East Side Gallery: la storia a colpi di spray

Da struttura di divisione a elemento di attrazione: il Muro di Berlino, la barriera più famosa del mondo, continua a segnare la vita della capitale tedesca e dei suoi visitatori.

Lungo 155 metri e alto 4, dal 1961 al 1989 il Muro divise la zona occidentale di Berlino controllata da Stati Uniti, Regno Unito e Francia da quella orientale filosovietica della Germania Democratica (Ddr).

Dopo il suo abbattimento nel 1989, il tratto conservato più lungo del muro misura 1,3 chilometri. È anche la parte più famosa, visto che, subito dopo la sua caduta, è stata dipinto da 118 artisti provenienti da 21 Paesi e ha preso il nome di East Side Gallery. Sono circa 101 i graffiti presenti sul lato est di questo tratto di muro che è diventato una sorta di galleria a cielo aperto, sempre aperta e gratuita.

Meta imprescindibile di ogni viaggiatore in visita alla capitale tedesca, cornice di milioni di fotografie, la East Side Gallery – sempre aperta e gratuita – si trova sulla riva del fiume Sprea, in Mühlenstrasse nel quartiere di Friedrichshain, nella ex Berlino Est. Il muro era stato costruito in questo luogo perché il fiume era già una sorta di una naturale tra i quartieri Friedrichshain a est e Kreuzberg a ovest. Negli ultimi anni, di fronte al muro è stata realizzato il palazzetto dello sport O2Arena e numerosi nuovi appartamenti, mentre l’East Side Hotel si è perfettamente adattato all’atmosfera della zona con il suo grande murale sulla parete che si affaccia sui resti del muro.

Le opere testimoniano le emozioni di tanti artisti e raccontano la città di Berlino, gli anni del muro, i temi della pace e della guerra, quelli della speranza e del futuro dell’umanità. Alcuni graffiti sono figurativi, altri astratti, alcuni di essi sono diventati vere e proprie icone, la maggior parte sono rovinati dal tempo, dal clima, dai segni e dalle scritte lasciati su di essi.

Il fascino della East Side Gallery resta immutato.

Vi propongo una gallery dei graffiti che mi sono piaciuti di più con le indicazioni degli artisti che li hanno realizzati. Le foto sono state scattate a gennaio 2015, durante la mia ultima visita a Berlino.

I PIU’ FAMOSI: LA TRABANT E IL BACIO

Una Trabant, la famosa automobile della Repubblica Democratica Tedesca, auto simbolo del regime comunista, sfonda un muro di cemento in cerca della libertà. Test the Rest, di Birgit Kinder, è il murale simbolo della caduta del Muro e sicuramente uno di quelli più noti e riprodotti.

Test the Rest

Gareggia in celebrità con Mio Dio aiutami a sopravvivere a questo amore mortale (scritto sul muro in cirillico), più noto come The Mortal Kiss, di Dmitri Vrubel, il famosissimo bacio sulla bocca che il capo dell’Unione Sovietica Leonid Il’ič Brežnev e il presidente della DDR Erich Honecker si scambiarono nel 1979.

The Mortal Kiss

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LE TESTE COLORATE

Thierry Noir fu uno dei primi artisti a dipingere il muro con le teste colorate che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Francese, venuto a Berlino nel 1982, visse in un ex ospedale proprio vicino al muro. Iniziò a dedicarsi alla street art prima della caduta del muro, quando questa pratica era ancora illegale. Anche per questo motivo le sue pitture sono semplici e stilizzate, visto che le azioni dovevano svolgersi di notte e molto velocemente.

Thierry Noir

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Thierry Noir fu uno dei primi artisti a dipingere il muro con le teste colorate che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Francese, venuto a Berlino nel 1982, visse in un ex ospedale proprio vicino al muro. Iniziò a dedicarsi alla street art prima della caduta del muro, quando questa pratica era ancora illegale. Anche per questo motivo le sue pitture sono semplici e stilizzate, visto che le azioni dovevano svolgersi di notte e molto velocemente.

Mary Mackey

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IL MURO

Alcuni graffiti fanno esplicito riferimento al Muro, a quel confine costruito in fretta e furia nella notte del 12 agosto 1961 per separare due ideologie, due modi di concepire la società. Interi quartieri e famiglie si risvegliarono smembrati e per 28 anni fecero enormi sacrifici per continuare a vedersi. Oltre un centinaio di persone morirono cercarono di fuggire a Berlino Est.

Gabriel Heimler in Wall Jumper raffigura un uomo che scavalca la barriera di cemento con un salto. L’uomo, però, non sta fuggendo dalla zona est per andare a ovest, come si potrebbe immaginare. Ma sta saltando dalla parte opposta, per portare la libertà.

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Un altro murale che ha come tema di base la caduta del muro, c’è una personalità molto celebre, Michail Gorbačëv, raffigurato a quello che sembra un volante rosso ma che in realtà è il simbolo della falce e martello che spezza a metà una Prta di Brandeburgo stilizzata. Si tratta di un evidente omaggio alla «perestrojka» che aveva indebolito la tenuta dei confini dell’ex Cortina di Ferro.

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Un muro di mattoni ocra viene demolito da uomini e donne dai capelli biondissimi. Ad attenderli dall’altra parte sorridenti giovani cinesi e persone di colore. Questo murale lancia con una tecnica semplice e quasi infantile un messaggio altrettanto alla portata di tutti: abbattere i muri permette di aprirsi con gioia agli altri. Anche a quelli che non hanno i capelli biondi come i tuoi.

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LA CRITICA SOCIALE

All’euforia per la caduta del Muro, seguì un periodo di grande crisi e preoccupazione, oltre che di delusione post-riunificazione.

L’artista cileno César Olhagaray raffigura gli uomini con le teste quadrate sormontate da una buccia di banana e i colli intrecciati, in uno scenario dominato dalle macchine e dal capitalismo.

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Il murale Grazie, Andrei Sakharov, realizzato da Dmitry Vrubel con la collaborazione di Viktoria Timofeeva, è un ringraziamento al fisico nucleare sovietico, dissidente e attivista dei diritti umani, un omaggio al suo lavoro e la vita. Preoccupato per le implicazioni morali e politiche della tecnologia nucleare, Sakharov lottò per la libertà e l’espressione del pensiero, votandosi all’attivismo per il disarmo nucleare e dei diritti umani. Morì nel 1989 poche settimane dopo la caduta del muro di Berlino.

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Marionette di uno spettacolo interrotto secondo me p un graffito molto suggestivo. Con colori ocra e spenti raffigura quel che resta degli uomini, stilizzati fino a sembrare una sorta di zombie o scheletri, ormai ridotti a marionette che riescono a reggersi a malapena soltanto se sorrette da fili.

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LA GIOIA E LA PACE

Numerosi sono i graffiti che vogliono lanciare un messaggio positivo.

Tra gli altri l’italiano Fulvio Pinna, con Inno alla gioia, richiama il nuovo stato che ha combattuto per la libertà. I colori sono caldi e accesi e c’è una frase in italiano a sancire il messaggio di gioiai e di speranza.

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Dancing to Freedom di Jolly Kunjappu è uno dei graffiti più colorati del Muro. Con una semplice e colorata immagine stilizzata che mostra due figure che ballano intorno al sole, vuole lasciare sulla tela di cemento un messaggio contro tutte le guerre e i muri.

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L’artista tedesca Rosemarie Schinzler racconta un messaggio di pace nel suo murale che raffigura due grandi colombe bianco su fondo azzurro che sollevano la Porta di Brandeburgo grazie a un semplice filo rosso sostenuto con il becco.

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Hai visto la East Side Gallery?

Quali sono i graffiti che ti sono piaciuti di più? Scrivimelo nei commenti.

Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l’arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell’Est, sogna l’Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    Katia – Il Miraggio, consigli di viaggio e arte
    Set 29, 2016 Reply

    Sei uscita con questo articolo proprio ieri quando ho finito di scrivere il mio su East Side Gallery! Bell’articolo, infatti lo inserirò nel mio 😉

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Set 29, 2016 Reply

      Grazie!! Attendo di leggere il tuo allora! La East Side Gallery offre parecchie ispirazioni!

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