Urbino, 10 cose da fare e da vedere per innamorarsi della città patrimonio Unesco

“Non siete mai stati a Urbino? Se continuerete a rispondere di no, dovrete sentirvi in colpa, perché vi mancherà una dimensione della civiltà italiana. E questo lo si dice non soltanto per quello che è il suo patrimonio artistico, no, lo si dice per quella che è la fisionomia stessa della città, per la sua aria, per la straordinaria bellezza della sua terra. Urbino è un paesaggio incantato”.

Ho scoperto soltanto di recente queste parole di Carlo Bo, critico letterario, traduttore, accademico e politico italiano a cui è intitolata l’università di Urbino, di cui è stato rettore per ben 53 anni, dal 1947 al 2001, ma esprimono esattamente quello che penso io.

E infatti io mi sono sentita in colpa per anni, per il fatto di non essere ancora riuscita ad andare a visitare Urbino. Fino a un mese fa, quando l’occasione mi è stata offerta dall’invito a far parte della giuria di un contest fotografico organizzato dall’agenzia Urbino Incoming il cui vincitore avrebbe avuto l’opportunità di uno sconto sostanzioso per un viaggio in Nepal. In Nepal, infatti, io ci sono stata ed è stato un viaggio straordinario. Sono stata in Nepal ma non ad Urbino. E ora vado ad Urbino per parlare di Nepal.

Strana la vita, vero? Spesso con i viaggi succede proprio così, i viaggiatori lo sanno bene. Ci sono talmente tante cose belle da vedere nel mondo che è difficile vedere tutto quello che si vorrebbe e capita di tralasciare proprio i luoghi di casa nostra. Sarà che l’Italia ne ha così tanti che ci vorrebbero mesi e forse anni per riuscire a vederli tutti.

Quando arrivi a Urbino, infatti, capisci bene il motivo per cui i viaggiatori stranieri arrivano nel nostro Paese e se ne innamorano. Urbino secondo me riassume perfettamente la bellezza italiana, esattamente come diceva Carlo Bo. Non soltanto per l’arte e l’architettura, che a Urbino investe il visitatore con così tanta magnificenza da lasciare a bocca aperta. Ma soprattutto per la bellezza che permea ogni angolo, ogni pietra, ogni strada, la vita stessa della città. non a caso, infatti, il centro storico di Urbino è Patrimonio Unesco. E una delle cose belle della città è che il centro storico è stato davvero tutelato: niente negozi con souvenir pacchiani appesi all’esterno dei negozi, ma numerose botteghe curatissime, alcune artigianali, altre che ricordano gli anni ’80, tanti bar moderni e altrettanti con le insegne a neon di un tempo. Addirittura le tende all’esterno dei negozi devono essere tutte bianche, per non avere eccessivo impatto visivo: tutto molto rigoroso, non c’è che dire, però bisogna ammettere che l’effetto è stupefacente e riesce a mantenere quell’aspetto di autenticità che molti borghi, con l’avvento del turismo, purtroppo hanno perso.

Arrivi all’interno delle mura di Urbino e cominci subito a respirare una sorta di aria da vacanza. Le strade e le piazze sono pervase di allegria e di leggerezza. Forse dipende dal fatto, come mi hanno spiegato, che all’interno delle mura vivono soprattutto studenti e turisti, mentre gli abitanti risiedono soprattutto nella città nuova. È comprensibile, la vita quotidiana all’interno delle mura seppur affascinante non è del tutto agevole.

Il centro storico è – giustamente – pedonale, tranne alcuni varchi per i veicoli autorizzati. La Ztl è rigorosa e la maggior parte dei visitatori arriverà in città da piazza Mercatale, dove c’è un grande (e costosissimo) parcheggio per le auto e dove fermano molti bus (a Urbino purtroppo non c’è la stazione ferroviaria e, chi arriva in treno deve prendere il bus dalla stazione ferroviaria di Pesaro) oppure scendere sulla piazza del centro commerciale Santa Lucia, dove fermano altri bus. In entrambi i casi, è sufficiente poi una breve passeggiata per giungere nel centro storico.

Urbino, nonostante le ridotte dimensioni, è una città spettacolare, dove si possono trascorrere diversi giorni a visitare i gioielli artistici e architettonici o a gironzolare lungo le sue vie acciottolate, scoprendo continuamente nuovi scorci. Vi raccomando soltanto le scarpe comode, perché il centro storico è tutto in salita e in discesa e numerose sono anche le vie fatte a gradini.

Le cose da fare a Urbino sono tantissime. In questo post ve ne elenco 10 che, in base alla mia esperienza, sono davvero da non perdere.

1. Scoprire la grandezza del Palazzo Ducale

Urbino è il suo Palazzo Ducale. Per almeno due motivi. Il primo è che la struttura è talmente grande da occupare praticamente un terzo del centro storico. La seconda è che rappresenta uno dei capisaldi del Rinascimento italiano e ha dato un’impronta inconfondibile alla città stessa. Nella seconda metà del ‘400 Urbino diventa il punto d’incontro di architetti, pittori, matematici, letterati e scienziati, riuniti intorno alla corte dei Montefeltro, terreno fertile per il diffondersi di quello spirito innovativo che ha unito scienza e arte.

Il palazzo fu edificato per volere di Federico da Montefeltro, uomo cardine per Urbino che, sotto il suo dominio, divenne in pochi anni una delle più importanti capitali del Rinascimento italiano. Il palazzo fu costruito in circa 30 anni, a partire dal 1454, sotto la direzione dei celebri architetti Maso di Bartolomeo, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini. Nonostante i diversi interventi, il palazzo risulta una struttura armoniosa. Le zone più celebri e ammirate sono sicuramente la facciata dei Torricini, il Cortile d’onore e lo Scalone monumentale, oltre ai vasti ambienti del piano nobile.

Il palazzo ducale oggi ospita la collezione della Galleria Nazionale delle Marche, ulteriore motivo per visitare questo monumento davvero eccezionale. All’interno si può ammirare anche lo studiolo di Federico, il luogo più amato del duca da dove si evince anche la sua cultura umanistica e le sue scelte estetiche. All’interno della galleria si possono ammirare opere d’arte italiana davvero uniche. Tra quelle più famose ci sono lo splendido Ritratto di Gentildonna noto come la Muta di Raffaello, la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, oltre alla tavola con La Città ideale. Ci sono poi opere di Tiziano, Lorenzo Lotto, Federico Barocci, Guido Reni, Guercino e Orazio Gentileschi.

Impossibile tralasciare la visita di questo monumento storico e dell’arte e architettura italiana.

Il palazzo ducale è aperto da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19 e il lunedì dalle 8.30 alle 14.00. biglietto d’ingresso: 8 euro.

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2. Vedere la casa di Raffaello

Raffaello è l’artista di Urbino, sua città natale. Impossibile, quindi, non fare almeno un salto a vedere la casa in cui nacque. Si affaccia su via Raffaello, una caratteristica strada che s’inerpica verso il Monte incorniciata da case e palazzi in cotto. In questa casa, al numero 57, Raffaello nacque nel 1483. La sua stanza è riconoscibile dall’affresco con la Madonna e il Bambino, considerata una sua opera giovanile.

Oltre che per le memorie dell’artista e di suo padre Giovani Santi, anche lui pittore, la casa è molto interessante perché permette di capire com’erano le dimore di un agiato cortigiano del ‘400 quale fu il padre di Raffaello. La casa è su due piani, strutturata intorno a un affascinante cortile interno.

Nel 1875, per pubblica sottoscrizione e per il mecenatismo del nobile inglese John Morris Moore, la casa di Raffaello divenne proprietà dell’Accademia a lui intitolata, fondata nel 1869 dal conte Pompeo Gherardi e da dodici gentiluomini urbinati.

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3. Salire e scendere piole fino a non sentire più le gambe

Urbino è fatta di continui saliscendi e di strade a gradoni. Quest’ultime, si chiamano piole e sono probabilmente una delle caratteristiche più affascinanti della città. Basta percorrere qualunque delle strade che partono dalla centrale piazza della Repubblica per ritrovarsi a salire e scendere, a volte anche con pendenze elevate tutto il centro storico ed entro breve tempo ritrovarsi con il fiatone.

Se poi s’imbocca qualche via laterale, ecco le famose piole, vere e proprie strade a scalini o gradoni in cotto, che conducono alla scoperta dei vari livelli su cui è costruita Urbino. Vale la pena andare a zonzo anche senza una meta specifica soltanto per scoprire nuovi scorci di questa meravigliosa città. Sarà sufficiente non dimenticarsi le scarpe comode e, se fa caldo, una bottiglia d’acqua per affrontare senza problemi anche le piole più lunghe e ripide. Attenzione a non scivolare in caso di pioggia.

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4. Osservare la città dall’alto

Quando passeggerete nel centro storico di Urbino, così caratteristico con le sue strade in salita e in discesa, vi verrà subito il desiderio di capire meglio la conformazione della città e di poterla ammirare dall’alto. Ci sono due punti di osservazione che secondo me permettono di abbracciare almeno parzialmente i tetti della città.

Il primo è quello della fortezza Albornoz, che si trova all’interno del Parco della Resistenza, una bellissima area verde molto amato dai giovani e dai turisti come luogo di sosta. Si raggiunge facilmente da piazza della Repubblica, seguendo le indicazioni e risalendo numerose vie e alcune piole. Mentre salite, girate spesso lo sguardo alle vostre spalle per ammirare alcuni tra gli scorci più belli e caratteristici della città. Arrivati finalmente in cima, potrete riposare su una panchina o direttamente sull’erba sotto un albero, come fanno gli studenti universitari. Qui c’è anche un chiosco e un ristorante per chi avesse fame. La fatica della salita viene compensata una delle più belle viste sul Palazzo Ducale, il Duomo, i campanili delle chiese della città di Urbino e della campagna circostante.

Il secondo punto di osservazione della città dall’alto è dalla terrazza della torre della facciata dei Torricini, che in alcuni weekend viene aperta al pubblico che visita il Palazzo Ducale. La terrazza è piuttosto stretta ma circonda completamente la torre, permettendo di ammirare una parte dei tetti della città e delle colline circostanti. Sicuramente una bella esperienza. Se la terrazza è aperta, è segnalata dai cartelli presenti sia nei pressi della facciata stessa, sopra pizza Mercatale, sia all’entrata del Palazzo Ducale.

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5. Andare alla scoperta degli oratori

I tesori delle Confraternite mi hanno sempre affascinato. Sarà perché per anni sono rimasti chiusi e perché spesso sono nascosti e riscuotono molto meno successo rispetto alle chiese e agli altri edifici religiosi, anche se in realtà celano affreschi e tesori d’arte di notevole bellezza. A Urbino hanno avuto l’accortezza di valorizzare moltissimo gli oratori che si trovano nel centro storico, diventati una tappa importante di ogni visita turistica.

Il più importante e conosciuto è l’Oratorio di San Giovanni, del 1416, interamente affrescato dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino Marche, tra i capolavori del “gotico internazionale”. All’interno dell’oratorio si possono ammirare la Crocifissione, la storia di San Giovanni Battista, la Madonna dell’Umiltà e la Madonna con il Bambino in Trono.

A pochi passi di distanza si trova l’Oratorio di San Giuseppe, realizzato dall’omonima confraternita tra il 1503 e il 1515, è composto da due cappelle, quella con la chiesa vera e propria venne rifatta in stile barocco a fine ‘600, quella minore invece conserva l’affascinante presepe cinquecentesco modellato interamente in stucco da Federico Brandani con statue a grandezza naturale e lo scorcio della città sullo sfondo.

Gli oratori sono aperti dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre la domenica soltanto dalle 10 alle 13. Ingresso ad entrambi gli oratori: 5 euro. Altrimenti il biglietto costa 3 euro per singolo oratorio.

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6. Scoprire il verde che incornicia Urbino

Se è vero che l’arte e la cultura hanno fatto di Urbino un Patrimonio dell’Umanità Unesco, è sufficiente affacciarsi dalle mura che custodiscono il centro storico per rendersi immediatamente conto di quanto la città sia immersa nella natura. Un paesaggio fatto di colline, campagna e boschi fa da fondale alla città che sembra spuntare da uno scenario agricolo d’altri tempi. Il territorio appare integro e viene voglia di correre a perdifiato e attraversare quei prati così verdi e quelle colline così rotonde.

Per poter ammirare la campagna che circonda la città vale la pena fare una passeggiata percorrendo quanto possibile le strade che costeggiano le mura. Una delle passeggiate panoramiche più evidenti è quella che dalla facciata dei Torricini prosegue in discesa lungo via Matteotti per poi risalire verso via delle Mura. Da via delle Mura si può risalire verso il centro storico prendendo una delle tante piole o strade in salita a sinistra oppure arrivare fino a via Battisti che poi conduce direttamente in piazza della Repubblica. Da via delle Mura è possibile ammirare uno dei panorami più belli sulle colline che ospitano la chiesa di San Bernardino degli Zoccolanti, costruita nel 1482-91 come mausoleo dei duchi di Montefeltro voluto dallo stesso Federico e commissionato a Francesco di Giorgio Martini con l’aiuto del giovane Bramante.

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7. Camminare a caso tra i vicoli

È diventato un po’ un cliché, quello di consigliare di vagabondare all’interno di una città senza meta per scoprire la sua immagine più nascosta. Però a Urbino come fai a non farlo? Ci sono stradine e scale che spuntano ovunque e anche se ti sei promesso di seguire un itinerario ragionato, per vedere tutti i monumenti imprescindibili, dopo breve ti senti pervaso da un’irresistibile attrazione a deviare il percorso verso quella stradina che chissà dove porta.

Dovrebbe essere soltanto una breve deviazione. Ma poi stradina chiama vicolo. Vicolo chiama scalinata e in breve tempo non ricordi più da dove sei partito ma svoltando qualche angolo ti ritrovi esattamente da dove eri partito. Nel frattempo, però hai potuto scoprire scorci nascosti, viuzze e bar in fondo a stradine chiuse, hai percorso chilometri di saliscendi e hai finito per rinunciare a capire perfettamente la mappa della città, troppo labirintica e su diversi livelli per poter essere spiegata in modo razionale.

Tanto vale andare un po’ a caso, facendosi guidare dall’istinto. Tanto comunque non ci si sbaglia e a Urbino non c’è il rischio di perdersi.

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8. Rivivere i luoghi della città di una volta

Dicono che sia l’età. E probabilmente è così. Sarà per questo che quando mi capita di riconoscere, nei luoghi che visito, alcune cose in cui il tempo pare essersi fermato agli anni ’80, quando io ero una bambina, (ma probabilmente sono lì da almeno un decennio prima o forse più), mi scatta un moto di tenerezza. È capitato anche a Urbino.

Camminando lungo le sue strade, nonostante i tanti turisti, il centro storico conserva ancora alcuni luoghi dell’Italia di qualche decennio fa. Su piazza della Repubblica, in pieno centro, c’è ad esempio un bar con la vecchia insegna rimasto spartano nell’arredamento e probabilmente anche nei clienti e che ospita ancora oggi i vecchi espositori di cartoline che ormai non si vedono praticamente più. A poca distanza la vecchia insegna di un barbiere. Un altro bar della piazza ha le insegne al neon dell’aperitivo bitter. Che meraviglia! Ho amato moltissimo Urbino anche per questi dettagli che riescono a fermare il tempo e farti riandare con i ricordi a un piccolo e semplice mondo perduto.

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9. Mangiare la crescia sfogliata

Non chiamatela piadina. La crescia sfogliata di Urbino è un’altra cosa e lo capirete appena arrivati in città, dai cartelli dei vari bar che espongono la specialità della città, assolutamente da provare. Il colore e la consistenza sono in effetti completamente diversi da quelli della piadina.

La specialità marchigiana, tipica proprio di Urbino, ma diffusa anche in Umbria, ha origini rinascimentali ed è fatta con farina di grano, uova, latte, strutto, più raramente burro, sale e pepe. Può essere mangiata semplice oppure, più frequentemente, farcita con i più svariati ingredienti. A Urbino non c’è bar, ristorante o trattoria, che non le abbia ed è proprio in città che si possono assaggiare le cresce tradizionali, mentre fuori dai territori comunali della città gli impasti possono già cambiare.

A sentire gli abitanti, c’è un posto dove si mangia la migliore crescia sfogliata, ovvero Al Ragno d’Oro, un chiosco che si trova proprio in fondo a via Raffaello, davanti al parco che ospita il monumento al pittore di Urbino, oggi coperto da un’impalcatura per restauri. Qui sembra che tutti vengano a comprare le cresce per asporto, ma ci sono anche numerosi tavoli all’esterno dove assaggiare la crescia con il ripieno preferito. Io ovviamente l’ho assaggiata e ne posso confermare la bontà.

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10. Svegliarsi ammirando i tetti di Urbino

Se visitate Urbino, è obbligatorio soggiornare all’interno delle mura, sia per godersi la città anche la sera sia per svegliarsi ed essere già pronti ad affrontare la visita della città. Io ho alloggiato all’Albergo Italia e mi sento di consigliarvelo non soltanto per le comodissime camere e per la davvero ottima e abbondante colazione, ma anche per la possibilità di svegliarvi al mattino, aprire le finestre e trovarvi già immersi nella città, con i suoi tetti in cotto e i balconi delle case che sembrano costruite una sopra l’altra.

L’Albergo Italia si trova in corso Garibaldi, praticamente di fronte alla spettacolare facciata dei Torricini, a due passi da piazza della Repubblica e subito sopra piazza di Mercatale, quindi una posizione più che ottima e comoda sia per chi arriva in auto o in bus sia per visitare la città. Durante la bella stagione, la colazione viene servita su una terrazza che si affaccia su una deliziosa corte interna. Per me è stata un’esperienza davvero fantastica.

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Queste sono alcune delle cose che si possono fare e vedere a Urbino, ma vi assicuro che ce ne sono ancora moltissime altre!

Se poi avete ancora un po’ di tempo per scoprire anche i dintorni di Urbin, vi rimando al mio post su Marche, cosa vedere nei dintorni di Urbino

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Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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