Weekend in Valpolicella: cosa vedere nella regione famosa per il vino

Dici Valpolicella e pensi al vino. E in effetti appena arrivi in questa regione a nord di Verona vieni catapultato nel mezzo di distese di vigneti a perdita d’occhio, che s’insinuato tra i prati fino a ridosso delle coline. Il paesaggio però non è mai monotono e muta man mano che la strada sale verso i rilievi più alti, fino alle porte del parco regionale della Lessinia.

Arte, sapori, storia, cultura e tradizioni si mescolano in quest’area collinare che si estende per 240 chilometri quadrati tra la città di Verona e il lago di Garda ed è costituita da una serie di piccoli comuni che ospitano ville venete e corti rurali rinascimentali, antiche pievi romaniche e piccole chiesette di campagna, ma anche paesaggi naturali spettacolari con boschi, cascate, rocce sporgenti, cave di pietra modellate dal clima e dall’uomo.

Ho avuto l’occasione di visitare la Valpolicella grazie alla partecipazione al festival del libro di viaggio e di avventura Sulle strade, giunto alla seconda edizione, dove sono stata invitata a presentare il mio libro sulla Bosnia-Erzegovina. Un festival organizzato con grande passione e attenzione all’accoglienza e allo stare bene insieme, di cui vi parlerò in un altro post.

In questo post invece vi racconto le bellezze del territorio che sono riuscita a vedere in un weekend e che mi hanno fatta innamorare a prima vista di questi luoghi dotati di un fascino d’altri tempi. Ce ne sono anche altre, motivo per me ovviamente di tornare.

Al termine dell’itinerario, un paio di consigli su dove mangiare e dove dormire.

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Valpolicella, cosa vedere

La zona della pianura e delle colline di Valpolicella è ricca di antiche chiese e pievi, come pure di ville rinascimentali. In circa 15 chilometri di dolce paesaggio è possibile scoprire luoghi di culto raccolti e silenziosi che fondono fede, arte e natura.

Fumane è un’ottima base di partenza per le escursioni nella zona, vista la sua centralità nella regione.

Altri villaggi importanti sono Negrar, Marano di Valpolicella e S. Ambrogio di Valpolicella, mentre sull’altopiano si trova S. Anna D’Alfaedo.

LE CHIESE

Santuario della Madonna delle Salette – Fumane

È un luogo caro ai fumanesi e vi capiterà di scorgerlo fin dalla valle, perché appare come una macchia bianca in mezzo ai boschi sulla collina che si affaccia sul paese. Si può raggiungere a piedi o in auto e il sagrato del santuario regala forse il più bel panorama su Fumane.

Il santuario, costruito sulla parete rocciosa del Colle Incisa che sovrasta il paese, fu realizzato nel 1859 in seguito ad un voto, quando Fumane fu minacciato da una malattia dei vigneti. Le sue forme richiamano il più famoso tempio nei pressi di Grenoble in Francia.

Pieve romanica di San Giorgio Ingannapoltron, frazione di S. Ambrogio di Valpolicella

San Giorgio Ingannapoltron è entrato nel novero dei Borghi più belli d’Italia e per questo motivo è forse uno dei luoghi più famosi della zona. Si trova su una collina da cui si può ammirare un bel panorama sulla valle di Fumane ed è visitabile soltanto a piedi (le auto si possono parcheggiare lungo la strada principale che sale sulla collina). La piazza del paese è una sorta di belvedere panoramico sulla valle su cui si affaccia un antico palazzo che ospita ancora oggi il bar del paese.

Poco più avanti la deliziosa pieve romanica, il cui edificio originario del VIII secolo fu costruito su un luogo in precedenza adibito al culto pagano. La pieve venne poi ricostruita nell’XI secolo e rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura romanica nel veronese. Ho potuto soltanto sbirciare l’interno perché era in corso un matrimonio, ma uno dei pezzi forti di questa chiesetta è senz’altro il chiostro esterno, che conserva splendide colonnine con capitelli scolpiti con figure e animali. A fianco della chiesa si trova il Museo della Pieve e l’ufficio turistico.

Pieve romanica – San Floriano, frazione di Pietro in Cariano

Sicuramente una delle più belle chiese della zona, la pieve romanica di San Floriano, che si trova proprio sulla piazza della frazione, a ridosso della strada principale, esiste fin dal 905 a.C.

Ancora oggi presenta una facciata in tufo praticamente integra, mentre il campanile in tufo e cotto riprende lo stile veronese dell’epoca. Molto interessante l’interno della chiesa, con scultura lignee, tele e fonte battesimale scavato in un unico blocco di marmo rosso.

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LE VILLE

Durante il Risorgimento i ricchi proprietari terrieri veronesi cominciarono a edificare splendide ville nella zona della Valpolicella, spinti dall’esigenza di trasferirsi per brevi periodi in campagna sia per villeggiatura sia per seguire la produzione agricola.

Gran parte delle colline ospitano ancora oggi straordinarie dimore, ville e palazzi signorili, circondati spesso da lussureggianti giardini e protette da alti mura di cinta. Alcune sono visitabili.

Villa della Torre – Fumane

È forse la villa che spicca più di altre in questa zona, grazie in particolare al suo impianto architettonico che si ispira alle antiche ville romane e a Palazzo Tè a Mantova di Giulio Romano. Si ritiene sia uno degli esempi architettonici più interessanti del Cinquecento veronese. La pianta ricorda le domus romanae con al centro un cortile a peristilio, con pilastri in conci rustici che ricordano Palazzo Tè e fontane un tempo ornate da giochi d’acqua che alimentava le peschiere del giardino e la grotta ninfeo sottostante.

Oggi ospita una bella azienda vinicola, io l’ho visitata di domenica quando era chiusa ma dall’esterno è comunque possibile ammirarne le forme, la cappella con la torre d’angolo e il cortile interno con il delizioso giardino pieno di rose.

Villa Mosconi Bertani – Arbizzano di Negrar

Fin dalla sua origine cinquecentesca questa splendida tenuta è conosciuta per la produzione enologica di eccellenza dei vigneti. La villa può essere visitata soltanto con visite guidate accompagnate da degustazioni, ma è possibile ammirare la sua splendida facciata anche dall’esterno.

In questa zona si trovano anche Villa Santa Sofia a Pedemonte, frazione di San Pietro in Cariano, progettata da Andrea Palladio e Villa Rizzardi di Negrar con il suo Giardino di Pojega (entrata 7,50 euro).

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L'ALTOPIANO DEI LESSINI

Dopo aver superato le distese di vigneti, olivi e ciliegeti della fascia più bassa e delle zone collinari, si giunge alle ultime propaggini dell’altopiano dei Lessini, che ospita le frazioni principali del comune di Fumane: Mazzurega, Cavalo, Breonio e Molina.

Assolutamente consigliato fare un’escursione da queste parti per ammirare i villaggi tradizionali in lastre di pietra a Molina, Gorgosullo e Cavalo, le cave e immergersi tra i boschi, i prati e le cascate dell’area montana.

Cave del Prun

Le cave di Prun oggi sono abbandonate e si trovano sulla strada che da Prun porta a Cerna. Si possono visitare liberamente accostando semplicemente l’auto a bordo strada e percorrendo brevemente l’inizio del sentiero che conduce all’interno della cava. Dopo pochi metri sentirete immediatamente l’escursione termica e la temperatura che improvvisamente scende di diversi gradi. Vale la pena fare un salto da queste parti per ammirare queste enormi gallerie e questi lastroni che sembrano spuntare dal terreno.

La pietra di Lessinia si presenta a strati con uno spessore totale di circa otto metri. La più pregiata si trova sul Monte Loffa, che ha ben 72 strati ed è ricca di fossili. La pietra è presente in tutta la Lessinia ed è leggermente diversa da sito a sito, come numero e tipo di strati. Attualmente le cave, che in dialetto vengono dette preare, sono a cielo aperto, mentre in passato ne esistevano alcune nella zona di Prun e di Torbe simili a miniere. In passato, in assenza di tecnologie moderne, le preare venivano sfruttate con la tecnica dei quattro livelli di pietra che permetteva di avere sempre strati diversi a disposizione nella cava.

Un tempo le case in questa zona venivano costruite in pietra e legno: le lastre erano usate per tetti, pavimenti, fontane, camini ed esterni, ma la pietra veniva esportata anche all’estero e ancora oggi è usata soprattutto per pavimentare marciapiedi e zone pedonali.

Dopo aver visitato le cave proseguite lungo la strada che attraversa il villaggio di Cerna e al bivio l’indicazione facile da trovare indicherà la direzione a sinistra verso S. Anna D’Alfaedo e a destra verso Corrubio e il Ponte di Veja, che vi consiglio di andare a vedere.

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Ponte di Veja

Il Ponte di Veja è un massiccio ponte naturale di roccia, dallo spessore di 9 metri e con un’arcata di 20 metri di altezza e 50 di larghezza, sospeso sopra l’omonimo torrente affluente della Marciora, che scende nella Valpantena. Rappresenta il più imponente monumento geologico della Lessinia e uno dei più importanti monumento naturali d’Italia.

Si tratta di un gigantesco arco in pietra calcarea che si è originato dal crollo di un’antica caverna abitata già 100 mila anni fa e grazie alla sua maestosità sembra aver ispirato anche Dante e Mantegna.

Si raggiunge facilmente grazie alle numerose indicazioni lungo la strada di Corrubio. È possibile parcheggiare l’auto in uno spiazzo gratuito a ridosso della strada e imboccare il sentiero proprio alle spalle del parcheggio e del ristorante. Dopo qualche metro si scorge la parte superiore del ponte, una sorte di enorme terrazza-piattaforma. Seguendo il breve sentiero si può proseguire nella parte sottostante, da cui si possono ammirare gli scorci più suggestivi del ponte. Scendendo le scalette si giunge proprio sotto il ponte e la breve escursione può terminare in corrispondenza di alcune piccole grotte che si aprono proprio alla base del ponte: in queste grotte sono state ritrovate testimonianze della presenza umana durante l’epoca del Paleolitico e del Neolitico.

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Parco delle Cascate di Molina

Come arrivare

L’itinerario paesaggistico più spettacolare per arrivare a Molina e al Parco delle Cascate è secondo me quello che parte da Fumane e in meno di mezz’ora s’inerpica fino a circa 700 metri, attraversando prati e boschi e regalando un paesaggio della regione completamente diverso rispetto a quello che si può vedere salendo a S. Anna D’Algaedo passando per Negrar. La strada che da Fumane conduce a Molina è molto più stretta e meno trafficata rispetto a quella ad est e s’immerge in un paesaggio naturale straordinario, dove i vigneti sono coltivale nella valle incorniciata dalle colline boscose. Non ci sono villaggi lungo questa strada: i 17 chilometri sono soltanto di verde e natura: davvero uno spettacolo per gli occhi.

Come organizzare la visita

Il Parco delle Cascate fa parte del Parco regionale della Lessinia ed è raggiungibile a piedi da Molina in circa 15 minuti. Copre un’area di ben 150 mila metri quadrati e ospita torrenti, cascate, laghetti ma soprattutto enormi cascate, dette coaloni. Tutte queste bellezze naturali sono facilmente raggiungibili grazie a una serie di sentieri, aree attrezzate con panchine e zona picnic che permettono di visitare il parco in sicurezza.

Per agevolare la visita a seconda del livello di difficoltà, c’è una mappa che permette di scegliere quello più adatto alle proprie esigenze tra tre proposte: verde il più breve e semplice da percorrere in mezz’ora, rosso quello medio che si percorre in poco più di un’ora e nero quello per esperti escursionisti da percorrere in un paio d’ore. Anche con l’itinerario più breve ci sarà comunque la possibilità di vedere numerose scenografiche cascate, tra le quali quella nera che permette anche di salire su un’altalena e dondolarsi sopra la spettacolare cascata.

L’ingresso costa 6 euro e ci sono riduzioni per i bambini. Ci sono anche aree ristoro all’ingresso, ma il consiglio è quello di dotarsi di zaino, panini e bibite e di trascorrere almeno mezza giornata in questo incredibile paesaggio naturale.

Come proseguire l’itinerario

Dopo la visita al Parco, in questa zona merita assolutamente proseguire il giro nei villaggi di Molina stessa, dove ha sede il parco, e poi, risalendo verso nord, passare da Gorgosello e arrivare a Breonio.

Vale la pena quindi rientrare a Fumane percorrendo la strada che da Breonio passa per Cavalo e Mazzurega che permette di attraversare un paesaggio collineare straordinario, oltre che molto diverso da quello percorso all’andata da Fumane a Molina. La strada, punteggiata di cantine vinicole, scende con una serie di ampi tornanti che permettono di far spaziare lo sguardo in meravigliosi panorami sulla pianura. Sbucherete a Fumane proprio in corrispondenza di Villa Della Torre e subito dopo sarete nel centro del paese.

Breonio, tra storia e natura

Fate tappa almeno a Breonio, che si trova a circa 900 metri, in una dolce conca dell’altopiano dei Lessini, sul bordo della profonda valle dell’Adige. Il villaggio è stato ristrutturato e anche qui si trovano molte case di pietra. C’è possibilità di alloggio e ci sono un paio di bar e ristoranti dove fare una pausa.

Al centro del villaggio merita assolutamente una visita la chiesa dedicata a San Marziale, del XIII secolo e rinnova a metà 1400. La chiesetta ha una sola navata e lo sguardo viene subito rapito dal presbiterio affrescato dove al centro dell’abside spicca la pala lignea con le statue dei santi patroni Giovanni Battista, Sant’Antonio Abate e Marziale. Alle pareti dell’abside una serie di affreschi votivi molto interessanti con scene di santi, profesti, della Passione, della Discesa al Limbo e Resurrezione.

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DOVE MANGIARE

I ristoranti dove mangiare in Valpolicella sono così tanti e la qualità è così alta che troverete facilmente quello che fa al caso vostro.

Io comunque vi segnalo un paio di locali dove abbiamo pranzato e in cui ci siamo trovati molto bene da tutti i punti di vista, sia per la qualità dei piatti, sia per il rapporto qualità prezzo, sia infine per la cortesia del servizio.

RISTORANTE PAROLETTO – BREONIO

Si trova a una manciata di chilometri sulla strada che da Breonio scende verso Fiumane ed è anche hotel. Ha una enorme sala interna e una bella terrazza esterna dove pranzare durante la bella stagione davanti al panorama collinare è davvero delizioso. Non ci sono altri edifici in zona, è praticamente in mezzo al nulla, garanzia di tranquillità, nonostante si affacci sulla strada principale.

Ampia scelta nel menù sia di primi (quasi tutti a 8 euro) e di secondi (quasi tutti a 10 euro). Noi abbiamo assaggiato le lasagnette al tartufo della Lessinia (deliziose e abbondanti), il coniglio in umido con polenta e il brasato di manzo all’Amarone con polenta, più torta di mele della casa.

Simpatico, cordiale  e veloce il servizio. Decisamente da consigliare.

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RISTORANTE PONTE DI VAJO – DI FRONTE AL PONTE

Se arrivate al Ponte di Vajo all’ora di pranzo, è praticamente una scelta obbligata, ma non ve ne pentirete. I tavoli sono numerosi, compresi quelli sull’ampia terrazza esterna che si affaccia proprio dove comincia il sentiero per scendere al ponte.

Il menù propone ampia scelta di primi e di secondi, ma vi consiglio di cominciare il pasto almeno con un piccolo antipasto di affettati (6 euro), che sono di produzione propria e si possono anche acquistare. Il pezzo forte del ristorante è poi la carne alla griglia. Noi abbiamo assaggiato una costata di manzo cotta alla perfezione (16 euro) e una grigliata mista decisamente abbondante (13 euro). Vi alzerete da tavola decisamente sazi ma non appesantiti, pronti per la prossima escursione sulle colline della Valpolicella!

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DOVE DORMIRE

RELAIS VILLA SELLE – FUMANE

Dormire in una villa del Quattrocento perfettamente ristrutturata con ampio giardino e piscina a disposizione degli ospiti: difficile chiedere di più! Villa Selle, in una stradina appartata a breve distanza dal centro di Fumane, è una villa veneta immersa tra gli olivi e i vigneti della Valpolicella, perfetta come punto di partenza per le escursioni in zona ma anche come luogo di assoluto relax.

La cosa interessante è che la villa non offre soltanto camere ma anche monolocali e bilocali con cucina attrezzata privata e soggiorno per gli ospiti. L’unico rischio è di non voler più andar via da qui…

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AGRITURISMO CORTE FORTE – FUMANE

Corte Forte è un’azienda agricola realizzata in un’antica corte medievale, oggi formata dall’Enoteca La Valpolicella e da un agriturismo con alcune camere arredate in stile davvero deliziose. Molto pittoresca la torre merlata che sovrasta la struttura.

Si trova nella zona più antica di Fumane, a ridosso di una collina coltivata a vigneto e garantisce assoluto relax agli ospiti, visto che le camere sono davvero silenziosissime.

Al piano terra c’è anche una sala per le degustazioni. Parcheggio interno.

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Giornalista e blogger, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi, conoscere culture diverse, provare sapori di ogni genere. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, sogna l'Australia e spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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