10 alloggi strani e originali in cui ho dormito durante i miei viaggi

Quando viaggiate, che tipo alloggio scegliete? Siete più da hotel di lusso o da ostello? O preferite un appartamento per essere completamente autonomi?

Oltre a queste tipologie di alloggi, che anch’io uso frequentemente, può capitare di dormire in posti strani e originali. Io a volte li scelgo appositamente, perché è un modo divertente di affrontare un viaggio e di conoscere un luogo.

Quali sono i posti più strani dove avete dormito in viaggio?

In questo post vi racconto i 10  posti più originali in cui ho trascorso la notte e che mi sono venuti in mente, ripensando ai miei viaggi.

1.Bungalow sulla spiaggia a Cipro Nord

Lo confesso subito: ho un debole per i bungalow. Se la stagione lo permette e ce ne sono a disposizione, decido di trascorrerci almeno una o due notti. Ho dormito in bungalow in svariate parti del mondo, tanto che penso dedicherò un post a parte a questo tipo di sistemazione che, peraltro, non è nemmeno così spartana come si può immaginare.

Ci sono diversi tipi di bungalow, ma la maggior parte sono in legno o in legno e mattoni e spesso hanno il bagno privato. Alcuni sono più spartani, altri meno, ma io trovo che sia una modalità di alloggio perfetta in determinati luoghi al mondo, perché garantisce autonomia, privacy e un pizzico di avventura.

Tra i tanti bungalow in cui ho dormito, per questo post ho scelto quello a Cipro Nord, la parte dell’isola conquistata dalla Turchia anni fa e ancora oggi non riconosciuta dalla comunità internazionale. Cipro Nord è una sorta di non-Stato. Ma, a parte questo e tutti i (bassi) rischi che possono esserci se ci si reca in quella zona dell’isola con un’auto a noleggio, Cipro Nord vanta spiagge selvagge di rara bellezza.

Bene, qualche anno fa mi ero messa in testa di trascorrere il giorno di ferragosto esattamente sulla punta dell’isola di Cipro. Se ero costretta a viaggiare nel periodo più affollato dell’anno, volevo trovare il posto più isolato possibile. E sono stata accontentata.

Se guardate la mappa dell’isola di Cipro, noterete che l’isola si allunga restringendosi verso nord: quella lunga penisoletta è Karpaz, il parco naturale di Cipro Nord. È la zona più selvaggia e meno abitata dell’isola e regala panorami splendidi, sia sulla costa che all’interno. Più vi spingerete sulla punta della penisola e più sarete immersi nella natura. Sui prati pascolano capre e asini, sulla costa soffia un vento caldo almeno quanto l’acqua di mare

Sulla punta di Cipro Nord si trova una spiagga dal nome poco originale di Golden Beach, un’ampia striscia di sabbia soffice lunga chilometri e completamente isolata dal resto del mondo. La spiaggia e il mare si raggiungono scendendo dune e scogliere, in cima alle quali sono stati costruiti alcuni spartani bungalow. Niente male svegliarsi e addormentarsi ascoltando soltanto il suono del vento e delle onde: la foto di copertina è fatta dalla terrazzina del bungalow a picco sulla spiaggia.

bungalow a cipro nord
Bungalow a Cipro Nord
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L'interno del bungalow a Cipro Nord

2.Tenda beduina nel Wadi Rum in Giordania

L’esperienza nel deserto rosso del Wadi Rum in Giordania è una di quelle da incorniciare. Non avevo grandi aspettative e temevo si trattasse di qualcosa di troppo turistico e quindi in gran parte finto. Invece i beduini del deserto sanno il fatto loro e riescono a coniugare nei loro tour flessibilità, servizi e autenticità: vivono qui da sempre, insieme alle loro famiglie e, un tempo semplici pastori, oggi spiegano il deserto e le sue tradizioni ai viaggiatori.

Dormire nelle tende di lana di pecora beduine in un accampamento è un’esperienza che consiglio a chiunque abbia voglia di addormentarsi sotto un cielo di stelle che sembrano così vicine e grandi da poterle toccare solo allungando le mani.

Ovviamente fa freddo, portatevi abbigliamento tecnico e intimo termico, utile anche se sarete ricoperti da pesanti coperte di lana di pecora. Ma se ce l’ho fatta io che sono freddolosa, penso sia un’esperienza adatta a tutti.

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Accampamento beduino nel Wadi Rum
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L'interno della mia tenda nel Wadi Rum

3. Suite con piscina a sfioro a Kuala Lumpur in Malesia

Io sono quel tipo di persona che si sente a suo agio sia nel letto di una camerata in ostello (sto esagerando eh, ma solo perché non potrei sopportare chi russa) così come in una villa con piscina, con l’unica differenza che la seconda non me la potrei permettere.

Alcuni Paesi del sud esta asiatico sono famosi per i loro hotel con piscina a sfioro affacciata sulla skyline della città. La cosa bella? Che le stanze hanno un prezzo assolutamente abbordabile e quindi sono alla portata praticamente di tutti. Se si passa a Kuala Lumpur durante un viaggio in Malesia, trascorrere almeno una notte in uno di questi posti diventa così un piacevole obbligo, una delle cose da fare per assaporare parte dello spirito del luogo.

Io ho provato questa esperienza a Kuala Lumpur, capitale della Malesia. Le Saba Suites sono appartamenti privati (dunque più economici degli hotel ma con servizi simili), che si affacciano proprio sulle famose Petronas Twins Tower e sullo skyline della città.

L’appartamento è dotato di ogni comfort ed è ai piani alti, in modo da regalare una splendida vista sulla città. Ha anche la cucina, se qualcuno volesse cimentarsi a sperimentare qualche ricetta asiatica.

La piscina è aperta fino alle 23 e l’accesso è libero per gli ospiti. Il consiglio è quella di provarla e godersi la vista sia di giorno sia la sera, con la città illuminata.

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Piscina a sfioro sulla terrazza di un hotel Kuala Lumpur
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La suite a Kuala Lumpur

4.Cella dell’ex prigione di Tito a Lubiana

A proposito di ostelli, ce n’è uno che è diventato molto famoso e che, se andate a Lubiana, dovete provare assolutamente, almeno per una notte. Si chiama Hostel Celica ed è stato realizzato in quella che era un ex prigione ai tempi di Tito.

In precedenza carcere militare, molti anni fa è stato rinnovato e trasformato in ostello con 20 celle artisticamente decorate e 9 camere dotate di comfort. La particolarità è che la struttura delle celle è stata lasciata tale e quale, comprese le porte con la grata in ferro. Ovviamente le stanze sono state ridipinte, sistemate e riarredate, ma l’alloggio rimane comunque piuttosto spartano.

Anche la struttura dei corridoi e la disposizione delle stanze-celle è la stessa di un tempo. Un po’ inquietante forse, ma anche divertente. L’ostello è amatissimo dai giovani di mezzo pianeta, tanto più che si trova all’interno della Metelkova, un centro culturale autogestito con gli edifici ricoperti di graffiti che la sera diventano palcoscenico, con bar, musica dal vivo e gallerie d’arte.

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La mia "cella" all'Hostel Celica di Lubiana

5. Van in Australia

Non ho mai dormito in camper e soltanto due volte, a vent’anni circa, in campeggio. Però si sa che l’Australia è uno dei Paesi con il costo della vita più alto al mondo e un modo per risparmiare sull’alloggio è affittare un van, ovvero un piccolo furgone a due posti che, nella parte posteriore, ha anche un letto e un piccolo fornello e lavandino.

Così abbiamo percorso la East Coast, da Sydney a Cairns su questo fantastico mezzo. Ce ne sono tantissimi, alcuni anche molto sciccosi, altri più spartani. Indovinate di quale tipo era il nostro?

Bene, nonostante le comodità limitate e i tanti chilometri fatti, dormire in van è stata una bellissima esperienza. Ovviamente in Australia non si può parcheggiare e dormire sul ciglio di qualunque strada, perché è illegale. Serve trovare un campeggio e affittare una piazzola di sosta. Il tutto però è estremamente facile ed economico.

Se si arriva tardi al campeggio, come di solito capita, e si trova chiuso, c’è sempre un numero di telefono da chiamare e il proprietario concede il numero della piazzola così, al telefono, sulla fiducia. Si paga il giorno dopo, prima di andare via. Non serve che vi dica che i bagni sono pulitissimi e super funzionali.

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Il van in un campeggio a Port Maquerie
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All'interno del van

6. Treno notturno da Luxor a Il Cairo in Egitto

Alzi la mano chi ha pensato di viaggiare in Egitto di notte, in treno. Probabilmente saranno molti i viaggiatori occidentali che lo hanno fatto. Io e la mia amica Claudia non ne abbiamo incontrato nessuno, ma di certo è un mezzo di trasporto usato da numerosi egiziani. Tanto che le ferrovie egizie hanno un ottimo sito web da cui si possono acquistare i biglietti online, anche dall’Italia.

Abbiamo preso un biglietto in prima classe, dove le poltrone sono ampie e reclinabili. Non ho capito nemmeno oggi se la cosa sia davvero consentita anche agli stranieri, che di solito viaggiano in cuccetta, però l’acquisto del biglietto è andato a buon fine e in stazione nessuno ci ha fatto storie.

Due donne da sole in treno di notte in Egitto durante un viaggio fai da te? Eppure l’esperienza è stata piacevole e tranquilla. Non solo nessuno ci ha infastidito, ma poliziotti e controllori del treno hanno verificato che fosse tutto ok e ci hanno indicato la nostra carrozza.

L’atmosfera del treno mi ha ricordato per certi versi quella che si vede nei film ambientati nell’Ottocento, con gli inservienti in divisa che passano a controllare che i sedili siano a posto e quelli con il carrellino cigolante zeppo di giornali e di cibo che di tanto in tanto percorre il corridoio del treno. Però ero troppo stanca per fare foto decenti. C’è tanta gente che sale e scende ad ogni stazione, ma le poltrone sono piuttosto comode e si riesce a dormire un po’.

egitto fai da te itinerario
Sul nostro treno da Luxor a Il Cairo
Stazione dei treni di Luxor
Stazione dei treni di Luxor

7. Casa-grotta della Cappadocia in Turchia

Numerosi camini delle fate della Cappadocia sono stati trasformati in lussuosi e costosi alloggi per turisti. Ma nei villaggi di questa spettacolare regione della Turchia, numerosi abitanti vivono in case-grotte, scavate nella pietra, meno appariscenti dei camini delle fate e sicuramente più spartani, ma sicuramente autentici.

Una di queste case-grotta è stato il mio alloggio durante un bellissimo viaggio on the road in Turchia nel 2013. L’alloggio si trovava a Urgup, non il villaggio più famoso di tutti, ma secondo me quello più funzionale come posizione per visitare la regione in autonomia.

Il proprietario era un anziano simpatico e ciarliero che ci accolto mentre era a pranzo co parenti arrivati da non so bene quale luogo del Paese. La casa-grotta era spartana e dotata dei servizi minimali, ma ancora oggi mi rimane un bellissimo ricordo di questo luogo e dell’atmosfera che si respirava, nonostante fossimo a due passi (ma davvero a due passi) dalla moschea, con relativo canto del muezzin alle ore più impensate della giornata.

casa-grotta da Dede Pension
Casa-grotta da Dede Pension
casa-grotta da Dede Pension
L'esterno della Dede Pension

8. Casetta in legno sul fiiume Una in Bosnia

Detta così, potrebbe sembrare una cosa normale e per nulla originale, ma la casetta in legno in cui ho dormito in Bosnia, nei pressi di Bihać, era costruita in modo così geniale che mi faceva sentire avvolta dalle acque color smeraldo dell’Una, lo spettacolare fiume che bagna la Bosnia occidentale e che fa parte di un Parco Naturale tanto bello quanto ancora in parte sconosciuto.

Complici le ampie finestre aperte sue due delle quattro pareti della stanza, sembra di toccare il fiume e gli alberi sulla riva opposta. Il fatto che la casetta di legno abbia il piano superiore aggettante sul fiume, amplifica la sensazione di immersione nella natura. Staccare gli occhi dal panorama è davvero difficile. Il fiume Una è ipnotico.

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La mia stanza affacciata sul fiiume Una
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Una delle casette sul fiume vista dall'esterno

9. Sleeping bus in Vietnam

Qui baro un po’, perché su uno sleeping bus non ho trascorso un’intera notte, ma soltanto un bel po’ di ore, in cui comunque sono riuscita anche a dormire. Il programma iniziale prevedeva in realtà una notte intera su questo bizzarro mezzo di trasporto molto diffuso in Vietnam, ma poi cause di forza maggiore ci hanno costretto a modificare i piani.

Lo sleeping bus è semplicemente un bus gran turismo a due piani che, invece dei tradizionali sedili, ospita sedili allungabili che si trasformano in veri e propri letti. Ogni bus ospita tre colonne di sedili di questo tipo, disposti su due piani. Sono usati per le tratte a lunga percorrenza non soltanto dai turisti ma anche dagli abitanti.

Lo so, a sentirla così, sembra una cosa molto scomoda. In realtà si riesce a mantenere anche un minimo di privacy e i sedili sono molto comodi. I posti lato finestrino, come sempre, sono i migliori. Usando uno sleeping bus si possono ottimizzare molto i tempi degli spostamenti da una località all’altra e viaggiando di notte si guadagna ancora più tempo.

Gli sleeping bus fanno alcune pause lungo il territorio in una sorta di spartani autogrill e mangiare e usare la toilette. Ci si toglie le scarpe prima di salire e a ogni viaggiatore viene consegnato un sacchetto con qualcosa di simile a una merenda e qualche bottiglia di acqua. In un viaggio fai da te in Vietnam è un’esperienza da fare assolutamente.

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Sullo sleeping bus in Vietnam
Uno sleeping bus
Uno sleeping bus

10. Appartamento a Bratislva nell’ex quartiere socialista

La maggior parte dei viaggiatori limita la visita a Bratislava a poche ore e si concentra soltanto sulle quattro piazze e poche vie che compongono il quartiere medievale. Ma Bratislava è anche molto altro, se ci si spinge al di fuori della tipica zona turistica del centro storico.

Attraversando il fiume, ad esempio, dopo aver oltrepassato il cosiddetto Ponte Ufo, si giunge a Petržalka, il più grande quartiere popolare dell’ex Cecoslovacchia, che conta ancora oggi 150mila abitanti, un terzo dell’intera città e rappresenta la più grande concentrazione di case popolari di epoca socialista del centro Europa.

L’ultima volta che sono andata in città per terminare di raccogliere le informazioni per scrivere la guida turistica Bratislava e dintorni, mi è venuta curiosità di vedere uno degli appartamenti in uno di questi palazzoni e magari trascorrerci un paio di notti.

Ci ha ospitato una simpatica ragazza e mi sono ritrovata a dormire in un improbabile letto dalla forma tonda in una stanza arredata con le tonalità di bianco e rosa. Comunque, gli appartamenti all’interno sono abbastanza confortevoli, anche se non troppo grandi e hanno le stanze disposte intorno a una sorta di spazio circolare. Sicuramente fare una passeggiata da queste parti permette di scoprire una faccia ancora poco conosciuta di Bratislava.

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Stanza in un appartamento nel quartiere Petrzalka di Bratislava
Palazzi di Petrzalka a Bratislava
Palazzi di Petrzalka a Bratislava

Ci sono poi alcuni posti strani e originali dove dormire che vorrei provare in futuro. Ad esempio, mi piacerebbe passare almeno una notte in barca a vela. E prima o poi, voglio assolutamente dormire in una gher in Mongolia.

Sono certa che anche voi avete dormito in posti strani e originali mentre ervaate in viaggio!

Raccontatemeli nei commenti!

Giornalista, blogger e autrice di guide di viaggio, non riesce ad immaginare una vita senza viaggi per scoprire nuovi luoghi e conoscere culture diverse. Ama l'arte, la natura, la fotografia, i libri e il cinema. Appassionata di Balcani e di Europa dell'Est, di Medio Oriente e Sud Est asiatico, spera di riuscire a vedere tutto il mondo possibile.

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