Arte e pubblicità: a Treviso il Museo Salce ospiterà la più ampia raccolta di manifesti storici in Italia

L’offerta museale di Treviso si arricchisce di un nuovo importante tassello.

Dal 5 dicembre 2020 aprirà al pubblico il nuovo Museo Salce negli spazi di Santa Margherita, che sarà anche la sede definitiva di quella che è la più importante raccolta italiana di manifesti storici di grafica pubblicitaria, donata da Ferdinando Salce, nato a Treviso nel 1877, allo Stato italiano con il suo testamento nel 1962.

Dopo di ipotesi su svariate collocazioni, nel 2011 il Ministero dei Beni culturali aveva deciso di mantenere la collezione a Treviso, città di origine del suo mecenate, e di ospitarla in due edifici di proprietà demaniale, al tempo in stato di abbandono: la chiesa medievale di Santa Margherita, al di là del fiume Sile e l’edificio attiguo alla chiesa di San Gaetano, in via Carlo Alberto.

La sede di San Gaetano

La sede del Complesso di San Gaetano è diventata museo permanente nel 2014 e accessibile al pubblico dal 2017. Il museo si articola su quattro piani che ospitano superfici espositive appositamente ideate per i materiali grafici.

Il museo ha sede nel cuore storico di Treviso, a poca distanza dalla casa dove Nando Salce ha vissuto e raccolto i pezzi della sua collezione.

Per scelta scientifica e per ragioni conservative i materiali della raccolta sono stati fino ad oggi esposti a rotazione in mostre temporanee di carattere tematico o monografico.

L’ingresso del museo affaccia sul sagrato della chiesa di S. Gaetano, visitabile insieme al museo. All’interno è possibile ammirare una ricca quadreria, con dipinti di Ludovico Pozzoserrato e di Giovanni Battista Canal e l’organo settecentesco di Gaetano Callido, uno degli strumenti più preziosi presenti in città.

La nuova sede di Santa Margherita

Per oltre mezzo millennio la chiesa di Santa Margherita è stata uno scrigno di d’arte. Poi due secoli di totale abbandono. E adesso la rinascita come uno dei più interessanti nuovi musei italiani. Al suo interno, in un colossale parallelepipedo tecnologico saranno conservati ed esposti al pubblico i quasi 50 mila manifesti di grafica pubblicitaria della Collezione Salce, una delle più importati al mondo.

Un moderno allestimento permetterà, grazie alle nuove tecnologie, di immergersi nel rutilare di colori e le lettere che compongono i manifesti, mentre i non vedenti possono interagire con affiches tridimensionalizzate.

I grandi spazi del tempio medievale, innalzato a partire dal 1282 dai frati mendicanti saranno finalmente la sede definitiva della collezione permanente Salce. La navata dell’ex chiesa è lunga 42 metri e larga circa 14, la lunghezza abside compresa è di quasi 50 metri.

La chiesa tornerà idealmente ad essere un gioiello d’arte, visto che in passato conservava il ciclo trecentesco delle Storie di Sant’Orsola, tra le opere più importanti di Tomaso da Modena, oggi valutato tra i capolavori della pittura medievale. Il ciclo di affreschi venne scoperto nel 1882 dall’abate Luigi Bailo, mentre la chiesa era già sconsacrata e in fase di decadenza. Oggi l’opera è conservata nel Museo Civico di Santa Caterina. Nel nuovo allestimento museale gli affreschi rivivranno grazie a una proiezione virtuale esattamente negli spazi dove erano presenti prima di essere staccati.

All’esterno sono stati ridisegnati gli spazi dell’antico chiostro per consentire di farsi un’idea di come dovevano essere gli spazi di questo luogo sacro ai bordi del fiume. Essere sepolti qui in passato era un privilegio per le ricche famiglie fiorentine esuli a Treviso. Il 29 aprile 1364, nel chiostro, venne sepolto Pietro Alighieri, il cui monumento funebre fu rimosso nel 1810, all’epoca in cui, in seguito alla soppressione degli ordini monastici e l’annessione dei loro beni allo stato, anche il complesso di Santa Margherita divenne di proprietà pubblica, avviandosi così ad un completo abbandono.

Con la demanializzazione divenne deposito, fienile e, in epoca recente, addirittura palestra. Oggi l’edificio, che si trova in via Reggimento Italia Libera, a pochi passi dall’ex Distretto Militare e dall’ansa del fiume Sile, è finalmente rinato nella veste di moderno museo.

Museo salce treviso
Museo Nazionale Collezione Salce
Museo salce treviso
Museo Nazionale Collezione Salce
Museo Nazionale Collezione Salce
Museo Nazionale Collezione Salce

La collezione di Nando Salce

Il ragionier Fernando (detto Nando) Salce maturò fin da giovanissimo una incontenibile passione per i manifesti illustrati. Grazie alle privilegiate condizioni economiche della sua famiglia si dedicò fin da giovanissimo al collezionismo.

Nel 1895, a 17 anni, acquistò sottobanco dall’attacchino comunale, al costo di una lira, il manifesto della Società Anonima Incandescenza a Gas brevetto Auer di Giovanni Maria Mataloni. Fu questa la prima affiche della sua collezione.

Da allora non si fermerà più: nel corso della sua vita, in circa 70 anni, raccolse oltre 25.000 pezzi, conservati fino alla morte nella soffitta della sua casa in piazza Mazzini, nel centro storico di Treviso. Non ebbe mai nemmeno la consapevolezza dell’entità della sua raccolta, di cui perse il conto e che sottostimava in circa 15mila pezzi.

Ma alla sua morte nel 1962 legò la sua appassionata collezione allo Stato italiano che oggi finalmente riesce a darne adeguata valorizzata, insieme alle successive acquisizioni che hanno portato la raccolta a circa 50mila pezzi.

Un manifesto della Collezione Salce
Un manifesto della Collezione Salce

La mostra dei cartelloni hollywoodiani di Renato Casaro

Sarà una mostra dei cartelloni hollywoodiani di Renato Casaro ad inaugurare ufficialmente al pubblico la nuova sede del Museo Nazionale Collezione Salce in Santa Margherita a partire dal 5 dicembre 2020.

La grande mostra del cartellonista che firmò i manifesti di alcuni tra i più grandi capolavori del cinema sarà distribuita su ben tre sedi: oltre che in santa Margherita, le sue opere saranno esposte nella sede di San Gaetano e ai Musei Civico di Santa Caterina.

Dai film di Sergio Leone ad Amadeus, da Trinità a Rambo, fino all’Ultimo Imperatore, Renato Casaro è considerato l’ultimo dei grandi cartellonisti in grado di trasporre l’anima di un film in un manifesto. La sua particolarità è stata quella di non scegliere mai di usare l’immagine fotografica di un personaggio o di una scena, ma di optare per i disegni. Come un vero e proprio artista. Mentre il film era ancora in lavorazione, potendo contare solo su qualche fotografia di scena e sulla sua creatività, Casaro, realizzava il cartellone pubblicitario dell’opera.

La mostra su tre sedi ospiterà oltre 300 pezzi, scelti tra i manifesti a due e quattro fogli, destinati alle sale cinematografiche o all’affissione, a cui saranno accostati una selezionata serie di bozzetti studio e gli “originali”, ovvero l’opera finita che serviva a stampare il manifesto. Per l’occasione oltre un centinaio di pezzi sono stati selezionati e restaurati, scelti all’interno delle innumerevoli opere realizzate da Casaro a partire dal 1955.

Lo chiamavano Trinità, 1970, Italia. Western, Originale. Archivio Casaro
Cronaca di una morte annunciata, 1987, Italia, Francia, Drammatico, Originale. Archivio Casaro
Cronaca di una morte annunciata, 1987, Italia, Francia, Drammatico, Originale. Archivio Casaro
Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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