Visitare la Casa Museo di José Saramago a Lanzarote

A Casa è “una casa fatta di libri”: così definì la sua dimora a Lanzarote lo stesso José Saramago, premio Nobel alla Letteratura che dal Portogallo, sua terra natia, si trasferì sull’isola di Lanzarote nel 1993 e qui rimase fino alla sua morte nel 2010. I suoi ultimi suoi 18 anni di vita.

Accanto all’abitazione vera e propria, Saramago costruì ad un certo punto una vera e propria biblioteca che gli permettesse di custodire tutti i suoi libri. Un luogo che gli servì da rifugio e da ispirazione e che farà la gioia degli appassionati dello scrittore e di libri in generale.

Aperta al pubblico nel 2011 con orari piuttosto ridotti, visto che parte dell’abitazione è ancora abitata dalla famiglia dello scrittore, la Casa Museo Saramago si può visitare soltanto con una guida, che aiuta a cogliere il significato delle stanze e dei tanti oggetti di arredamento, scelte mai causali da parte dello scrittore.

Io che non sono un’appassionata né di case-museo né di visite guidate, ho trovato questo percorso davvero avvincente, un vero tuffo nella poetica dello scrittore portoghese, una visita indimenticabile. Sarà che in quel momento ero l’unica ospite e ho avuto la guida a mia totale disposizione, penso di aver trascorso nella casa un paio d’ore e sarei rimasta ancora, incantata da storie di vita, aneddoti, ricordi e cimeli di uno scrittore che amo da sempre.

La sensazione è quella di trovarsi non in un museo ma in una casa ancora oggi vissuta, come se lo scrittore dovesse entrare dalla porta e sedersi alla scrivania da un momento all’altro.

casa saramago lanzarote

Ma come arrivò Saramago a Lanzarote? Dopo le polemiche con la pubblicazione de “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” e il rifiuto del governo portoghese che impedì la partecipazione del libro al Premio Letterario Europeo nel 1991, José Saramago e la sua compagna Pilar del Río si trasferirono da Lisbona a Lanzarote all’inizio del 1993. A Tías costruiscono ‘una casa fatta di libri’, uno spazio familiare aperto al mondo, agli amici, insieme alla sorella di Pilar e al marito, che portarono avanti con loro questo progetto di vita.

Il primo romanzo che scrisse a Lanzarote fu “Saggio sulla cecità” (in italiano pubblicato con il titolo “Cecità”), probabilmente il suo libro più noto, in cui José Saramago mette a confronto il lettore con la possibilità di un’epidemia di cecità che sta devastando il mondo.

Nei 18 anni che José Saramago visse a Lanzarote, ha scritto quasi la metà del suo lavoro e nel 1998 il suo talento venne riconosciuto con il Premio Nobel per la letteratura.

La visita alla sua casa è una sorta di viaggio di ispirazione, un viaggio letterario all’interno del viaggio nell’isola di Lanzarote. Vi consiglio di dedicarci un po’ del vostro tempo!

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L'ingresso alla biblioteca
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I campanelli della casa ancora oggi abitata
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L'ulivo all'ingresso della biblioteca

L’INGRESSO

L’ingresso permette di comprendere da subito lo spirito e l’atmosfera della casa. Ci sono un quadro del maiorchinio Joan Miquel Ramírez, lo specchio inciso di Cesar Manrique (i due non riuscirono ad incontrarsi mai a causa dell’improvvisa e prematura morte dell’artista) e un incredibile tappeto di pietra vulcanica, che Saramago amava molto.

Ma anche particolari che richiamano la sua storia personale. Ad esempio, l’orologio fermo alle 4 del pomeriggio, l’ora in cui José conobbe la moglie Pilar.

La collezione di cavalli, molti dei quali dell’artigianato portoghese, è frutto soprattutto di regali: in un’intervista Saramago raccontò che fin da piccolo avrebbe amato imparare ad andare a cavallo ma era un’attività troppo dispendiosa per le finanze della sua famiglia e così non ebbe mai la possibilità di esaudire questo suo desiderio. La conseguenza fu che amici ed ammiratori cominciarono a regalare allo scrittore oggetti di artigianato raffiguranti questo animale, tanto da crearne una piccola collezione.

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L'ingresso della casa

IL SALOTTO

Il salotto è un’ampia e accogliente stanza alle cui pareti sono appesi quadri che spesso richiamano i libri di Saramago. Un’incisione di Bartolomeu Dos Santos servirà come inciso per “L’anno della morte di Ricardo Reis” (Qui dove finisce il mare ed inizia la terra) e una tela, ispirata a “Una terra chiamata Alentejo”.

Ci sono poi opere storiche, come il ritratto del re João V in cui compare anche la principessa Maria Barbara, futura regina di Spagna. Opere di grandi artisti come Oscar Niemeyer, Tàpies, Rafael Alberti e l’isolano Idelfonso Aguilar. E poi alcune collezioni di oggetti, come quella di caraffe in ceramica, tutte di epoche e luoghi diversi.

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Il salotto
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Particolare del salotto

LO STUDIO

Sulla semplice scrivania in pino (con le gambe piene dei morsi dei suoi adorati cani Pepe, Greta e Camoens) Saramago trascorse gran parte delle sue giornate. Qui scrisse quel “Saggio sulla cecità” che ancora oggi è una delle sue opere più famose. Il periodo di vita sull’isola viene descritto nei “Quaderni di Lanzarote”.

Di fronte alla scrivania i ritratti delle persone che amava: i nonni, i genitori, la figlia, i nipoti e, naturalmente, la moglie. Una delle foto ritrae Saramago mentre scrive su un foglio la frase che dedicò alla moglie quando vinse il Nobel (le stesse che disse Maria Maddalena a Gesù e che si trovano nel Vangelo): “Se non potrò guardare te, guarderò la tua ombra”, e lei rispose “Allora sarò dove starà la mia ombra, se lì cadrà il tuo sguardo”. La foto con il nonno, a cui dedicò l’incipit del discorso che tenne alla consegna del premio: “L’uomo più saggio che io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere”.

Nel suo studio si scopre anche il suo amore per la pietra. Saramago infatti aveva una piccola collezione di sassi raccolti in varie parti del mondo durante i suoi viaggi: Timor, Acteal, Chiapas, Machu-Picchu, Grecia, Islanda. È ora di scoprire e descrivere non l’opera, ma la pietra con cui essa è fatta”. in ogni roccia vedeva l’origine del mondo. Facile capire quindi anche perché amasse così tanto Lanzarote.

E poi i ritratti degli scrittori da lui più amati, Borges, Pessoa e Kafka.

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LA CAMERA

La camera di Saramago con il letto in cui morì alla fine di una lunga malattia, il 18 giugno 2010, all’età di 87 anni.

È una stanza semplice, con qualche libro sul comodino e alcuni quadri alle pareti.

LA CUCINA E LA TERRAZZA

Per Saramago la cucina era il cuore della casa. Qui lavorava, chiacchierava con gli amici, cenava, intratteneva colleghi e ospiti. Qui si intrattenne con personaggi famosi come Pedro Almodóvar, Sebastião Salgado, Bernardo Bertolucci e José Luis Rodríguez Zapatero.

Nei popoli antichi la cucina è il luogo in si scambiano idee, sorrisi, chiacchiere e abbracci. Ci sono ancora le teiere per il caffè alla portoghese che amava preparare ai suoi ospiti. La luce giunge non soltanto dalla finestra ma dalla porta che conduce sul terrazzo, arredato con tavoli e comode sedie che invitano ad accomodarsi per piacevoli conversazioni.

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La camera
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La cucina
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La terrazza

IL GIARDINO CON VISTA MARE

Un altro luogo molto amato da Saramago e progettato per ospitare alcuni alberi amati dallo scrittore e per avere una straordinaria vista sul mare. Palme, pini delle Canarie, un melograno di Granada, un olmo in omaggio al nipote Olmo nato proprio a Lanzarote e naturalmente i suoi amatissimi ulivi.

Nel giardino ancora oggi c’è la sedia dove lo scrittore amava riposare, guardare l’orizzonte, sentire il vento sul viso, ammirare il mare. Davanti alla sedia, una grossa pietra vulcanica, testimone del significato che per lui avevano le rocce e quello che custodivano.

Poi tornava in casa e si metteva a scrivere. Durante gli ultimi anni scriveva anche sul blog che la moglie lo aveva convinto ad aggiornare di tanto in tanto e che ancora oggi si può leggere, con alcuni suoi scritti pubblicagi fino al 2013.

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La casa vista dal giardino
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La sedia con la pietra
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Uno scorcio del panorama dal giardino

LA BIBLIOTECA

“Questa biblioteca non è nata per custodire libri, ma per ospitare persone”. Da questa semplice frase dello scrittore si comprende perfettamente quale fosse il significato di Saramago non soltanto della sua biblioteca, ma anche della sua casa e della sua stessa vita: la condivisione con gli altri era per lui fondamentale. Ha costruito e vissuto la sua casa di Lanzarote come un luogo aperto agli amici e non soltanto come il suo rifugio. Questo spirito aleggia ancora ora: durante la visita la percezione di apertura e di dialogo è sempre presente, così come il desiderio e il piacere dell’autore di raccontarsi.

I libri della biblioteca non sono semplici libri, ma ognuno di essi contiene pezzi di vita di Saramago. È questo il motivo per il quale la biblioteca non può purtroppo diventare pubblica: all’interno dei libri e delle dediche sono custoditi numerosi dati privati e sensibili delle persone che hanno regalato i vari testi a Saramago, numeri di telefono, indirizzi, dati privati.

La biblioteca venne costruita nel 2006, perché la casa ormai conteneva talmente tanti libri che Pilar, quando ne cercava uno, finiva per comprarlo nuovamente perché non riusciva a trovarlo. Oggi contiene circa 15mila volumi.

Saramago veniva in biblioteca ogni mattina. Secondo lui era importante dire agli scrittori che non erano stati dimenticati, sfogliare con attenzione le pagine delle loro opere, trascorrere del tempo con loro. Prima di iniziare a scrivere, Saramago leggeva l’ultima cosa che aveva stampato, poi si accomodava sulla sua poltrona, accendeva il computer, incrociava le mani, si guardava intorno e iniziava il suo lavoro.

Anche nella biblioteca ci sono diversi quadri a cui lo scrittore era in qualche modo legato, tra i quali un ritratto di Josè e Pilar, del pittore ceco Jiri Dokoupil. Nell’anticamera ci sono alcuni ritratti di scrittori amati: Cervantes, Camoens, Pessoa, Drummond de Andrade e persino un Don Chisciotte sconfitto.

L’organizzazione dei libri risponde a un criterio personale (casualmente, lo stesso che seguo anche io per catalogare i miei libri). I libri sono suddivisi per paese di origine dell’autore e quindi in ordine alfabetico per autore. Filosofia, saggi, storia, arte e politica invece seguono a un ordine tematico. Un’unica eccezione: i libri scritti dalle donne sono elencati insieme e in ordine alfabetico. Saramago non ha mai condiviso questo criterio, ma ha rispettato la decisione di Pilar, che non voleva che le scrittrici, scarsamente considerate dai loro coetanei uomini, fossero condannate a condividere gli scaffali con chi non le rispettava e valorizzava.

All’entrata della biblioteca c’è l’ulivo, simbolo di pace e saggezza, portato da Azinhaga, terra natia di Saramago.

casa saramago biblioteca
La biblioteca
casa saramago biblioteca

LA FONDAZIONE SARAMAGO

Pilar del Río, moglie di Saramago, è la presidente della Fondazione dedicata allo scrittore. La sede doveva essere la casa di Lanzarote e per questo c’è un grande tavolo nell’atrio della casa che doveva servire a riunire il direttivo. In realtà qui si è tenuta un’unica riunione, prima che la Fondazione venisse spostata in Portogallo.

Nonostante il suo grande amore per Lanzarote, Saramago giustamente continuò sempre a sentirsi portoghese e, di conseguenza, è giusto che la sede della sua Fondazione si trovi a Lisbona.

COME VISITARE LA CASA-MUSEO DI SARAMAGO

“A Casa”, la Casa – Museo di José Saramago, ha un orario di apertura al pubblico abbastanza limitato, visto che gran parte della casa è ancora oggi abitata dalla moglie e dalla famiglia di Saramago. La Casa-Museo è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.30 e il giovedì anche dalle 16 alle 18. Il biglietto di ingresso è di 8 euro e comprende la visita guidata. Sul sito web è possibile prenotare la visita. Io a dire il vero ci sono andata senza prenotazione negli orari di apertura, ma era anche un periodo di scarso afflusso turistico.

La Casa-Museo si trova a Tías, un villaggio dell’interno a una manciata di chilometri da Puerto del Carmen e Arrecife. Non c’è parcheggio, la casa si trova all’angolo di una rotonda, su una strada senza uscita, ma potete lasciare l’auto lungo una delle strade del villaggio e arrivare alla casa a piedi con una breve passeggiata.

Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    phileasfogg2020
    Dic 15, 2021 Reply

    Anchìio ogni tanto compro libri che ho ma non trovo più 🙂 chissà se la mia biblioteca diventerà così…

  2. pubblicato da
    RitagliDiViaggio
    Dic 20, 2021 Reply

    Come ti capisco! Per questo anche io ho cominciato a catalogarli e così ho trovato alcuni doppioni che ho regalato! Mi sa che siamo in tanti… chissà, magari dovremmo pensare a un’unica grande biblioteca da lasciare a chi viene dopo di noi…

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