestale sono tornate le querce di rovere. E così da luogo destinato a ospitare strumenti di morte, oggi il bosco è un luogo perfetto per immergersi nell’atmosfera, nei suoni e nei profumi tipici di questo straordinario ambiente naturale. Lungo i sentieri ci sono anche alcune panchine e alcune aree sono attrezzate con griglia, panchine e giochi per bambini.

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La strada che conduce al bosco di Plessiva
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Uno dei sentieri del bosco di Plessiva
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Vista dai vigneti di Plessiva oltreconfine

8. Le colline di Dolegna tra villaggi e chiesette

Le sponde dello Judrio, che un tempo segnava il confine fra l’Italia e l’Austria, ospitano la zona più a nord del Collio friulano, caratterizzata da escursioni termiche più elevate e da colline e vigneti più ripidi, habitat ideale per il Sauvignon. Dolegna del Collio, il comune più a nord della provincia di Gorizia, è formato da sette località – Ruttars, Vencò, Scriò, Restocina, Lonzano, Mernico e Dolegna – e da altrettante chiesette, la maggior parte ubicate sul cucuzzolo di un colle, in straordinaria posizione panoramica.

Procedendo da sud a nord, il primo borgo che s’incontra è quello di Ruttars, che regala forse i più bei scorci di colline e i vigneti verso il Friuli e la Slovenia. Una strada acciottolata conduce alla chiesa dei Santi Vito e Modesto, in posizione ottimale per abbracciare una parte estesa di paesaggio senza ostacoli alla vista. La storia di questo borgo risale al 1289 quando il Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre lo cedette a Giovanni di Zuccola. La chiesa invece risale al 1866 ma nello stesso punto ne sorgeva un’altra del Cinquecento, con annesso cimitero. Da queste parti è d’obbligo uno sguardo all’imponente Castello di Trussio, oggi sede di un rinomato ristorante. La prima notizia di questo castello è del 1257 quando il conte Mainardo di Gorizia incendiò il maniero. Fu proprietà dei signori di Spilimbergo fino al 1869, ma venne più volte occupato e raso al suolo nel 1511 durante la guerra tra gli Asburgo e Venezia.

Sulla collinetta di Vencò, circondata da vigneti, si può ammirare la piccola chiesa di Sant’Helena, costruita nel 1891 in stile ottocentesco con una bifora campanaria in cima alla facciata. Imperdibile una deviazione verso Lonzano Superiore, terra natale del poeta Pietro Zorutti. In quelli che oggi sono i Casali Zorutti nel 1792 nacque il poeta di lingua friulana, i cui versi mescolano idillio pastorale e ironia. Di fronte al casale Zorutti c’è una piccola scalinata che conduce all’ingresso della chiesa di San Giacomo, fatta costruire dai discendenti del poeta nel 1671. Anche questa chiesetta è molto semplice con una monofora campanaria. Si dice che il tiglio sulla sinistra sia stato piantato proprio dal poeta Zorutti. Da qui in lontananza si distingue il profilo delle Alpi Giulie. Percorrendo la strada verso Lonzano Inferiore si giunge alla chiesetta della Madonna del Rosario, restaurata nel 1870 e nel 1925.

Tornando sulla statale, Dolegna del Collio accoglie i visitatori con la chiesa di San Giuseppe, del XVIII secolo ma ricostruita nel 1927 in seguito ai danni subiti a causa della guerra. Il campanile invece è originario. Una delle strade più belle da percorrere è quella che conduce a Scriò passando per Restocina tra viti, alberi e casette di pietra tipiche. Sono luoghi senza tempo, rimasti intatti nella loro semplice bellezza, fatta di silenzio e di capre al pascolo. La sagoma gialla della chiesa di San Leonardo, in posizione panoramica, svela all’improvviso di essere vicini al minuscolo abitato di Scriò. Dal suo belvedere sul colle Slicje a 203 metri un bel panorama sulle colline circostanti. Infine, si scende verso Mernico, punta dell’estremo nord del Collio. La chiesetta del paese è dedicata a Sant’Elena, risale al XV secolo e si può raggiungere anche a piedi lungo una scalinata immersa nel bosco e affacciata sul fiume Judrio.

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Casali Zorutti
La chiesa dei Santii Vito e Modesto sul colle di Ruttars
Chiesa di San Leonardo a Scriò
Chiesa di San Leonardo a Scriò

I luoghi dell'itinerario sul Collio

Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    Ogni viaggio un assaggio
    Mar 27, 2021 Reply

    Articolo davvero molto interessante e foto bellissime! Complimenti

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Mar 28, 2021 Reply

      Grazie mille, felice che ti sia piaciuto!

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