Vietnam fai da te, itinerario da sud a nord: la mia esperienza

Il sud est asiatico è uno dei territori che più amo e un po’ alla volta sto cercando di andare alla sua scoperta. La scorsa estate la scelta è stata il Vietnam, un Paese presente nella mia lista dei desideri già da un po’ di tempo.

Il Vietnam è un territorio molto particolare dal punto di vista climatico, molti viaggiatori decidono di visitarne solo un pezzo alla volta, sia per provare ad avere la stagione migliore in ogni zona sia perché non serve il visto per soggiorni entro i 15 giorni. Noi abbiamo fatto una scelta diversa, perché avevamo a disposizione più giornate e non siamo sicuri che ci saremmo potuti tornare (il mondo è grande, ci sono infiniti luoghi da vedere!). Così ci siamo rimasti 18 giorni e lo abbiamo visitato da sud a nord, perché all’inizio del nostro viaggio abbiamo fatto tappa anche a Hong Kong e Macao. Sugli aspetti pratici e le cose da sapere per visitare il Vietnam, come appunto il clima o il visto, vi rimando a un post successivo.

In questo articolo vi racconto il nostro itinerario, le tappe del percorso, cosa abbiamo visto in estrema sintesi, cosa ha funzionato alla perfezione e cosa è andato meno bene.

Di solito tutti i viaggiatori visitano il Vietnam da nord a sud, perché arrivano e ripartono da Hanoi. Il fatto che noi abbiamo unito il viaggio in Vietnam alla visita di alcuni giorni di Hong Kong e Macao ci ha permesso di atterrare a Hong Kong, volare in Vietnam su Ho Chi Minh e quindi ripartire verso l’Italia da Hanoi: questo è il motivo per cui abbiamo visitato il Paese da sud a nord. Tutto ciò comunque non cambia molto l’organizzazione del viaggio.

Abbiamo trascorso in Vietnam 18 giorni (voli compresi) per un totale di 9 luoghi diversi visitati. Abbiamo cercato di trovare il giusto compromesso tra vedere più cose possibili ma evitare le toccate e fughe, dedicando un po’ di tempo a ciascuna tappa. Anche chi decide di rimanere meno giorni può comunque prendere spunto da questo itinerario, inserendo le tappe che preferisce ed escludendo le altre.

Infine, vi spiego come arrivare e come muoversi all’interno del Paese, in base ovviamente alla nostra esperienza. Come sempre, se avete dubbi o domande, scrivetemi nei commenti o via e-mail: nel limite del possibile, cercherò di rispondere a tutti.

Seguiranno ulteriori articoli  sulle singole località visitate, perché in Vietnam c’è davvero tanto da vedere!

In questo post invece potete già trovare qualche suggerimento su dove dormire in Vietnam: ho inserito nomi, prezzi, foto, pro e contro di tutti gli hotel e le homestay che abbiamo usato noi.

L'ITINERARIO

HO CHI MINH

15-16 agosto 2019

Arriviamo da Hong Kong con un volo nel tardo pomeriggio, dunque la prima serata è soltanto di assestamento e di primo impatto. Ho Chi Minh solitamente non piace molto ai turisti, che la utilizzano spesso soltanto come base per poi spingersi sul Delta del Mekong. A noi però le città piacciono e quindi vogliamo dedicare alla vecchia Saigon almeno una giornata di visita. Il centro con le cose da vedere è poco esteso e si gira abbastanza facilmente e rapidamente a piedi.

Ho Chi Minh è nota soprattutto per il traffico caotico provocato dal gran numero di motorini. Il primo impatto è senza dubbio molto forte e potrebbe venirvi voglia di scappare, ma se sopravvivete a Ho Chi Minh tutte le altre città del Vietnam poi vi sembreranno uno scherzo.

Tra le cose da vedere in centro ci sono la Cattedrale di Notre Dame con le guglie gemelle, il Museo della città di Ho Chi Minh nel palazzo costruito nel 1886 come residenza del governatore di Cocincina, la moschea centrale di Saigon. Il tempio induista di Sri Thenday Yutthapani, il Palazzo della riunificazione e il Museo dei residuati bellici.

Potete prendere un taxi o un Grab per andare a visitare la Pagoda dell’imperatore di Giada, un tempio molto bello e che secondo me vale assolutamente la pena vedere.

Infine, la zona intorno a Pham Ngu Lao è un groviglio di strade su cui affacciano moltissime homestay, caffè e ristoranti amati dai turisti e dai viaggiatori zaino in spalla, dove è piacevole fare una passeggiata anche se non alloggiate da quelle parti.

A Ho Chi Minh abbiamo comprato il biglietto per lo sleeping bus che il giorno dopo ci poterà a Can Tho, sul delta del Mekong.

vietnam fai da te itinerario
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CAN THO – DELTA MEKONG

17-18 agosto 2019

Dopo un viaggio su uno sleeping bus da Ho Chi Minh a Can Tho, siamo arrivati nella nostra homestay sul delta del Mekong verso l’ora di pranzo e, per trovare qualcosa da mangiare, abbiamo fatto un giro in bicicletta lungo le stradine che attraversano il piccolo villaggio sul fiume, tra templi buddisti, piccoli market, orti, case affacciate sull’acqua e banani. Abbiamo mangiato in un ristorantino locale e visto le fabbriche di tofu. In un paio d’ore siamo passati dal sole cocente alla pioggia torrenziale, che dura però piuttosto poco e rende ancora più verde la vegetazione. Qui abbiamo trovato abitanti gentilissimi, chiunque incontri ti sorride, ti saluta con la mano, ti grida “Hello” anche da lontano e quando comincia a piovere ti invita ad attendere che smetta nel patio di casa e ti porta pure una sedia per riposare.

Dopo aver ammirato il tramonto sul fiume, siamo andati subito a dormire perché il giorno la sveglia è all’alba per il giro in barca alla scoperta della vita lungo quest’area del Mekong, dove di solito si va a vedere i floating markets, i mercati galleggianti che vendono la loro merce fin dalle prime ore dell’alba. Flotte di turisti salpano per vivere questa esperienza. Io però volevo qualcosa di più. Così invece della solita gita turistica di un paio d’ore dal porto di Can Tho, abbiamo trascorso l’intera giornata sul Mekong (partenza alle 5 del mattino, rientro alle 15.30 alla nostra guesthouse) e in 10 intense e bellissime ore, con una super guida che ci ha raccontato tantissime cose interessanti sul Vietnam, la sua cultura, le tradizioni e la vita dei suoi abitanti.

Dopo aver preso il caffè e fatto colazione in un primo mercato, assaggiato frutta ad una seconda bancarella sull’acqua, siamo andati a visitare una fabbrica di noodles e abbiamo continuato il tour lungo i canali secondari del Mekong, uscendo dal corso centrale e inoltrandoci nella natura. Pranzo a casa di una coppia simpaticissima che sta costruendo una guesthouse e con cui abbiamo cucinato almeno 5-6 piatti che poi abbiamo gustato tutti insieme. Infine, visita a una fabbrica di cacao, prima di prenderci un ultimo caffè e rientrare. Esperienza straordinaria!

In questo articolo specifico ci sono tutte le informazioni pratiche sull’escursione e l’organizzazione della tappa sul delta del Mekong, in base alla nostra esperienza.

vietnam fai da te itinerario
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HOI AN

19-20 agosto 2019

Un volo serale ci ha portati da Can Tho a Da Nang. Dal sud ci siamo quindi spostati nel Vietnam centrale e la mattina del giorno dopo siamo partiti per esplorare Hoi An, il cui centro storico antico è Patrimonio Unesco dal 1999. Probabilmente uno dei luoghi più noti è amati del Vietnam, famosa per essere la città delle lanterne, Hoi An a me è apparsa follemente turistica, in quel modo un po’ brutto che rischia di rovinare la bellezza dei luoghi che diventano molto famosi. So bene che sto andando in controtendenza, perché molti hanno amato questa città, consigliata anche da Lonely Planet come una delle mete imperdibili per il 2019. Nelle foto ho evitato di immortalare le decine e decine di negozi e bancarelle di pacchiani souvenir e t-shirt che inondano i palazzi del centro storico, ma vi assicuro che ci sono e sono tanti, troppi. Così come è eccessiva l’insistenza dei venditori per chiamare nei propri negozi o ristoranti. Su di me ottengono esattamente l’effetto opposto e la voglia di fuggire. Sia chiaro: ci sono anche negozietti artigianali e sartorie molto interessanti, ma per trovarli serve districarsi nella marea di offerta che ha letteralmente tappezzato il centro storico, facendo inevitabilmente perdere parte del suo fascino. E stiamo parlando di un Patrimonio Unesco. Bah.

In pochi metri quadri si possono scovare alcuni templi, sale delle adunanze, cappelle di antiche famiglie, musei e case di commercianti che si possono visitare grazie a un biglietto cumulativo che comprende 5 attrazioni a scelta (per vedere le altre non è chiaro come si debba fare così come non sono esposti gli orari di apertura dei singoli monumenti). La gran parte dei monumenti è cinese, alcuni palazzi hanno duecento anni e in alcuni casi sono abitati dai loro discendenti. Gli interni sono molto affascinanti, sia per l’arredamento d’epoca sia per le decorazioni. In alcuni casi purtroppo anche all’interno di questi palazzi sono allestiti negozi di souvenir e immancabilmente sarete invitati a comprare.

L’attrazione più famosa è il ponte coperto giapponese. Lo scorcio più affascinante della città si gode sulla sponda opposta del fiume, da dove si possono ammirare le case color ocra che caratterizzano tutto il centro storico, vietato ai motorini dalle 15 alle 21, ma a intasare le strade a quel punto ci saranno gli inutili risciò per i turisti. Oltre a fare shopping, soprattutto nelle rinomate sartorie e nei negozi di articoli in pelle come scarpe e borse, a Hoi An si va per mangiare molto bene. Si dice che la realtà gastronomica della città sia tra le migliori di tutta l’Asia.

Insomma, Hoi An è bella ma l’eccesso di turismo gestito male secondo me le ha fatto perdere quell’atmosfera che il centro storico potrebbe avere ancora oggi. Il caldo e l’umidita hanno purtroppo livelli elevatissimi, molto di più di quello che abbiamo trovato al sud. Scorta d’acqua e cappello da sole per evitare colpi di calore. La sera siamo tornati in città a vedere il centro storico illuminato dalle famose lanterne e perché avevo voglia di riconciliarmi con questa città. Missione fallita. Il lungofiume letteralmente invaso da gente, musica sinfonica occidentale in filodiffusione (ma perché?) o musica pop dai locali e soprattutto gite in barca di notte illuminati da candele e lanternine che scimmiottano i riti thailandesi senza però averne il significato e il fascino. Qualcuno salvi il centro storico di Hoi An, vi prego, prima che sia troppo tardi.

Molto più interessanti, invece, i dintorni, il giorno dopo abbiamo noleggiato uno scooter e siamo andati a visitare My Son, il santuario Cham più importante del Vietnam, a un’ora di strada da Hoi An, in un bel paesaggio di colline. I santuari, di cui oggi rimangono solo resti, grazie ai quali però si può immaginare la magnificenza del luogo, sono stati costruiti tra il VII e il XIII secolo. Ogni dinastia aggiungeva i suoi templi e sembra che al suo culmine il sito ne comprendesse 70. Molti purtroppo andarono perduti a causa dei bombardamenti statunitensi negli anni Sessanta. Andare a My Son permette anche di fare un bel giro e visitare un po’ di periferia e di villaggi agricoli, passando anche attraverso alcune risaie. Poi al ritorno abbiamo proseguito il giro fino alla spiaggia di Cua Dai e alla zona dei canali di Cam Thanh, molto suggestiva e ancora in parte autentica. Fare un giro in motorino in autonomia e visitare un po’ di dintorni è sicuramente una cosa che vale la pena fare a Hoi An.

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DA HOI AN A HUE’ ON THE ROAD

21 agosto 2019

Per andare da Hoi An a Huè abbiamo deciso di percorrere la vecchia strada panoramica e per farlo abbiamo noleggiato un’auto privata con autista. Si tratta di fare circa 60 chilometri, con alcune brevi deviazioni.

La prima tappa lungo questo percorso sono le Montagne di Marmo, venerate per secoli dai vietnamiti e che la leggenda vuole formate dal dio tartaruga il cui uovo si ruppe in 5 parti che sono gli altrettanti pinnacoli di roccia. Si può salire su quello più alto da cui ammirare il panorama sul villaggio di Non Nuoc dove lavorano gli scalpellini del marmo e sulle rocce che s’innalza o sulla pianura. La salita al monte conduce nelle grotte e nelle pagode costruite negli anni.

La seconda tappa è il Passo di Hai Van, o delle Nubi oceaniche. È la catena del Truong Son che attraversa la regione centrale del Vietnam fino al mare e forma uno spartiacque naturale che impedisce all’aria fredda di arrivare a sud. In passato barriera naturale tra i regni dei Dai Viet e dei Cham, il passo fu usato poi anche dai Nguyen, dai francesi, dai giapponesi e dagli americani, come testimoniano i tanti resti di fortini presenti qui.

Infine, la terza e ultima tappa prima di procedere verso Huè, è la spiaggia con laguna di Lang Co, una piccola località marittima famosa per la sua grande spiaggia di sabbia bianca e per i suoi ristorantini di pesce direttamente sul mare (buoni ma troppo cari, noi abbiamo pranzato lì ma non ve li consiglio proprio, potete trovare cibo dello stesso livello in molti altrri posti, spendendo un terzo).

Nel pomeriggio siamo arrivati a Huè e abbiamo fatto un primo giro generale al mercato (enorme e davvero autentico), nel vecchio quartiere dei mercati cinesi e sul lungofiume che separa la città moderna dall’antica cittadella imperiale che visiteremo il giorno successivo.

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HUE’

22-23 agosto 2019

Capitale nazionale dal 1802 al 1945, Huè mi è sembrata una città tra le più affascinanti dell’interno viaggio. Eppure ho sentito che molti viaggiatori non la inseriscono nel loro itinerario, chissà perché.

Il cosiddetto fiume dei Profumi taglia in due la città: da un lato c’è la parte più moderna dove si trovano la maggior parte degli hotel e numerosi locali e ristoranti più prettamente turistici (ma non solo); sulla sponda opposta c’è la Cittadella, chiusa tra le mura al cui interno si trova la città imperiale, un luogo molto affascinante da visitare, nonostante molti monumenti siano ancora in attesa di restauro e in generale l’intero parco verde andrebbe valorizzato di più. In ogni caso, i padiglioni, le porte e i vari palazzi meritano sicuramente una visita (nel post specifico su Huè entrerò nei dettagli).

Vale poi la pena fare un giro (meglio in motorino) nel quartiere della Cittadella, che è quello storico e dove si trovano molti caffè, alcuni ristoranti e negozi frequentati inspiegabilmente soltanto dai locali. I turisti infatti, dopo aver visitato la città imperiale, escono da questa zona, perdendosi secondo me uno dei lati più autentici della città.

Un’altra cosa da fare assolutamente è visitare i templi, le pagode e i mausolei che si trovano lungo la riva del fiume. Per farlo si può partecipare a una gita in barca sul fiume o in modo autonomo in motorino. Noi abbiamo scelto questa seconda opzione e abbiamo dedicato una giornata alla riva ovest e una alla riva est.

Sulla riva ovest si affacciano alcune case giardino costruite dagli alti ufficiali dell’impero (molte abbandonate ma suggestive, una è un ristorante, una aperta al pubblico), la Pagoda Thiên Mu a 7 piani, forse il monumento più fotografato di Huè (ha una storia importante che vi racconterò in un altro post), la Pagoda Van Mieu dedicata a Confucio e il Tempio Hon Chen in parte in restauro.

Oltre a questi monumenti, tutti molto interessanti, la cosa bella è che per raggiungerli si attraversano strade e villaggi rurali in cui si può osservare la vita degli abitanti dediti all’agricoltura e alla pesca. A pochi chilometri dalla città si entra davvero in un altro mondo!

La riva est e, in generale, il territorio sulla sponda est del fiume, merita esplorata perché qui si trovano i mausolei imperiali: noi abbiamo visitato i tre più importanti – che peraltro sono compresi nel biglietto cumulativo della Cittadella – ma per chi ha più tempo ce ne sono anche altri nascosti tra i villaggi rurali e vale davvero la pena scoprirne il più possibile, sia perché sono splendidi e uno diverso dall’altro dal punto di vista architettonico, sia perché sono inseriti in contesti rurali o di piccoli villaggi, che mostrano uno spaccato ancora autentico della vita in Vietnam. Durante questo giro abbiamo fatto anche un salto alla scoperta dello spettacolare Parco Acquatico abbandonato (scoperto per caso perché di certo non rientra nei tipici itinerari turistici).

Insomma, Huè riserva tantissime belle sorprese, sicuramente una città da vedere.

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HANOI

24-25 e 28 agosto 2019

Un volo interno da Huè che ha messo a dura prova la nostra pazienza a causa dei continui cambiamenti di orario e ritardi, atterriamo in serata ad Hanoi, nell’hotel che abbiamo scelto come base anche per spostamenti di un paio di giorni. Il nostro itinerario prevede infatti di trascorrere una notte a Sa Pa sulle montagne per il trekking e un’altra a Ninh Bih che raggiungeremo in treno e non abbiamo di certo intenzione di trascinare con noi il bagaglio ingombrante, ma soltanto uno zainetto con il necessario per due giorni. Molti hotel ad Hanoi offrono quindi il servizio di deposito bagagli per giornate intere, permettendo così di muoversi in autonomia per le escursioni. Alcuni di questi hotel hanno anche il banco escursioni, ma non siete obbligati a comprare i tour da loro, anche se usufruite del deposito bagagli. Vale la pena comunque dare un’occhiata alle offerte, perché potreste trovare qualcosa di interessante. Noi ad esempio, abbiamo comprato in hotel il tour a Sa Pa, mentre ci siamo organizzati in autonomia per quello a Ninh Bih.

Hanoi è la capitale, è una città secondo me splendida, bellissima da visitare e da vivere. È molto turistica, ma ha assorbito abbastanza bene tutta l’offerta presente, senza per questo diventare troppo artificiosa. Molti viaggiatori usano Hanoi soltanto come tappa per le escursioni nei dintorni, io invece vi consiglio di dedicare un paio di giorni alla visita della città. Sarà che io amo le capitali e penso sia doveroso esplorarle tutto almeno un po’ per comprendere il Paese che stiamo visitando, ma Hanoi secondo me è proprio interessante, ricca di storia e di cultura ma, allo stesso tempo, è anche una città moderna, con un’offerta praticamente infinita di negozi, mercati, caffè e ristoranti.

La città è grossomodo divisa in tre parti. Il quartiere storico ospita la stragrande maggioranza di negozi, ristoranti e mercati che si estendono in particolare a nord e a ovest del Lago Hoan Kiem con la Torre della Tartaruga, uno dei luoghi simbolo per gli abitanti, che amano ritrovarsi intorno alle sue sponde a ogni ora della giornata e in particolare durante il weekend, quando l’area viene chiusa al traffico. È il tipico posto dove tutti amano perdersi, anche perché è piuttosto labirintico e vale la pena girare almeno un po’ senza meta. È diventato molto turistico, quindi non troverete moltissime botteghe artigiane ancora autentiche, però in ogni caso è un quartiere allegro e che offre uno spaccato interessante della città.

La seconda parte è il quartiere istituzionale, dove si trovano tutti i palazzi del potere, compreso il famoso Mausoleo di Ho Chi Minh che è inserito in un’area che comprende anche il Parlamento, la vecchia casa di Ho Chi Minh e il Museo Nazionale. In questa zona assolutamente da vedere anche il Tempio della Letteratura e, a nord, la zona del Lago Ovest con la Pagoda Tran Quoc, l’associazione religiosa più antica di Hanoi.

Infine la terza parte è il cosiddetto quartiere francese, visitato quasi per niente dai turisti ma molto interessante sia perché è il più moderno (e probabilmente anche il più ricco) sia perché si possono ancora vedere alcuni edifici coloniali, spesso trasformati in ristoranti e simboli di questa zona, come il Teatro dell’Opera, ispirato a quello di Parigi.

Per vedere bene Hanoi ci vorrebbero davvero molti giorni, però vale la pena almeno dedicarcene un paio e non saltarla completamente nonostante ci siano moltissime cose interessanti da vedere anche nei dintorni.

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SAPA

26-27 agosto 2019

Sa Pa è la capitale turistica del nord del Vietnam, si trova arroccata a circa 1600 metri di fronte al monte Fan Si Pan, il più alto del Vietnam. Sa Pa oggi è il punto di partenza per le escursioni nei villaggi delle minoranze etniche (in particolare dai rossi e homing neri) che si raggiungono tramite trekking abbastanza impegnativi, accompagnati da una guida locale (in genere una donna appartenente a una di queste minoranze).

Il giro che abbiamo fatto noi prevedeva circa 12 km di trekking, notte in homestay e mattina successiva altri 7 km di trekking circa, con partenza e ritorno a Sa Pa.

Il clima qui è sempre un po’ ballerino, con frequenti piogge e nebbia. Il primo giorno abbiamo avuto una fortuna incredibile trovando una giornata di sole meravigliosa che ci ha permesso di arrivare al nostro villaggio all’ora del tramonto con una luce spettacolare. Durante la notte è iniziato un violento temporale che non ha risparmiato nemmeno la giornata successiva, quando purtroppo abbiamo dovuto interrompere il trekking per l’eccessiva pioggia.

Si può andare a Sa Pa in autonomia o in tour da Hanoi. In entrambi i casi si viaggia il sleeping bus (o in treno), mentre il trekking è obbligatoriamente accompagnato da una guida (viceversa, è molto probabile perdersi). Durante il percorso c’è sempre qualche donna o bimba delle minoranze che vi accompagnerà, aiutandovi anche nel caso a superare i sentieri più dissestati. Prima di salutarvi, aspettatevi che vi chiedano di comprare qualche piccolo oggetto che portano con sé, come foulard e astucci di stoffa.

Se piove (ma anche se non piove) c’è il rischio elevatissimo di riempirsi scarpe e vestiti di fango e acqua.

Per me, l’esperienza e i paesaggi che si possono ammirare con un trekking di questo tipo vale la difficoltà, però tenetene conto, specialmente se avete qualche problema di salute o difficoltà a camminare.

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NINH BIH

29-30 agosto

Un paesaggio da fiaba fantasy: l’area delle risaie e delle rocce carsiche nella provincia di Ninh Bih dà un po’ l’impressione di essere arrivati in un paesaggio così originale da sembrare abilmente costruito. Invece si tratta semplicemente di natura dalla forma straordinaria.

Sono due le cose assolutamente da fare per poter apprezzare quest’area dai due migliori punti di vista.

Una gita in barca dal molo di Tam Coc dove salpano i saipan dei barcaioli che remano con i piedi e che conducono in circa un’ora a fare un giro che difficilmente dimenticherete. Il fiume scorre tra le risaie e in mezzo alle collinette carsiche che spuntano dalla pianura, attraversando con la barca tre grotte carsiche sotto le quali si passa appena. Se potete, partite di primissima mattina, prima dell’arrivo dei tour organizzati, per avere il fiume e il paesaggio tutto per voi.

La salita di 500 gradini ad Hàng Múa, la grotta di Múa, che tutti in realtà raggiungono per vedere il panorama dall’alto. E qui vi garantisco che rimarrete senza fiato. Dopo aver percorso la scalinata di pietra e aver raggiunto la piccola pagoda in cima, avrete a disposizione due panorami: uno sul fiume che avete percorso in barca e l’altro sulla pianura da cui si innalzano altre collinetta carsiche. Hàng Múa si raggiunge in motorino in 15 minuti. La salita è impegnativa ma vale decisamente la pena. In cima noi ci siamo beccati un acquazzone di circa 15 minuti (qui arrivano e finiscono in breve tempo) che ha aumentato la suggestione del luogo e ci ha lavati dal sudore della salita. È un luogo magico, forse quello che ho amato di più dell’intero viaggio.

Se avete tempo, il giro può continuare fino all’antico villaggio di Hoa Lu, dove si possono vedere due templi dell’antico regno vietnamita e alla gigantesca pagoda di Bai Dinh.

Ninh Bih si raggiunge in treno in due ore e mezza da Hanoi (mezzo scelto da noi perché il più rapido) oppure in bus (il mezzo più economico) oppure partecipando a un tour in giornata organizzato da qualunque agenzia o hotel di Hanoi.

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HA LONG BAY

31 agosto 2019

Incerti fino all’ultimo momento, alla fine abbiamo deciso di dedicare l’ultimo giorno in Vietnam al luogo-cartolina, ovvero la baia di Ha Long, probabilmente il luogo più famoso (e dunque più turistico) del Paese.

L’incertezza derivava sia dall’eccesso di turismo in questa zona sia dalla pioggia di questi giorni. Alla fine non ce la siamo sentita di ripartire senza dare almeno una sbirciata a questa baia diventata così famosa. Il clima per fortuna è stato clemente (avere anche il cielo azzurro però sarebbe stato meglio), mentre confermo la folla di turisti che a tratti rende piuttosto invivibile la zona.

Per ottimizzare ancora di più i tempi, abbiamo comprato un’escursione dal nostro hotel, ma i modi per arrivare alla baia sono infiniti, così come le agenzie che pubblicizzano questa escursione. Dunque, partenza da Hanoi al mattino con un minubus che ci viene a prendere all’hotel, viaggio di almeno due ore e mezza lungo una delle pochissime autostrade recentemente costruite nel Paese, arrivo al porto, imbarco sulla nave e partenza! Le crociere di un giorno durano circa 5 ore, percorrono soltanto la prima parte della baia, quella ovviamente più turistica e affollata. È possibile comunque farsi un’idea della bellezza di questo luogo, anche se avrete la sfortuna di trovare una giornata nuvolosa come è successo a noi. Meno interessanti sono le tappe della crociera: sono tre e tutte le barche compiono sempre lo stesso giro, con l’inevitabile conseguenza che troverete i luoghi affollati ogni oltre immaginazione.

La prima tappa è sull’isola delle scimmie dove si visita una grotta gigantesca, la seconda in una piccola baia dove si fa un giro in kayak o in barca attraversando una grotta e la terza su una piccola spiaggia (completamente intasata di gente) dove si può scegliere se fare un tuffo o salire 400 gradini per ammirare la baia dall’alto (io ho scelto quest’ultima ipotesi).

La baia è ovviamente splendida, la crociera piuttosto banale.

Chi ha fatto l’esperienza di una crociera di più giornate, quindi anche con le notti trascorse in barca, ne parla molto bene. Vi consiglio, a questo proposito, i post sui blog di Letizia Gardin e di Emanuele Ghidoni

A seconda delle vostre preferenze (e del vostro portafoglio) a voi la scelta! Io comunque sono già stata molto contenta così del mio viaggio. Il Vietnam offre davvero tanto e ognuno ha la possibilità di personalizzare il proprio itinerario sulla base dei propri gusti, del tempo a disposizione e ovviamente del portafoglio.

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RIENTRO IN ITALIA

1 settembre 2019

Abbiamo trovato un volo che, contando sul fuso orario, ci ha permesso di perdere un’unica giornata per il rientro.

Siamo partiti da Hanoi a metà mattinata e, dopo aver fatto scalo a Mosca, siamo arrivati a Venezia alle 22.30. Una bella botta di fuso orario, che però ci ha permesso di ottimizzare il tempo speso per il ritorno in Italia.

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COME ARRIVARE

Noi in Vietnam ci siamo arrivati da Hong Kong, ma soltanto perché abbiamo approfittato di un volo della Aeroflot che, partendo da Venezia, con scalo a Mosca, all’andata atterra a Hong Kong, mentre al ritorno parte da Hanoi. Così abbiamo ottimizzato le nostre tre settimane di viaggio a disposizione. Da Hong Kong, quindi, siamo arrivati in Vietnam con un volo della durata di due ore su Ho Chi Minh della Vietnam Airlines.

Su Hanoi volano moltissime compagnie aeree e quindi la maggior parte dei viaggiatori che vogliono limitare il loro viaggio al Vietnam hanno una scelta piuttosto vasta. Molti di essi fanno scalo a Singapore e a Bangkok. Ci sono ovviamente anche voli internazionali verso gli aeroporti di Ho Chi Minh, a sud, e Da Nang, nel Vietnam centrale, ma solitamente sono più costosi.

La regola è ormai sempre la stessa: prima si prenota e meno si paga.

Gli aeroporti di Ho Chi Min e Hanoi sono ampi ma non sempre ben organizzati. Noi abbiamo perso un po’ di tempo a Ho Chi Minh in entrata per il visto e agli sportelli dell’immigrazione, davvero molto lenti, tant’è che quando finalmente siamo riusciti a passare i nostri bagagli erano già arrivati e qualcuno li aveva tolti dal nastro trasportatore e lasciati a fianco. Il nostro hotel di Ho Chi Minh non faceva servizio di navetta, così abbiamo chiamato un Grab (l’equivalente asiatico di Uber). Prima però abbiamo cambiato un po’ di moneta locale e comprato una sim vietnamita. Di tutte queste cose vi parlerò però più a lungo nel post sulle cose da sapere per visitare il Vietnam.

Hanoi ha un aeroporto organizzato meglio, le pratiche dell’immigrazione in uscita sono comunque più veloci. In generale, comunque, non abbiamo riscontrato problemi. In alcuni casi è soltanto necessario armarsi di grande pazienza.

COME MUOVERSI

Il Vietnam è uno di quei Paesi dove è possibile sperimentare qualunque mezzo di trasporto, tranne l’auto a noleggio, perché nel Paese non è consentito guidare agli stranieri.

È un Paese enorme, tanto più che ha una forma allungata. Per ottimizzare gli spostamenti, dunque, vi capiterà di usare l’aereo (i voli interni sono numerosi), i treni, i bus a lunga percorrenza o le auto con autista. All’interno delle città, invece, quasi certamente userete Grab (l’equivalente asiatico di Uber), i taxi o gli shuttle messi a disposizione dagli hotel, i motorini, le biciclette e ovviamente i piedi.

GRAB

È l’equivalente asiatico di Uber e rimane un ottimo mezzo per spostarsi all’interno di una città o da una città all’aeroporto. Si scarica l’app, si indica il punto di partenza e quello di arrivo e sullo schermo compare nome del vostro autista, tipo di auto, targa dell’auto, tempo di attesa e ovviamente costo della corsa. Sulla mappa potrete seguire in diretta l’auto in avvicinamento al punto di ritrovo concordato.

Purtroppo da poco tempo Grab ha tolto la possibilità agli stranieri di pagare con carta di credito: l’unica possibilità sono i contanti. Questo determina qualche fastidio perché, ad esempio all’arrivo in aeroporto, siete costretti a cambiare subito i soldi (e sappiamo che in aeroporto ci sono sempre i cambi più sfavorevoli) e poi perché è praticamente impossibile avere a disposizione la cifra esatta al centesimo, quindi dovrete sempre arrotondare in eccesso, pagando quindi di più (sia chiaro, si tratta di poca cosa, però è fastidioso e soprattutto poco pratico rispetto alla comodità della carta di credito e di non avere soldi da maneggiare, tanto più visto che si tratta di piccole cifre).

MOTORINO

La parola d’ordine è prudenza. Uno dei modi migliori per girare le città e i loro dintorni è usare il mezzo di trasporto più comune tra i vietnamiti, ovvero il motorino. Scooter di ogni tipo sfrecciano di giorno e di notte lungo le strade delle città e delle periferie del Vietnam, sgusciando ovunque, senza alcun rispetto del codice della strada. Per visitare i dintorni, però, il motorino è davvero il mezzo migliore.

I motorini si noleggiano un po’ ovunque, ma li troverete sicuramente anche nel vostro hotel o homestay. I prezzi sono più o meno uguali dappertutto, dunque vi conviene prenderli dove vi è più comodo (noi li abbiamo sempre noleggiati in hotel). In dotazione ci sono i caschetti e di solito dovrete aggiungere un po’ di benzina.

La prudenza è d’obbligo, così come imparare minimamente le regole di guida del Vietnam, dove non esistono precedenze e spesso nemmeno semafori e vige la legge del più forte e del più risoluto a passare. Andate piano, guardatevi bene attorno, usateli soprattutto per esplorare i dintorni.

Noi abbiamo noleggiato un motorino ad Hoi An per andare a My Son e a Huè per girare entrambe le sponde del fiume e poi ancora a Ninh Bih per fare un giro della zona ed è stato davvero divertente.

BICICLETTA

Molti viaggiatori invece del motorino usano le biciclette. Se optate per questo mezzo ricordate ovviamente che dovete essere ben allenati, perché spesso le distanze da coprire sono piuttosto elevate e che ci metterete più tempo. Anche in questo caso, moltissimi hotel e homestay mettono a disposizione bici gratuitamente o a noleggio o comunque sono in grado di fornirvi indicazioni su dove noleggiarle.

Noi abbiamo fatto un bellissimo giro in bici di un paio d’ore sul delta del Mekong, grazie alle bici fornite dalla nostra homestay e abbiamo esplorato una serie di villaggi lungo le rive del fiume e le fabbriche di tofu, pedalando lungo sentieri sconnessi in mezzo al verde della vegetazione che cresce lungo il fiume. Un’esperienza bellissima che vi consiglio sicuramente.

BARCA

Sarà impossibile resistere all’esperienza di una crociera o di una gita in barca durante un viaggio in Vietnam! Al contrario, probabilmente sarà una delle esperienze più entusiasmanti del viaggio. La barca è un mezzo molto utilizzato dai vietnamiti, sia per gli spostamenti sui fiumi, sia per il trasporto di cose e persone. I fiumi qui sono parte integrante della vita degli abitanti e la barca da sempre è un mezzo di trasporto importante. Oggi è diventato anche un mezzo usato per permettere ai turisti di godere delle bellezze naturali del Paese.

Noi abbiamo fatto un bellissimo giro in barca sul Delta del Mekong e poi un giro di un’oretta a Ninh Bih, per esplorare il fiume e le grotte. Infine, si può fare una vera e propria crociera sulla baia di Ha Long: noi ci siamo limitati a quella che dura un giorno, ma ci sono moltissime crociere che comprendono una o più notti a bordo. Curiosità: i barcaioli di Ninh Bih spingono i remi con i piedi.

SLEEPING BUS

I bus a lunga percorrenza in Vietnam sono solitamente sleeping bus, ovvero autobus attrezzati con veri e propri lettini per viaggiare distesi o semi distesi. Sono utilizzati di solito per coprire le distanze più lunghe e frequentate dai turisti, ma vengono usati anche dai locali. I bus fanno solitamente alcune fermate in autogrill lungo la strada per pausa caffè, pranzo veloce e bagno. A bordo viene sempre servito uno snack e una bottiglietta di acqua. C’è l’aria condizionata regolabile dai singoli sedili. Sul bus si sale dopo essersi tolte le scarpe che vengono infilate in una borsina di plastica in dotazione e portate con sé al proprio posto. Per le soste, non serve infilarsi nuovamente le scarpe, perché il bus mette a disposizione ciabatte di plastica in abbondanza per ogni passeggero.

I biglietti si possono acquistare online oppure nelle biglietterie distribuite in città (noi a Ho Chi Minh ne abbiamo trovata una cercando semplicemente su google maps), ma molto spesso ci sono anche hotel e agenzie che acquistano i biglietti per voi.

I bus fanno servizio sia notturno sia diurno. Ci sono più compagnie che fanno questo servizio. Noi abbiamo usato gli sleeping bus per il viaggio di 3 ore da Ho Chi Minh a Can Tho, sul delta del Mekong e per quello di 5 ore e mezza da Hanoi a Sa Pa. Per Sa Pa la migliore e più usata e il Sa Pa Express, che copre diverse città del Vietnam del nord e ha sede ad Hanoi.  A sud a Ho Chi Minh ci sono la Futa Bus Lines (che ha recensioni mediocri online) e la Thanh buoi (che è quella che abbiamo usato noi).

vietnam fai da te itinerario
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TRENO

Potevamo non provare anche un treno vietnamita!?! D’altra parte, è il mezzo più veloce per arrivare a Ninh Bih, dove ci siamo fermati una notte per scoprire paesaggi di fiumi e risaie, invece che optare per la gita in giornata scelta dalla maggior parte dei turisti. Il treno è anche un’alternativa abbasta usata al bus per andare a Sa Pa. In generale, comunque, i treni sono più cari dei bus.

In partenza da Hanoi, l’operazione di check in del treno assomiglia a quella degli aeroporti: non si accede ai binari prima dell’apertura degli sportelli, dove il biglietto viene controllato e passato da un’addetta, i posti sono numerati, un altro addetto indica la carrozza. A Ninh Bih invece la stazione è molto più informale e spartana e si attende il treno sui binari come da noi. Ovunque ci sono ampie sale d’aspetto con i tabelloni digitali che indicano il numero di treno e l’orario di arrivo.

Ci hanno consigliato di arrivare in stazione un’ora prima perché il treno potrebbe partire in anticipo! In realtà mi è sembrata una cautela eccessiva, forse dovuta alla tendenza vietnamita di fare tutto con largo anticipo quando si tratta di trasporti. I treni che abbiamo preso noi sono arrivati e partiti spaccando il minuto, ma non di certo in anticipo.

Al ritorno ad Hanoi purtroppo il c’è stato uno spiacevole incidente: un motorino è finito sotto il nostro treno, proprio all’altezza della carrozza su cui viaggiavamo noi e il corpo del guidatore è stato estratto ancora in vita ma con pesanti ferite. Ancora mi chiedo se ce l’abbia fatta… La dinamica dell’incidente non era affatto chiara e non ho idea di come possa essere finito sotto il treno visto che la nostra carrozza non era la prima della fila. Per noi il disagio è stato minimo: il treno è rimasto fermo al massimo dieci minuti, il tempo che ci è voluto ad estrarre il corpo, caricarlo sul primo taxi a disposizione e avvisare la famiglia. Poi il treno è ripartito, senza alcun tipo di rilievo da parte di polizia o simile. Il Vietnam è anche questo…

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AUTO PRIVATA

Chi non vuole optare per i treni o per i sleeping bus può noleggiare un’auto privata con autista e farsi portare un po’ ovunque. Non è un’opzione che io consiglio, visto che i bus e i treni sono comodi ed economici, a meno che non vogliate fare un percorso a tappe, troppo lungo per usare un motorino.

Noi infatti abbiamo usato questo mezzo di trasporto per andare da Hoi An a Huè lungo la vecchia strada panoramica che collega le due città. Il percorso, infatti, ha un paio di tappe interessanti lungo la costa e la montagna e l’auto era l’unico mezzo che permetteva di vedere questi punti in così poco tempo (e soprattutto dovendo portarsi dietro anche il bagaglio pesante).

Solitamente ogni hotel è in grado di noleggiarvi un’auto di questo genere (noi l’abbiamo fatto tramite il nostro hotel a Hoi An). Gli autisti sono di solito molto disponibili a venire incontro alle vostre esigenze e le auto sono nuovissime e molto comode.

AEREO

Per ottimizzare gli spostamenti all’interno dei Vietnam, quasi sicuramente vi troverete a usare l’aereo. I voli interni sono numerosi e collegano le città principali con almeno 2-3 voli al giorno. Sono anche piuttosto convenienti. Le principali compagnie sono la Vietnam Airlines e la Viet Jet.

L’unica pecca degli aerei, però, è che spesso i voli partono in ritardo o gli orari vengono spostati all’ultimo momento. Se quindi l’aereo permette di risparmiare tempo negli spostamenti, allo stesso tempo può crearvi molto stress. Tenetene conto. Il mio consiglio poi è anche quello di non programmare la visita di qualcosa che non volete perdere assolutamente nella giornata in cui avete il volo, perché l’orario potrebbe cambiare soltanto poche ore prima e impedirvi di portare a termine il vostro tour, a meno che non vogliate perdere l’aereo. Le compagnie aeree sono poco organizzate a gestire questi cambiamenti, quindi può capitare che accorpino due voli ma vi mandino la mail di un volo che non avevate prenotato, come è capitato a noi. Tutto è variamente interpretabile in Vietnam, la flessibilità è d’obbligo, oltre a un certo fatalismo.

Noi abbiamo usato l’aereo per volare da Can Tho (l’aeroporto è piccolissimo, sembra sia stato costruito da pochi anni) a Da Nang (che è l’aeroporto più vicino per raggiungere Hoi An) e poi da Huè ad Hanoi.

Se siete arrivati a leggere fino a qui vuol dire che il Vietnam vi interessa proprio e che lo state valutando come prossima meta. Il post è molto lungo ma volevo provare a dare un’idea il più possibile precisa dell’itinerario e di come spostarsi nel Paese, in base alla mia esperienza, a tutti quelli che sono intenzionati a visitare il Vietnam in modalità fai da te.

Il Vietnam è un Paese complesso che è diventato negli ultimi anno sempre più turistico, è un Paese molto grande, dove si trova il mare e si trova la montagna, oltre a città di varia dimensione. Nei prossimi post vi racconterò un po’ di informazioni pratiche più dettagliate relativamente al visto, al clima, all’accoglienza dei vietnamiti, al traffico, a cosa mangiare. Trovate già online invece il post con i suggerimenti su dove dormire, in base alla nostra esperienza.

Come sempre, per qualsiasi dubbio o domanda, avete a disposizione i commenti o potete scrivermi via e-mail. Nel limite del possibile, cerco sempre di rispondere a tutti.

Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

Commenti

2 Commenti
  1. pubblicato da
    Giorgio
    Ott 19, 2019 Reply

    Bellissimo e ben dettagliato resoconto del tuo viaggio in Vietnam,buoni consigli da tenere a portata di mano. Io andro’ in Vietnam 26 giorni dal 21/1 al 16/2 partendo da Hanoi per arrivare a Saigon ,ho deciso di fare questo viaggio in solitaria con la bici che mi porto da Verona. Cosa mi puoi dire delle strade del traffico e della sicurezza di viaggiare in solitara ? Grazie mille dei Tuoi eventuali consigli

    • pubblicato da
      RitagliDiViaggio
      Ott 23, 2019 Reply

      Ciao Giorgio, mi fa piacere che il mio articolo ti abbia dato qualche spunto! Il Vietnam è enorme, bravo e coraggioso a volerlo affrontare in bici! Che giro farai? A me è sembrato un Paese super sicuro, peraltro i vietnamiti sono abituati ai turisti, offrono tantissimi servizi e quindi dovessi avere bisogno di qualcosa non dovresti faticare a trovarla. In Vietnam la bici viene usata soprattutto nei villaggi, anche se in realtà il mezzo in assoluto più comune è il motorino, ne vedrai moltissimi ovunque. Purtroppo il codice stradale non viene rispettato, quindi dovrai fare molta attenzione a non venire investito, un po’ come ovunque in Asia. In bici comunque avrai la possibilità di goderti alla grande il paesaggio! Buon viaggio!

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