Alessandria, la più cosmopolita città dell’Egitto

Alessandro Magno e Cleopatra, la celebre Biblioteca e il Faro annoverato tra le Sette Meraviglie del Mondo Antico: Alessandria d’Egitto fu una delle città più leggendarie del passato. Un periodo d’oro dovuto anche al suo essere uno dei luoghi più cosmopoliti al mondo. Alessandria, cinque razze, cinque lingue e una dozzina di religioni era il motto con cui la città venne definita nella serie “Il Quartetto di Alessandria” da Lawrence Durrell, il narratore inglese che visse qui a lungo (e che io ho già amato durante il viaggio a Cipro) nei primi anni ’50 quando, su 600 mila residenti, gli stranieri erano oltre 150 mila. Alessandria in realtà fu uno straordinario centro culturale per almeno sette secoli: qui vissero personaggi come il matematico Euclide, il pittore Apelle, il poeta Callimaco, lo scienziato e letterato Eratostene. Il fermento culturale era dovuto anche all’apertura verso le culture straniere, visto che la “greca” Alessandria era frequentata da vari popoli del Mediterraneo e la comunità ebraica occupava un intero quartiere.

Il racconto del mio viaggio in Egitto parte dall’ultima tappa, la città di Alessandria, oggi forse una delle mete meno turistiche in assoluto del Paese. “Ad Alessandria non c’è nulla da vedere: cosa ci andate a fare?” ci siamo sentite ripetere più volte dagli stessi egiziani. Chi ha voglia di vedere un Egitto diverso, di riscoprire l’anima cosmopolita del Paese, invece, secondo me, farebbe bene a fare un salto qui. E, possibilmente, a trascorrerci almeno due giorni e non soltanto una gita in giornata dal Cairo come ho fatto io. Perché Alessandria ha moltissimo da mostrare e da raccontare, anche soltanto passeggiando tra le vie della città e nonostante la maggior parte dei suoi storici monumenti oggi non esistano più. La “capitale della memoria” di Durrel, però, non è affatto morta: il fermento che ancora la pervade è visibilissimo nei tanti stili architettonici dei suoi palazzi, nelle chiese di diverse religiose sparse in città, nel lungomare brulicante di giovani, nei bellissimi caffè liberty, nelle bancarelle di libri sul viale commerciale, nei mercati tradizionali e nei ristoranti di pesce affacciati sul Mediterraneo. Alessandria mi è sembrata la città più moderna ed “europea” dell’Egitto, uno di quei posti dove non sei nemmeno andato via e già avresti voglia di programmarne il ritorno.

L’area del centro storico corrisponde anche a quella della città antica, voluta da Alessandro Magno quando nel 332 a. C. arrivò in questo luogo proiettato nel Mediterraneo e ordinò di costruire qui la sua città eponima. In seguito Alessandria divenne uno dei centri culturali più importanti dell’ellenismo, anche se Alessandro non la vide mai, dato che lasciò la città nel 331 a. C., quando i lavori erano appena partiti, e morì a Babilonia otto anni dopo. La sua salma venne trasportata ad Alessandria dal suo successore Tolomeo che la seppellì in una tomba di cui si perse ogni traccia. Alessandria ebbe quindi grande sviluppo sotto il regno dei primi tre Tolomei, dal 304 al 226 a. C.

In questo post vi racconto le cose che ho visto e vi lascio un piccolo appunto anche su quelle che non sono riuscita a vedere per mancanza di tempo, ma che secondo me meriterebbero una visita. Il mio consiglio principale resta comunque quello di fare prima di tutto una passeggiata in città e di inserire anche Alessandria nel vostro itinerario in Egitto.

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COSA VEDERE

LA CORNICHE – IL LUNGOMARE

Il centro storico di Alessandria è delimitato a nord dai due porti (a Est il Porto Grande dove si affiancava il Palazzo reale e a Ovest l’Eunosto o porto del “buon ritorno”) e a sud dal Canale Mahmudya. Qui si trovano i bei viali con i palazzi dell’Alessandria del principio del secolo, quando affaristi stranieri e alta società egiziana avevano scelto la città come loro residenza.

Percorrere la Corniche a piedi rappresenta una bella passeggiata di circa mezz’ora e un modo per osservare la città dalla sua riva, su cui si affacciano splendidi palazzi del Novecento. Nei giorni di festa il lungomare è pieno di giovani che si ritrovano qui per chiacchierare di fronte al mare. La struttura che balza agli occhi fin da lontano è il Forte di Qaitbey, all’estremità orientale della baia. Da tempo privo di funzioni militari, oggi è sede del Museo navale. Il forte occupa esattamente il punto in cui sorgeva il famoso Faro, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, alto 120 metri, inaugurato nel 279 a. C. da Tolomeo II come enorme torre di segnalazioni per i navigatori che transitavano nelle acque dell’insidiosa costa egiziana del Mediterraneo e scomparso molto probabilmente a causa di uno dei tanti terremoti che colpirono queste zone nel 1303 e che fecero crollare in mare anche il Palazzo reale. Nel 1468 il sultano mamelucco Qaitbey decise di far buon uso delle fondamenta ancora solide del faro e delle opere in muratura crollate per costruire una fortezza costiera contro i Turchi che minacciavano l’Egitto. Nel 1882 nel corso di una rivolta il forte subì un bombardamento navale da parte degli inglesi, in seguito al quale fu in gran parte ricostruito.

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LA BIBLIOTECA

Costruita con la più avanzata tecnologia e capace di evocare gli antichi splendori dell’Antica capitale tolemaica, la nuova Biblioteca Alexandrina è la più grande e aggiornata del mondo arabo. Si trova nella zona orientale della Corniche ed è anche un ottimo punto da cui cominciare o terminare la passeggiata in città. Difficile provare a immaginare come doveva essere l’illustre precedente di questa innovativa costruzione: la grande Biblioteca istituita all’inizio del III secolo a. C., poco dopo la fondazione della città, conteneva fino a 500 mila testi e, secondo la leggenda, ogni vascello che entrava in città doveva consegnare tutti i manoscritti in suo possesso perché venissero copiati. L’antica biblioteca di Alessandria sommava in sé tutto il sapere del mondo antico ed era il centro della cultura scientifica, filosofica ed artistica, uno dei motivi che resero leggendaria questa bellissima città affacciata sul Mediterraneo.

Antesignana di tutte le università, fu in questa biblioteca che gli studiosi misurarono per la prima volta la circonferenza del globo terrestre, disegnarono le mappe delle stelle e dei pianeti ed effettuarono le prime autopsie per scoprire il sistema nervoso centrale. Le cause della scomparsa della Biblioteca non sono note, ma la sua fine portò con sé anche tutto il sapere in essa contenuto e che oggi è evocato sulle pareti esterne dell’edificio che ospita la nuova biblioteca. Purtroppo non sono riuscita a vederne l’interno, perché il giorno della nostra visita era festivo e la biblioteca aveva un orario ridotto, troppo difficile da inserire nel nostro veloce giro in città. L’edificio ha l’aspetto di un disco inclinato e il tetto una forma quasi circolare con una struttura in pannelli di vetro sotto la quale si trova la grande sala di lettura.

I PALAZZI DEL NOVECENTO

L’Alessandria cosmopolita raggiunse il suo apice negli anni ‘20 e ‘30 del Novecento. Gli abitanti di Alessandria avevano diverse nazionalità, le pratiche burocratiche si svolgevano in inglese, i giornali si leggevano in francese e al mercato si parlava greco. Uno dei simboli di quest’epoca è il Cecil Hotel, che si trova in piazza Saad Zaghloul, a metà della Corniche. Costruito nel 1929, questo albergo di lusso rappresentava il cuore della scena mondana della città e ospitò numerosi scrittori e intellettuali. Durrell ne fece la casa della sua eroina Justine, splendida e colta aristocratica ebrea protagonista del primo volume del Quartetto di Alessandria.

Una tappa imprescindibile è, dall’altro lato della piazza, il caffè Trianon, di cui vi parlerò più sotto, perché è un posto perfetto anche per una pausa o per mangiare qualcosa. Ma anche se non avete voglia di fermarvi a bere o mangiare qualcosa, dovete assolutamente dare un’occhiata ai suoi interni. Una delle due sale è abbellita con decorazioni murali in stile orientale, ma tutti gli ambienti sono estremamente eleganti e suggestivi. Di fronte a questo caffè, dotato di ampie vetrate, erano ubicati per duemila anni due famosi obelischi, denominati gli Aghi di Cleopatra dai viaggiatori del XIX secoli che passavano di qua. Fu Cesare Augusto nel I secolo a.C. a trasferirli qui dall’antica Eliopoli. Oggi si trovano uno a Londra vicino al Tamigi e l’altro al Central Park di New York.

Altri palazzi di metà Novecento da vedere, che purtroppo non sono riuscita a vedere, sono quello che fu la sede del Cinema Metro, in Sharua Safiyya Zaghloul 26 e il Cinema Amir in Tariq-al-Horreyya 42 inaugurato nel 1952 dalla 20th Century Fox.

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IL VIALE AN-NABI-DANIEL

Sharia An-Nabi Daniel porta il nome di un santo locale ma è una delle vie più importanti della città fin dai tempi di Alessandro. S’imbocca direttamente dalla Corniche, subito alle spalle di piazza Saad Zaghloul e conduce fino alla stazione dei treni, subito dopo l’Anfiteatro Romano. Al di là questo monumento storico tra i più noti della città, questo viale è interessante da percorrere perché è una delle strade commerciali più importanti di Alessandria: vi si affacciano molti negozi di vario tipo, alcuni anche in stile più marcatamente occidentale. La via inoltre ospita un pittoresco mercatino di libri, nuovi e usati, esposti su bancarelle lungo i marciapiedi. In generale è consigliabile percorrere questo viale e tutti quelli di questa zona del centro con lo sguardo verso l’alto, per poter ammirare i tanti bei palazzi del Novecento ancora presenti, seppur in molti casi con necessità di manutenzione.

Lungo il viale si trovano anche alcuni interessanti luoghi di culto, tra cui la sinagoga, che nel momento della nostra visita era in fase di ristrutturazione e quindi non aperta al pubblico, oltre che presidiata da guardie armate che però, su richiesta, ci hanno fatto avvicinare al cancello per guardare l’imponente struttura del tempio ebraico almeno da fuori. Proseguendo si notano poi alcune sale di preghiera e moschee nelle vie laterali: decine di loro pregano all’esterno della struttura, troppo piccola per contenerli tutti.

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IL MERCATO TURCO

Tra midan Ibrahim Pasha e i bacini portuali Est e Ovest, si estende il quartiere di Anfushi, la vecchia zona turca. È la parte della città che non fu interessata dalle massicce ristrutturazioni che coinvolsero Alessandria nel XIX secolo. Molti lo considerano un quartiere poco raccomandabile, ma forse questo è dovuto soltanto al fatto che si tratta di una zona più povera delle altre e probabilmente un po’ sovraffollata.

Durante la nostra passeggiata abbiamo trovato soltanto molti saluti e sorrisi rivolti nella nostra direzione “Welcome! Where are you from?”, oltre a grande curiosità perché non abbiamo incontrato alcun turista da queste parti. Se decidete di fare un giro lungo queste strade, probabilmente sarà anche per voi uno dei momenti indimenticabili della visita alla città.

Il quartiere infatti è formato da una serie di alti palazzi, di cui alcuni conservano anche un notevole fascino, con le abitazioni e di un enorme mercato lungo la strada principale su cui si affacciano gli edifici. Bancarelle con ogni sorta di genere alimentare, profumi e sapori straordinari, vociare di venditori, contrattazioni: qui c’è davvero di tutto, in una mescolanza di colori forti e contrasti senza fine. Le bancarelle più appariscenti sono senza dubbio quelle del mercato alimentare: ortaggi e frutta, carne e pesce freschissimi e spesso appena macellati, galline, conigli e capre vivi, griglie su cui si arrostisce il pescato del giorno.

Qui davvero non manca nulla. Secondo me, è imperdibile, uno dei mercati più autentici che io abbia mai visto.

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I LUOGHI DI CULTO

Alessandria fu un importante centro filosofico e teologico dove si incontrarono, e in parte si fusero, l’antica religione egiziana e quella greca. È a partire da Alessandria, la città egiziana più importante dell’epoca, che il Cristianesimo si diffuse in tutto il Paese. Per la biblioteca fu commissionata da Tolomeo II la prima traduzione dell’Antico Testamento in lingua greca, nonché l’opera sulla storia e la religione dell’Egitto. Il declino della città, dopo sette secoli di straordinaria fioritura e apertura alle culture e religioni diverse, iniziò alla fine del IV secolo d. C. quando entrò a far parte dell’Impero d’Oriente, con l’accentuarsi delle violenze razziali e religiose, la demolizione di alcuni templi e la chiusura per decreto imperiale dei culti e poi anche delle scuole filosofiche di tradizione pagana.

Nonostante le difficoltà ad Alessandria lo studio e l’insegnamento della filosofia pagana continuò fino a parte del VII secolo, anche dopo la chiusura dell’Accademia di Atene decretata da Giustiniano nel 529 d. C. dopo la conquista araba dell’Egitto nel 641 d. C., Alessandria restò tagliata fuori dai commerci con le grandi città del Mediterraneo al punto che alla fine del Settecento, con l’arrivo di Napoleone, la città non superava i diecimila abitanti ed era ridotta a rovine e povertà.

Oggi due moschee importanti si possono vedere nell’area del forte: si tratta della moschea Terbana del XVII secolo per la cui costruzione sono stati reimpiegati capitelli e altri materiali di epoca greco-romana e moschea Abu el-Abbas el-Mursi del 1760 a pianta ottagonale ma restaurata completamente nel 1943, la più grande di Alessandria. Nei pressi del mercato turco si trova poi la cattedrale di Santa Caterina, dove è sepolto Vittorio Emanuele III di Savoia, morto qui nel 1947 durante il suo esilio e in questa zona si possono vedere anche un altro paio di chiese cristiane. Della Grande Sinagoga si è già accennato in precedenza: gli ebrei hanno vissuto ad Alessandria fin dalla sua fondazione, visto che dopo la loro cacciata da Gerusalemme nel II secolo, la città svolse per un periodo il ruolo di principale centro giudaico del mondo. La comunità ebraica arrivò a contare fino a 40 mila fedeli, il cui numero è diminuito in seguito all’istituzione dello stato di Israele.

DOVE MANGIARE

CAFFE TRIANON 

Senza dubbio uno dei caffè più affascinanti della città, anche soltanto per l’arredamento degli interni che si è conservato tale e quale doveva essere a inizio Novecento, il Caffè Trianon si trova alle spalle della piazza centrale di Alessandria ed è un luogo davvero perfetto per una pausa.

Il locale è formato da una caffetteria-pasticceria e da un ristorante. Noi abbiamo assaggiato il caffè e alcune delle loro meravigliose e gustosissime creazioni di pasticceria e devo ammettere che la tentazione di provare tutto è stata davvero grande.

Il locale è ampio, caldo e accogliente, lo staff gentilissimo e professionale, una tappa qui è davvero un salto nel tempo. Non lo abbiamo provato ma secondo me anche il ristorante è ottimo. Prezzi medio-bassi, ne vale assolutamente la pena!

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FISH MARKET

Le sale di questo ristorante sono un quadro affacciato sulla baia orientale di Alessandria, a breve distanza dal forte. Impossibile distogliere lo sguardo dalle ampie vetrate che si aprono sul mare e regalano uno di quei momenti che rimarranno impressi nella memoria di ogni viaggiatore.

Alla bellezza del panorama si aggiunge l‘alta qualità del ristorante, il cui menù è tutto a base di pesce fresco. Un vero e proprio menù, a dire il vero, non esiste: i clienti sono invitati a scegliere il proprio pesce – ovviamente freschissimo – direttamente dal bancone dove fa bella mostra di sé il pescato del giorno. Dopodiché il pesce da voi scelto vi verrà servito, solitamente alla griglia, direttamente nel piatto al vostro tavolo, insieme ai contorni che avete scelto dal carrello.

Il costo è medio-alto per il costo della vita egiziano: noi abbiamo pagato 17 euri per due pesci, due contorni, acqua e servizio. Valutate voi. Per me, un’esperienza indimenticabile. Insieme al conto il cameriere vi porterà anche un questionario di customer satisfaction da compilare.

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COME ARRIVARE

Alessandria è dotata di un aeroporto e dal Cairo ci sono diversi voli operati da Egyptair. Esistono poi diversi tour in giornata dal Cairo e di solito qualunque hotel è in grado di proporvene: i prezzi possono variare anche di molto. Il modo più economico per raggiungere Alessandria dal Cairo è il treno ed è anche il modo che abbiamo usato noi. Ci sono diversi treni al giorno che collegano le due città in circa due ore e mezza. Noi abbiamo preso quello che parte al mattino alle 8 dal Cairo e riparte alle 17 da Alessandria. Il costo è l’equivalente di 5 euro in prima classe.

I biglietti si possono acquistare online sul sito delle ferrovie nazionali egiziane, pagando con carta di credito: basterà poi stampare il biglietto e mostrarlo al controllore. Al Cairo c’è un tabellone digitale con le destinazioni da dove è possibile desumere facilmente il binario del vostro treno. Nella stazione del centro di Alessandria invece non è presente alcun tabellone e quindi sarà necessario chiedere a qualcuno in stazione qual è il treno giusto: le persone sono sempre disponibili e cortesi e quindi non avrete problemi a trovare il treno. Cercate soltanto di non arrivare all’ultimo momento.

Accortezza importante: le stazioni di Alessandria sono due, quella storica in centro e quella moderna in periferia. Arrivando dal Cairo la prima fermata è quella della stazione moderna, ma tutti vi diranno che Alessandria è quella e quindi è facile sbagliare e scendere troppo presto (come abbiamo fatto noi). Fate quindi attenzione a scendere alla seconda fermata di Alessandria, cioè alla stazione del centro storico. In ogni caso, se doveste sbagliare, come è successo a noi, è sufficiente prendere un taxi per il centro.

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Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

1 Commento
  1. pubblicato da
    Enrica
    Mar 12, 2019 Reply

    Sono stata la scorsa estate ad Alessandria. Città molto interessante. Consiglio di visitarla.

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